Perchè i brufoli migliori sono sempre sulla schiena?
Fai_Ryy
noise dept.
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH
ojovivo
Cosimo Galluzzi
Jules of Nature
🪼
Noah Kahan

@theartofmadeline

No title available
RMH

Discoholic 🪩
occasionally subtle

roma★
Claire Keane
Show & Tell

Love Begins
$LAYYYTER
taylor price
we're not kids anymore.

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from United States

seen from United States

seen from United States
seen from United States
seen from Germany
seen from United States
seen from China

seen from United Arab Emirates

seen from Netherlands

seen from Malaysia
@deliri-that-press
Perchè i brufoli migliori sono sempre sulla schiena?
Ma com'è che la situazione d'emergenza in cui abbandono l'orgoglio, i progetti e i piani, l'imbarazzo e alcuni miei principi, per prendermi cura di me e della mia anima fragile è diventata la fottutissima quotidianità di merda?
Mi sento una disabile accudita da una me stessa altrettanto disabile: si sta una merda su questa sedia a rotelle, e il letto d'ospedale mi fa venire voglia di vomitare.
Una riflessione sul male di vivere e la fuga da esso
Adesso mi ricordo perché ho scelto te. Oltre non c’è niente. Tutt’attorno a noi, il nulla, prima di te e dopo di te.
Non posso credere in te e nella vita contemporaneamente; non posso condurre due percorsi quando ho soltanto un paio di gambe; ho un solo corpo, da sprecare in un solo modo. Posso lasciarti andare, e tornare a immergermi nella vita, e vedo già incombere l’insensatezza, la solitudine dei rapporti, la vanità delle cose con cui mi adornerò; oppure posso tenerti stretto e osservare i granelli di sabbia della mia vita scivolare veloce, senza ben distinguere se tale celerità sia dovuta allo scorrere degli anni o a una clessidra rotta, perché finché io sono con te la mia vita non mi appartiene e non ha importanza.
Sai, la prospettiva di vivere per morire mi terrorizza ancora così tanto che mi viene di nuovo da scegliere te: un sogno bellissimo, una profondità proibita, un dialogo tra anime che chissà se esistano. Ora so che il male che ammorba il mio ventre non sei tu, e che sei stato invece un tentativo di cura. Mi ero dimenticata di quanto la vita sia vuota, me ne dimentico ogni volta che fantastico sulle discese che mi attendono, o sulla gioia che proverò percorrendo le salite; mi dimentico di quanto la vita sia vuota senza di te, come un mal di testa senza antidolorifici: la cura non c’è. Posso decidere se illudermi di averla trovata in te, oppure che non esista alcuna malattia, ma perché non riesco ad attraversare il tunnel di vento che mi separa dalla reale condizione in cui ci troviamo tutti da sempre? Anche se combatto ogni istante contro l’ignoranza che seduce i miei sensi, e che ha sedotto molti umani, io voglio sapere cosa si cela là dietro, che cosa sia a tal punto miserabile da indurre il mondo a crearsi un’altra artificiale miseria.
Così dolce
Da qui in poi parla un'altra, okay?
Madonna a tutti: sono tornata
Vi deluderò
Vi deluderò tutti. Vi deluderò quando vi accorgerete che sono buona soltanto a mettermi in posa, che non so stare in piedi da sola e che barcollo. Vi deluderò quando sarò stanca ed assente, quando sarò triste ed intrattabile, quando avrò anch'io delle preferenze personali. Vi deluderò quando tremerò e non saprò mantenere la pesante immagine da me presentata, che è l'unica vera promessa io abbia mai fatto. Vi deluderò quando non saprò dirvi grazie, scusarmi e chiedere aiuto. Vi deluderò quando mi vorrete bene e mi odierò, quando fallirò nell'amarvi e nell'amarmi e piangerò senza dire una parola. Vi deluderò quando vi perdonerò col nodo alla gola, in silenzio, e non risolverò niente. Vi deluderò quando avrò bisogno di voi e non ricambierò perchè non mi crederò capace. Vi deluderò quando sarò spensierata, quando ci sarò io e non coesisteremo: sarò scorretta. Vi deluderò quando mi sentirò in colpa, non saprò rimediare e vi ferirò. Vi deluderò quando mi vorrete accanto e desidererò morire. Vi deluderò quando avrò bisogno di scappare e non mi servirete, quando sarete la mia distrazione transitoria. Vi deluderò con la mia insicurezza che non vincerete mai, quando vi accorgerete che, per chi affoga nelle proprie lacrime, nessuno è un salvagente. Vi deluderò quando vi allontanerò e comprenderete che non sono avvicinabile. Vi deluderò quando non vi crederò e non mi farete sorridere, quando non saprò essere amata e sprecherò la mia vita. Vi deluderò quando mi conoscerete così tanto che mi detesterete, che mi darete ragione e, come previsto, mi deluderete.
