prendete questi ometti vigliacchi, piccolo borghesi, e trascinateli un’ora all’inferno delle periferie, dentro le case con i materassi poggiati a terra, a sentire le urla e i pianti dei pazzi e dei tossici che la psichiatria ha deciso di ignorare da tanti anni.
portateli all’ufficio di collocamento e negli ospedali, dove la microaggressione è un atteggiamento di favore e l’insulto è la norma.
dategli in mano tre buste pesanti della Caritas e due chilometri da fare a piedi, senza macchina, sotto lo sguardo giudicante dei compaesani benestanti.
buttateli nei corridoi dei CPR, dove se non stai crepando nei fogli ci scrivono che va tutto bene, tutto in regola e a volte pure se stai crepando. mettetegli in tv l’inquadratura a loop di un impiegato che sbadiglia in faccia a un disgraziato che aspetta l’elemosina dei lavori comunali, e pregate che capiscano!
che capiscano cosa spinge un uomo a gettarsi contro una folla inerme, a costruire un ordigno artigianale, a comprare un’arma, a scrivere su un muro di notte ubriaco fradicio.
- Astore TreOtto













