“È tipico di questo paese. È sempre colpa di un altro. È sempre colpa di quello che veniva prima, di quello che ha fatto il lavoro prima. […] Stessa cosa con il governo appena insediato: trova un buco di 1000 miliardi di debito lasciato dal governo precedente e al precedente governo non gli sta bene che si dica così e allora che fa? Accusa il precedente ancora che a sua volta accusa il precedente fino a risalire ad un governo talmente indietro nel tempo che sono ormai tutti morti e che pure nelle tombe bofonchiano: la colpa è di quello prima! Milioni di cittadini e nessuno ha una sola responsabilità ed è magnifico, perché la responsabilità è come una palla che rimbalza in un campo e la colpa, se l’abbiamo persa, è del centro campista che accusa il difensore che dice che il mediano è un mentecatto. E questo vale per tutto il paese - è una grande catena di Sant’Antonio, è quasi una festa, per tutti tranne per chi viene fregato e si guarda indietro con un vago senso di malinconia, di disagio, perché è impossibile capire da dove la fregatura provenga, forse da altre epoche, da tempi lontanissimi in cui si girava scalzi e si moriva di vecchiaia a trent’anni, ma poi subito gli torna il buonumore, perché una sòla, così come la ricevi, la puoi anche restituire: grandi professionisti noi siamo in questo gioco al ribasso dove vince il più audace e sfacciato «ma si figuri» «fosse per me» «lei l’avrà capito che se dipendeva da me, altroché». Che significa? Cosa dicono? Non ha importanza. Perché nel frattempo si è sviluppata un’intera comunità di persone fintamente affrante per i disastri commessi da altri, ma subito pronte, se ben retribuite, a riparare il danno. «Ma il danno è grave, eh?» «Non mi faccia mettere le mani avanti.» «Noi qui ci proviamo, non è detto che si risolve.» «Noi proviamo, ma noi non li facciamo i miracoli.» Quando in realtà il miracolo d’ingegno è la catena stessa, per cui già da domani altri interverranno sulla lavatrice, sul motorino, sul premolare o sul governo del paese e ancora una volta diranno: «Qui signori è tutto da rifare, colpa di altri, noi ci proviamo. E speriamo bene».”