Sono in giro con Tea, la piccola chihuahua che ha bisogno urgente di sbrigare i suoi bisognini, quando sento delle voci da un cantiere.
Aperto da poco. Stanno ristrutturando una grossa villa, di quelle che nascevano con metrature oggi proibite, anni '60.
Sono uscito conciato per il caldo: pantaloncino blu ampio, stile Fantozzi, e la T-shirt nera con il volto stilizzato di Mirko dei Beehive, l'attore di Licia dolce Licia, e sotto la scritta "fettine panate". Una maglietta fighissima. Un regalo. Uno di quelli che tieni.
Ad attirarmi sono le voci degli operai, ed è in quel momento che mi riscopro umarell.
"Vuoi che te lo carico sul cassone?"
"Già che ci sei, per favore caricagli quel bancale di mattoni che avanzano" dice una terza voce.
Rimango attonito, mentre guardo. Quasi con la bocca aperta.
Passa un operaio edile, mi guarda e mi dice: "Signore, tutto bene?"
Lo guardo e quasi balbettando rispondo: "Sa che ho fatto questa vita da cantiere per vent'anni?"
"Ah, capisco allora. È la nostalgia che le fa guardare il cantiere."
"No", rispondo io, "è l'assenza di bestemmie. La parlata in italiano corretto e non in bergamasco. La calma, e nessuno che manda a ‘via al cul' l'altro" rispondo basito, "ma che mondo è questo? Il multiverso?"
Il ragazzo mi guarda, si alza l'elmetto e si gratta la testa pensieroso. Mi saluta e si allontana.
Avvicinandosi agli altri operai sento chiaramente: "Cosa voleva quel signore?"
"Dice che non bestemmiamo e non siamo rognosi come un vero muratore bergamasco."
"Ma se vuole un paio di porconi potremmo anche tirarli giù."
Ridono. Si danno il cinque, scuotono la testa.
Mentre mi allontano sorrido. E penso ai miei compagni di cantiere di molti anni fa. Rido perché me li immagino mentre dicono grazie, prego, mentre impugnano il martello o un badile col mignolo alzato. Sorrido mentre me li immagino passarsi secchi di malta con frasi tipo "è di tuo gradimento? Pesa troppo?". E poi giù con gli acciderbolina, i mannaggia la pupazza e altre cose.
Quello che mi diverte davvero è pensare a quegli uomini che ho conosciuto, di cui molti per ragioni anagrafiche non esistono più, con quei lineamenti scavati dalla fatica e le parole taglienti imparate in un mondo duro come i muri di cemento armato, muoversi con grazia e gentilezza in un cantiere.
Magari in cielo. Perché lì non possono bestemmiare, troppo vicini al titolare dell'impresa Paradiso S.r.l. Si rischierebbe il licenziamento, e si finirebbe all'inferno dei disoccupati.