È un altra domenica sera, è un altro giorno in cui la malinconia mi assale, è un altro giorno in cui ti penso, è un altro giorno in cui mi manchi, è un altro giorno in cui scrivo di te.
Non riesco a mettermi il cuore in pace, io che la pace l'ho trovata solo nel rumore del tuo battito contro il mio petto, non riesco a lasciarti andare, non riesco ad accettare il fatto che tu stia bene senza di me, perché io senza di te sto una merda.
Ci provo, giuro che ci provo ad uscire con altri ragazzi, a baciarli, ad andarci a letto, ma loro non sono te.
Loro non mi guardano nel modo in cui lo fai tu, come se il mondo potesse crollare da un momento all'altro ma in quell'istante, in quell'esatto momento in cui i nostri occhi si incontrano, è come se non esistesse più niente, se non io e te, tu ed io.
È che il mio cervello a un certo punto della giornata senza alcun motivo apparente ritorna al primo giorno in cui ci siamo incontrati e mi ripete "cazzo Giulia ti saresti persa la persona più bella che hai mai incontrato in vita tua se non fossi uscita quel pomeriggio".
E da lì inizia a vagare, avanti e indietro: io che ti parlo, tu che mi baci, io che ti sorrido, tu che mi stringi, io che ti tocco, tu che mi spogli, noi che facciamo l'amore, tu che mi prendi la mano, io che non la lascio andare, tu che mi lasci andare, io che continuo a non sapere come si fa.
Sono passati 56 giorni dall'ultima volta che ci siamo visti e io non riesco ancora a lasciarti fottutamente andare.
E mi sento ridicola, perché mentre tu non mi pensi più, io sono rimasta ferma ad aspettare, ad aspettarti.
E mi sento ancora più ridicola perché ti ho detto di non cercarmi più, di non scrivermi più, ma tu non hai idea di quanto l'unica cosa che vorrei al mondo adesso è che tu lo faccia, anche solo per un momento, anche solo per chiedermi come sto.
È una domenica sera e vorrei solo indietro il mio cuore, che è più fragile della ceramica, ma tu ci giochi come fosse di cemento.
Vorrei ascoltare la tua voce ancora una volta, percorrere con le dita le linee dei tuoi tatuaggi, fare casino e amarti in silenzio.
Mi sono innamorata di te e non ho il coraggio di dirlo ad alta voce perché fa così paura sapere di avere dato a una persona il potere di ridurre in pezzi il mio cuore, io che ci ho messo così tanto a cercare di rendermi indistruttibile.
Ma tu lo hai capito dal primo istante che quella spavalderia che mostro sempre è solo la corazza di una persona che ha paura di essere delusa, e ci ho sperato davvero che tu non fossi una di quelle, ma nella vita le aspettative mi hanno sempre fottuto.
È un' altra domenica, è un altro giorno in cui mi sento delusa, è un'altra sera in cui mi manchi e nonostante il perenne strato di malinconia che sento attorno al mio cuore, è un'altra sera in cui non mi pento di provare qualcosa per te, anche se tu non mi vuoi.
(L’ho scritto l’hanno scorso per una persona che adesso neanche saluto più, ma meritava di uscire fuori dalle mie bozze)