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祝日 / Permanent Vacation
he wasn't even looking at me and he found me
Jules of Nature

Origami Around
DEAR READER
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@lockedupangel
by luketyreephoto
I’m more in love with the moon than ever lately.
La letteratura È un mondo che è nato con l’uomo, si è sviluppato con l’uomo, ma che non ha sempre seguito la strada dell’uomo.
Mentre noi nviaggiavamo su un’autostrada semplice e lineare, la letteratura ha preso vicoli, strade di campagna, sottopassaggi. La letteratura ha scoperto luoghi che noi non potermo mai vedere con i nostri occhi. È capitata in mondi magici, in lontani universi, in paesi bizzarri con abitanti ancor più bizzarri. La letteratura ha conosciuto imbattibili eroi con enormi archi che nessuno riusciva a tendere[1], streghe malvagie con corna nere che ferite nell’orgoglio maledicevano neonati[2], ha conosciuto enormi creature di roccia che si deliziavano nel mangiare roccia[3]. Però non è mai stata egoista e con i suoi viaggi ha riempito taccuini. Pagine su pagine di parole, di disegni, di viaggi che ha voluto raccontare a noi, che dall’autostrada potevamo vedere solo il fioco focolare tremolante di una lontana capanna in cui un valoroso cavaliere cristiano stava impazzendo d’amore[4].
Ricordo quando un giorno sostai ad un autogrill per poter riposare dal lungo viaggio. Incontrai la letteratura, seduta sola ad un tavolino mentre beveva un caffè fumante mi sembrò turbata. Un po’ preoccupata decisi di andare a parlarle. Le chiesi come stava e lei, senza rispondere, mi domand`p se avessi voglia e tempo di ascoltare una storia un po’ strana, di un uomo spregevole, ma che non sarei riuscita a odiare. Annuii incuriosita.
Iniziò a raccontare di esser appena arrivata da una città come tante altre. Aveva gironzolato un po’ tra i palazzi, ma non aveva trovato nulla che la colpisse, così era entrata in un bar e aveva ordinato un bicchiere d’acqua. Non aveva intenuione di rimanere a lungo. Mentre distratta vagava tra le figure attorno a lei, notò un uomo molto trasandato, che beveva scotch e fumava una sigaretta dopo l’altra. Non sembrava pericoloso, così si avvicinò. Gli chiese di raccontarle la sua storia e lui rise. Una risata grave e malinconica, di qualcuno che si piange addosso e che crede di non avere nulla da raccontare. Parlò comunque. Era un investigatore, guadagnava poco e viveva con ancor meno. Era alla ricerca di qualcosa, ma non aveva saputo spiegarle altro; sembrava che neanche lui lo sapesse. Disse che per sopravvivere alla sua triste vita beveva, fumava, qualche volta mangiava, e scopava. Amava le donne, le sfruttava, le consumava, alcuna volta addirittura le picchiava, ma le amava. Erano tutte belle e sensuali, anche quelle che non lo erano. Andavano tutte bene per riempire il letto per una notte. Alcune duravano qualche giorno, altre qualche mese, ma comunque lui non gli era fedele e dopo poco loro se ne andavano, o addirittura, le cacciava.
La letteratura aveva glio cchi lucidi e la voce roca. Mi disse che non aveva avuto paura di lui, ma solo una grande pietà e anche un forte ribrezzo. Continò poi con il racconto.
L’uomo aveva incontrato degli alieni ed una donna che gli fece perdere la testa, molto più di altre. Aveva ucciso molte persone, aveva bevuto e aveva fumato e poi aveva rigettato fuori lo schifo che aveva nel cuore e nello stomaco. “La routinne”, aveva commentato.[5]
Ero sconcertata, non mi sentivo tranquilla neanche io. Era come se l’odio per la vita di quell’uomo mi avesse contagiata, si fosse attaccato akla mia pelle in modo talmente indelebile che neanche una doccia mi avrebbe calmata. Ordinai due amari, sia io che la letteratura avevamo bisogno di berci su. Arrivati i nostri drink, le chiesi se aveva incontrato qualcun altro prima dell’investigatore, nel suo ultimo viaggio. Ci pensò un attimo e poi la vidi sorridere dolcemente e poi guardò il suo orologio. Mi disse che, anche se non aveva abbastanza tempo per raccontarmi un’altra storia voleva comunque accennarmi a un fatto, che mi avrebbe spiegato meglio al prossimo incontro.
