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ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 19 *POV Lali* -l'aereo atterra, dopo aver ripreso le valigie esco dall'aeroporto e mi accorgo che ho ancora Benjamin dietro- Benjamin: prendi un taxi? Io: Bho... Si, in realtà non so se ho i soldi... Benjamin: vuoi un passaggio? Ho la mia macchina parcheggiata li -dice indicando il parcheggio- Io: Oddio... Grazie ma no -"ti prego insisti" penso- Benjamin: dai! Io: no dai! Poi tu hai le tue valigie, io le mie... Non entriamo nemmeno! Benjamin: ma dai! Ci stringiamo al massimo! Su andiamo! Io: Oddio grazie! Grazie davvero sei un angelo! -dico seguendolo verso la macchina. Poso le valigie e per tutto il viaggio continuiamo a parlare. Siamo sotto il mio albergo ora....- Benjamin: carino questo albergo! Io: si? Lo spero.... Benjamin: per quanto ci resti? Io: Bho... Dovrei trovarmi una casa... Ma prima dovrei trovarmi dei soldi... Quindi un lavoro... Domani vado un po' in giro a chiedere Benjamin: se vuoi ti accompagno in qualche posto che conosco, dove magari cercano personale.... Io: grazie, ma penso mi farò una passeggiata! Benja: in caso avvisami! Ti lascio il mio numero -ci scambiamo i numeri, poi io prendo le mie cose e salgo in albergo.- //RECEPTION\\ Io: perdon.... Puedo hablar italiano? -di quello che dice il tizio capisco solo: "....italiano?....si....chica....italiano...parà" Dopo 2 minuti viene una ragazza- Ragazza: eccomi Io: oh menomale -dico sorridendo- Ragazza: di cosa hai bisogno? Io: ho una stanza prenotata... Sono Mariana Esposito... Volevo sapere per quanto è stata prenotata... Ragazza: si...ehm...ecco -smanetta sul computer- allora la tua stanza è la 123, pagata per... 3 settimane! Io: 3? Ragazza: si. 3. -dice porgendomi le chiavi della stanza- colazione dalle 6 alle 9, pranzo da 12 alle 14 e cena dalle 20 alle 22 Io: gra-grazie Ragazza: la stanza è pronta... Se vuoi che ti portino le valigie su poggiale lì -ringrazio un'altra volta. Prendo le mie due valigiione e salgo con l'ascensore, arrivo davanti alla mia stanza, prendo le chiavi e apro: fattibile..... A destra c'è l'armadio, davanti la porta del bagno, più giù un letto da una piazza e mezzo con davanti una tv e dopo un piccolo balconcino. Poso le valigie davanti al letto e mi ci stendo sopra. Dopo 5 minuti accendo la Tv, trovo MTV e lo lascio di sottofondo, prendo i fogli e trovo dentro 100€.... La prima cosa da fare è comprare una scheda telefonica argentina, e domani penserò a trovarmi un lavoro.... Dopo aver sistemato i vestiti nell'armadio mi sfilo i vestiti dello show e li butto nella lavatrice che si trova nel bagno, mi sciolgo la coda e mi butto in doccia, quando esco spero con tutta la mia anima di aver messo lo struccante nella borsa e, fortunatamente, è così. Dopo essermi struccata mi infilo un paio di shorts a vita alta larghetti e un top bianco che arriva sotto il seno, mi metto gli stivaloni bianchi e pochissimo rimmel, mi faccio una coda alta lasciando fuori la frangia, metto nella borsa telefono, portafogli, documenti e chiavi dell'albergo ed esco. Incamminandomi prendo il telefono e mi accorgo che non è inserita nessuna SIM.... Me l'avranno levata perchè non possa chiamare Peter o gli altri? Perfetto .-. Dopo aver camminato per 5 minuti mi accorgo che non ho la minima idea di dove sia un negozio di telefonia così chiedo a un passante, ma credo non mi capisca perchè mi guarda e se ne va, blocco una signora... Io: negozio....por.... Telefono... Telefonia... Schede ....??? Signora: ....carajo....sè.....Vos.....andà! -provo con un altro.... Peggio ancora. Alla fine entro in un bar...- Io: cafè....con ... -come si dice cornetto diavolo!! Mi guardo in torno...- Como se dice.... Comida ...asì... -ne faccio la forma con le mani ma il barista non capisce- okay.... Solo cafè! -il cafè fa schifo. È acquoso, tipo americano...pago e me ne vado. Che giornata! Continuo a camminare con la speranza che finalmente qualcuno mi capisca. Dopo 10 minuti di camminata mi siedo su una panchina, davanti a un bar... Una macchina passa e si ferma davanti a me, mentre il clacson suona. Ma che diavolo vuole questo adesso? Si abbassa il finestrino...- Xx: Lali!! Io: oh! Benja! Sei tu! -mi alzo e vado verso la macchina- Benja: dove stavi andando? Ti serve un passaggio? Io: mi servirebbe sapere dove trovare una SIM.... Benja: vieni, ti ci porto io! Io: se mi dici dove sta vado da sola non ti preoccupare! Benja: sali su!! -non me lo faccio ripetere e salgo in macchina, in meno di 5 minuti ho una nuova SIM, segno il numero di Benjamin, l'unico contatto....- Benja: carino l'albergo? Io: abbastanza.... Ma tra tre settimane andrò a vivere per strada mi sa... Benja: perchè? Io: l'albergo me lo hanno prenotato per 3 settimane.... Se non trovo un buon lavoro prima non avrò soldi nè per affittare ancora la camera nè per prendere una casa... Benja: negativa eh! Dai un lavoretto lo trovi! Ti aiuto io! Io: tu invece... Cosa fai? Benja: sto facendo il... Come lo chiamate in Italia.... Quando fai tipo una preparazione per essere dottore... C'è fai il dottore con un altro dottore... Io: ah! Stai facendo il tirocinio per diventare medico! Benja: ecco si! -a proposito, devo trovarmi un ginecologo....- Io: in una clinica? Benja: si Io: privata? Benja: si Io: buono a sapersi.... -dico a bassa voce- Benja: ti faccio fare un giro? Io: okay! -sorrido- -passiamo tutto il pomeriggio in giro.Mi fa ambientare un po', mi mostra i ristoranti più buoni, le gelaterie migliori, le varie strutture.... Passiamo in almeno 10 bar e nessuno cerca personale.... O almeno nessuno cerca una ragazza inesperta che non parla spagnolo..- Io: Non ce la farò mai. -ho quasi perso le speranze- Benja: ma dai! Troverai qualcosa! Io: non so nemmeno lo spagnolo... Come faccio a trovare lavoro?! Benja: dobbiamo trovarti un lavoro in cui stai in silenzio... -ride- -non posso fare a meno di sorridere- Io: puoi accompagnarmi a casa di Eugenia? Benja: non ti assicuro che vivano ancora lì... Abitava lì alle elementari... Comunque proviamoci! -arriviamo davanti alla casa, scendo dalla macchina e citofono. Faccio fare a Benja da traduttore- Io: chiedigli se sono loro.... ... Benja: é la madre! Io: dille che sono una amica di Euge e ho bisogno di contattarmi con lei -la signora ci fa salire, la casa é molto carina, un attico. Grande, ben arredato... La signora inizia a chiedere come mai sia qui...- Lali: eh... Complicato MammaEuge: ah pero sei de Italia! -sorride parlando un italiano abbastanza comprensibile- Lali: si, andavo a scuola con sua figlia MammaEuge: Y porque sei in Argentina? Lali: é una storia complicata... MammaEuge: raconta -ha un sorriso che mi ispira fiducia- Lali: sono... Mi hanno obbligata ad andare via, senza avvertire nessuno... MammaEuge: quien? -dice preoccupata- Benja: obbligata? Lali: il padre del mio ragazzo... È un uomo potente... E anche un grande stronzo. Ha scoperto non so come che sono incinta... E mi ha fatto allontanare da suo figlio... MammaEuge: dios mio hija! -trattengo le lacrime e guarda il pavimento- Benja: devi denunciarlo Lali -dice in tono dolce- Io: no. È davvero potente... Sarebbe solo peggio. E... Vi prego se qualcuno viene a sapere che ve l'ho detto... MammaEuge: tranquila mi amor... -mi abbraccia- Benja: c'è un modo per farla comunicare con Eugenia? -guarda la signora- MammaEuge: ella me deve chiamare hoy! Io: si ma... Ho paura che se sa che sono qua lo dice a Peter... MammaEuge: parlo io con mi hija. Yo le digo di no dire nada! -mi sorride dolcemente e io la ringrazio. Insiste perchè rimaniamo, così ci prepara da mangiare e ceniamo li... Euge è davvero fortunata, sua madre è una persona fantastica. Mi sento quasi a casa.. :) ....il telefono della madre di Eugenia inizia a squillare, lei cammina verso questo, si gira verso di me e sorride...- MammaEuge: HIJITA MI AMOOOR! Holaaa gordi! Como estas? Como mal?! A... ... Quien ese? Esta llorando?.... No! Para tengo que decirte algo importante! ... Hija ascuchame! Parà... -Eugenia attacca- Benja: chi stava piangendo? MammaEuge: Peter es tu novio? Io: Peter! Cosa? -trattengo le lacrime- Benja: stava piangendo... MammaEuge: Dice Euge che esta muy mal... Y sentì que stava llorando... Eugenia mi ha detto che era borracho! Benja: ubriaco... -mi traduce- Io: Ti ha attaccato per aiutarlo? -mi scende una lacrima- MammaEuge: si... Pero me llama dopo... Asì que aspetiamo! -accenna un sorriso- Io: -annuisco e mi siedo sul divano- -dopo 30 minuti... ...Il telefono squilla di nuovo...- MammaEuge: hija... Tengo que hacerte hablar con alguien.... Però tenes que callarte si? Nadie tiene que saber que hablaste con esta persona! Palabra?... Dale mi amor besote. (figlia... Devo farti parlare con qualcuno.., però devi stare zitta okay? Nessuno deve sapere che hai parlato con questa persona! Parola?... Okay amore mio baci.) -mi passa il telefono, lo prendo- Io: Eu... -inizio a piangere- Euge: Là... -ha la voce strozzata, sta piangendo. Rimane in silenzio.- FINE CAP 19
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 18 *POV Peter* -dove diavolo è finita Lali? Stiamo festeggiando, è andato tutto come doveva andare, anzi, meglio... E lei non c'è...- Gas: siamo stati fantastici! Euge: la gente era felicissima! Urlava! Mi hanno lanciato un sacco di cose! Nico: perchè le ragazze con il cartello con il mio nome? Euge: ragazzine! Nico: invece quelli che urlavano e ti lanciavano le rose erano uomini? Euge: gnegne -Nico e Euge continuano a sbaciucchiarsi....mentre io aspetto che torni Lali, doveva "prendere una cosa" aveva detto...- Gas: ma mia sorella? Io: eCco, esatto.... Euge: è nel camerino... Doveva prendere una cosa Io: si, mezz'ora fa! Nico: non è mica scappata eh! Tecnico: Teen Angels! Sul palco! Bisogna vedere se avete vinto Euge: ovvio che si! Nico: non portare sfiga amore Gas: ma dai! L'altra band faceva solo che ridere! -continuando a parlare si avviano verso il palco. Corro verso il camerino di Lali, apro la porta, è vuoto. Dove diavolo è finita? Torno dagli altri ...- Io: Lali non c'è! Gas: come non c'è?! Euge: dove sta? Io: vorrei saperlo anche io Nico: e ora? -bella domanda.. E ora? In sottofondo Sentiamo le parole del conduttore.. Conduttore: ed i vincitori.... Di questo concorso.... Sono iiii............... -rullo di tamburi- TEEEEEEEEEN ANGEEEEEELS! -Panico. Dobbiamo entrare, manca Lali, cosa facciamo? Ci guardiamo, Euge ha un viso stra impanicato ma un Tecnico ci spinge sul palco- Conduttore: eccoli i nostri 5..... Aspettate... Siete 4 Io: no. Euge: si... Nico: Lali ha avuto un contrattempo Conduttore: eh,.. Ok. Mmh... Perfetto! Non succede nulla! Ecco il vostro premio! -ci porge il premio- Ricordo che la band ha vinto, oltre questo magnifico souvenir, l'incisione di un disco, e un tour già pagato! -urla dal pubblico...- Conduttore: volete dire qualcosa? Peter! A te la parola! Peter: Bhè che dire! È stato magnifico! Euge: non lo dimenticheremo mai! -dice lanciando un bacio al pubblico- Nico: siete fantastici! Gas: è stata l'esperienza più bella della nostra vita! Conduttore: Bene e allora facciamo un grande applauso a questa nuova band!!!! -finalmente possiamo andare via, appena usciti posiamo il premio su un tavolo e cerchiamo Lali.... Non c'è. Provo a chiamarla: irraggiungibile. Le lascio 24 messaggi e 28 chiamate- Io: mi sto preoccupando... Euge: magari è dovuta tornare a casa.... Gas: e come? A piedi? Nico: c'è qualcosa che non va! Io: dove diavolo è finita! -urlo. Mi metto le mani tra i capelli e do un calcio a uno sgabello che ho davanti, facendolo rotolare ai miei piedi. È scomparsa.... Pensieri orribili mi vengono nella mente... E se l'hanno rapita? E se l'hanno uccisa? E se è corsa in strada e l'hanno investita? E se fosse in pericolo? ...... Tornato a casa vedo che i suoi vestiti non ci sono più, e nemmeno la sua valigia... È scappata... Perché? mi chiedo... Stavamo bene insieme, si era stufata di me? Che è successo? Aveva un altro? È scappata con lui?..... Non riesco a capire, so soltanto che resterò chiuso in camera a piangere e bere birra finché riuscirò a restare vivo.- FINE CAP 18
