- Ho conosciuto solo una persona speciale - dissi stringendo il bicchiere. - Un giorno svegliandomi le dissi: "Alice, Alice cos'è cambiato tra di noi?" E lei mi rispose: "Ma io non sono Alice!" Allora capii.
Stefano Benni, Baol

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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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@chouchouette
- Ho conosciuto solo una persona speciale - dissi stringendo il bicchiere. - Un giorno svegliandomi le dissi: "Alice, Alice cos'è cambiato tra di noi?" E lei mi rispose: "Ma io non sono Alice!" Allora capii.
Stefano Benni, Baol
I poero zozza è sistemato. #jackolantern #Halloween #zozza
“La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare.” (Karen Blixen)
O la birra, la birra è la cura per ogni cosa.
Born Ready. #prima #lalalansia #cittine #shouldertoshoulder #stanbyme #rugby
Le domeniche mattine hanno un odore particolare, non è lo stesso odore degli altri giorni della settimana. La prima domenica d'autunno, in cui alle 8 sei già fuori casa perché vai a giocare, ha un odore speciale che non ha nessun'altra domenica dell'anno. Sa di felicità. E niente ho il ghiaccio sul culo, vari lividi e un bernoccolo ma so di felicità come l'odore della domenica mattina d'autunno. - My life with R*
Spesso, quando si abbaia ferocemente contro qualcuno, è perché si è dentro un recinto. Come c'insegnano i cani.
Natalino Balasso
HAPPY DALE COOPER'S DAY!
Se ti prende dappertutto o è amore o è Radio Maria.
Il Serpe ® @sempreciro (via dovetosanoleaquile)
Francisco Goya, il sonno della ragione genera mostri. Los Caprichos 1797 - Biblioteca Naciónal d'España, Madrid
Raul Duke, Fear and loathing in Las Vegas
i really am amazing at offering advice that has absolutely nothing to do with my own personal life. wouldn’t you agree?
Just a handful of the kind gestures from teams & fans over the cup weekend in memory of Axel.
From wearing 8′s, fans flying munster flags, to outbursts of the ‘fields of athenry’, just shows how tight the rugby community is.
We may all chastise each other, even sort of hate certain teams and revel in rivalry, but when tragedy happens, there is such solidarity it can be overwhelming.
For Axel … #SUAF
Il mare che ieri era un torbido fondo di nuvola ai margini del cielo, si fa una striscia d’un cupo sempre più denso ed ora è un grande urlo azzurro al di là d’una balaustra di colline e case. - Il sentiero dei nidi di ragno Isola d'Elba, Rio Marina - Settembre 2016'
Riassunto.
Ultimi scampoli di una società implosa che rifiuta il burkini ed esalta gli ori olimpici.
Quando la Merkel dichiara: “È mia opinione che una donna con il velo integrale abbia poche possibilità di integrarsi nella società tedesca” dice, purtroppo, una cosa vera.
L’integrazione è una bella parola o meglio, da l’impressione di essere una bella parola con dietro un bel concetto ma non prefigura necessariamente una società paritaria, dove gli individui sono “integrati” tra di loro, felici e contenti, e tutti si vogliono bene. L’integrazione, se sei straniero, passa attraverso delle rinunce, anche molto dolorose e che ti permettono di poter entrare dentro i meccanismi della società che ti ospita. E non è detto che ci si riesca.
Devi rinunciare alla tua lingua, alle tue feste religiose, nazionali, al tuo retroterra culturale, in alcuni casi al tuo modo di vestire, agli orari in cui mangi. Se hai figli, devi rinunciare in parte al modello educativo che hai ricevuto tu e mediarlo con quello del posto. Non puoi criticare apertamente il posto in cui vivi, non almeno con chi è del posto. Nessuno è disposto ad accettare le critiche che anche noi portiamo avanti alla nostra società da chi, in quella società, ci è arrivato dopo. Nei casi migliori rischi l’isolamento, in quelli peggiori lo stronzo che ti dirà: “E allora tornatene da dove sei venuto”.
Questa è una frase che io vi auguro di non dover mai ascoltare in vita vostra.
Per questi e altri motivi annessi al concetto d’integrazione (sei vivi nel nostro Paese devi rispettare le usanze del nostro Paese, delle tue invece sti cazzi), il burkini diventa un ottimo tema di rivalsa culturale e non solo. Un modo per sottolineare di nuovo qual è la società alpha, quella che domina e a cui bisogna “integrarsi”, ovvero plasmarsi.
Una volta li colonizzavamo a casa loro, ora li obblighiamo a colonizzarsi da soli, a casa nostra.
La stessa cosa, in maniera diversa, la facciamo con l’esaltazione dell’eroe olimpico. La ginnasta povera ed orfana che nonostante tutto e attraverso un duro lavoro, arriva a vincere la medaglia d’oro.
Quel “nonostante tutto”, in realtà si traduce in “nonostante la nostra società di merda, di cui noi ne facciamo parte e che fa di tutto per discriminare le persone in base al colore della pelle e del reddito”, ce la fa. Un caso su un milione che noi esaltiamo per pulirci la nostra coscienza. Perchè non siamo noi che sovraccarichiamo di merda la vita di molte persone fino a farle affogare, no no, sono loro che nonostante il nostro sovraccarico di merda non riescono ad uscirne fuori e abbassano la qualità della vita.
E via così di mito in mito.