I POVERI MUOIONO PRIMA
I comunisti e i problemi di oggi
Ogni epoca ha le sue malattie
Le malattie hanno una loro storicità, esplodono divenendo flagelli di intere collettività e poi regrediscono, riducendosi a episodi sempre più isolati, scomparendo talora del tutto. Nuove malattie si fanno avanti, e l'uomo cerca nuovamente di combatterle, di ridurne l'estensione. Questo alternarsi di malattie diverse, ed il successo dell'uomo nella lotto contro di esse, dipende dalle scienze mediche, ma più ancora dall'organizzazione della società.
Il microbo della tubercolosi, per esempio, ha accompagnato l'uomo forse da sempre. Ma solo nel XIX secolo la tubercolosi diventa la più diffusa, la più mortale delle malattie. L'industria nascente toglie i lavoratori all'aria aperta dei campi, li costringe ad un lavoro massacrante, li pone a vivere in abitazioni affollate, buie, maleodoranti, fa lavorare i fanciulli anche di notte, tenendoli denutriti. In questi organismi indeboliti e in questi ambienti, dove non entra il sole e neanche il medico, il microbo trova il terreno ideale per virulentarsi e per propagarsi. La tubercolosi comincia a regredire, nelle città industriali, solo nel XX secolo, quando la scienza medica scopre cure di una certa efficacia, ma quando soprattutto i lavoratori impongono la legge delle otto ore, l'abolizione del lavoro dei fanciulli, ed ottengono abitazioni più sane e salari più elevati, per vivere e per nutrirsi meglio.
Un altro esempio: oggi la causa di morte più frequente, nei paesi industriali sviluppati, è data dalle malattie del cuore e delle arterie. Anche nei romanzi dell'Ottocento si legge ogni tanto di un personaggio che << morì di crepacuore >>. Ma erano casi rari: in parte perché la durata media della vita era più breve, e molti non arrivavano alle età in cui il cuore può fermarsi per l'infarto, in parte perché la società in cui oggi viviamo logora molto più precocemente la resistenza dell'apparato cardiovascolare. I ritmi logoranti di lavoro, le tensioni nervose, le frustrazioni, la mancanza di moto, l'alimentazione incongrua, l'assenza di visite mediche preventive che svelino i primi segni della malattie e che ne impediscano il progredire: se non muteranno queste condizioni, le cure mediche, anche le più moderne, costituiranno un argine insufficiente contro il dilagare di queste malattie.
Continua...
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Testo di Giovanni Berlinguer, 1968
-A cura della Sezione centrale stampa e propaganda del PCI