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 17 //Camerini- fine spettacolo\\ -WoW. È stato grandioso! Le persone parevano entusiaste... Noi eravamo a mille... Le nostre voci, unite... Tutto perfetto! Vorrei potesse non finire mai, ma la fine è arrivata e il panico invade il mio corpo. Sono sdraiata sul divanetto del mio camerino, gli altri stanno festeggiando. Mi arriva un messaggio: "Bello spettacolo, ma è ora di andare. Abbiamo le tue valige in macchina, prendi quello che ti serve e vieni sul retro. Non farti vedere da nessuno." Il mio cuore inizia a battere all'impazzata, respiro a fatica, mi asciugo una lacrima e metto nella borsa le mie cose, apro leggermente la porta e mi trovo davanti un colosso di uomo, vestito di nero, con un auricolare all'orecchio, pelato con dei lunghi occhiali scuri. Mi prende un braccio e mi porta in un corridoio buio, apre una porta e mi butta fuori. Davanti a me c'è una macchina, si apre lo sportello e l'uomo mi butta dentro. Inizio a piangere, in silenzio.... La macchina parte... È tutto finito. La mia vita è finita... Ora che farò? Dove andrò? Come vivrò? L'uomo al volante mi guarda dallo specchietto... È un uomo sulla cinquantina, anche lui ha l'auricolare, ed è vestito tutto di nero.- Uomo: dimmi dove vuoi andare Io: che? In.... In che senso Uomo: che aereo dobbiamo prenotarti? -dice duramente- Io: non- non lo so! Uomo: dimmi un posto! -alza la voce- Io: Bho... B... Buenos Aires! -ricordo le parole di Eugenia su questa città... Avrei potuto scegliere Miami, New York... Ma voglio un posto tranquillo.... Magari troverò la famiglia di Eugenia...magari riuscirò a rivederla.... Almeno lei... L'uomo inizia a premere dei pulsanti sullo schermo della macchina. Uomo: è tutto pronto. Hai l'aereo e un albergo. È tutto scritto qui -mi lancia un foglio con violenza- ovviamente sei partita di tua iniziativa. Inventa qualcosa di convincente. Se qualcuno viene a sapere qualcosa fate una brutta fine. Te e il bambino! -annuisco impaurita tenendo il foglio in una mano.... L'altra mi trema come una foglia, io continuo a piangere silenziosamente, impaurita, smarrita- Uomo: qualche domanda? Io: co-come vivrò? Uomo: non sono problemi nostri questi! Già è tanto che ancora vivi! -la macchina si ferma, lo sportello si apre ed un altro uomo mi prende per un braccio facendomi scendere. Entro nell'aeroporto seguita da quest'omone che mi scorta fin quando non salgo sull'aereo. Continuando a piangere cerco il mio posto, lo trovo e mi siedo. Poggio la testa sul sedile e tiro un profondo sospiro. L'aereo sta per decollare, io sto per partire per un'altra vita... Una vita in cui sarò una Lali spenta e triste con un figlio, in una città che non conosco.- Xx:ehm... Scusi! Mi scusi! Devo passare! -sento dei rumori dietro di me, non ho la forza di girarmi. Un ragazzo biondo si avvicina e mi guarda, giro il viso verso il finestrino...- Xx: quello sarebbe il mio posto! -dice sorridendo- Io: è? Xx: il posto... Io: questo? Xx: si Io: ah... No scusami è che mi da fastidio stare lontana dal finestrino... Questo era il mio -dico indicando il posto accanto a me- Xx: allora posso mettermi qui? -dice indicando il mio posto- Io: si! Certo! Scusa...e grazie! -dico accennando un sorriso. Il ragazzo ricambia e si siede, ha una chitarra nella custodia. Mi rivolto verso il finestrino mentre il biondino fa tutto il casino che può sistemando la sua robba- Xx: ci siamo già visti? Io: scusa? -mi volto verso di lui- Xx: dico, ci siamo già visti? Io: non stavo ascoltando... Comunque No non mi pare... Xx: sicura? Io: si! Xx: piacere, Benjamin -mi porge la mano- Io: Mariana... Ma tutti mi chiamano Lali -gliela stringo. Mi sorride, non posso fare a meno di notare i suoi occhi azzurrissimi- Benjamin: vai a Buenos Aires per scalo o....? Io: no. Vado lì per rimanerci... -abbasso lo sguardo- Benjamin: non ti vedo molto felice Io: non lo sono infatti Benjamin: come mai? È bella Buenos Aires! Io vivo lì! Io: no si... Immagino. Ci viveva una mia amica...ora sta qui a Roma... Benjamin: come si chiama? Io: Eugenia Benjamin: Suarez? Io: si... La conosci? Benjamin: di vista.... Ci ho parlato poche volte.... Io: sai dove abita a Buenos Aires? Benjamin: si... O almeno prima abitava davanti al bar Playa Io: a... Grazie Benjamin: comunque, mi dicevi... Perchè non sei felice di venire li? Io: sarei volentieri rimasta qui... Con i miei amici, il mio ragazzo, mio fratello, la mia casa... Benjamin: e perché allora sei qui? Io: perchè.... Perchè si. Devo. Benjamin: in che senso? Io: nessun senso. Devo e basta Benjamin: ,Mmh... Vabbè ho capito. Non insisto -mi sorride- Io: scusa eh... È che proprio.. Benjamin: tranquilla! Io: suoni? -dico indicando la chitarra- Benjamin: si! Io: che bello! Io canto...e ballo. Avevo una band... Sono qui direttamente da uno show. -mi apro la felpa facendogli vedere il top pajettato- Benjamin: WoW! Io: già ... -abbasso lo sguardo, infelice. Passiamo tutto il viaggio chiacchierando, e devo dire che ne sono contenta.. Se non ci fosse stato Benjamin a quest'ora starei piangendo guardando il paesaggio della mia bellissima Roma scomparire. Ora vorrei solo svegliarmi e scoprire che è tutto un incubo, ma non è così, a svegliarmi è la voce dell'autista che avvisa che stiamo atterrando a Buenos Aires.- FINE CAP 17
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 16 -pago il taxista lasciandogli 10 euro in più, mi asciugo le lacrime quanto posso e mi dirigo verso il portone. Lo specchio nell'ingresso del palazzo mi fa capire che devo prima calmarmi un attimo, così vado al bar e prendo un cappuccino con un cornetto, nonostante abbia lo stomaco chiuso. Con calma riprendo la strada di casa, apro il portone e salgo le scale. Mi fermo davanti alla porta, faccio un respiro profondo e giro le chiavi.- Peter: eccoti finalmente! Io: ero dalla dottoressa.... Peter: che ti ha detto? -fa capolino dalla cucina e mi viene incontro, prendendomi per i fianchi- Io: tutto apposto -ancora molto scossa mi levo e vado in camera mia- Peter: che hai? -chiede seguendomi- Io: nulla.... -rifaccio il letto a testa bassa. Dovrei stare tutto il tempo con lui a godermi le ultime ore insieme, ma non ce la faccio, mi viene da piangere solo guardandolo negli occhi....- Peter: Lali.... Cos'hai? Io: nulla... Davvero! -alzo il viso e accenno un sorriso, riabbasso il viso subito dopo- Forse è un po' d'ansia per stasera! Peter: andrà tutto bene! -mi sorride abbracciandomi da dietro. Mi da un leggero bacio poi chino il capo e continuo a sistemare- Io: a che ora dobbiamo stare li? Peter: tra 2 ore Io: mi faccio una doccia mi preparo e andiamo. -Peter va via, chiudo la porta, mi siedo sul letto e mi sfilo le scarpe... Rimango 5 minuti a fissare il vuoto, poi entro in bagno. Sono devastata, rimango a guardarmi allo specchio: Io, che avevo sempre il sorriso sulle labbra, ora sto così. Stasera realizzerò il mio sogno di cantare su un palco, con migliaia di persone a guardare me con il mio gruppo, formato dalle persone che più amo. Molto probabilmente non sarà come sempre ho desiderato, avrò paura della fine.... Dovrò partire, per sempre, lasciare tutto e tutti e partire per non so dove.... E quando sarò in quel posto? Dove andrò? Che farò? E quando nascerà mio figlio? Ho solo 17 anni.....in un posto che non conosco, con un figlio, senza nessun altro...... Mi sfilo la maglietta, i pantaloni e l'intimo lasciando tutto per terra ed entro in doccia. Inizio a piangere. Il bello della doccia è che nasconde le lacrime, l'acqua scende portandole via , e il suo rumore nasconde i singhiozzi. Esco respirando a fondo, mi asciugo le lacrime, mi levo il trucco colato sulle mie guance e rimango in accappatoio sdraiata sul letto.- Peter: amore -bussa alla porta poi apre lentamente- dobbiamo andare! -annuisco. Quanto è passato? Mi vesto con un paio di pantaloncini a vita alta e un top che finisce sotto il seno nero. Metto gli stivaloni neri col taccone e preparo la borsa: trucchi, mollette, elastici, asciugamano, piastra, e tutto ciò che potrebbe servire.- //CAMERINI\\ -entro nel camerino mio e di Euge.... WoW. É grandissimo, e solo per noi!! Ci sono i nostri nomi sulla porta e delle nostre foto sul muro. Poso la robba e per un attimo mi esce un sorriso, su un divanetto ci sono due vestiti ben ripiegati...- Euge: eccomi! Io: Eu -dico con poco entusiasmo- Euge: pronta? -dice facendo un saltello- Io: si... -accenno un sorriso- Euge: che hai Là? Io: niente -mi volto e sfoggio il sorriso più finto che abbia mai avuto- Euge: Mmh... Io: i vestiti! Euge: si!! -apro il mio copri-vestito. WOW! I miei sono dei pantaloncini di pelle neri lucidi a vita alta, corti sulle gambe e molto probabilmente anche sul sedere, sopra avrò un top ad una spallina fucsia pieno di pajette. Eugenia invece ha dei pantaloncini a vita alta fucsia pajettetati con un top senza spalline con scollatura a cuore nero lucido. Io metterò i miei soliti stivaloni neri ma con i lacci fucsia mentre lei metterà degli stivaletti fucsia con i lacci neri. Una bomba! Iniziamo a farci i capelli: lei si piastra e lascia i suoi biondi capelli lunghi fino alle spalle sciolti; io invece dopo averli piastrati li raccolgo in una coda lasciando fuori la frangetta. Ci trucchiamo non troppo. Io metto un filo di eye-liner con la matita fucsia dentro l'occhio e mascara in abbondanza mentre Euge mette dei brillantini che ricordano le pajette fucsia sulla palbebra e della matita nera sotto con mascara nero in grande abbondanza. Il lavoro è finito!- Euge: WoW! -ci guardiamo allo specchio- Io: lavoro terminato -accenno un sorriso....Tanto impegno per poi dover lasciare tutto....- Euge: siamo stupende! Io: a dir poco! Xx: WOW! Yy: attenta che ti stupro! Kk: Lali non sarai un po' troppo scoperta? -sentiamo la porta aprirsi, sono i ragazzi. Nicolas va da dietro a Eugenia baciandola sul collo e Peter mi si avvicina- Pitt: sei stupenda! -mi sorride- Io: merito di Euge Nicolas: no dico ma l'hai vista -fa girare eugenia su se stessa- mamma mia che effetto che mi fai! -la tira a sé e inizia a mangiargli la bocca mentre le sue mani scendono esplorando tutte le pajette dei pantaloni- Pitt: Ei.... Ancora quel faccino?! -mi alza il viso per il mento e mi guarda- Io: è paura Pitt: di cosa? -mi stringe a sè- Io: di tuo... Pitt: di mio? Io: no dico ... Di Suo-nare... Per lo spettacolo insomma.... Pitt: ahahah ma dai! Andrà tutto bene! Tecnico: pronti? Tra 30 minuti entrate. Andate sulla piattaforma! -ci avviamo sulla piattaforma che ci farà spuntare dal pavimento fino sopra al palco...- Io: manca gas! Pitt: vado a chiamarlo! Io: no vado io! -entro nel suo camerino, è su un divanetto...- Io: dobbiamo andare sulla piattaforma Gas: sei bellissima -dice alzandosi e avvicinandosi- ma io non me la bevo.... Cos'hai? Io: nulla! Gas: Lali, ti conosco meglio di quanto tu conosci te stessa.... Io: non ho... Non ho nulla... Gas: guardami negli occhi e dimmi che non hai nulla Io: non ho... -lo guardo, non so mentirgli, ha una faccia da cucciolo smarrito. Si preoccupa per me, se solo potessi dirglielo... Sarebbe in grado di aiutarmi, almeno lui.... Ma non posso...- Ti voglio bene! -lo abbraccio, ciancico "non lo farò per mio volere" e mi avvio verso la piattaforma, dopo 2 minuti è lì anche lui. Ci posizioniamo, prendiamo i microfoni, uniamo le cinque mani una sopra l'altra e urliamo "1-2-3-4" e lanciamo un urlo. Sono carica, pronta per farmi ricordare nel migliore dei modi "Lali, la ragazza sorridente che cantava su quel palco". La piattaforma inizia a salire lentamente, le note di "Vos Ya Sabes" iniziano a suonare..... Siamo sul palco, WoW quanta gente! Tutti urlano... Noi iniziamo a cantare. È un sogno che si avvera- FINE CAP 16
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 15 -domani c'è lo spettacolo, ancora non ho assimilato l'idea, così molto tranquillamente vado dal dottore a fare un esame di routine.- DOC.Attias: Lali! Io: ciao! -dico abbracciandola- Doc.attias: tutto bene? Io: si può sempre stare meglio! DOC.attias: ottimista la ragazza! Io: mi fa un certo effetto farmi visitare da lei.... Insomma... DOC.attias: perchè? Io: che vado a fare da una ginecologa se non posso aver figli? -dico abbassando lo sguardo- DOC.attias: proprio per questo motivo Lali! -dice con tono di rimprovero- per questo hai bisogno di più visite! Io: ok ok... -varie cose, vari esami.... Tutto apposto.- DOC.attias: ehm... Io: che c'è? Doc.attias: qualcosa che non torna.... Aspetta un attimo torno subito -se ne va con un'aria davvero dubbiosa.- /Passano 10 minuti\ DOC.attias: ho quasi fatto -dice facendo capolino sulla porta e riandando via- /dopo 20 minuti\ Doc.attias: eccomi! -dice con un sorriso sgargiante- Io: tutta questa felicità? DOC.attias: io non so cos'abbia Peter lì sotto ma questo è un miracolo! -sorride stampando un foglio- Io: non ti capisco! DOC.attias: Lali, dalle analisi risulta.... Io: cosa? -dico spazientita- DOC.attias: Lali non me lo so spiegare ma.... Sei incinta! -"sei incinta" .... Questa frase l'ho già sentita.... Mi risuonano alla mente le parole della dottoressa qualche mese prima... Io non avrei mai più potuto avere figli, mai più....ed ora? Risulta che sono incinta. Non voglio illudermi, non voglio sorridere, nè piangere. Non so che significhi. Non so spiegarmelo.- Io: cosa? Doc.atttias: si! -annuisce sorridendo porgendomi un foglio- Io: ma... Insomma è sicuro? DOC.attias: risulti positiva a tutti gli esami di gravidanza... -indica il foglio. Ci sono dei nomi di vari esami, accanto in maiuscolo è ripetuto "POSITIVO"- Io: ci potrebbero essere errori? DOC.attias: no. Lali sei incinta! -un sorriso mi sfugge dal volto... Diventerò mamma.... Potrò tenere mio figlio tra le braccia. Potrò dormire la notte senza piangere risentendo le frasi della dottoressa. Sono incinta.- Io: è.... O mamma! -dico sorridendo- DOC.attias: è un miracolo! -mi abbraccia, mi da gli ultimi fogli e vado via. Questa volta chiamo un taxi per evitare un altro incidente. Sono davanti alla porta dell'ospedale aspettando il taxi, una macchina nera con i finestrini oscurati si ferma davanti a me. Un finestrino del sedile posteriore si abbassa, scoprendo il volto di un uomo. Capelli grigi, occhiali da sole tondi, sguardo pietrificante, sigaro in bocca....- Signore: Mariana! -da un colpetto di tosse. Ha la voce roca. Non l'ho mai visto e non ho idea del perchè sappia il mio nome, mi sto spaventando, mi giro verso l'entrata dell'ospedale- Sign: non avere paura... Vieni qui! -faccio un passo indietro cercando di guardare altrove ma un uomo esce dalla macchina, è un colosso, vestito di nero, occhiali da sole e auricolare all'orecchio. Mi prende con violenza per il braccio e mi trascina dentro la macchina nonostante il mio dimenarmi. Sono in quella macchina... Grande, lussuosa. Il vecchio è vicino a me, provo ad aprire lo sportello ma è chiuso dall'interno. Lo guardo spaventata...