henrycavill A few weeks ago, while in a remarkable place, I made the decision to set off on a personal journey. Please feel free to come along.

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henrycavill A few weeks ago, while in a remarkable place, I made the decision to set off on a personal journey. Please feel free to come along.
🦇 𝐌𝐎𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐔𝐄 ╱ 𝘄𝗲'𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹 𝗴𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗲
↷ 𝐏𝐀𝐑𝐓 𝐓𝐖𝐎
https://youtu.be/C5T6v0tymhc
♏︎
( ... ) ti senti in trappola, ti senti circondato, in pericolo, la speranza è scemata dal tuo cuore, hai paura, sei terrorizzato, i tuoi occhi guardano con attenzione l'interno di quel camper per assicurarti che nulla entri, che nulla si faccia strada da qualche fessura, che nulla possa nuocervi, ti manca il respiro e adesso pensi solo che vorresti essere lontano da lì, al sicuro. saresti mai tornato tra le braccia di tuo zio? di Nathan? di Laurence? dei tuoi amici, dei tuoi compagni? saresti mai tornato a casa? avresti più dormito sul tuo letto, sentendoti finalmente al sicuro? tutto ti sembra perso ormai. tutto ti sembra un lontano ricordo, sono successe così tante cose che ormai non ricordi più come sia la stretta di un abbraccio, è passata una settimana e hai già nostalgia delle prove con la band, delle sessioni di D&D, dei piccoli concerti all'Hideout insieme ai cinque ubriaconi, dei battibecchi, della scuola, del nido malconcio e un po' spoglio in cui vivi, al freddo d'inverno e al caldo d'estate, senza vie di mezzo. tutto sembra così lontano, tutto sembra esserti scivolato via dalle mani come granelli di sabbia, lasciandoti a mani vuote e con lo sconforto nel cuore. ti penti di quel piano suicida, perché alla fine di tutto questi li perderai, hai paura di vederli sgretolarsi, di vederli svanire, di vedere Henderson spegnersi davanti ai tuoi occhi, macchiato di rosso scarlatto. un nodo alla gola. un rumore sul tetto cattura la tua attenzione, capisci che cercano una fessura da cui poter entrare, e riescono a trovarla: i condotti di ventilazione.
eccola lì la vostra fine, o almeno ... la tua. osservi Dustin dall'altra parte mentre sei mezzo arrampicato su quelle lenzuola intrecciate l'una all'altra. lo osservi mentre ti urla di sbrigarti, di salire, di raggiungerlo, ti sta pregando, ma tu rimani immobile, prima di guardare la porta della tua camera che pian piano viene fatta a pezzi dai pipistrelli. stringi il lenzuolo, paralizzato, e pensi. avviene tutto in una manciata di secondi. non si arrenderanno, vi seguiranno anche tramite il portale, attaccheranno Dustin, la città. e poi ... cosa ne sarà davvero di te, una volta finito tutto? credi davvero che tutti non daranno a te la colpa di quelle catastrofi? credi che non ti accuseranno di satanismo, di aver portato sulla terra quei demoni? finirai in carcere, finirai in gabbia, o al manicomio, o a chissà quale pena. sei stato battuto, sconfitto dalla vita. forse devi solo seguire il tuo destino e fare quel che ti sta facendo fare sin dall'inizio: sacrificarti, diventare il capro espiatorio, e porre fine alla tua vita una volta e per tutte. arrenderti, salvando così gli altri.
un breve attimo e quella via di fuga è oramai inutilizzabile, la fune viene tagliata dalla tua lancia, il dolore ti lacera nel petto mentre senti Dustin urlare di fermarti, disperato, ma non puoi permettere che gli accada qualcosa.
