"Niebla" di Miguel de Unamuno: uno dei libri più iconici del '900 spagnolo.
Iniziamo dal suo non-genere di appartenenza: la Nivola. La parola "nivola" (storpiatura di "novela") è stata provocatoriamente inventata dallo stesso Unamuno per indicare un genere letterario nuovo, slegato dalle convenzioni dei romanzi realisti di quel periodo.
Troviamo infatti personaggi un po' bizzarri, situazioni non sempre realistiche, moltissimo dialogo e lunghi monologhi dal timbro esistenziale. La forma è semplice, il contenuto profondo. Non mancano punte di ironia, a volte anche taglienti.
Ma ciò che rende davvero particolare questo titolo è e la sua natura metaletteraria: qui l'Autore stesso s'inserisce tra i personaggi della storia... e non ne esce bene. Unamuno si caratterizza come un arrogante che impone il proprio volere al suo personaggio, anche quando quest'ultimo cerca di ribellarsi al destino scritto per lui.
Uno dei simboli più ricorrenti è proprio la nebbia: rappresenta il dubbio, la mancanza di scopi, le mancate verità. La Nebbia incombe sul povero Augusto, protagonista logorato da dilemmi esistenziali... Solo che a un certo punto la foschia si fa strada oltre gli stretti confini del libro. I dubbi di Augusto diventano i nostri e anche il lettore si accorge di essere avvolto da una sottile coltre di nebbia.
[ ig conigli_letterari ]
[ Credit dipinto: Joaquin Sorolla (Soroya) ]