- Sign: vedi un po' che bella ragazza si è trovato il mio figliolo... Io: lei... -deglutisco con fatica- Sign: si... Sono il padre di Juan Pedro. Io: Cosa vuole? Cioè... Ha bisogno di qualcosa? Come sapeva che ero qui? Io .... Suo figlio è a casa se vuole vederlo... Ho un taxi che mi aspetta dovrei andare! Sign: non avere fretta piccolina, il taxi aspetterà se necessario -dice portandosi il sigaro alla bocca- Sign: Sai piccola, mio figlio è un ragazzo.... Cattivo. Gli è già capitato ciò che sta succedendo con te... -guarda la mia pancia- Lui scapperà dopo questa notizia. Ti lascerà sola. Tu e un bimbo piccolo.... E hai soli 17 anni.... Io: suo figlio è cambiato -dico decisa- Sign: lo dici tu! -dice ridacchiando- mio figlio non cambierà mai. -torna serio, con la voce roca e pedulante- io non voglio che ti faccia del male.... Ma non voglio nemmeno che tu faccia del male a lui! Io: non la sto capendo Sign: Insomma tesoro, io ti capisco.... Non vuoi perdere un altro bambino! In quel brutto modo poi... Quella macchina blu... Che correva verso di te... Non so se ricordi che senza la botta di quella macchina... Bhè forse ora avresti il pancione -un malefico sorriso gli compare sul volto. Deglutisco aggrottando la fronte. Era lui in quella macchina? Voleva uccidermi? O uccidere mio figlio?- Io: lei... Sign: non io in persona per carità.... Certe cose le fanno i miei collaboratori... Ma ovviamente l'ho fatto per il tuo bene... Per non farti soffrire! Io: pensava di levarmi sofferenze uccidendo mio figlio? -dico bruscamente- Sign: Oh oh.... Si scalda la ragazza. Ora sei così, ma quando mio figlio ti mollerà.... Piangerai giorno e notte.... Io: cosa vuole da me? -dico seccamente trattenendo le lacrime- Sign: devi sparire! -dice con la più grande tranquillità di questi mondo- Io: che? Sign: esatto. Dici qualcosa a mio figlio di quel frugoletto che hai in pancia e siete morti. Tu e tuo figlio. Io: è così crudele da uccidere suo nipote? Sign: mia cara.... Tu saresti crudele a lasciarmelo fare... Ma so che non lo farai. Per questo sei una brava ragazza! La famiglia prima di tutto! -sorride- Io: la pancia crescerà! Sign: non ci sarà alcun pericolo che Peter la veda.... Dopo lo show di domani lei prenderà un aereo. E andrà via. Per sempre! Io: no... -rimango a bocca aperta, le lacrime iniziano a scendere.... Lasciare tutto.... Tutti- Sign: nessuno deve sapere nulla.... CHIARO? -alza la voce tirando fuori una pistola dalla giacca- Sign: CHIARO? -ripete- Io: s-si...s-si -farfuglio indietreggiando- Sign: il tuo taxi ti aspetta... Vai cara.... Goditi l'ultimo giorno con il tuo Peter.... E ricorda... Se qualcuno viene a sapere qualcosa.... -punta la pistola contro me, poi verso la mia pancia. Sento un rumore, la mia mano è rimasta sullo sportello per tutto il tempo, questo si apre, io mi giro e me ne vado, sbattendolo con tutta la forza che ho. Entro nel taxi e inizio a piangere come non ho mai fatto prima- FINE CAP 15
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 14 -É passata una settimana..... Il primo giorno distinguevo i contorni degli oggetti; Già dal terzo vedevo bene alcuni particolari del viso di Peter; Il quinto giorno riuscivo a leggere con un po' di fatica; Il sesto l'ho passato guardando i bellissimi occhi di Peter in ogni minimo dettaglio; Il settimo mi sono svegliata, e come se non fosse mai successo nulla era tutto così definito, chiaro.... Il neo di Peter, i vestiti a righe, le foto di quando ero piccola, il mio viso riflesso sullo specchio, i miei capelli, i miei occhi... I miei occhi...vedo!.- Io: AMORE! Pitt: dimmi -viene con il rasoio in mano e la schiuma da barba in faccia- Io: ehi, -mi avvicino in modo sexy- hai una ciglia qui -tocco leggermente sotto il suo occhio e prendo la ciglia..... Guardo Peter .... Dopo un po' ci arriva- Pitt: L'HAI VISTA! Hai visto una ciglia!!!! Amore!! -mi prende per i fianchi e mi tira su iniziando a girellare, lo abbraccio ridendo, mi posa a terra... Ha un viso così felice, i suoi occhi brillano- Io: sei così bello amore mio! -lo bacio, la schiuma da barba mi si sparge per il viso. Quando smettiamo di baciarci mi guardo lo specchio ed entrambi iniziamo a ridere- Peter: WoW quanto sei sexy! -dice tirandomi a sè per i fianchi- Io: mai quanto te -con un dito levo della schiuma dalla sua guancia per poi disegnargli una striscia sulla fronte- Peter: ehiehi! Che faiiii! -dice iniziandomi a fare il solletico- Io: no! No ahahahah! No il solletico no!! Peter: se no che mi fai? -continuando a farmi il solletico mi fa cadere sul letto, gli blocco i polsi e rigiro la posizione. Io seduta su lui sdraiato.... Dopo varie risate iniziamo a baciarci.... Dopo vari baci iniziamo a spogliarci... Non c'è bisogno di dire cosa facciamo dopo :P- 12:00 DRIIIIIIN DRIIIIN DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN -...sento un fastidioso rumore, mi rigiro nel letto mettendomi un cuscino sulle orecchie ma non cambia nulla, butto il cuscino a terra, mi metto seduta e apro gli occhi con fatica. Peter è accanto a me, che dorme come un sasso senza sentire il citofono che continua a rompermi le orecchie- Io: Peter svegliati! -urlo mentre mi alzo per andare ad aprire- Io: chi è? -dico con il "telefono" del citofono sull'orecchio- Xx: siamo noi!!! Io: salite! -dico scorbuticamente... Perchè sono venuti? A quest'ora? ... Mentre aspetto che suonino il campanello della porta guardo il mio riflesso sullo specchio nel corridoio.... Non so se mi ricordavo così, forse no... I miei capelli ora sono tutti un po' arruffati, ho un residuo scarso di mascara sulle ciglia dal giorno prima, e il magliettone di Peter che mi arriva appena sopra le ginocchia... Senza scarpe sono davvero.... Mora. Sono proprio mora....- Euge: che fai ci apri? -sento la voce di Eugenia in sottofondo al campanello- Io: ecco! -apro la porta e rimango ferma, assonnata.... Poi mi inizio a chiedere perchè siano qui...- Nico: pronta piccolina? Io: per cosa scusa? -dico scansandomi mentre tutti entrano in casa mia dopo avermi dato un bacio- Euge: come per cosa! -dice ridendo- Gas: Lali stai bene? Io: ragazzi sinceramente non vi capisco -dico buttandomi sul divano- Peter: parlate dello spettacolo suppongo -dice Peter mentre si infila una maglietta- Io: spettacolo? Euge: Là! Holaaa! Estas con nosotros gordi? Io: è? Nico: Lali lo spettacolo! Mancano solo 2 giorni. Euge: i vestiti sono pronti -dice facendomi l'occhiolino- Gas: dobbiamo fare la scaletta delle canzoni Peter: un palco tutto nostro... Nico: Maxi ci sta pubblicizzando tramite la radio... Gas: pare che faranno una specie di concorso con l'altra band... Euge: si... Una cosa del tipo che se vinciamo abbiamo la strada spianata nell campo della musica. CD, spettacoli, un tour organizzato e un manager..... Peter: e gli altri? Euge: ni idea! Nico: non sappiamo nemmeno come si chiamano Io: Perfettto -dico sarcastica- Gas: dobbiamo vincere! Euge: vinceremo! Peter: certo! Nico: si spera... -dice baciando Eugenia- Io: Mmh... Prepariamo la scaletta -passiamo tutto il pomeriggio ad organizzare meglio tutto. È tutto prontissimo. Potremmo benissimo vincere. Io ed Euge abbiamo due vestiti stupendi. Simili ma diversi... Come se si completassero. I ragazzi ne hanno tre uguali ma degli stessi colori.... I microfoni nuovi sono stupendi, funzionano che è una meraviglia... La scaletta è decisa: Vos Ya Sabes A ver si Pueden Hoy quiero Me voy Donde estas Cambiar de aire Che bombon Nenes bien Estoy listo È tutto davvero perfetto, una cosa seria, professionale. Noi, su un palco. Un'arena di persone a guardarci. Si gareggia per la fama, per entrare nel mondo della musica, non è poco. È tutto.- FINE CAP 14
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 13 Peter: che??? Io: si! -metto le mie mani sul suo volto, sfocato.... Ha aperto la bocca. Lo vedo. Vedo di nuovo, mi basta vedere così, sfocato, non definito... Ma vedo. Vedo la forma del suo viso. Sta chiudendo gli occhi.... Vorrei ammirarli nei dettagli, ma ancora non posso. Guardo le sue labbra, quelle labbra che mi hanno accompagnato sempre, lo bacio.- Io: ti vedo amore mio, ti vedo! -dico con le lacrime agli occhi. Vedo la sua bocca aprirsi, rimanendo aperta, in segno di stupore....- Peter: e...i..... Io: amore mio! -lo bacio felice- vedo! Sfocato... Ma vedo! Peter: a-andiamo... Ti porto... I-in ospedale!. -si mette un paglio di jeans e una maglietta, mentre si infila le scarpe apro il mio armadio.... Finalmente posso scegliermi i vestiti da mettere, prendo degli shorts neri a vita alta e una maglietta a maniche corte larga ma corta. Metto gli stivaletti neri col tacco, il telefono in tasca e mi dirigo verso la porta, toccando i muri.... La cucina, la sala... Era viola l'ultima vernice che avevamo messo....Vedo. Scendo le scale reggendomi al corri mano.... Apro il portone, Peter mi da la mano e andiamo verso la moto, sale prima lui, mi da il casco, lo infilo e salgo autonomamente. Mi sento così.... Viva, e guardo il paesaggio mentre andiamo, gli alberi.... Che vedo solo come chiazze verdi.... Mi sembra già troppo bello vedere così male.... Non posso pensare come sarà rivedere di nuovo. Quando arriviamo a passo velocissimo entriamo nella clinica- Peter: VAZQUEZ! -urla Peter, si gira un uomo.... È il dottore suppongo, si avvicina a noi.... Da quello che riesco a vedere è muscoloso, ha i capelli corti ed un ciuffo, ma non distinguo da dove inizia... So solo che è più chiaro del colore dei suoi capelli.- Doc.vazquez: Problemi? Io: vedo! -dico sorridendo- DOC.vazquez: che? WOW! Fantastico! -sembra felice- Seguitemi -dice avviandosi verso il corridoio. Lo seguiamo, entriamo in una stanza e mi fa sedere su uno sgabello, davanti ad un macchinario. Dopo avermi fatto fare vari esami ho il verdetto.- Doc.vazquez: entro una settimana.... Tornerai a vedere perfettamente! -il mio cuore inizia a battere all'impazzata. Torneró a vivere.... A fare tutto quello che voglio. Potrò ridipingere il salone, lo voglio verde questa volta, per la speranza che ho sempre avuto in questi mesi. Potrò comprarmi nuovi vestiti, provarli, e vedere allo specchio come mi stanno. Potrò truccarmi.... Potrò andare in giro con Eugenia a spettegolare sull'aspetto fisico della gente. Potrò vedere mio fratello arrabbiato con me, per poi rivederlo abbracciarmi, potrò vedere eugenia e Nicolas baciarsi, potrò vedere Peter sorridermi, con quei suoi occhi, POTRÒ TORNARE A VEDERE. È una sensazione troppo bella. Un'emozione troppo grande....- FINE cap13
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 12 -inizio a tastare intorno a me, vedo dei fasci di luce, macchie di colore.....- Pitt: amore!!! -dice felice- andiamo subito dal medico! -mi prende in braccio baciandomi poi mi lascia, prende le cose e dandomi la mano corriamo felici verso la moto- //Studio Medico\\ Doc.Attias: Lali! Sta arrivando l'oculista .... Io: perfetto! -dico sorridendo- Xx: buongiorno -sento una voce provenire da sinistra- sono il dottor Nicolas Vazquez. Allora cosa succede?? Io: vedo luci, macchie colorate... È un buon segno no?? Doc.Vazquez: assolutamente si direi.... Ora ti metto delle gocce che dovrebbero aiutarti ancor di più -mi mette delle gocce in grandi quantità... Bruciano, tanto- DOC.Vazquez: bruciano? Io: si. Molto. -dico strizzando gli occhi- Doc.vazquez: perfetto! Vuol dire che ti si stanno risensibilizzando gli occhi Peter: vuol dire che tornerà a vedere? DOC.vazquez: molto probabilmente Io: quando? DOC.vazquez: ancora non si può dire.... Ma direi entro poco -non posso fare a meno di sorridere... Il solo pensiero di tornare a vedere il mio amore, di poter riguardare i suoi occhi.... La nostra casa, mio fratello... Tornare a vivere, a ricordare e non scordare mai più i loro volti.....- Peter: se dovesse tornare a vedere mentre stiamo a casa? La porto qui? DOC.vazquez: assolutamente! Ma direi che la situazione è abbastanza buona... Non dovrebbero esserci ricadute, tuttavia non escludete il fatto che potresti tornare a non vedere per un po', per poi ristabilizzarti del tutto. Sarebbe normalissimo e non dovresti preoccuparti per niente -mi dice accarezzandomi il braccio, annuisco con la speranza che quest'ipotesi non si compia...- DOC.vazquez: ora potete andare. Peter mettigli queste gocce, mattina e pomeriggio, 5 per occhio -aspetto un po' poi finalmente Peter mi prende la mano e mi guida fuori- Peter: andiamo dagli altri a raccontare la bella notizia Io: dovrebbero essere a casa di Gas Peter: sali in sella piccola! -dice aiutandomi a salire. Poi sale lui, mi aggrappo abbracciandolo e partiamo- //Casa Gaston\\ Gas: buongiorno sorellina -dice abbracciandomi- Io: ciao! Ahi mi fai male -dico per la troppa stretta- Gas: ciao Peter -suppongo si diano una pacca sulle spalle perchè ne sento il rumore.- Euge: ueeeepaaa! Quien se vè!! Io: non iniziare co sto spagnolo eh!!! Euge: ahahahah! Un giorno ti porto con me in Argentina! -dice prendendomi la mano e facendomi girare- ma questa magliettona di Peter?! Sexy -dice ridendo- Io: Nico? Nico: eccolo qua! -dice accarezzandomi i capelli- Euge ha portato dei pasticcini buonissimi -dice in modo strano...- Io: li stai mangiando vero? -dico sorridendo- Nico: ehm... No... Vi abbiamo aspettato -dice con il boccone in bocca- Io: oh certo! Lo immagino -dico ridendo. Ci sediamo tutti sul divano... Poi sento la chitarra suonare... È Gas, che inizia a intonare "A Ver Si Pueden".. Iniziamo tutti a cantare, io abbracciata a Peter. Si fa sera, ceniamo lì, tutti insieme ridendo e scherzando. Alla notizia della mia possibile ripresa della vista mi abbracciano tutti, apriamo lo champagne e festeggiamo.... Che amici che ho... Sono quasi più felici loro di me! Non so cosa darei per vedere i loro volti ora. Sicuramente Euge e Nico staranno vicini, baciandosi allegramente... Gas avrà quella sua faccia da cucciolo felice.... E Peter non vedrà l'ora di sentirmi descrivere il suo viso, come gli avevo promesso.... Tornati a casa restiamo abbracciati nel letto, sbaciucchiandoci- Peter: che giornata! -sospira- Io: ho una voglia matta di vederti -dico baciandolo- Peter: io ho una voglia matta che tu mi veda! -accenna una risata- Io: resterò ammaliata da tanta bellezza! -sorrido- Peter: non quanto lo sono io ogni volta che ti guardo! -sorrido, mi stringe a sè, ci addormentiamo....- 10:30 Pitt: Buongiorno amore! -sento un leggero formicolio sul collo, Peter mi bacia sul collo e poi sulle labbra. Mi stiracchio sbadigliando, poi mi metto seduta, apro leggermente gli occhi.......- Io: amore! -dico rimanendo molto probabilmente con una faccia da ebete- Peter: che succede? Io: ti vedo!!! FINE Cap12
