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Novecento, Alessandro Baricco.
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We’re All Going to the World’s Fair (Jane Schoenbrun, 2021)
“Sono quel ricordo che viene sempre dimenticato,perché non è così bello da essere ricordato.”
— unamoredabrividi-official
Claudia ha gli occhi tristi.
Chi la conosce da molto sostiene che i suoi occhi siano sempre stati marroni, di un forte color nocciola, eppure adesso hanno il colore del cielo d’estate.
Occhi nocciola, affogati negli anni per colpa delle troppe lacrime trattenute, rimaste intrappolate tra i ricordi di un passato lontano e i sogni di un futuro ormai troppo vicino. Da piccola voleva diventare una scrittrice, incentrare la sua intera vita sul far vivere agli altri delle vite non loro.
Adesso studia legge, passa le giornate ad imparare a memoria codici e articoli che le sembrano tutti uguali, e di scrivere libri non le sembra proprio il caso.
A suo dire, tutto quello che le serve sono i suoi dischi, quelli che conserva meticolosamente in camera, con una cura maniacale, ma quando lo dice non ci crede neanche lei.
Claudia quando è felice non ci fa caso, non se ne rende conto, sostiene che forse succede perché lei è sempre felice, e lo dice con una naturalezza di cui è difficile dubitare.
Ed è vero, guardarla ti mette felicità.
Perché? Perché sì.
Perché Claudia è bella, con le sue labbra color pesca e quei capelli che troppo spesso raccoglie molto disordinatamente, di un colore bellissimo come quello delle prime foglie cadute in autunno. Dovrebbe scioglierli più spesso, io glielo dico sempre, ma lei risponde sempre di stare più comoda così, e sorride.
E a quel sorriso non si può controbattere, è uno di quei sorrisi per cui scoppierebbero guerre, che a lei va pure bene, tanto sono guerre di altri, delle sue nessuno chiede mai.
Io Claudia non la conosco, non so chi sia, la vedo ogni giorno, passo con lei le mie giornate, parliamo di tutto o non parliamo di nulla, ma non la conosco, forse perché non la capisco.
E Claudia non capisce gli altri, non capisce il mondo, continua a vedere nelle persone solo il buono, si fida degli altri e continua a dar loro in mano il suo cuore, a persone che a volte neanche lo sanno, lo guardano un attimo e poi lo lasciano lì, come un ricordo sbiadito, come il giornale di ieri.
Le fa male, o almeno prima era così, adesso non se ne accorge, pensa che questa sia la normalità, non si ricorda che c’è anche un’altra possibilità, per lei va bene così. Va tutto bene.
“Maybe I love too much and maybe I show too little.”
— r.m drake
“Nella solitudine della sua anima era convinto di avere amato in silenzio molto piu di chiunque altro in questo mondo”
— Gabriel Garcia Marquez dal libro “L'amore ai tempi del colera”
Queste parole mi straziano sempre.
“Millions of people have decided not to be sensitive. They have grown thick skins around themselves just to avoid being hurt by anybody. But it is at great cost. Nobody can hurt them, but nobody can make them happy either.”
— Osho (via goodreadss)
Prevert
Che un posto dentro te per me ci sarà sempre.
Io non voglio più qualcuno che mi ripeta in continuazione che ci sarà sempre e non mi lascerà o tradirà mai. Mi basta qualcuno che ogni volta che mi mandi a fanculo venga sempre a riprendermi.
Charles Bukowski - insiemepervivere (via insiemepervivere)