Iniziò a raccontarmi di un ragazzo che andava in una scuola di magia. Era riuscito a scappare dalla casa degli zii, i quali erano capaci solo di trattarlo con disprezzo e con cui soffriva terribilmente la mancanza dei genitori. A questa scuola aveva incontrato due ragazzini che immediatamente erano diventati sui amici. Insieme alla magia imparò a tirare fuori le sue capacità, diventò forte e sempre più buono. Era altruista e coraggiosos e, nonstante tutte le orrende vicende che gli erano capitate, lui amava la sua vitae si svegiava ogni giorno con l’entusiasmo tipico dei bambini, pur essendo ormai un adulto.[6]
Detto ciò, la letteratura rigurdò l’ora. Si scusò perché doveva scappare, si era fatto tardi, ma mi promise che ogni volra che ci saremmo incontrate mi avrebbe raccontato qualcosa; e che ovviamente mi avrebbe spiegato meglio la vicenda del mago, che era una storia lungo e aveva bisogno di tempo, forse addirittura più di un incontro sarebbe bastato per concludere il racconto.
Ripartì per le sue avventure e io imboccai, come ogni volta, la monotona autostrada. Il timore e il disprezzo di prima erano svaniti come per magia. Con un tocco di bacchetta il mago era riuscito a tranquillizzarmi. Se un bambino tanto sfortunato era riuscito ad affrontare la sua vita con tanta gioia, perché non ce l’avrei fatta io? Mi sentivo migliore, mi sentivo più forte. Accelerai lasciandomi alle spalle l’ubriacone, convincendomi che avrei poturo prendere il peggio di me, i miei difetti e tutto ciò che mi faceva soffrire e renderlo migliore. Vedere un lato positivo anche quando non sembrava esserci. Proprio come aveva fatto il mago.
Alzai il volume della musica e inizia a rifletter su cò che avrei potuto migliorare di me, e su come sarebbe stato bello rincontrare la letteratura e avere finalmente qualcosa anche io da raccontare.
[1]Odissea, Omero
[2]La bella addormentata nel bosco, Charles Perrault
[3]La storia infinita, Michael Ende
[4]Orlando Furioso, Ludovico Ariosto
[5]Pulp, Charles Bukowski
[6]Harry Potter, J.K. Rowling
Paiano
HARRY STYLES on the set of Watermelon Sugar
Quando sei morto dentro, ma un tuo amico ha bisogno di positività ed essere ascoltato:
La letteratura È un mondo che è nato con l’uomo, si è sviluppato con l’uomo, ma che non ha sempre seguito la strada dell’uomo.
Mentre noi nviaggiavamo su un’autostrada semplice e lineare, la letteratura ha preso vicoli, strade di campagna, sottopassaggi. La letteratura ha scoperto luoghi che noi non potermo mai vedere con i nostri occhi. È capitata in mondi magici, in lontani universi, in paesi bizzarri con abitanti ancor più bizzarri. La letteratura ha conosciuto imbattibili eroi con enormi archi che nessuno riusciva a tendere[1], streghe malvagie con corna nere che ferite nell’orgoglio maledicevano neonati[2], ha conosciuto enormi creature di roccia che si deliziavano nel mangiare roccia[3]. Però non è mai stata egoista e con i suoi viaggi ha riempito taccuini. Pagine su pagine di parole, di disegni, di viaggi che ha voluto raccontare a noi, che dall’autostrada potevamo vedere solo il fioco focolare tremolante di una lontana capanna in cui un valoroso cavaliere cristiano stava impazzendo d’amore[4].
Ricordo quando un giorno sostai ad un autogrill per poter riposare dal lungo viaggio. Incontrai la letteratura, seduta sola ad un tavolino mentre beveva un caffè fumante mi sembrò turbata. Un po’ preoccupata decisi di andare a parlarle. Le chiesi come stava e lei, senza rispondere, mi domand`p se avessi voglia e tempo di ascoltare una storia un po’ strana, di un uomo spregevole, ma che non sarei riuscita a odiare. Annuii incuriosita.
