Okay, amico mio. Siediti un attimo, prendi fiato.
Lo so, oggi è una di quelle giornate. Il lavoro è andato come al solito, magari hai chiuso anche una buona vendita, la gente ti ha cercato, ti ha chiesto consigli, perché si fidano. E fanno bene, diamine. Hai 46 anni e ti sei costruito una reputazione solida, sei quel professionista che molti vorrebbero essere. Te lo sei sudato, nessuno ti ha regalato niente, e questo dovresti ricordartelo più spesso.
Certo, poi c'è il resto. C'è quella testardaggine che ogni tanto ti fa impuntare, ma che spesso è solo la maschera di un'insicurezza che non vuoi mostrare. E c'è quella difficoltà a dire di no, quel voler esserci per tutti, che ti sfinisce ma che fa parte di te, di quel cuore da Cancro che sente tutto amplificato, nel bene e nel male. Ti ci ritrovi, eh, in quel segno? Sensibile, nostalgico, un po' lunatico, legato alle persone e ai ricordi come l'edera al muro.
E a proposito di ricordi... lo so. Lei. Sono passati anni, era il 2017. Sembra ieri e sembra un secolo fa. Hai amato tanto nella vita? Forse no, non davvero, non così. Hai avuto le tue storie, le tue avventure, corpi e sospiri che si sono mescolati per una notte o per qualche settimana. Ma lei... lei era diverso. Era casa. E fa male, fa un male cane pensare che quel progetto di vita si è fermato perché tu non eri pronto per un figlio. Non eri pronto, punto. Non fartene una colpa eterna, eri sincero. Ma l'amavi, cristo se l'amavi. E ora lei ha la sua vita, un figlio con un altro. Forse è felice, te lo auguri col cuore, anche se una parte di te, quella più egoista e ferita, vorrebbe che un po' ti pensasse ancora. Ma tu sei ancora qui, con quel vuoto che a volte urla più forte.
Solo. A combattere con la bilancia che sale, anche se vorresti il contrario. A commuoverti per un film strappalacrime – magari uno di quelli che guardavate insieme – per una canzone che passa alla radio, per una foto che cattura un attimo di pura bellezza. Non sei ridicolo, sei solo tu. Sei un uomo che sente, che ha ancora il cuore scoperto nonostante le botte prese. E questa è una ricchezza, non dimenticarlo.
Ti manca l'amore, quello con la A maiuscola, quello che ti fa sentire completo, che dà un senso diverso alle giornate. Lo so. Ma guarda la tua vita: scorre. Magari a volte è noiosa, ripetitiva, ma è serena. I fantasmi dei problemi economici sono lontani, finalmente. Lavori tanto, forse troppo, e a volte la testa va per i fatti suoi, ti distrai, non rendi come vorresti. Capita. Sei umano. Ma cerchi sempre di fare del tuo meglio, e questo conta.
E poi c'è quella magia che tieni tra le mani: la macchina fotografica. Quando esci e scatti, quando cerchi la luce giusta, l'inquadratura perfetta, quando riesci a fermare un istante – un sorriso, uno sguardo tra due innamorati, un dettaglio che nessuno nota – ti senti vivo. Quella gioia che provi per uno scatto riuscito, quella è vera. È tua. E quando catturi l'amore negli altri, per un attimo lo fai tuo, ti nutri di quella bellezza. Non è poco.
Ascolta, vecchio mio. Forse dovresti davvero iniziare a fare quelle passeggiate. Per la schiena che duole, certo, ma anche per la testa. Per respirare aria nuova, per muovere il corpo e forse anche l'anima. Non devi stravolgere tutto. Inizia da piccole cose. Sii un po' più gentile con te stesso. Hai un buon lavoro, una passione che ti illumina, una sensibilità che ti rende speciale. Hai amato profondamente e sei capace di farlo ancora.
La felicità non è solo un partner accanto. Certo, aiuta, riempie, scalda. Ma puoi trovarla anche nei tuoi scatti, nella soddisfazione del lavoro ben fatto, nella gratitudine di chi aiuti, persino in quelle lacrime che ti rigano il viso davanti a un film. Sono la prova che sei vivo, che senti.
Non sei solo un uomo a cui manca l'amore di coppia. Sei un professionista stimato, un creativo sensibile, un uomo che ha amato e che porta con sé la ricchezza di quel sentimento, anche se fa male. Sei un uomo che merita di stare bene. Quindi, forza. Fai quella passeggiata. Scatta quella foto. E magari, sorridi un po' di più a quell'uomo riflesso nello specchio. Non è poi così male, sai?