Io non so che darei, in questo momento, per poterlo vedere, per poter restare fino all'alba a guardarlo, anche a traverso i vetri, nell'umidità della notte, tremando come tremo. I pensieri più folli mi balenano dentro e mi abbagliano, rapidi, confusi; ho come un principio di cattiva ebrezza; provo come un'istigazione sorda a far qualcosa d'audace e d'irreparabile; sento come il fascino della perdizione. Mi toglierei, sento, dal cuore questo peso enorme, mi toglierei dalla gola questo nodo che mi soffoca, se ora, nella notte, nel silenzio, con tutte le forze dell'anima io mi mettessi a gridare che l'amo, che l'amo, che l'amo.
Il piacere - Gabriele D'Annunzio (via ermione13)