❛ 𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄, 𝐒𝐓𝐎𝐏, 𝐒𝐓𝐎𝐏 𝐒𝐓𝐎𝐏 ! 𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄, 𝐖𝐇𝐀𝐓 𝐀𝐑𝐄 𝐘𝐎𝐔 𝐃𝐎𝐈𝐍𝐆? ❜ ❛ 𝐈'𝐦 𝐛𝐮𝐲𝐢𝐧𝐠 𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐭𝐢𝐦𝐞. ❜ 𝑰'𝒎 𝒔𝒂𝒗𝒊𝒏𝒈 𝒚𝒐𝒖𝒓 𝒍𝒊𝒇𝒆, 𝑰'𝒎 𝒃𝒆𝒊𝒏𝒈 𝒂 𝒉𝒆𝒓𝒐. ❛ 𝐍𝐎 ! ❜
ma è troppo tardi, esci di lì alla svelta mentre lo senti ancora urlare di tornare indietro. prendi la bicicletta, pedali, più veloce che puoi, con quanta forza ti rimane in corpo, li attiri, li porti lontano da quel caravan, lontani da Dustin, lontani da Steve, da Nancy, da Robin. diventi la loro esca. un colpo e vieni spinto giù dalla bici, ma non ti arrendi ancora, ti alzi, corri, scappi. 𝘀𝗰𝗮𝗽𝗽𝗶. 𝘁𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗶, 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶. ❛ 𝘐 𝘥𝘪𝘥𝘯'𝘵 𝘬𝘯𝘰𝘸 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘵𝘰 𝘥𝘰 𝘴𝘰 ... 𝘐 𝘳𝘢𝘯 𝘢𝘸𝘢𝘺. 𝘐 𝘫𝘶𝘴𝘵 𝘳𝘢𝘯, 𝘢𝘯𝘥 𝘐 𝘭𝘦𝘧𝘵 𝘩𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘩𝘦𝘳𝘦 ❜ ❛ 𝘈𝘣𝘴𝘰𝘭𝘶𝘵𝘦𝘭𝘺. 𝘐 𝘮𝘦𝘢𝘯 ... 𝘭𝘰𝘰𝘬 𝘢𝘵 𝘶𝘴. 𝐖𝐞 𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐭 𝐡𝐞𝐫𝐨𝐞𝐬. ❜ 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗶. ti volti a guardare lo stormo, impugni la lancia, lo scudo, prendi dei profondi respiri, ed affronti la realtà, accetti il fato che ti è stato riservato, lo accogli. basta scappare, è guerra adesso. lo stormo si scaglia su di te e tu alzi lo scudo per proteggerti, in breve ti trovi circondato e hai paura, piangi, ne colpisci uno con lo scudo chiodato, un altro ancora con la lancia, riesci a tenergli testa, ti rendi conto che forse una speranza ce l'hai, sembri cavartela bene, schivi, attacchi, scudo. scudo, attacchi e schivi. il tuo ultimo urlo di guerra, i tuoi ultimi attacchi, poi vieni colto alla sprovvista ed in un attimo ti ritrovi ad annaspare in cerca d'aria mentre la coda di uno di quegli esserci si avvinghia al tuo collo. non hai modo di combatterlo, perché vieni costretto a terra, ad ogni arto corrisponde una coda. sei impaurito, non vuoi morire, non da solo. hai paura della morte. ne aveva anche lui? anche Billy si è sentito così? cos'ha provato nei suoi ultimi istanti di vita? ha sentito dolore? ha avuto qualcuno che gli stesse vicino? lo speri. speri che qualcuno lo abbia cullato, che lo abbia accompagnato, che lo abbia fatto soffrire di meno. ti senti soffocare, ti contorci, eppure diventa il male minore perché un attimo dopo senti i loro denti affondare nelle tue carni, e spalanchi gli occhi in urla di dolore mentre lentamente ti divorano, ancora cosciente, ancora vivo, ancora capace di soffrire. è così che nascono i martiri? diventerai uno di loro? li senti strapparti via la carne, urli, piangi di dolore, ti dimeni, ma cessi quando uno di loro si attacca al tuo collo, cominciando a sentire il sapore metallico del sangue in bocca, lo senti sgorgare dal collo, riempire la tua gola, salire fino alla bocca, dura pochi attimi, poi tutto finisce. cadono tutti a terra, senza vita, e tu rimani lì ad avere piccole convulsioni, mentre cerchi di respirare e mantenere la calma. verranno a salvarti. qualcuno verrà. qualcuno ti terrà la mano, starà con te. e tu non sarai più solo.
senti le urla di Dustin, vorresti muoverti ma sarebbe peggio e alla fine non ce n'è neanche bisogno perché si accovaccia accanto a te e ti prende per tenerti stretto a lui, e tu lo guardi. sei sporco di sangue, i tuoi occhi sono lucidi, lo guardi con un sorriso fiero, orgoglioso di quel tuo coraggio. ti dispiace per lui, ti dispiace che debba vederti morire, ti dispiace che tutto quel che avete costruito insieme, che il vostro viaggio debba giungere ad una fine, al capolinea. 𝐢𝐧 𝐦𝐲 𝐡𝐞𝐚𝐫𝐭 𝐚𝐧𝐝 𝐢𝐧 𝐦𝐲 𝐡𝐞𝐚𝐝 𝐓𝐞𝐥𝐥 𝐦𝐞 𝐰𝐡𝐲 𝐭𝐡𝐢𝐬 𝐡𝐚𝐬 𝐭𝐨 𝐞𝐧𝐝 𝐈 𝐜𝐚𝐧'𝐭 𝐬𝐚𝐯𝐞 𝐮𝐬.