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 11 *POV Peter* -Guardo l'orologio, sono le 7:30. Lali sta dormendo, dopo averla calmata si è addormentata tra le mie braccia, io invece non ci sono riuscito. È da due ore che vado avanti e dietro per la casa, ogni tanto mi ritrovo quasi inconsciamente con le mani tra i capelli, piangendo.... Sono distrutto, vederla così mi fa stare malissimo. Il solo pensiero di me al suo posto mi fa capire che solo lei ha una forza così grande, il solo pensiero di potermi dimenticare del suo volto mi fa sentire così male, non capisco dove trovi tutta la forza che ha per andare avanti. Preparo la colazione: porto il vassoio in camera da letto, quando entro lei é sdraiata, con gli occhi mezzi aperti e si asciuga le lacrime.- Io: amore -dico con dolcezza- Buongiorno! Ti ho portato la colazione... -rimane ferma, ignorandomi- Io: succo di mela, cornetti e pane e nutella.... Lali: non ho fame Pela... Grazie lo stesso -dice non muovendosi minimamente. Poso il vassoio sul comodino e la abbraccio- Io: amore, ehi! Non perdere la forza ora! Ti prometto che tornerà tutto come prima! Te lo prometto! Lali: come? Come faccio a non perdere la forza! -urla mettendosi seduta- Lali: tu non capisci Peter! Io non vedo! Non mi ricordo della tua faccia! Non mi ricordo come sei fatto tu, come sono io, com'è mio fratello! Non so come siete fatti! Non so come sono le persone che amo! -inizia a piangere, singhiozzando. La abbraccio di scatto, la stringo a me. Lei é mia, io sono suo, la proteggerò a costo della mia stessa vita, perché é lei il mio unico motivo di vita.- *POV Lali* -sono passate due settimane da quando mi sono resa conto di non ricordarmi del volto delle persone che amo. Gaston è rimasto quasi scioccato e mi chiama ogni 5 minuti per sapere come sto. Peter cerca di essere forte quando è con me, ma spesso la notte lo sento piangere... Odio che la gente che amo stia male per me, odio il fatto che si nascondino per farmi vedere che sono forti, odio il fatto che sappiano che se li vedo deboli mi lascerei andare, odio rendermi conto di stare così male. L'unica buona notizia è che ho ripreso l'uso delle gambe e addio sedia a rotelle. La dottoressa mi ha prescritto delle gocce strane ma ancora non si vedono miglioramenti, solo un grande mal di testa, ma dice che è normale.... Intanto il senso di colpa per non aver raccontato del bambino a Peter mi assale ogni giorno di piú, ma ho troppa paura della sua reazione e in questo momento non posso proprio stare senza di lui.... - Peter: Amore cosa vuoi per pranzo? Io: quello che ti pare -dopo 5 minuti è pronto. Peter mi accompagna a tavola e mangiamo. In silenzio.... Parlo davvero poco in quest'ultimo periodo...- Peter: voglio portarti in un posto dopo... Quindi sbrigati -dice con voce dolce- Io: lo sai che non voglio uscire Peter: ti piacerà! Io: come se potessi vederlo sto posto -dico acidamente- Peter: preparati. -dice duramente.- sistemo qui e andiamo. -apro l'armadio e tasto i vestiti. Ne afferro uno.... Da quello che sento dovrebbe essere un vestito che mi ha regalato Eugenia, se non ricordo male era a maniche corto stretto in vita con dei fiori e la parte della gonna bordeau. Chiedo a Peter di prendermi le Vans bordeau e me le metto. Metto il telefono in borsa, Peter mi prende la mano e mi porta in sala.- Peter: in moto.... ?!Come quando eravamo giovani -dice ridendo e tirandomi a sè per i fianchi- Io: come quando ero normale.. -dico abbassando il viso- Peter: senti Lali mi hai davvero rotto! Cerco di farti uscire, di stare con te come prima! Il cambiamento non è che adesso non vedi ma che ti disprezzi! -ha ragione. Mi sento costantemente in colpa per quell'incidente.... Per quel bambino... E quel buco allo stomaco che mi prende ogni volta che ci penso... Quel momento in cui penso che non potrò più avere figli, che non potrò tenere un bambino tutto mio tra le braccia, che non potrò crescere la persona che cambierà la mia vita..... Mi disprezzo perchè ho ucciso una vita, perchè mi sono levata la possibilità di avere un figlio, di diventare mamma. Mi disprezzo perchè ho una persona che mi ama così tanto da sopportarmi anche in queste condizioni e non gli ho ancora detto nulla. Mi disprezzo perchè lui non merita questo. Sono uno schifo di persona.... Sono a testa bassa, mi porto le mani sul viso e le lacrime iniziano a scendere come in una fontana- Peter: no ehi no....non volevo.... Non volevi farti piangere amore -mi abbraccia- Io: hai ragione Peter, tu hai ragione! Mi disprezzo e dovresti disprezzarmi anche tu! Peter: no! Che stai dicendo? Io ti amo! Io: io anche! Tanto.... E mi sento ancora più incolpa per questo Peter: ma di cosa parli? -dice asciugandomi le lacrime- Io: Io non ti merito! -dico piangendo- Peter: smettila! Cos'è? Mi vuoi lasciare? Io: no! No! Sei tu che vorrai lasciarmi... -mi accascio a terra- Peter: LALI PARLA! Io: io.... Il giorno dell'incidente avevo scoperto di essere incinta Peter -mi porto le mani al viso singhiozzando- Peter: co...cosa? -la sua voce è bassa, strozzata- Io: la... La dottoressa -smetto di piangere per un attimo, e a viso basso continuo- mi aveva detto che se lo perdevo.... Insomma io non avrei più avuto figli.... -silenzio- Peter: E QUANDO PENSAVI DI DIRMELO LALI? -urla- Io: volevo dirtelo guardandoti negli occhi.... Pensavo tornassi a vedere prima ma... -riinizio a piangere- Peter: quello era anche mio figlio LALI!!!! Io avevo il diritto di saperlo!! -dice urlando. Io continuo a piangere, a terra.... Sento un botto... Suppongo che abbia dato un calcio a qualcosa- Io: lo so! -urlo- Peter: io...era nostro figlio Là.. -la sua voce ora è bassa, triste- Io: io non volevo! -urlo- NON VOLEVO!! Non potrò mai più essere madre!! lo capisciii? -rimango ferma... Piangendo... Di scatto Peter mi abbraccia. Mi stringe a sè. Non so se mi abbia perdonato, se mi stia solo consolando per poi lasciarmi.... So solo che mi fa bene, e che vorrei non mi lasciasse più. Quando si leva ho paura che se ne vada così dopo vari tentavi riesco ad afferrare il suo braccio.- Peter: vieni con me -sussurra Mi alza afferrandomi il braccio con cui avevo preso il suo, mi cinge il fianco con un braccio e mi porta fuori... Non so dove vuole portarmi. Saliamo in moto e dopo 5 minuti arriviamo. Mi aiuta a scendere e camminiamo per un po'.....- Peter: ascolta -e così faccio.... Uccelli, vento.... E uno scroscìo.... Acqua...- Io: Oddio! Ma.... -mi porto le mani sul viso per l'emozione- Peter: il nostro posto -mi accarezza il viso, poi mi prende per i fianchi e mi tira a sé e ci baciamo, a lungo...e lentamente ci ritroviamo sul prato sdraiati... E bhé... Il nostro posto è il nostro posto... È le nostre cose le nostre cose. Sono abbracciata sul suo petto nudo, indosso la sua maglietta che mi arriva sopra le ginocchia.... Sento gli uccelli cinguettare, felici... E felice sono anche io, perchè mi sento per la prima volta di nuovo VIVA.- Peter: avresti dovuto dirmelo prima.... Io: lo so... Scusa Peter: non importa, ormai è andata.... Io: Ti amo Peter: Anche io ti amo amore -quando apro gli occhi dopo il suo bacio succede qualcosa in cui ormai non speravo più.... Mi metto seduta e stringo il braccio di Peter- Peter: amore che succede -mi chiede preoccupato. Non posso fare a meno di sorridere- Io: Pela! Pela vedo a macchie! Vedo delle luci!!!!! FINE CAP.11
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 10 *pensa e parla Peter* Io: Si sono io.... Che succede? Si! Si arrivo subito!!! -metto il cellulare in tasca e inizio a correre fuori dall'ufficio, spingendo gente, facendo cadere cose... Ma continuo a correre, salgo in moto e vado più veloce che posso fino ad arrivare in ospedale, corro, arrivo alla reception- Io: mariana Esposito!! -dico col fiatone- Segr: in fondo a destra 248! -corro per il corridoio ed arrivo davanti alla stanza ma la porta è chiusa, una dottoressa mi ferma- Io: devo entrare! Cosa è successo? Devo vederla! Dottoressa: si calmi. Lei è?? Io: Juan Pedro Lanzani, il fidanzato. Dottoressa: ah sei tu -dice sorridendo- io sono la dottoressa Attias, Emilia.... Sono la dottoressa di Lali, era appena uscita da qui... E ha avuto un incidente stradale Io: cosa? Un... Come sta? D.Attias: non si è ancora risvegliata... E... C'è un'altra cosa che riguardava l'altra visita ma.. Penso che vorrà dirglielo lei... Io: cosa? Me lo dica! Quando si sveglierà? Da quanto non si sveglia? Che le stanno facendo? D.attias: signor Lanzani... Ti do del tu. Peter, calmati. Io non centro, sono la sua dottoressa ma non sono in questo campo. Dentro stanno facendo di tutto. Non si sa ancora nulla. Se potrebbe non svegliarsi, se entrerà in coma, se si sveglierà subito.... Io: ma com'è possibile! Come fanno a non saperlo! Che razza di incompetenti ci stanno là dentro? D.Attias: Peter, siediti. Aspetta notizie. Se so qualcosa te lo dico, ora vado. -se ne va, mi siedo... Prendo il telefono e chiamo Gas e Euge. Gaston si trova qui in meno di 10 minuti con Euge, stra preoccupati iniziano a riempirmi di domande- Io: NON SO NULLA! NULLA! -mi butto sulla sedia e inizio a piangere, Euge si siede vicino a me e mi abbraccia, Gaston prende a pugni il muro piangendo...- Io: la... La dottoressa dice che... Stava uscendo da qui e ha avuto un incidente stradale... Io nemmeno sapevo che era qui. Perchè ha fatto una visita senza dirmelo? Che aveva??? Euge: era solo venuta... A ritirare delle analisi Gas: analisi? Euge: si... Delle... Analisi -dice strana- Io: Maria Eugenia Suarez -dico prendendole il braccio e guardandola negli occhi- CHE analisi? Euge: non lo so! Io: CHE ANALISI!! Euge: di certo non sarò io a dirtelo! -dice levando il braccio- Io: ma perchè cazzo nessuno mi dice nulla! Euge: eh! Prova a farti una domanda! -si avvicina la dottoressa- Euge: Emilia! D.Attias: Euge! Euge: novità? D.Attias: no... Euge: ma.. Era positivo? D.Attias: si. Ma con problemi, e penso che con questo incidente... -si mettono ad un angolo e iniziano a parlare a bassa voce. Devo capire cosa sta succedendo. Quando Euge torna inizio a gridarle che me lo deve dire, ma lei fa finta di non sentirmi e esce a prendere aria. Passano giorni,settimane e di Lali non si sa nulla. La stanno inducendo al coma, ma pare che stia un po' meglio. Dopo un mese riceviamo una chiamata dicendo che potrebbe svegliarsi da un momento all'altro così non facendo caso ai turni ci ritroviamo tutti in ospedale, dalle 6 di mattina....- Euge: volete un caffè? Gas: si grazie... Io: no. -non mi sono mai sentito così male, così triste, così vuoto... Con tanta di quella paura. Paura di perderla. Paura che non mi riconosca, che non si ricordi di me, di ciò che abbiamo passato insieme.... Euge mi conosce, sa che sto male, nessuno mi ha mai visto così, si limita ad abbracciarmi come solo lei sa fare, restando forte... Ma so che anche lei si sta rompendo dentro, ma resta forte, per me, per Gaston... Che parla pochissimo ormai.- Euge: ragazzi... Bisogna, avere fede. -dice con uno sguardo tristissimo. Non riesce più a fare la forte, ha bisogno di essere consolata anche lei, così la abbraccio ed inizia a piangere tra le mie braccia, come quando eravamo piccoli- Dottore: familiari della signorina Esposito? Gas: sono il fratello -dice subito- Io: io il fidanzato! -dico asciugandomi gli occhi- Dott: perfetto, allora, potete entrare, se si sveglia suonate il campanello.... -va prima Gaston, che ieri non è andato, poi entro io. Ogni volta che la vedo lì mi prende un'angustia allo stomaco. È stesa, immobile, fredda, coperta solo da quelle coperte bianche e lisce. Il suo viso così perfetto è coperto da una maschera, al suo braccio c'è una flebo. Le accarezzo il viso freddo, le dó un bacio sul suo nasino perfetto, le scosto i capelli dalla fronte, le prendo la mano, mi siedo accanto a lei...- Io: amore mio, mi manchi. Mi manchi troppo. Per favore svegliati. Ho bisogno del tuo sorriso, delle tue labbra, delle tue carezze... Del tuo corpo. Ho bisogno di te. Non mi sono mai sentito così vuoto -dico piangendo- ho bisogno di sentire la tua voce la mattina, di sentirti cantare mentre cucini, ho bisogno di sapere il colore della nuova vernice che vuoi per dipingere la sala della nostra casa. Ho bisogno di riaverti con me, ti prego. -poggio la testa sulla sua mano e mi lascio andare, e piango, piango.... Finché non sento la sua mano muoversi. Mi alzo di scatto... Sta aprendo gli occhi... Si guarda intorno come se non mi vedesse, come se cercasse qualcuno- Lali: Peter -dice debolmente- Peter! PEEETER! Peeeeeeter! -grida dimenandosi sul letto. Non riesco a parlare, sono bloccato, fermo, davanti a lei, vedendola disperarsi cercandomi "Sono qui amore sono qui" vorrei dirle, ma non riesco a muovermi, sono paralizzato. Entra di botto Eugenia, che preme il campanello finché moltissime persone non entrano nella stanza, spingendomi via, Eugenia mi porta fuori, ma io sono paralizzato. Quando torno a vedere il corridoio mi accorgo di essere seduto e con un bicchiere in mano, con Eugenia accovacciata per terra di fronte a me, che mi accarezza il viso- Io: lei, lei... Euge: si è svegliata -dice accennando un sorriso, ma le cade una lacrima- Io: ma lei, mi chiamava, io non riuscivo a risponderle ...leí...è tornata! È TORNATA! -dico abbracciando Eugenia- Euge: Pipu, -mi accarezza la guancia- lei ti chiamava disperata, perchè non ti vedeva. Io: ma io ero lì! -dico con il respiro affannato- Euge: lo so, ma lei non ti vedeva... Io: co, cosa... -mi blocco, di nuovo, Eugenia mi abbraccia piangendo.- Euge: dicono che è una cosa temporanea, ma dobbiamo aiutarla, si spaventerà molto sapendolo. Io: lei, non vede... Non... Non vede... Euge: no, ma è solo per ora, è solo per il trauma. Io: lei, non vede... -continuo a dire, bloccato, piangendo- non vede... -Dopo una settimana possiamo portarla a casa. Sembra un'altra persona, una Lali senza sorriso, su una sedia a rotelle, con la testa bassa, che piange molto spesso, che si sveglia la notte con orribili incubi, accorgendosi che non erano solo incubi. Essendomi licenziato il giorno dopo dell'incidente, posso stare tutto il giorno con lei, aiutarla, starle accanto, sempre.- Io: amore, vogliamo uscire? Ti porto a fare una passeggiata! Lali: a quale scopo? A quale scopo se non posso vedere il prato, la strada... Io: Lali, è una cosa temporanea.. -dico mettendomi in ginocchio davanti a lei, sulla sua sedia a rotelle. Le dó un bacio. Ma lei si accorge che sto piangendo, perchè come fa sempre da quando ha perso la vista, mi accarezza il viso "per ricordarsi di tutti i particolari" dice lei... Passa un mese, e lei non pare avere miglioramenti....- Lali: AAAAAAAA -mi sveglio. Sono le 4 di notte, lei è seduta sul letto, piangendo e urlando- Io: amore! Amore! Che succede? Sono qui! Lali!! Lali: Peter! -mi abbraccia continuando a piangere, mi prende il viso e inizia a toccarmelo....- Io: Lali che hai? Lali: Mi... Mi sono dimenticata del tuo viso! -dice piangendo e urlando. Solo ora mi rendo conto di quanto stia soffrendo, inizio a piangere, la abbraccio. Ho paura, paura che possa rimanere così per sempre- FINE capitolo 10
