Io più vedo e faccio lavori diversi, più mi sbalordisco della loro insensatezza.

seen from Saudi Arabia

seen from United States

seen from Russia

seen from Australia

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from Poland
seen from France

seen from United Kingdom
seen from Russia
seen from Netherlands
seen from United States

seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Türkiye
seen from United Kingdom

seen from United States
Io più vedo e faccio lavori diversi, più mi sbalordisco della loro insensatezza.
Mehdi Azizi
Una riflessione sul male di vivere e la fuga da esso
Adesso mi ricordo perché ho scelto te. Oltre non c’è niente. Tutt’attorno a noi, il nulla, prima di te e dopo di te.
Non posso credere in te e nella vita contemporaneamente; non posso condurre due percorsi quando ho soltanto un paio di gambe; ho un solo corpo, da sprecare in un solo modo. Posso lasciarti andare, e tornare a immergermi nella vita, e vedo già incombere l’insensatezza, la solitudine dei rapporti, la vanità delle cose con cui mi adornerò; oppure posso tenerti stretto e osservare i granelli di sabbia della mia vita scivolare veloce, senza ben distinguere se tale celerità sia dovuta allo scorrere degli anni o a una clessidra rotta, perché finché io sono con te la mia vita non mi appartiene e non ha importanza.
Sai, la prospettiva di vivere per morire mi terrorizza ancora così tanto che mi viene di nuovo da scegliere te: un sogno bellissimo, una profondità proibita, un dialogo tra anime che chissà se esistano. Ora so che il male che ammorba il mio ventre non sei tu, e che sei stato invece un tentativo di cura. Mi ero dimenticata di quanto la vita sia vuota, me ne dimentico ogni volta che fantastico sulle discese che mi attendono, o sulla gioia che proverò percorrendo le salite; mi dimentico di quanto la vita sia vuota senza di te, come un mal di testa senza antidolorifici: la cura non c’è. Posso decidere se illudermi di averla trovata in te, oppure che non esista alcuna malattia, ma perché non riesco ad attraversare il tunnel di vento che mi separa dalla reale condizione in cui ci troviamo tutti da sempre? Anche se combatto ogni istante contro l’ignoranza che seduce i miei sensi, e che ha sedotto molti umani, io voglio sapere cosa si cela là dietro, che cosa sia a tal punto miserabile da indurre il mondo a crearsi un’altra artificiale miseria.
Per combattere l'insensatezza, alzarsi dal letto, lavorare e pensare immersi in nient'altro che nell'insensatezza. […] Svegliarsi, cominciare il lavoro e continuarlo fino allo sfinimento, finché gli occhi non possono e non vogliono più vedere, smettere, spegnere la luce, cadere in balìa degli incubi, consegnarsi ad essi come a una cerimonia senza pari. E il mattino dopo far di nuovo la stessa cosa, con la massima precisione, con la massima concentrazione, fingendo che tutto ciò abbia un significato.
Thomas Bernhard, da Il freddo: Una segregazione
Non ha senso fare di tutto per una persona se quella non ti apprezza neanche quando hai rischiato la vita pur di seguirla ovunque
(via ziskaqueen)
Pop-pop!
Se c’è un oggetto davvero democratico, oserei dire ecumenico, quello è il pluriball. Non c’è umano che non si sia trastullato almeno una volta a schiacciarne le bolle, ricavandone immediato sollievo. Ci cascano tutti. L’idraulico che rimuove l’imballo da un rubinetto, la massaia che infagotta la cristalleria buona per il trasloco, il premio Nobel che spacchetta un tablet nuovo di pacca. Ciascuno ugualmente sedotto da un passatempo tanto stravagante, al limite del demenziale.
Morale: la felicità si nutre di gesti insensati. Ma questo si sapeva già.
Non so più nulla... All'improvviso Ricordo vago e Un futuro lontano. Cosa ne sarà di me? Mi manchi assai O forse no, Non so più nulla.
My poem
Io ci stavo veramente bene in quarantena. Godevo tantissimo nel vedervi tutti reclusi come me, tutti a stare a contatto con la monotonia, l'insensatezza della vita, l'inutile susseguirsi dei giorni. Sono pigra e non faccio mai niente, perciò vi invidio sempre un sacco a vedervi mentre fate viaggi, cose, progetti, mentre vivete.
Ora sono di nuovo solo io (e pochi altri).
Quando ne facciamo un'altra?