❛ 𝐃𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞, 𝐨𝐤𝐚𝐲? ❜ ❛ 𝐨𝐤𝐚𝐲. ❜ ma lo sapete bene entrambi che non ci arriverai in ospedale, se non dentro un sacco di plastica nero, ma non vuoi dirglielo, vuoi che tenga viva la speranza. ❛ 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘪 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘢 ... 𝘮𝘪 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘶𝘯 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰, 𝘰𝘬𝘢𝘺? ... 𝒊 𝒅𝒊𝒅𝒏'𝒕 𝒓𝒖𝒏 𝒂𝒘𝒂𝒚 𝒕𝒉𝒊𝒔 𝒕𝒊𝒎𝒆, 𝒓𝒊𝒈𝒉𝒕? ❜ ❛ 𝘕𝘰. 𝘕𝘰, 𝘯𝘰, 𝘯𝘰, 𝘯𝘰. 𝘠𝘰𝘶 𝘥𝘪𝘥𝘯'𝘵 𝘳𝘶𝘯. ❜ ❛ 𝐲𝐨𝐮'𝐫𝐞 𝐠𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐡𝐚𝐯𝐞 𝐭𝐨 𝐥𝐨𝐨𝐤 𝐚𝐟𝐭𝐞𝐫 𝐭𝐡𝐨𝐬𝐞 𝐥𝐢𝐭𝐭𝐥𝐞 𝐬𝐡𝐞𝐞𝐩 𝐟𝐨𝐫 𝐦𝐞, 𝐨𝐤𝐚𝐲? ❜ ❛ 𝐧𝐨, 𝐲𝐨𝐮'𝐫𝐞 𝐠𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐨 𝐭𝐡𝐚𝐭 𝐲𝐨𝐮𝐫𝐬𝐞𝐥𝐟! ❜ ❛ 𝘯𝘢𝘩, 𝘮𝘢𝘯 ... 𝘴𝘢𝘺 "𝘪'𝘮 𝘨𝘰𝘯𝘯𝘢 𝘭𝘰𝘰𝘬 𝘢𝘧𝘵𝘦𝘳 𝘵𝘩𝘦𝘮". 𝘚𝘢𝘺 𝘪𝘵. ❜ ❛ 𝘐'𝘮 ... 𝘐'𝘮 𝘨𝘰𝘯𝘯𝘢 𝘭𝘰𝘰𝘬 𝘢𝘧𝘵𝘦𝘳 ... ❜ scendono a fiotti le lacrime, sul volto del più giovane, sul tuo, mischiandosi al sangue. vi è difficile parlare, tra i singhiozzi, la ferita alla gola, siete consapevoli di quello che succederà, non c'è un finale alternativo per quella storia. è il punto alla fine del tuo capitolo, di un libro in cui tocca a loro mettere la parola fine; ti dispiace solo non poter essere presente quando accadrà. ma sei felice di esser stato utile alla causa, sei felice di aver contribuito, che la tua vita non è stata sprecata. ❛ 𝗚𝗼𝗼𝗱 ... '𝗰𝗮𝘂𝘀𝗲 𝗜'𝗺 𝗮𝗰𝘁𝘂𝗮𝗹𝗹𝘆 𝗴𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗱𝘂𝗮𝘁𝗲. 𝑰 𝒕𝒉𝒊𝒏𝒌 𝒊𝒕 𝒊𝒔 𝒎𝒚 𝒚𝒆𝒂𝒓, 𝑯𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒔𝒐𝒏. 𝑰 𝒕𝒉𝒊𝒏𝒌 𝒊𝒕'𝒔 𝒇𝒊𝒏𝒂𝒍𝒍𝒚 𝒎𝒚 𝒚𝒆𝒂𝒓. 𝑰 𝒍𝒐𝒗𝒆 𝒚𝒐𝒖, 𝒎𝒂𝒏. ❜ ❛ 𝑰 𝒍𝒐𝒗𝒆 𝒚𝒐𝒖 𝒕𝒐𝒐 . 𝑬𝒅𝒅𝒊𝒆 ... 𝑬𝒅𝒅𝒊𝒆 ! 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒐𝒏 ... 𝑬𝑫𝑫𝑰𝑬 ! ❜ ma tu quelle urla, quel pianto non li senti più. i tuoi occhi vuoti guardano il cielo cupo, l'ultima lacrima scende giù e va a finire tra i ricci neri e sporchi. hai avuto una morte degna, te ne sei andato da eroe, e pensi che alla fine ... la nota positiva, è che puoi finalmente ricongiungerti a quel ragazzo a cui non hai potuto neanche dire addio. strano come alla fine non ci riesci mai a farlo, neanche con Steve ... e magari è meglio così. gli addii non sono mai belli, ed un po' a Dustin avresti voluto evitarlo, ma sei umano, sei egoista, e al tempo stesso ti sei sentito sollevato quando ti ha trovato. 𝐈 𝐜𝐨𝐮𝐥𝐝𝐧'𝐭 𝐬𝐚𝐯𝐞 𝐮𝐬 ... 𝐛𝐮𝐭 𝐈 𝐜𝐨𝐮𝐥𝐝 𝐬𝐚𝐯𝐞 𝐲𝐨𝐮. 𝐚𝐥𝐥 𝐨𝒇 𝐲𝐨𝐮.