Cosa dovrei temere?
I ricordi che mi fanno piangere sono gli stessi che mi impediscono di smettere, così come l'aria che mi soffoca è la stessa che mi fa respirare e le lame che mi fanno sanguinare sono le stesse che mi impediscono di morire. Non posso fermare la mente, non posso fermarmi ed il sangue diventa infinito. Non rimpiango le ferite continuamente riaperte: solo così m'illudo possano guarire, solo così l'insensibile, indifferente ed irrimediabile cicatrice è lontana dal mio ora. Riavvicinando il passato si fugge il futuro od il presente? Cosa dovrei temere? La morte o la vita?
Impotenza
Non sono altruista. Non vivo per nessuno e non mi dedico a nessuno. Non mi si deve ringraziare per il mio affetto, per le mie attenzioni, perchè si creerebbe una barriera di convenzionalità che mi farebbe sentire sola ed incompresa. Non ho scelto niente. Non ho scelto la mia mentalità, il mio egoismo, la mia tristezza, l'amore e tantomeno me stessa. Non ho chiesto nemmeno di esistere, come si può essermi riconoscenti per qualcosa? Ditemi che siete felici. Ditemi che neanche io devo ringraziarvi. Ditemi che mi apprezzate. Ricordatemi che siamo accomunati dall'impotenza e che, se chiudiamo gli occhi, riusciamo a controllarci e prenderci. Ma tu, che sei l'eccezione, riconoscimi l'averti concesso la definizione di felicità. Riconoscimi la mia personale ammissione di debolezza. Riconoscimi tutto quello che, oltre ad aver pensato, ho detto e scritto. Riconoscimi il coraggio nel non scappare da me stessa, nel fermarmi e lasciare che i sorrisi vincano, che le lacrime mi sfiorino le guance e che i respiri rimangano nascosti dietro il cuore. Non ti ho scelto, ma ho scelto di ammetterti e consegnarti la mia felicità. Quindi dimmi che lo sai, che ti sei accorto di quanto sia stata incosciente nel permetterti tanta importanza e, specialmente, nell'essermi fidata dell'astratto. Ringraziami unicamente per accettato una felicità dovuta a te.
Sai cosa mi piace inspiegabilmente ed incondizionatamente?
Non esiste la fine per chi non ha un presente
Ho compreso la ragione per cui temo tanto il dolore e sono così insofferente alle minime difficoltà che la vita mi presenta. Vedo gente che sta peggio di me e resiste. Mi chiedo perchè, dove trovi la forza per soffrire, dal momento che io mi arrenderei, ed ho realizzato che non è la volontà in sé, a mancarmi, ma un obiettivo. Piangendo mi ripeto “Chi me lo fa fare? Per cosa devo sopportare tutto questo?” e non trovo risposta. Non c'è una persona, un qualcosa, che mi conduca a pensare che valga la pena tenere duro. Niente mi promette un lieto fine ed io ho sempre detestato sia le promesse che il lieto fine. Non scelsi io di nascere e credo sia già abbastanza desolante arrendersi all'esistenza che mi è sventuratamente stata imposta; se, oltre che insensata, questa comincia a risultarmi scomoda ed angosciante, allora ho bisogno di qualcosa che mi impedisca di rifiutarla, che me la faccia dopotutto desiderare. Non pretendo la felicità qui ed ora, non pretendo nemmeno la felicità. Vorrei soltanto riuscire a credere che, da qualche parte, prima o poi, distinguerò dal buio un piccolo oggetto, luminoso appena da lasciarmi scorgere le ferite sulle mani e non più solo sentirle, da farmele guardare ormai guarite e pensare che, se scrutate, non erano poi tanto profonde. Non sto neanche sprecando tempo: lo sto letteralmente ignorando, poiché esso non ha potere su chi non ha nulla da perdere. Non esiste la fine per chi non ha un presente.
Eugenio in Via di Gioia performing ”Prima di tutto ho inventato me stesso" at Sofar Milan on February 22, 2015 Click here to come to a show in your city: htt...
Dannati aghi
Questo vuoto non si può riempire ed allora sarò io che butterò qualsiasi cosa dentro la voragine. Non c'è più nulla da proteggere, preservare per qualcuno. Voglio solo trovare sollievo. Cerotti su cerotti ma niente che guarisca la ferita, antidolorifici su antidolorifici ma nulla che curi il male; toppe su toppe perché non sapete cucire ed io, ormai, ho paura di pungermi.
Ancora abbastanza vivo per accorgerti di essere morto