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 10 *pensa e parla Peter* Io: Si sono io.... Che succede? Si! Si arrivo subito!!! -metto il cellulare in tasca e inizio a correre fuori dall'ufficio, spingendo gente, facendo cadere cose... Ma continuo a correre, salgo in moto e vado più veloce che posso fino ad arrivare in ospedale, corro, arrivo alla reception- Io: mariana Esposito!! -dico col fiatone- Segr: in fondo a destra 248! -corro per il corridoio ed arrivo davanti alla stanza ma la porta è chiusa, una dottoressa mi ferma- Io: devo entrare! Cosa è successo? Devo vederla! Dottoressa: si calmi. Lei è?? Io: Juan Pedro Lanzani, il fidanzato. Dottoressa: ah sei tu -dice sorridendo- io sono la dottoressa Attias, Emilia.... Sono la dottoressa di Lali, era appena uscita da qui... E ha avuto un incidente stradale Io: cosa? Un... Come sta? D.Attias: non si è ancora risvegliata... E... C'è un'altra cosa che riguardava l'altra visita ma.. Penso che vorrà dirglielo lei... Io: cosa? Me lo dica! Quando si sveglierà? Da quanto non si sveglia? Che le stanno facendo? D.attias: signor Lanzani... Ti do del tu. Peter, calmati. Io non centro, sono la sua dottoressa ma non sono in questo campo. Dentro stanno facendo di tutto. Non si sa ancora nulla. Se potrebbe non svegliarsi, se entrerà in coma, se si sveglierà subito.... Io: ma com'è possibile! Come fanno a non saperlo! Che razza di incompetenti ci stanno là dentro? D.Attias: Peter, siediti. Aspetta notizie. Se so qualcosa te lo dico, ora vado. -se ne va, mi siedo... Prendo il telefono e chiamo Gas e Euge. Gaston si trova qui in meno di 10 minuti con Euge, stra preoccupati iniziano a riempirmi di domande- Io: NON SO NULLA! NULLA! -mi butto sulla sedia e inizio a piangere, Euge si siede vicino a me e mi abbraccia, Gaston prende a pugni il muro piangendo...- Io: la... La dottoressa dice che... Stava uscendo da qui e ha avuto un incidente stradale... Io nemmeno sapevo che era qui. Perchè ha fatto una visita senza dirmelo? Che aveva??? Euge: era solo venuta... A ritirare delle analisi Gas: analisi? Euge: si... Delle... Analisi -dice strana- Io: Maria Eugenia Suarez -dico prendendole il braccio e guardandola negli occhi- CHE analisi? Euge: non lo so! Io: CHE ANALISI!! Euge: di certo non sarò io a dirtelo! -dice levando il braccio- Io: ma perchè cazzo nessuno mi dice nulla! Euge: eh! Prova a farti una domanda! -si avvicina la dottoressa- Euge: Emilia! D.Attias: Euge! Euge: novità? D.Attias: no... Euge: ma.. Era positivo? D.Attias: si. Ma con problemi, e penso che con questo incidente... -si mettono ad un angolo e iniziano a parlare a bassa voce. Devo capire cosa sta succedendo. Quando Euge torna inizio a gridarle che me lo deve dire, ma lei fa finta di non sentirmi e esce a prendere aria. Passano giorni,settimane e di Lali non si sa nulla. La stanno inducendo al coma, ma pare che stia un po' meglio. Dopo un mese riceviamo una chiamata dicendo che potrebbe svegliarsi da un momento all'altro così non facendo caso ai turni ci ritroviamo tutti in ospedale, dalle 6 di mattina....- Euge: volete un caffè? Gas: si grazie... Io: no. -non mi sono mai sentito così male, così triste, così vuoto... Con tanta di quella paura. Paura di perderla. Paura che non mi riconosca, che non si ricordi di me, di ciò che abbiamo passato insieme.... Euge mi conosce, sa che sto male, nessuno mi ha mai visto così, si limita ad abbracciarmi come solo lei sa fare, restando forte... Ma so che anche lei si sta rompendo dentro, ma resta forte, per me, per Gaston... Che parla pochissimo ormai.- Euge: ragazzi... Bisogna, avere fede. -dice con uno sguardo tristissimo. Non riesce più a fare la forte, ha bisogno di essere consolata anche lei, così la abbraccio ed inizia a piangere tra le mie braccia, come quando eravamo piccoli- Dottore: familiari della signorina Esposito? Gas: sono il fratello -dice subito- Io: io il fidanzato! -dico asciugandomi gli occhi- Dott: perfetto, allora, potete entrare, se si sveglia suonate il campanello.... -va prima Gaston, che ieri non è andato, poi entro io. Ogni volta che la vedo lì mi prende un'angustia allo stomaco. È stesa, immobile, fredda, coperta solo da quelle coperte bianche e lisce. Il suo viso così perfetto è coperto da una maschera, al suo braccio c'è una flebo. Le accarezzo il viso freddo, le dó un bacio sul suo nasino perfetto, le scosto i capelli dalla fronte, le prendo la mano, mi siedo accanto a lei...- Io: amore mio, mi manchi. Mi manchi troppo. Per favore svegliati. Ho bisogno del tuo sorriso, delle tue labbra, delle tue carezze... Del tuo corpo. Ho bisogno di te. Non mi sono mai sentito così vuoto -dico piangendo- ho bisogno di sentire la tua voce la mattina, di sentirti cantare mentre cucini, ho bisogno di sapere il colore della nuova vernice che vuoi per dipingere la sala della nostra casa. Ho bisogno di riaverti con me, ti prego. -poggio la testa sulla sua mano e mi lascio andare, e piango, piango.... Finché non sento la sua mano muoversi. Mi alzo di scatto... Sta aprendo gli occhi... Si guarda intorno come se non mi vedesse, come se cercasse qualcuno- Lali: Peter -dice debolmente- Peter! PEEETER! Peeeeeeter! -grida dimenandosi sul letto. Non riesco a parlare, sono bloccato, fermo, davanti a lei, vedendola disperarsi cercandomi "Sono qui amore sono qui" vorrei dirle, ma non riesco a muovermi, sono paralizzato. Entra di botto Eugenia, che preme il campanello finché moltissime persone non entrano nella stanza, spingendomi via, Eugenia mi porta fuori, ma io sono paralizzato. Quando torno a vedere il corridoio mi accorgo di essere seduto e con un bicchiere in mano, con Eugenia accovacciata per terra di fronte a me, che mi accarezza il viso- Io: lei, lei... Euge: si è svegliata -dice accennando un sorriso, ma le cade una lacrima- Io: ma lei, mi chiamava, io non riuscivo a risponderle ...leí...è tornata! È TORNATA! -dico abbracciando Eugenia- Euge: Pipu, -mi accarezza la guancia- lei ti chiamava disperata, perchè non ti vedeva. Io: ma io ero lì! -dico con il respiro affannato- Euge: lo so, ma lei non ti vedeva... Io: co, cosa... -mi blocco, di nuovo, Eugenia mi abbraccia piangendo.- Euge: dicono che è una cosa temporanea, ma dobbiamo aiutarla, si spaventerà molto sapendolo. Io: lei, non vede... Non... Non vede... Euge: no, ma è solo per ora, è solo per il trauma. Io: lei, non vede... -continuo a dire, bloccato, piangendo- non vede... -Dopo una settimana possiamo portarla a casa. Sembra un'altra persona, una Lali senza sorriso, su una sedia a rotelle, con la testa bassa, che piange molto spesso, che si sveglia la notte con orribili incubi, accorgendosi che non erano solo incubi. Essendomi licenziato il giorno dopo dell'incidente, posso stare tutto il giorno con lei, aiutarla, starle accanto, sempre.- Io: amore, vogliamo uscire? Ti porto a fare una passeggiata! Lali: a quale scopo? A quale scopo se non posso vedere il prato, la strada... Io: Lali, è una cosa temporanea.. -dico mettendomi in ginocchio davanti a lei, sulla sua sedia a rotelle. Le dó un bacio. Ma lei si accorge che sto piangendo, perchè come fa sempre da quando ha perso la vista, mi accarezza il viso "per ricordarsi di tutti i particolari" dice lei... Passa un mese, e lei non pare avere miglioramenti....- Lali: AAAAAAAA -mi sveglio. Sono le 4 di notte, lei è seduta sul letto, piangendo e urlando- Io: amore! Amore! Che succede? Sono qui! Lali!! Lali: Peter! -mi abbraccia continuando a piangere, mi prende il viso e inizia a toccarmelo....- Io: Lali che hai? Lali: Mi... Mi sono dimenticata del tuo viso! -dice piangendo e urlando. Solo ora mi rendo conto di quanto stia soffrendo, inizio a piangere, la abbraccio. Ho paura, paura che possa rimanere così per sempre- FINE capitolo 10
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 9 -È passato molto tempo da quando abbiamo preso la casa. Peter ha ottenuto il permesso di dare l'esame di maturità prima invece di aspettare altri anni, e si è trovato un lavoretto in un'azienda. Euge ha ottenuto una parte in una serie televisiva, Nico, il suo ragazzo, è diventato bagnino mentre Gas lavora in un bar. Ora tutti e 5 siamo i Teen Angels, abbiamo formato questa band e stiamo avendo davvero successo, poi ormai con Euge che è riconosciuta dalla tv abbiamo ancora più fans. Ho avuto modo di fare anche pezzi da solista. E la mia voce piace molto. Abbiamo già registrato un primo disco, sta andando tutto molto bene.... O almeno per ora....- *drriiiiin* Io: Amore vado io -vado ad aprire la porta- Gas: Piccolinaaaa! -dice abbassandosi e dandomi un bacio sulla fronte ed entrando- Io: solo perchè sono scalza? Gas: no perchè sei piccola! -dice ridendo- Io: Gas sei rimasto un po' indietro. Sono... Gas: maggiorenne lo so -dice completando la mia frase- Io: ecco! Gas: sei la mia piccola lo stesso -posa la chitarra e si siede sul divano- Peter: Gaaas! Gas: pensavo fossi a lavoro! Pitt: nono! Oggi niente! Gas: ho sentito Euge e dice che arriva dopo perchè stava girando. E penso che anche Nico venga con lei. Io: vabbene. -dico mangiando degli involtini che avevo preparato sul tavolo in sala- Gas: ogni mese cambia colore questa sala ahahah! Pitt: è Lali che non si decide mai!! Io: no amore, è che a me -dico mangiando- piace cambiare -sorrido e mi da un bacio- Gas: non mi ingrassare sorè! Io: ah ah. Simpatico eh. -prendo un altro involtino e vado a finire di cucinare- Pitt: gas accenditi la tv torno subito. Amore, hai bisogno di aiuto?? -mi abbraccia da dietro mentre giro il sugo con un altro involtino in bocca- Io: Mmh -faccio di no con la testa- Pitt: ma la smetti di mangiare? Io: stai.. -deglutisco- stai dicendo anche tu che sto ingrassando? Siete tutti molto simpatici eh! Davvero! Io davvero non so che dire! Non ci posso... Pitt: zitta! -mi tappa la bocca con un bacio- sei sempre perfetta, ma se mangi sempre non riesco a baciarti. -sorride e mi bacia- Gas: volete bruciarlo il sugo? Ci penso io qua. -ridiamo e ce ne andiamo in sala, quando arrivano Euge e Nico ci sediamo e mangiamo tutti insieme, poi accenniamo qualche canzone mentre sparecchiamo.. I ragazzi ci lasciano da sole in cucina...- Euge: allora? Io: domani... Euge: e tu pensi...? Io: io non penso a nulla. Basta. Euge: ehi calma. È che... Se è così ...cosa.. Io: basta! Chiaro? Basta!! Pitt: tutto bene qui? Io: si. -dico andando in salone- -passiamo la giornata a provare per lo show di domenica. Ma io sono da tutt'altra parte con la testa, e si vede, si sente....- Pitt: tutto bene? Io: si, si ho solo... Sono un po' stanca... Nient'altro... -ceniamo tutti insieme ma non parlo un granchè, ma loro mi lasciano stare, niente domande, sanno che mi darebbe fastidio. Verso le 22 saluto tutti che vanno via e mi metto la magliettona di Peter per dormire, mi butto sul letto e dopo un po' mi raggiunge, dopo un po' di coccole restiamo abbracciati dandoci bacini.- Pitt: che hai? Eri strana oggi... Io: già ti ho detto che ero stanca. Pitt: lo so che me l'hai detto. Ma non è vero. Io: non.... Non è nulla, davvero.... Pitt: amore. Dimmelo! -mi guarda e mi tiene il viso con una mano- Io: non lo so... Forse... È la paura per domenica. O... Non lo so. -sa che sto mentendo. Mi dice semplicemente "non ti credo" e mi abbraccia, fino a che non mi addormento. Quando mi sveglio la mattina, mi alzo saluto Peter che va a lavoro e mi faccio un cappuccino. Poi mi metto un paglio di jeans, una maglietta, ed esco. Mentre sono in macchina la paura prende il sopravvento.... E se fosse così, come farei... Cosa succederebbe? Ce la farò? Come?