Piccola Bestia – Richard Siken
1 Un barbecue di tutta una notte. Un ballo sul prato del tribunale. La radio soffre una breve melodia che racconta la storia di quello che la notte sta pensando. Sta pensando all'amore. Sta pensando ad accoltellarci a morte e lasciare i nostri corpi in un cassone dell'immondizia. E’ un tocco piacevole, macchie nella notte, baci al whiskey per tutti. Stanotte, accanto all'autostrada, un uomo mangia crostata alla frutta con un coltellino intaglia i tratti del volto del suo amante nel muro del motel. Mi piace e voglio essere come lui, le mie mani non più un ripensamento.
2 Qualcuno mi ha detto una volta che spiegare è ammettere il fallimento. Sono certo lo ricordi, ero al telefono con te, amore. 3
La storia si ripete. Qualcuno lo dice. La storia getta la sua ombra sull'inizio, sulla scrivania, sul cassetto dei calzini coi suoi calzini, le sue lettere nascoste. La storia è un ometto con un vestito marrone che prova a definire una stanza di cui è all'esterno. Io conosco la storia. Ci sono tanti nomi nella storia ma nessuno di essi è nostro.
Aveva gli occhi verdi, e così volevo andarci a letto occhi verdi picchiettati di giallo, foglie secche sulla superficie della piscina – Ci si può annegare in quegli occhi, dissi. La verità del suo battito cardiaco, il modo in cui vi fece entrare dentro il suo corpo, senza timidezza o vergogna nè un desiderio di non disturbare l'aria intorno a lui.
Tutti potevano vedere il modo in cui i suoi muscoli lavoravano, il modo in cui somigliamo agli animali, la sua pelle che a malapena lo conteneva.
Volevo portarlo a casa, e sopraffarlo e avere le mie mani dentro di lui, guidare il mio corpo nel suo come un auto al crash test. Volevo essere voluto e lui era bellissimo, baciava con gli occhi chiusi, ed era piacevole solo mentre muovendosi. Ci si può annegare in quegli occhi, dissi. Così è l'estate, così il suicidio, così siamo impotenti nel sonno e lottando sul fondo della piscina.
Non fu finché non fummo già oltre la sua metà che lo realizzammo il vecchio tedioso dolore, i cui polsi coi punti e le dita sudate, lontani dall'essere sovvertiti, erano appena scivolati sotto di noi, sfregati di recente. Specchi e vetrine di negozi ci restituivano le nostre facce, sazie con labbra tese e gli occhi che restavano occhi e non l'accesso in cui avevamo sperato. Le sue ferite guarirono, la pelle un po’ più dura di prima, cicatrici come binari ferroviari sulle sue braccia e sul suo corpo sotto la camicia.
6 Ci cercavamo a tentoni ancora sulle scale di servizio o tra le macchine parcheggiate mentre la strada intorno a noi diventava patinata di ghiaccio e il nostro respiro ammorbidiva la vista oltre il vetro già corretto dalla brina, ma più frequentemente mi ritrovavo insonne e lui stava per finire le ninne nanne. Ma dannazione, se non c'è nulla di più sexy di un ragazzo slanciato con una pistola, una macchina veloce, un flacone di pillole.
Cosa ti piacerebbe? Mi piacerebbe il valore dei miei soldi. Prova a spiegare una vita ricolma di episodi di questo – ingoiare fango, ingoiare vetro, l'odore del sangue sulle prime quattro nocche. Ci infiliamo gli stivali con tutte e due le mani ma non riusciamo a svegliarci con un pugno e tutto ciò che posso fare è stare sul marciapiede e dire Mi dispiace per il sangue che hai in bocca. Vorrei fosse il mio. Non riuscii a convincere il ragazzo ad uccidermi, ma indossai la sua giacca per un tempo infinito.