Come quando la luce non si accende e premi invano l'interruttore, come quando lacrimi ma non singhiozzi, come quando urli e sei da solo, come quando chiudi ed apri gli occhi al buio, come quando nei sogni perdi la voce, come quando scrivi e nessuno legge, come quando il mondo è disabitato, come quando vuoi dire a tutti che non possono capirti quindi di smettere di provarvi e loro non ti capiscono, come quando tu lo sapevi ma non ti credono e rimpiangi di non averlo dimostrato, come quando vorresti ma non potresti e potresti ma non vorresti, come quando sei quello diverso ma poi diventi quello non diverso e rimani comunque l'eccezione, come quando la coscienza ti vieta di parlare, come quando il senso di colpa ti rimprovera la gelosia, come quando i crampi allo stomaco non sono abbastanza forti da farti tornare lucido, come quando non provi dolore ma l'osso è rotto, come quando non c'è niente e piangi, come quando c'è tutto e non piangi, come quando il liquido sta finalmente per traboccare ma il contenitore si infrange, come quando non riesci ad odiare e non riesci ad amare, come quando non c'è nessuno ed hai bisogno, come quando tutti nuotano ma tu affoghi, come quando tutti affogano ma tu nuoti, come quando galleggi e sei libero ma temi che la corrente ti porti via, come quando sei frainteso ed invece sei solo compreso, come quando non c'è più tempo ed è troppo tardi, come quando sei ancora abbastanza vivo per accorgerti di essere morto, ti guardi allo specchio.
=
Noi due siamo diversi, ma abbiamo indubbiamente qualcosa in comune: siamo soli. Precisamente, io sono sola e tu stai solo, ma forse perchè anche tu sei solo e desideri illuderti di avere in pugno la tua vita. So, sappiamo, bene che non si sfugge alla solitudine: ci accompagnerà per sempre. Non dovrei inserirmi con te in un contesto così intimo, dici? Credi che voglia provare ad abbattere invano il muro che ci separa? Oh, no… voglio solo dipingerlo. Mio caro, se siamo destinati a vivere soli, possiamo stare soli insieme? Possiamo, come due rette parallele, rimanere l'uno al fianco dell'altra all'infinito, senza incontrarci mai?
Ignora questo sangue
È stato blu
A te, mia più forte debolezza, dedico i miei sorrisi, però ti incolpo delle le mie lacrime; a te dedico le mie lacrime, però ti ringrazio per i miei sorrisi. Sei solo un nome, sei solo un pensiero, forse un sogno. Sei un immobile desiderio e, finché rimarrai immoto, non potrai infrangerti. Congelato, il perpetuo immaginarti ti rende così bello al mio cuore. Sembra quasi che il tuo freddo mi riscaldi; sembra quasi che tu sia vicino; sembra quasi che stia nevicando. È soffice il sentimento. La tua assenza mi fa compagnia e questo vuoto mi riempie il cuore. Grazie, perchè ti ho amato fino alle lacrime ed ho trovato una persona a cui dedicare la mia sofferenza. Grazie, perchè ho ricordato che solo io posso uccidermi. In te ho visto vita; è stato blu. Poi ho cercato di prenderla e, come una farfalla, è volata via, lasciandomi di nuovo in balìa di me stessa. Ora ammiro quest'esistenza indefinita che sono diventata, perchè l'ho vista, la vita. Stavolta c'ero quasi, potrei averla sfiorata, potrei averti sfiorato. Ed adesso? Esisto. Esisto? Sei tu a farmi esistere? Io credo che tu me ne faccia soltanto rendere conto. Mi ricordi che sono viva e che sto piangendo ed io ti do ragione, anche se hai tutto, anche me, ma non hai ragione. Tu suggerisci al mio cuore di battere ma non può farlo. Sei la mia distrazione da me stessa. Sono morta e tu, amabile inganno, come un canto bugiardo mi convinci del contrario. Sussurri “alzati!” ad un disabile, “ascoltami!” ad un sordo, “parlami!” ad un muto, “vivi!” ad un cadavere. Ho dunque compreso che, per quanto la mia volontà sia forte, non so alzarmi; che, per quanto odi il silenzio, non posso sentire il tuo desiderio di essere ascoltato da me; che, per quanto il tuo tono mi rassicuri, non posso risponderti; che, per quanto odi la morte, non posso vivere. È deludente la mia immobilità nei tuoi confronti e nei miei, così tu mi hai aperto il cuore a costo di squartarlo. Non è vero che ti avrei regalato me, perchè sarei stata soltanto ciò che ti spetta anche adesso e non fingerò di aver deciso tutto questo, di aver deciso te. Chissà che tu non abbia dimenticato di venirmi a prendere, sono ancora qui e sto tanto male. Non mi ferire, per favore, perchè se chiudo gli occhi e ci sei tu significa che vivi in me ed io non voglio che ti faccia male. Non pretendo amore, però sarebbe stato bello.