- Io: mi scusi, avevo un appuntamento con la dottoressa Attias. Segretaria: il suo nome? Signorina...tutto bene mi sente? Io: eh? Si.. Cosa? Segr: il suo nome?! Io: Mariana Esposito Segr: 5 minuti e tocca a lei. -mi siedo ed aspetto finché non chiamano il mio nome, entro nello studio, a testa bassa- Doc.Attias: Lali! Io: già sà i risultati vero? D.Attias: si. Ma siediti dobbiamo compilare i moduli.... Vuoi aprire ora i risultati? Io: se sono buoni si, no. No. Non importa. Anzi si. Ora... No. Compilo prima. Compilo. D.Attias: compilo io tu rispondi e basta! Meglio? Io: si, grazie Emilia... Attias: nome Mariana cognome Esposito... Okay Mmh.. Età? Io: 20... Meno 2... 18. Attias: ehi, tranquilla. -mi accarezza la mano e mi sorride ma io inizio a piangere.- Attias: finiamo questo, non piangere. -dopo aver finito il modulo prendo la busta con i risultati... Ma mi tremano le mani...- Io: puoi... Puoi dirmelo senza..senza che..a aapro la bu-usta -dico piangendo- Attias: allora Lali... Le cose sono serie. Dagli esami sono uscite cose che potrebbero essere gravi, perciò dobbiamo fare altri esami. Io: si ma, sono o non sono incinta? -dico piangendo- Attias: si... Si ma, potresti perderlo da un momento all'altro. Io: perfetto! -dico pensando che è la soluzione migliore- Attias: no. Non dirlo neanche per scherzo. Perchè potrebbe portare al fatto che non potresti più avere figli.... Io: co...cosa? Attias: si Lali. È una cosa seria. Ti prescrivo queste cose, le devi prendere tutti i giorni. Chiaro? Io: ma, mi faranno tenere il bambino? -dico con la voce strozzata- Attias: si. Certo. Io: io, non so... Non so se lo voglio. -inizio a singhiozzare- Attias: ehi, no Lali. Non dire sciocchezze! -mi abbraccia- tu inizi a prendere queste cose per un mese, dopo se davvero non lo vorrai più è starà in condizioni migliori vedremo. Ma un aborto ora potrebbe causare gravi conseguenze. -annuisco, prendo il foglio e piangendo esco dallo studio. Apro la macchina e mi butto sul volante, piangendo, singhiozzando. Madre a 18 anni, e se lo perdo... Non sarò mai più madre. Mai nella mia vita. Io, senza un figlio. Io che da piccola sognavo di avere 5 figli... Ho una confusione in testa... Mi scoppia. Accendo il motore.... Inizio a camminare... Ma le lacrime mi offuscano la vista... Mi metto paura, non vedo, sento clacson che suonano, poi dei botti, un forte dolore alla testa... E poi nero. Tutto, completamente nero. FINE Capitolo 9
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 8 Io: Gas, che ci fanno loro qui? -dico rimanendo pietrificata davanti a quel divano, con le lacrime che fanno a gara a chi arriva prima- Gas: Là.... -è distrutto, non riesce a parlare.- Io: Fammi capire, sei venuto a farci vedere che la tua troietta è incinta? Auguri e figli maschi, ora potete andare -dico indicando la porta. Sta per aprire bocca...- Io: Zitto! Pa... Ma come posso chiamarti papà? Non sei un padre! Sei un mostro! VATTENE! Padre: QUESTA È CASA MIA ORMAI!! -dice urlando- Io: Nononono! Non hai capito un cazzo! Questa casa è della mamma! Padre: per questo. È mia. Io: no forse non hai capito Gas: Là. È sua. Ora.... Io: che significa? -dico piangendo...un tuffo al cuore...- Padre: che tua madre legalmente era ancora mia moglie. E alla sua morte una metà dei suoi beni va a me. -sto zitta, respiro a fatica. Pietrificata davanti a tanta freddezza.- Io: no... Ma... Gas... -lui mi guarda, è così. La mamma è morta- Io: NOOOOO! -grido piangendo Mi accascio a terra dando i pugni al pavimento disperata... Poi il fuoco della rabbia si accende dentro di me, mi alzo, prendo un vaso e lo frantumo a terra ed inizio ad urlare i peggiori insulti che Dio si possa essere inventato.- Io: .... E tu, che stai lì seduta spaventata co quel cocomero in pancia! Sai che ti dico? Magari muori per il parto! Stronzaaaa!! E povero quel figlio che nascerá con una madre tanto puttana e un padre tanto Stronzo. Quando si suiciderà penserete a me, perchè io ve lo dico ora. Siete dei grandissimi pezzi di merda! Volete questa casa? Vuoi le ricchezze della mamma? Perfetto. Prendi tutto. Ma la cosa più importante che non avrai e che non hai mai avuto è L'AMORE VERO!!!! E morirai non avendolo mai provato! Morirai con tanti di quei rimorsi e sensi di colpa.... E sappi che al tuo funerale, non verrà un cazzo di nessuno. Perchè nessuno ti ama, e nessuno lo farà mai. Stronzo. -e mentre lui ridacchia come se gli stessi raccontando delle barzellette io vado in camera mia, prendo la valigia prendo tutti i miei vestiti e li butto dentro. Uso tutte le borse le valigie che trovo finché non ripulisco la stanza e non gli lascio manco il copriletto. Gas fa lo stesso ma con più tranquillità, è talmente dispiaciuto per me che ancora non ha assimilato il fatto che mamma non ci sia più. Esco di casa sbattendo la porta e dopo un po' nel piazzale scende anche Gas, con le sue valigie.- Gas: Là... Io: ora non voglio parlare! Gas: vieni con me a casa di Agus? Io: ci vediamo domani, sta arrivando Eugenia con la macchina -mi da un bacio sulla fronte e se ne va. Io rimango lì aspettando Euge, con tre valigie due borsoni e il piumone del letto sotto il braccio. La mia faccia deve essere davvero devastata perchè appena arriva Euge scende dalla macchina mi guarda e mi abbraccia. Quando siamo finalmente a casa sua mi fa poggiare tutto...- Euge: ei.. Mi vuoi raccontare? Io: no. Non ora.. Ma vorrei chiederti un'altra cosa Euge: si puoi rimanere qui, quanto vuoi. Io: grazie, davvero grazie. -la abbraccio- puoi dire a Peter di venire per favore? Euge: subito -mi sorride e va a chiamarlo. Dopo nemmeno 20 minuti entra Peter dalla porta e corre verso di me, mi guarda mi fa una carezza e mi abbraccia. Rimaniamo abbracciati in silenzio fino alle 21...- Euge: Amorosos vi lascio la casa, dormo da mary. Là... Per quAlsiasi cosa chiama. -annuisco,sorride e se ne va- Peter: hai fame amore mio? -dice dolcemente- Io: no Peter: Mmh.. Eddaii -dice facendo il labbruccio- Io: cosa c'è? -dico con un leggero sorriso- Peter: pizza... E tanti baci.. -dice abbracciandomi e dandomi tanti bacini sul collo e sulle labbra- Io: tanti tanti? Peter: illimitati -dopo esserci baciati a sufficienza mangiamo, guardando la tv... Poi ci rimettiamo sul divano tutti abbracciati- Peter: vuoi parlare? Io: forse... Peter: io non mi muovo quindi quando vuoi, parla -è incredibile come diventa serio, dolce e comprensivo... In fondo è lo stesso Peter che mi ha buttato nel ruscello, lo stesso che mi morde il tatuaggio dicendo che la felicità si mangia... - Io: è morta mamma. Peter: mi dispiace Lali -dice stringendomi e dandomi un bacio sulla fronte- Io: non l'ho ancora assimilato, non è per questo che sto male... Peter: e allora perchè? Io: Mio.. Padre, se così si può chiamare... È venuto a casa nostra e ci ha praticamente buttato fuori perchè essendo legalmente marito della mamma quella casa ora è sua. Ora è tutto suo. A noi ci daranno nemmeno le sue cose... E lui non si merita questo. Non si merita nemmeno un millesimo delle cose di mamma. È venuto con quella sua puttana incinta... Peter: chi? Io: sua moglie... Ci si è sposato mentre era in "viaggio per lavoro" mentre stava con Mamma... Non sono mai andati d'accordo, ma mamma era troppo buona, subiva e basta... Ci fosse stata una volta che gli ha risposto!... Lui voleva solo scoparsela. E quando è rimasta incinta di Gaston lui è partito... Quando è tornato ha fatto finta di nulla... E mamma è rimasta incinta di me.. Poi sta tizia comparí e lui non si fece più vedere.. Finchè non ricomparve con questa davanti a noi e a mamma che inizió ad essere insultata ed umiliata da mio padre... Così mamma ci compró quella casa, e lei rimase lì. Ogni tanto lui andava, le chiedeva soldi e se ne riandava... Ora mamma è morta. Metà ricchezze sono sue mentre l'altra metà dobbiamo dividerla io e Gas.... Anche se lei ha un testamento preciso. Comunque conoscendolo ci lascerà giusto le sue collane.... Peter: in quanto a padre non stai messa bene neanche tu eh Io: no... Per niente -passiamo una serata tranquilla, abbracciati, sul divano.. E ci addormentiamo... Ma verso le 3 mi sveglio, mi alzo, vado in bagno e guardandomi allo specchio rimango a fissarmi.... Le assomiglio... A lei, a mia madre, alla donna che a cercato di farci avere una vita magnifica, a quella donna che piangeva di nascosto, che si faceva picchiare pur di non farci capire che andava tutto male, quella donna che c'è sempre stata, e che ora non c'è più. Il mio cervello ha assimilato il fatto. Mamma è morta, non potrò più chiamarla, sentirla, toccarla... È tutto finito. Senza rendermene conto sono per terra, a piangere, rannicchiata e abbracciata alle mie ginocchia, con la schiena appoggiata al muro, e piango. Perchè non posso fare altro, non si può tornare indietro, e lei non c'è più.- Peter: amore, dai... -viene e mi abbraccia. E continuo a piangere, tra le braccia dell'unica persona che voglio in questo momento. Quasi senza accorgermene Peter mi prende in braccio, come un padre prende sua figlia, e mi porta sul divano. Mi abbraccia e io poggio la testa sul suo petto, e piango nell'ombra che si è formata tra i nostri corpi... Finchè le lacrime diminuiscono, e con le carezze di Peter riesco a chiudere gli occhi. Se la mattina non sapessi che è impossibile giurerei di aver continuato a piangere anche mentre dormivo. Sono sdraiata sul divano, mi alzo a sedere e vedo che Peter è in cucina, arriva con un vassoio con un sacco di cose buone. Non parlo, mangio e basta, mi ingozzo quanto più posso.- Peter: Stai meglio? -muovo la testa in modo da dire "così così". Risponde accarezzandomi la schiena e dandomi un bacio sulla fronte. La giornata si svolge semplicemente in modo deprimente, Peter abbracciato a me, io abbracciata al mio gelato, e le lacrime sul mio viso. Il giorno dopo mi rendo conto che non serve piangere giorno dopo giorno, lei non c'è. Non verrà a consolarmi come faceva quando ero piccola. Così mi alzo io e preparo la colazione per me Peter e Euge.- Peter: amore -dice sbadigliando- Io: amore mio -poso il vassoio sul tavolo e vado da Peter, mi ci butto sopra ed inizio a baciarlo- Peter: stai meglio eh! Io: mi serviva solo un giorno di sfogo.. .-dico alzandomi e andando verso il tavolo a sistemare la colazione- Peter: che profuminoo -dice alzandosi e venendomi ad abbracciare da dietro- Io: ehi.... Grazie -continua a darmi baci sul collo...- Io: grazie davvero Peter: non dire cavolate. Non mi devi ringraziare di niente! -mi bacia- Euge: Mmh.. Buongiornooo -dice assonnata venendo verso di noi con una magliettona e i capelli scompigliati- Peter: sei bella anche così Suarez -dice ridendo- Euge: stai zitto, ho sonno Lali: ahahah... Colazione? Euge: mi sembra ovvio. Peter: hai saputo qualcosa? Euge: si.. Ne ho trovati 2-3... Andate a vederli y listo ;) Lali: cosa? Peter: dopo ti dico -finiamo la colazione, Eugenia si va a ributtare nel letto mentre Peter mi aiuta a mettere apposto. Quando abbiamo finito mi prende per i fianchi e mi bacia, poi mi guarda e sorride- Peter: ho trovato degli appartamenti per tuo fratello... E per me... E volevo chiederti se... Se vuoi venire a vivire con me! Lali: Oddio Peter! -dico felice- oddio! Si! -mi arrampico e mi aggrappo al suo collo a mó di koala abbracciandolo- Peter: ma voglio conoscere tuo fratello... Lali: questo è un argomento molto simpatico... Perchè diciamo che lui è molto docile.. Ma con te non lo sarà .. Vedi, è che lui...non..cioè si.. Ma no. Non penso che sia felice di conoscerti ecco! Peter: non mi interessa! Io gli ho procurato l'appartamento e voglio parlarci :) Lali: okay..okay hai ragione. Allora andiamo. Peter: dove? Lali: da gas! Euge: andate da gas? Peter:che fai ascolti? Euge: zitto! Là.. Ma..? Lali: si sta da Agus e puoi venire Euge: ahahah grazieeee! -ci vestiamo al volo. Mi metto un semplice vestito senza spalline stretto sotto il seno e largo sotto, abbastanza corto, scarpe, mascara e basta. Euge arriva con magliettina strascollata che finisce sotto il seno, e dei jeans, mascara, matita e basta.- Euge: Vamos chicos! Peter: quand'è che te ne rivai in argentina? O tornatene in Giappone và! Euge: Gordoo! Baja el tonito conmigo eeeh! Peter: Ahahahah ti voglio bene Chì! -Arrivati a casa di Agus entriamo, Agus mi saluta, da una pacca a Peter e inizia a fissare Euge provandoci di brutto, mentre Gas lo controlla cerco di spiegargli la situazione.. Ma non mi ascolta, così lo porto in balcone...- Io: Ora mi puoi ascoltare? Gas: ti stavo ascoltando Lali! Io: cos'ho detto? Gas: che... Mi chiedi spiegazioni a me? Io: appunto. Ahahh. Lui è Peter... Pitt: piacere -si battono il pugno- Io: è lui. Gas: cosa? Io: LUI -dico- Gas: LUIII??? Io: lui! -affermo decisa- Gas: scusa.. Quanti anni hai? Io: gas... Peter: sto sul 20 tranquillo! Gas: Mmh... Io: dovresti ringraziarlo sai? Gas: io? Perchè? Io: uno perchè mi rende felice, due perchè ti ha trovato un appartamento! Gas: un appartamento?? Peter: si.. Non è grandissimo, ma è già ammobiliato.. Gas: grazie! Grazie davvero! -gli da una pacca sulla spalla- Benvenuto in famiglia, ma stai attento a quello che fai perchè ti spacco la faccia -dice sorridendo- Peter: mmh... Okay comunque ti do la via e tutto e lo vai a vedere Gas:aspetta un attimo aspetta aspetta.... Com'è che hai detto Lali? Lali: cosa? Gas: lui ha? Lali: trovato un appartamento Gas: per chi? Lali: per te! Gas: per me o per me e te? Lali: per te. Gas: nono! Non se ne parla. Lali: dai Gastón! Gas: no. Vivere insieme no! Sei piccola! Lali: non sono piccola. Gas: si! Lo sei! Peter: ma io sono grande Gas: è proprio quello il problema. Lali: come se non avessimo ancora fatto nulla Gas: COSAA? Lali: Gas mamma mia! Sei una suora! Io vado a vivere con Peter. Tu hai la tua casa. Ci vediamo quando ti vengo a trovare. Punto. Ciao. -gli do un bacio prendo Peter per mano e ce ne andiamo lasciando lì Eugenia.- Peter: non l'ha presa benissimo Io: tranquillo. Ora andiamo a vedere l'appyyy? -dico sorridendo- Peter: l'appy? Io: l'appartamento! Peter: AHAHAHAHAHHA! Piccolina mia -prende la macchina di Euge e andiamo. L'appartamento è davvero carino. Si entra c'è l'ingresso, una sala non grandissima ma carina, una stanza con letto matrimoniale, una singola, due bagni e una cucina.- Peter: carino no? Io: amore è stupendo! Una casa tutta nostraaa! Peter: eh già❤️ -mi bacia... E essendo già nostro, nei nostri pensieri, quest'appartamento... Ci ritroviamo nudi nel letto. Ops... Non ci sarebbero tanti problemi se non fosse che sono appena entrati altri visitatori... Ridendo come una scema mi vesto al volo e Peter ugualmente. Facciamo in tempo...- Peter: scusi? Agente immobiliare: era il loro turno? Peter: in realtà abbiamo appena avvisato che la compriamo, quindi arrivederci Ag.imm: a.. Okay.. Ehm signori andremo in un altro posto, seguitemi... -se ne vanno- Lali: Ahahahah! Magari ora chiama davvero peró! -Peter chiama l'agenzia, mi porta a casa a prendere le cose e già la sera stessa portiamo le mie cose e un po' delle sue.- Peter: una cAsa tutta per noi -dice baciandomi- Lali: voglio dipingere il muro della sala peró Peter: di che colore la vuoi? Lali: Mmh... Viola? Peter: viola? Lali: si! Peter: ma viola... Lali: dai poi lo cambiamo! Peter: come vuoi amore, domani compro la vernice viola. E dipingiamo noi due -mentre mi bacia mi spinge sul divano e così ci facciamo il secondo ripassino del giorno. Una buona inaugurazione alla nuova casa...... Ora peró, ci serve un lavoro per poterla mantenere....non sarà facile.... FINE capitolo 8