Iniziò a raccontare di esser appena arrivata da una città come tante altre. Aveva gironzolato un po’ tra i palazzi, ma non aveva trovato nulla che la colpisse, così era entrata in un bar e aveva ordinato un bicchiere d’acqua. Non aveva intenuione di rimanere a lungo. Mentre distratta vagava tra le figure attorno a lei, notò un uomo molto trasandato, che beveva scotch e fumava una sigaretta dopo l’altra. Non sembrava pericoloso, così si avvicinò. Gli chiese di raccontarle la sua storia e lui rise. Una risata grave e malinconica, di qualcuno che si piange addosso e che crede di non avere nulla da raccontare. Parlò comunque. Era un investigatore, guadagnava poco e viveva con ancor meno. Era alla ricerca di qualcosa, ma non aveva saputo spiegarle altro; sembrava che neanche lui lo sapesse. Disse che per sopravvivere alla sua triste vita beveva, fumava, qualche volta mangiava, e scopava. Amava le donne, le sfruttava, le consumava, alcuna volta addirittura le picchiava, ma le amava. Erano tutte belle e sensuali, anche quelle che non lo erano. Andavano tutte bene per riempire il letto per una notte. Alcune duravano qualche giorno, altre qualche mese, ma comunque lui non gli era fedele e dopo poco loro se ne andavano, o addirittura, le cacciava.
La letteratura aveva glio cchi lucidi e la voce roca. Mi disse che non aveva avuto paura di lui, ma solo una grande pietà e anche un forte ribrezzo. Continò poi con il racconto.
L’uomo aveva incontrato degli alieni ed una donna che gli fece perdere la testa, molto più di altre. Aveva ucciso molte persone, aveva bevuto e aveva fumato e poi aveva rigettato fuori lo schifo che aveva nel cuore e nello stomaco. “La routinne”, aveva commentato.[5]
Ero sconcertata, non mi sentivo tranquilla neanche io. Era come se l’odio per la vita di quell’uomo mi avesse contagiata, si fosse attaccato akla mia pelle in modo talmente indelebile che neanche una doccia mi avrebbe calmata. Ordinai due amari, sia io che la letteratura avevamo bisogno di berci su. Arrivati i nostri drink, le chiesi se aveva incontrato qualcun altro prima dell’investigatore, nel suo ultimo viaggio. Ci pensò un attimo e poi la vidi sorridere dolcemente e poi guardò il suo orologio. Mi disse che, anche se non aveva abbastanza tempo per raccontarmi un’altra storia voleva comunque accennarmi a un fatto, che mi avrebbe spiegato meglio al prossimo incontro.
Iniziò a raccontarmi di un ragazzo che andava in una scuola di magia. Era riuscito a scappare dalla casa degli zii, i quali erano capaci solo di trattarlo con disprezzo e con cui soffriva terribilmente la mancanza dei genitori. A questa scuola aveva incontrato due ragazzini che immediatamente erano diventati sui amici. Insieme alla magia imparò a tirare fuori le sue capacità, diventò forte e sempre più buono. Era altruista e coraggiosos e, nonstante tutte le orrende vicende che gli erano capitate, lui amava la sua vitae si svegiava ogni giorno con l’entusiasmo tipico dei bambini, pur essendo ormai un adulto.[6]
Detto ciò, la letteratura rigurdò l’ora. Si scusò perché doveva scappare, si era fatto tardi, ma mi promise che ogni volra che ci saremmo incontrate mi avrebbe raccontato qualcosa; e che ovviamente mi avrebbe spiegato meglio la vicenda del mago, che era una storia lungo e aveva bisogno di tempo, forse addirittura più di un incontro sarebbe bastato per concludere il racconto.
Ripartì per le sue avventure e io imboccai, come ogni volta, la monotona autostrada. Il timore e il disprezzo di prima erano svaniti come per magia. Con un tocco di bacchetta il mago era riuscito a tranquillizzarmi. Se un bambino tanto sfortunato era riuscito ad affrontare la sua vita con tanta gioia, perché non ce l’avrei fatta io? Mi sentivo migliore, mi sentivo più forte. Accelerai lasciandomi alle spalle l’ubriacone, convincendomi che avrei poturo prendere il peggio di me, i miei difetti e tutto ciò che mi faceva soffrire e renderlo migliore. Vedere un lato positivo anche quando non sembrava esserci. Proprio come aveva fatto il mago.
Alzai il volume della musica e inizia a rifletter su cò che avrei potuto migliorare di me, e su come sarebbe stato bello rincontrare la letteratura e avere finalmente qualcosa anche io da raccontare.
[1]Odissea, Omero
[2]La bella addormentata nel bosco, Charles Perrault
[3]La storia infinita, Michael Ende
[4]Orlando Furioso, Ludovico Ariosto
[5]Pulp, Charles Bukowski
[6]Harry Potter, J.K. Rowling
Heartbroken