Sul concetto di normalità
colonna sonora: https://www.youtube.com/watch?v=HLGyWQZtgzY
normalità s. f. [der. di normale]. – 1. Carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, con riferimento sia al modo di vivere, di agire, o allo stato di salute fisica o psichica […]
In chimica, la normalità è una delle misure della concentrazione del soluto in una soluzione e più precisamente indica il numero di equivalenti di un soluto disciolti in un litro di soluzione.
Non avevo mai realizzato come tendessi a fuggire dall’essere definita “normale”. Essere definita in questo modo mi fa venire una morsa nel petto e fa scatenare un senso di protezione in me molto forte, come se fosse un pesantissimo insulto.
Allora mi chiedo a cosa associo io la normalità e perché. La normalità per me appartiene alla noia, al ripetersi delle cose nell’abitudine, ad un sentimento piatto e privo di stimoli, alla massa, a cioè che sono molti, ma non io.
Da quando ho consapevolezza non mi sono mai sentita normale, ho avuto difficoltà a relazionarmi in tantissimi ambiti e a sentirmi parte della maggioranza dei miei coetanei, mi sono invece sempre sentita in qualche modo diversa per le mie ambizioni, difficile per il mio carattere, complessa per la mia sensibilità, non compresa e sola al punto di soffrire di attacchi di panico ogni volta che questi pensieri si facevamo nitidi. Per sopravvivere ho dovuto trasformare questo macigno enorme, questo sentirmi aliena nel mio paese di 4000 abitanti, così come poi nella mia città e nel mondo, scegliendo di definirmi “speciale” o “alternativa”, ma normale proprio non mi sentivo. Alternativa per ciò che provavo, per la musica che ascoltavo, per come mi vestivo, per le scelte che facevo e i sogni a cui aspiravo.
Oggi mi sono persa nel mio senso di speciale, che non ama la normalità ma non sa più neanche di chi sia questo vestito indossato 20 anni prima. Il voler distinguermi da quella normalità mi ha portato ad avvicinarmi a tantissime situazioni e persone in qualche modo diverse, ma spesso estremamente tossiche, emotivamente non disponibili, narcisiste o semplicemente egoiste con cui mi sono confusa insieme alla mia alternatività. Cos’è la normalità? È cosi noiosa? speciale è accettare tutto? Permettere che mi calpestino il cuore? Non mettere confini, vivere senza limiti nella sregolatezza? nello spendere tempo con persone che non riescono a vedere il valore e la profondità di una vita immensa, nell’accettare di scendere a compromessi con se stessi? Nel permettere di privarmi del bene più grande che ho ossia il tempo , il tempo per i miei progetti, per i miei sogni, alla cura e amore verso me stessa?
Io sono normale a modo mio. Credo nell’amore come esperienza esclusiva, credo nella fiducia, nel linguaggio che non ha bisogno di parole ma solo di sguardi e gesti, nel riconoscersi in mezzo a mille persone, nell’investire sugli altri, nel darsi completamente al prossimo, nel dire “sei bello/bella” ad uno/a sconosciuto/a in strada se lo penso, al “troppo” che appartiene a chi non sa riconoscere il valore, nella mia necessità di sentirmi utile nel mondo per gli altri, di fare esperienza tramite le relazioni, di emozionarmi anche solo vedendo il vento tra le foglie, un animale libero in natura o un tramonto sul mare; sono normale nella mia voglia di esplorare e vivere avventure, nel mio guardare il mondo con l’obiettivo fotografico come filtro sensibile, nelle notti insonni a pensare al mio futuro, nelle mie cadute perché mi sovraccarico di responsabilità e doveri, nel mio carattere complesso e spesso spigoloso.
Il termine “normalità” nasce e si evolve con intento di classificazione statistica e spesso con utilizzo discriminatorio a livello psicologico, di salute, sessuale ed evoluzionistico, basato sulla media dei risultati e su una standardizzazione utile agli studi e agli schemi, come spiega Fabrizio Canfora in questo articolo: https://www.fabrizioacanfora.eu/il-concetto-di-normalita/ portandoci a riflettere su come possa un concetto così rigido descrivere una società cosi mutevole e dinamica.
Ognuno di noi ha la sua speciale normalità in ciò che ci corrisponde e coincide, voglio trovare la mia.