ERI TUTTO, VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 7 -Sono le 6 della mattina, non ho dormito nemmeno un'ora, si e no dalle 3 alle 3:45 . Sono distrutta... Non so perchè sto così, in fondo se non mi ha scritto non significa nulla di male.... Ma mi sento davvero male... Sento un buco alla bocca dello stomaco... Vado in cucina e prendo quel poco di gelato rimasto... Mi siedo sul divano a mangiarlo... Ma è davvero pochissimo. Non so che fare, e mi muovo per la casa con la torcia del telefono. Mi affaccio alla camera di Gas, quando dorme è così dolce. Rimango sulla porta a guardarlo. Sono felice di essere riuscita a venire a vivire con lui. Gli voglio un bene dell'anima...- Gas: Lali -dice assonnato- Lali: è presto tranquillo! Gas: per questo non sto tranquillo. È presto e sei sveglia... Vieni qui -dice battendo la mano sul letto Non me lo faccio ripetere due volte e a quattro zampe sul letto vado da gas, mi stendo e lui mi abbraccia- Gas: quanto mi mancavi piccolina mia Lali: sono felice di stare qui con te Gas: anche io sono felice che tu stia qui -mi stringe forte... Mi sento protetta con lui, mi abbraccia non facendomi sentire il resto del mondo, proteggendomi da questo schifo di mondo. E come al solito mi cade una lacrima, lo stringo di più, un'altra lacrima. È come se quando mi abbraccia escano tutte le cose che ho dentro, liberandomi...- Gas: che succede? -mi chiede sottovoce dandomi un bacio sulla fronte e stringendomi tra le sue braccia- Lali: abbracciarti mi fa liberare delle cose che ho dentro -dico piangendo- Gas: e cos'è che hai dentro? Lali: ... Paura Gas: di cosa? Lali: di soffrire -sa che se mi facesse quella domanda mi arrabbierei, quindi mi abbraccia e dice solamente:- Gas: non ti chiedo chi dovrebbe farti soffrire, ma quando vorrai dirmelo me lo dirai tu -lui lo sa, mi capisce, mi conosce. C'è, c'è sempre stato Ci addormentiamo abbracciati... E mi sveglio dalla sua voce accompagnata dalla chitarra. Mi alzo e scendo in salone- Lali: che bello risvegliarsi con il mio fratellone che canta Gas: buongiorno Lali: continua, che facevi? Gas: cercavo di mettere insieme qualche parola... Euge mi aveva dato un testo in spagnolo, lo sto aggiustando un pó musicalmente... Lali: fa sentire -dico bevendo un cappuccino- "el verano que se fue, El amigo que volvió, El beso que ella te diò Y el sol del atardecer El vaso medio llenò Tu corazón a pleno Para poder cantar All I need is vos All I need is vos All I need is vos Cantar reír soñar All I need is vos" -passiamo la mattinata a cantare aggiustando la canzone... E ne viene fuori una cosina niente male. Dopo pranzo decido di chiamare Peter- ---chiamata--- Io: pronto! Xx: si? -é una voce femminile, il mio cuore si ferma, deglutisco....- Io: con chi parlo? Xx: chi sei? Io: no scusa TU CHI SEI? -dico arrabbiata- Xx: cercavi Peter? Io: si. Xx: ora non può parlare, dimmi cosa dovevi dirgli e poi glielo dico io Io: no tesoro non hai capito proprio. PASSAMELO! Xx: sei sorda o cosa? Non può parlare Io: senti, dove siete? Xx: senti ma che problemi hai? Pitt: Chi è? Xx: una ragazzina che ti cerca Pitt: dà Xx: aspetta Pitt: DÀ! Pitt: pronto! Io: chi era? -dico fredda- Pitt: Lali! Io: RISPONDI! Pitt: no aspetta! Non è come pensi! Io: la verità è che a te non te ne frega un caaazzoo! -urlo- Pitt: non è vero! Non è vero Lali! Non fare l'angioletto! Tra 5 minuti sono da te. E parliamo Io: ora ti fai l'incazzato? Fanculo! ----fine chiamata--- -incazzata come una belva mi metto degli shorts, una maglietta che mi lascia la pancia scoperta e un paglio di scarpe. Mi faccio una coda, mi metto solo del mascara, prendo il telefono e scendo. Dopo 5 minutì di attesa eccolo arrivare con la sua moto da strafigo. Con me no Lanzani. Con me no. Si leva il casco e scende, rimango davanti al portone con le braccia incrociate e una faccia molto incazzata, si siede sulla moto e mi fa cenno di andare. Vado, ma rimango abbastanza lontana.- Io: dimmi. Peter: cosa devo dirti? Io: chi era? Pitt: un'amica Io: un'amica che si era appena svegliata, insieme a te. Pitt: mi stai dicendo che avrei passato la notte con Nina? Io: Nina si chiama. Che nome da cane, o meglio, da cagna. Pitt: smettila Io: hai passato la notte con lei? Pitt: se la pensi così! Io: te lo sto chiedendo! RISPONDI! -dico fermandogli la mano che stava per toccare il mio fianco- Pitt: e tu ieri sera con Vico? Io: non dire cazzate! E non cambiare discorso! Pitt: vuoi dirmi che non hai passato la notte con nessuno tu? Io: tu ti sei fatto quella. Si. L'hai fatto. -i miei occhi si riempiono di lacrime... E ristagnano lì, offuscandomi la vista... Lascio il suo braccio, faccio un passo indietro...- Pitt: no, no Lali aspetta! Io: perchè? Pitt: non è così! Lali: continuare a scoparti chi ti capitava era difficile? Dovevi farmi innamorare, prima? Ti piace farmi soffrire? Pitt: aspetta! Vieni qua ti prego! Io: non ci posso credere. Io pensavo, fossi cambiato... -si alza e mi segue, mi prende un braccio...- Io: NON MI TOCCARE! -urlo piangendo e allontanandomi- Pitt: non fare così! Fammi spiegare! Io: è tutto chiarissimo! Pitt: no! No! Guardami negli occhi Lali! Non ti sto mentendo, fammi spiegare. -sto zitta- Pitt: ieri sera... Ho sentito dire a mio padre cose che mi hanno... Che mi hanno fatto male. Così sono uscito e ho passato la notte fuori... In giro.. Sono entrato in un locale e... Ho incontrato Nina, ma ero mezzo ubriaco... Lali: di nuovo Peter? Pitt: lei mi ha portato a casa sua... Non mi ricordo niente, finché mi sono svegliato erano più o meno le 6:30 e mi sono accorto di avere il telefono di Euge... E a lei è arrivato un messaggio da un tipo... Che gli ha mandato la foto di te che dormivi abbracciata a un ragazzo. Mi sono incazzato e quando è arrivata Nina che ci provava con me... Non... Non l'ho respinta.... -silenzio, mi asciugo le lacrime.. Evidentemente Agus è entrato a casa perchè ha le chiavi, e vedendoci dormire se ne è riandato, ma evidentemente eravamo così carini che ci ha fatto una foto e l'ha mandata a Euge che ci si sta sentendo da un po'- Pitt: ma sono stati solo baci! Davvero non è successo niente! Lali: sai perchè mi da tanto fastidio? Perchè non ti fidi di ME! E io non sono come te! Capiscilo! Nessuno é come te! Non mi sono mai scopata nessuno! Sai chi era quello della foto? MIO FRATELLO! Ed eravamo abbracciati perchè stavo piangendo per te! Perchè sentivo che avrei sofferto! Lo sapevo io! Sei un deficiente! Non cambierai mai! MAI! -faccio per tornare a casa ma lui mi ferma... Sta piangendo...- Pitt: perdonami, ti prego! Lali: io non voglio soffrire. E stare con te mi fa soffrire. Io non sono questa Lali, che piange tutti i giorni. Io sono diversa. Io ho sempre il sorriso sulla faccia. E nessuno riusciva a levarmelo, poi sei arrivato tu, e sto di merda tutti i giorni Pitt: Ti prego Lali! Ho bisogno di te! Tu stai riuscendo a cambiarmi! Io non voglio essere come mio padre! Ti prego! Sei l'unica che può aiutarmi ad uscirne! Senza di te riinizierei a essere come ero Lali: non hai mai smesso Peter!!! Pitt: si! Si! Da quando ti conosco, da quando quel giorno nell'ora di educazione fisica.... Ti ricordi? -si avvicina, mi sorride, con le lacrime agli occhi- Pitt: da quel giorno io non ho toccato nessuna ragazza Lali: fino a ieri. Pitt: perdonami! Aiutami a cambiare! Ti prego! Non voglio finire come mio padre! Non voglio! -i suoi occhi quando nominano suo padre sono davvero sofferenti, piange... Mi guarda... Poi mi abbraccia. Resto ferma, ma sentirlo piangere mi fa stare male, così lo abbraccio anche io. Mi guarda.- Pitt: perdonami Lali: ssh! -lo bacio- ti avviso, se continuo a stare male per te, te la dovrai cavare da solo. Pitt: non ti farò più stare male,lo prometto -dice accarezzandomi la guancia- Lali: lo spero, per te! -sorride e mi bacia. Ora sono più tranquilla, mi rendo conto che c'è qualcosa di davvero forte tra di noi se gli ho lasciato passare quello che ha fatto con questa Nina....- Pitt: andiamo a fare un giro? Lali: dove? Pitt: dove vuoi tu -dice sorridendomi e prendendomi dai fianchi Lali: sorprendimi -lo bacio- Pitt: sali su -mi metto il casco mi abbraccio al mio Lanzani e mi faccio portare... - Lali: wow! È stupendo! Pitt: non quanto te -dice abbracciandomi da dietro e dandomi un leggero bacio sul collo- Pitt: andiamo! -mi prende la mano e iniziamo a camminare in mezzo a tutto questo verde, tutti questi fiori profumati, così belli... Sembrano essere messi uno per uno come un'opera d'arte. Ci incamminiamo verso un fiume, o meglio un ruscello. Alle nostre spalle c'è una bellissima cascata che emette quello stupendo suono dell'acqua che cade sulle rocce. Quest'acqua limpida, da cui possiamo vedere i piccoli pesci che nuotano insieme...- Lali: sembra un sogno! È...è il paradiso! Pitt: il mio paradiso sei tu -mi giro, penso che ho gli occhi a forma di cuore. Quando dice queste cose mi fa innamorare sempre di più. Posa le labbra sulle mie. Si siede sul prato e mi da la mano per farmi sedere su di lui... È tutto così magnifico. Stiamo lì a baciarci con il sottofondo della cascata e degli uccelli che sembrano cantare solo per noi. Soli, nel paradiso. Nessuno ha voglia di interrompere questo silenzio, e ci limitiamo a baciarci. Mordicchio le sue labbra per ricevere sorrisi magnifici... E i suoi occhioni fissi sui miei mi fanno sciogliere. Mi metto difronte a lui ma sempre seduta sulle sue gambe, mi abbraccia i fianchi e inizia a darmi bacetti sul collo, sorridendo. Poi si gira facendomi cadere al suo lato, e ci sdraiamo abbracciati a ridacchiare, mi mette sopra di lui e continuiamo a baciarci. Poi mi posa leggermente a terra, un suo braccio dall'altro lato del mio corpo, il suo busto leggermente sul mio, e le gambe dal suo lato. Rimane a guardarmi sorridendo- Peter: sei la cosa più bella che potesse capitarmi -sorrido e mi bacia, con dolcezza, con amore. Scende sul collo ed inizia a baciarmi per tornare sulle labbra ogni tanto.. Scende fino al collo della maglietta, ma non va oltre. Chiede prima, guardandomi. Rispondo con un sorriso, e dolcemente mi bacia un po' più sotto, ma non arriva al seno, passa alla pancia scoperta, su cui mi fa una pernacchia facendomi ridere, torna sul viso e riinizia a baciarmi, la sua mano destra si intrufola sotto la maglietta, sotto la schiena. È tutto molto delicato, leggero, fa attenzione ad ogni movimento per non darmi fastidio. Mi capisce, e io capisco lui. Gli levo la maglietta per poi baciarlo toccando la sua schiena, muscolosa ma non esageratamente. Si sposta un attimo e prende da dietro una pianta lì vicino una coperta, la mette per terra e ci si stende sopra, mi prende i fianchi e mi mette sopra di lui, sdraiata. È buffo perchè mi sento alla sua altezza e quando guardo i miei piedi mi accorgo che sono all'altezza dei suoi stinchi. Mi levo le scarpe con i soli piedi, come faccio sempre e le calcio via. Continuiamo a baciarci quando lui, delicatamente mi abbraccia la schiena andando sotto la maglietta e levandomela delicatamente. Fino a qui ci siamo. Sono in reggiseno, non mi da fastidio... Ma la paura prende il sopravvento, e lui lo capisce, mi bacia delicatamente e mi guarda- Pitt: se non vuoi non fa niente davvero! Lali: non..no..si..è... Pitt: tranquilla! -mi bacia, mi sorride e scosta i capelli dal mio viso. Mi guarda come per chiedere se può continuare, lo bacio. Continuiamo a baciarci per un bel pó. E non smettiamo ma piano piano rimaniamo solo in intimo. La coperta e sopra di noi, appoggiata sulla sua schiena, china su di me. Delicatamente mi slaccia il reggiseno, ma lo leva solo dopo molti baci, e non guarda troppo. Non mi da fastidio, non è insistente. Così che ci ritroviamo nudi, uno sopra l'altro, e non smettendo di coccolarci, facciamo l'AMORE. Niente sesso, nulla che lo ricordi. I nostri corpi si uniscono in uno solo, ed è bellissimo. Lui mi guida, mi protegge. La mia prima volta è davvero stupenda. Ora siamo avvolti nella coperta, abbracciati. Guardando il limpido ruscello.- Lali: non ci potrebbe essere stata prima volta più bella Pitt: Pri.. Prima volta? -sorrido- Pitt: a... Beh! Almeno non mi dimenticherai mai! Lali: invece tu potrai farlo Pitt: no. Perchè anche per me è stata la prima volta Lali: non dire cazzate Pitt: questo è stato amore, non sesso. Ed io non avevo mai fatto l'amore. Perchè non sono mai stato innamorato... -mi sorride e mi bacia. Restiamo a baciarci per un po' finché si fanno le 18, mi rimetto mutande e reggiseno. Lui è in mutande... Ci stiamo vestendo per andare via ma evidentemente non sono i piani di Peter perchè mi prende in braccio a mó di sacco di patate e senza ascoltare le mie implorazioni di lasciarmi andare mi butta nel ruscello- Lali: sei uno stupido! -dico ridendo. Poi vado da lui mentre ride e piega la coperta. mi aggrappo a cavalcioni sulla sua schiena bagnandolo completamente- Pitt: noooo! È freddaaaa! Levatiiii -dice ridendo. Io mi levo lo giro e mi aggrappo al suo collo baciandolo, mi abbraccia per i fianchi e mi tira su- Pitt: senza scarpe sei davvero bassa eeeh! -dice ridendo e tenendomi sollevata da terra- Lali: io non sono bassa. Siete tutti voi che siete alti! Pitt: ahahahah! Amore mio! -mi bacia non lasciandomi, poi mi guarda... E mi dice...- Pitt: Ti Amo -rimaniamo in silenzio. Non l'ha mai detto a nessuno, ne sono certa, e io nemmeno....- Lali: anche io. Anche io ti amo -sorridiamo e ci baciamo. Poi inizio ad agitare le gambe per farmi mettere giù ma a Peter viene la bellissima idea di buttarsi nel ruscello con me aggrappata, così rimaniamo un po' in acqua a baciarci quando vedo il mio telefono vibrare e illuminarsi, così esco dall'acqua mi asciugo le mani e lo prendo.- Lali: Ahia... Pitt: chi è? -dice uscendo dall'acqua con quel modo da strafigo passando la mano tra i capelli- Lali: mio fratello... Ho 27 chiamate perse... E 18 messaggi. Forse è meglio se torniamo.... -lo richiamo- ----chiamata con Gas---- Io: Gas... Gas: dove staii? -dice piuttosto arrabbiato e preoccupato- Io: sto, in...a... Un parco. Un parco sto. In un parco. Gas: con chi? Io: eh...gente di scuola.. Gas: tipo? Io: tipo... Mery, cande... Non le conosci! Gas: torna immediatamente a casa! Sei uscita e non mi hai fatto sapere niente! Eri distrutta e non ti fai sentire? Ti potresti anche essere suicidata e io non lo avrei saputo! Io: addirittura! Suicidarmi è esagerato! Ahahah Gas: non ridere. Ti aspetto qui. C'è una... Una specie di sorpresa. Io: che sorpresa? Gas: vieni. ---fine chiamata--- Io: meglio se andiamo subito... Era abbastanza incazzato... E strano... Ho un brutto presentimento... Pitt: tranquilla, vestiti e andiamo -Mi metto la maglietta i pantaloncini prendo le scarpe e cammino scalza fino alla moto... Ho un buco allo stomaco, ma non è fame, è angoscia. Conosco mio fratello, e non stava bene. Mi metto le scarpe al volo e salgo in moto. Quando arriviamo sono praticamente già a casa con la testa- Pitt: ehi, ci sei? Lali: si. Scusa è che.. Era strano.. Ho un'angoscia qui.. -dico toccandomi lo stomaco- Pitt: vai, poi scrivimi -mi bacia, annuisco e salgo a casa, veloce. Apro la porta...- Io: Gaaas! Dove sei? -quando entro in sala capisco il perchè della voce di Gaston, che è seduto su uno sgabello, incazzato, triste... Rimango ferma, mi cadono il telefono e le chiavi dalla mano, il mio respiro si fa affannato, le lacrime iniziano e scendere e la voglia di prendere a calci tutto ciò che mi trovo vicino sale. Ecco come rovinare il giorno più bello della mia vita- FINE Capitolo 7
ERI TUTTO VOLEVO FOSSI NIENTE Capitolo 6 -mangio un piatto di pasta con mio fratello che continua a chiedermi della mia improvvisa felicità, ad un certo punto mi arriva un messaggio: "Quand'è che mi restituisci il cuore? Se vuoi te lo presto ancora un po' ma devo stare lì con te, per assicurare che te ne prenderai cura ~Lanzani" - Gas: ma questo sorriso ha un nome e un cognome? Io: è? Gas: appunto, manco mi ascolti! Io: stavo leggendo! Dicevi? Gas: come si chiama? Io: chi? Gas: il motivo di tanta felicità Io: eh.. Che intendi? -dico facendo la finta tonta- Gas: non ci provare con me Nana! Io: sai chi ho visto alla festa? Gas: cambi discorso? Io: Pablo! Ti saluta Gas: pablo? -Daje! Sono riuscita a cambiare discorso! - Gas:Martinez? Io: si! Si è fatto ancora più bello di prima! Gas: è lui ti ha scritto? -dice preoccupato- Io: no! No! Era Euge! Gas: a... Euge Io: uuuuu che occhietti! Ahahah Gas: beh è una bella ragazza! Molto bella! Io: pedofilo! Ahahah! Gas: ma stai zitta -dice dandomi una pacca in testa sorridendo- Io: metti apposto tu? Io vado a casa sua :) Gas: tanto faccio sempre tutto io no? Io: grazie amorino -dico dandogli un bacio -Vado in camera, mi metto un paglio di jeans corti a vita alta e sopra un toppino nero lucido che si ferma sotto il seno. Mi si vede una striscetta di pancia, o meglio di busto, come va adesso. Metto i miei stivaloni neri che mi fanno sembrare meno tappa, metto un filo di eye-liner mascara in abbondanza, prendo la borsa ed esco velocemente senza farmi vedere da Gas per risparmiarmi i suoi commenti su come sono vestita. Quando arrivo al cancello inizio a camminare verso casa di Eugenia....- Xx: A gnocca! -mi girò spaventata e vedo un ragazzo in moto- Io: mi hai fatto spaventare Lanzani! -si ferma e si leva il casco, vado verso di lui e ci baciamo per un po'- Pitt: dove vai così bella? Io: da Euge Pitt: mamma mia cosa sei co sta robba addosso! -mi bacia con passione- mettiti il casco che ti accompagno! -mi metto il casco mi abbraccio a lui e arriviamo davanti il cancello di Eu. Me lo levo e scendo, lui anche scende, mette il cavalletto, sistema il casco sul volante e si appoggia alla moto mezzo seduto, mi prende per i fianchi e mi stringe. Divarica un po' le gambe per farmi spazio, metto le mani sul suo collo e iniziamo a baciarci- Io: Mmh aspetta! -bacio- aspetta -bacio- che ore -bacio- sono -bacio- Mentre mi bacia Peter mi sfila il telefono dalle tasche sul mio didietro, mi prende un colpo, ma prende solo il telefono, guarda l'ora e rimette il telefono nella tasca... Ma, la sua manina sinistra rimane lì, ferma. Faccio finta di niente e mi scosto da lui. Rimette le mani sui miei fianchi e smette di baciarmi- Io: che ore sono? Peter: le 16 Io: io devo salire da Euge Peter: vengo anch'io dai! Però prima... -mi prende a sè e mi bacia. Gli faccio capire che è tardi, prende il casco e mano nella mano saliamo da Euge. Citofoniamo...- Io: ricitofona... -ricitofoniamo.... alla terza volta ci apre il portone. Prendiamo l'ascensore e mi sa che ci rimaniamo un bel po'.... Quando siamo davanti alla porta di Euge troviamo la porta socchiusa, apriamo e troviamo Euge che ridacchia baciandosi con quel tizio biondino riccioloso con cui avevo discusso a scuola- Peter: Uuuuu ahahahahahahhahahaha Io: ma che cazzo ci fa questo qua! Euge: ah. Ciao! -si leva da Nicolas, si chiamava così?? Che cerca di tenerla per i fianchi ma lei lo spinge e viene verso di noi- Euge: ci avete messo tre ore per salire. Si è fermato l'ascensore? Pitt: diciamo che siamo stato noi a fermarci in ascensore eheheh -dó una gomitata a Peter dritta nello stomaco- Pitt: AHI! Vabbe, sto zitto. -Euge mi guarda... Ha capito.- Euge: Vabbe sediamoci un attimo su, c'è un sacco di cibbbbbbo! -dice facendo la sua solita linguaccia. Ci sediamo sul divano, io vicino a Euge e Pitt che sta davanti a Nico, quest'ultimo vicino a Euge- Pitt: sono felice che vi siete riappacificati! Euge: Riappacificati è un parolone. Deve ancora spiegarmi qualcosina. Nico: Dai amore non sono state nulla! Euge: è proprio questo il problema! Fossero state qualcosa! E invece no! Una botta via! Non ce la fai a stare senza ficcarlo da qualche parte! Pitt: AHAHAH Sboo! AhahhahHhahaha Io: la delicatezza! Nico: delicata è il suo secondo nome Euge: vai co tutte è il tuo primo nome! Nico: ma stai zitta! -sorride le prende il viso con una mano e si mangia letteralmente la sua bocca Peter fa per avvicinarsi ma lo allontano, mi guarda come a dire "che cazz?" E io faccio segno di no.- -suona il citofono- Euge: andate voi -dice per poi ripiombare nella bocca del biondino. Peter va a rispondere- Pitt: Bro! Vieni! -dopo 20 secondi, perchè è quello il vero tempo che si impiegherebbe a salire con l'ascensore fino all'attico, entra Vico, si saluta co Peter e poi si gira verso di noi. Il suo viso cambia totalmente. Non leva lo sguardo da Eugenia e Nicolas, il suo sorriso è andato a farsi fottere.... Vado da lui e lo saluto- Io: VICOO! CIIIAAAOO -dico urlando, così che magari i due smettano!- EUGE c'è Vico -eugenia si leva da Nico sempre con difficoltà, si alza e sorridendo gli da un bacio sulla guancia- Euge: Vicuchiiiii! Vico: ciao. -dice freddo guardando Nicolas- Euge: tutto bene? Nico: ti da fastidio vedermi qua? -dice in tono di sfida- Vico: no. Mi da al cazzo che prendi per il culo gente onesta! Nico: che giustiziero! Ahahah! Vico: cazzo ridi demente -dice spingendolo- Euge: non iniziate! Nico: è stato lui a iniziare -dice dandogli un pugno sulla mascella, di tutta risposta Vico gli da una gomitata dritta nello stomaco e un calcio sullo stinco- Io: Basta! Euge: Ma sei impazzito? Cazzo hai in testa? -dice riferendosi a Vico che si incazza ancora di più- Nico: lascia stare Euge. Si incazza perchè ha pensato che aveva qualche chance con te. Porello. Ancora non ha capito che non te lo inculerai mai! -Vico si avvinghia su di lui e tenendolo per il colletto inizia a riempirlo di pugni, poi lo butta per terra e gli da un calcio. Eugenia urla contro di lui peggiorando le cose mentre Peter cerca di portarlo via. Io urlo a Vico di tranquillizzarsi poi lui incazzatissimo si ferma e dice: Vico: Tu... Non te la meriti!! Tu sei solo un pezzo di merda! Stai con lei solo perchè è bona bacia bene e per andare a vantarti che ti sei scopato la Suarez! Fai schifo! Una donna così si dovrebbe trattare coi guanti! E tu visto che sei il più figo devi farla soffrire no? La fai innamorare, te la sbatti, gli dici cose dolci e poi quando non ti prende più la molli, la tratti di merda, fai la tua sporca vita scopandoti ogni giorno 3 ragazzine diverse, che magari dopo 2 mesi ti vengono a dire che aspettano un figlio da te! E tu ovviamente le prendi a parolacce e le mandi via dandogli 50 € e lasciandole madri a 16 anni se non meno! Ma non ti fai schifo? A che stai giocando co Eugenia? A cosa? Ancora non l'hai messa incinta, strano... Stai facendo come hai fatto co Sofia? Guarda che io me lo ricordo! E stai attento perchè lei è ancora meglio di Sofia! Lei è diversa da tutte! Non ti meriti manco un quarto di un suo cazzo di capello! Fai schifo. E tu, -dice guardando Eugenia- attenta! -prende la giacca e se ne va battendo la porta. D'istinto vedendo Eugenia che chiede a Nico come sta prendo e me ne vado seguendo Vico.- Io: ehi, Vico aspetta. Vengo con te! Vico: non voglio ramanzine Io: ehi sono Lali! Ramanzine io? Pff! Dove si va? Vico: lontano! Io: si ma non correre perchè io sono un po'... Cioè non sono moltissimo alta, e le mie gambe non sono moltissimo lunghe e i miei passi non sono moltissimo grossi! Vico: ahahah! Dai ti aspetto nana! Io: hai la moto? Vico: si. Spiaggia. Io: cosa? Vico: ti porto in spiaggia. Io: vabbene! Vico: sali in sella gazzella! Io: ma che dici ahahahahah! -salgo in moto, metto il casco e ce ne andiamo. Durante il tragitto mi sento un po' triste, Peter è rimasto lì e non è il fatto che sia rimasto che mi da fastidio perchè se la pensa diversamente da me va bene, ma non si è minimamente interessato di dove stavo andando.... Quando arriviamo e scendiamo il paesaggio è stupendo, è quasi il tramonto è il sole sta per nascondersi dietro l'acqua calma del mare... Sotto un cielo arancione e rosa.- Io: è stupendo! Vico: vengo sempre qua... É un sacco rilassante! -mi levo le scarpe e cammino sulla sabbia, ci sediamo in riva al mare...- Io: io lo avevo capito subito.. Vico: cosa? Io: di te. Vico: cosa? Io: che sei innamorato di Euge.. Vico: a... Io: lei non lo sa, non lo fa apposta. Lei è così. Ma davvero non lo sa. Non farebbe mai qualcosa per farti soffrire. Ti vuole un bene dell'anima Vico: è troppo ingenua. Non capisce che quello vuole solo usarla... Io: lo so... Ma se lei è felice forse... Vico: se lei è felice io anche lo sono. E molto. Ma lei è felice adesso... Tra qualche mese starà abbracciata a me a piangere perchè quel biondo tinto l'avrà lasciata! Io: almeno avrai la soddisfazione di poter dire "io l'avevo detto" io amo dirlo. È così appagante quando puoi dirlo! Come quando un ghiacciolo si scioglie e tu non l'hai ancora mangiato e quindi pensi che il bullone con cui aggiusti la mac... Vico: ehiehihehiiiiiiii! Fai prendere aria alla lingua Ahahahah! Ma quanto parli? -sorrido controllando se Peter mi ha inviato qualcosa ma... Niente- Vico: aspetti qualche chiamata? Io: no... No.. Vico: non me la bevo moretta. Io: pensavo mi chiedesse per lo meno dove sono.... Vico: Peter? Io: ... E invece nulla. Vico: Peter! Io: ho così tanta paura che mi stia prendendo in giro come fa di solito... Io... Io ... Ho paura di soffrire. Vico: cucciolina vieni qua -mi abbraccia- Io: credo... Di essere ... Non lo so eh.. Però penso.. Penso di essere innamorata di lui Vico: almeno tu puoi prenderlo e baciarlo quando vuoi. Sei fortunata Lali. Non sai quanto darei per baciare Euge.... -Stiamo tutta la sera a parlare dei nostri amori. A divertirci... Finché si fa tardi e Vico mi riporta a casa.- Vico: ehi, grazie -mi dice prima che io entri nel portone Gli sorrido, faccio ciao con la mano e salgo a casa. Vado in camera, mi metto la camicia da notte e mi metto sul letto, con il telefono in mano... niente. Nessun messaggio. Nessuna chiamata. ..... Nessuna voglia di dormire...non ci riesco... - FINE Capitolo 6