( ... ) c'è silenzio, fatta eccezione per i tuoni in lontananza, che portano il cielo a tingersi di rosso tra le nubi nere, sporche, grigie. silenzio, desolazione, polvere, cenere, ogni cosa quel luogo grida disperazione, e come nero e viscoso petrolio ti ci intrappola, corrodendo le tue carni, e lasciandoti senza via di scampo.
c'è silenzio, e riversa lì il tuo cadavere. solo, abbandonato sul terriccio sporco, pieno di cenere, il volto pallido sporco di sangue oramai asciutto, incrostato sulle tue guance, sul tuo collo e sull'addome martoriato dai morsi, dalle ferite, mentre le ferite rimangono ancora umide, fresche.
un lampo di luce rossa, uno schianto, un boato si disperde nell'aria. e ad un tratto i tuoi occhi riprendono vita, mentre la tua bocca riprende aria, come fossi stato per ore in apnea, in una disperata ricerca di ossigeno. respiri, osservi quel cielo, tremi, mentre senti uno strano formicolio intorno alle ferite. sei vivo. 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐄𝐝𝐰𝐚𝐫𝐝 𝐌𝐮𝐧𝐬𝐨𝐧 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐨.
𝐌𝐎𝐍𝐎𝐋𝐎𝐆𝐔𝐄 ╱ 𝘄𝗲'𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹 𝗴𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗲
↷ 𝐏𝐀𝐑𝐓 𝐎𝐍𝐄
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( ... ) ce l'avevi un barlume di speranza.
ti bruciava forte nel petto, insieme alla paura, al terrore.
ti sei fidato, d'altronde non era la prima volta che facevano qualcosa di simile e ne erano usciti tutti vivi ! perché stavolta doveva andare diversamente? eri speranzoso, tutto sarebbe andato secondo i piani, tutto si sarebbe aggiustato.
sareste tornati a casa, tu avresti ripulito in qualche modo il tuo nome e ... tutto sarebbe tornato come prima.
d'altronde ... quello era il tuo anno, vero Eddie?
quale dolce bugia, vestita di buoni propositi e di quella viva speranza, ardente.
❛ 𝘚𝘦 𝘭𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘮𝘢𝘭𝘦, 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘪𝘯𝘵𝘦𝘳𝘳𝘰𝘮𝘱𝘦𝘵𝘦, 𝘰𝘬𝘢𝘺? 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘵𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰 𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘦 𝘢 𝘣𝘢𝘥𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘪 𝘱𝘪𝘱𝘪𝘴𝘵𝘳𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘯 𝘮𝘪𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘰 𝘥𝘶𝘦 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘯𝘰𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘢 𝘝𝘦𝘤𝘯𝘢.
𝐃𝐨𝐧'𝐭 𝐭𝐫𝐲 𝐭𝐨 𝐛𝐞 𝐜𝐮𝐭𝐞 𝐨𝐫 𝐛𝐞 𝐚 𝐡𝐞𝐫𝐨 𝐨𝐫 𝐬𝐨𝐦𝐞𝐭𝐡𝐢𝐧𝐠, 𝐨𝐤𝐚𝐲? 𝐘𝐨𝐮'𝐫𝐞 𝐣𝐮𝐬𝐭 ... 𝐃𝐞𝐜𝐨𝐲𝐬. ❜
❛ 𝘈𝘣𝘴𝘰𝘭𝘶𝘵𝘦𝘭𝘺. 𝘐 𝘮𝘦𝘢𝘯 ... 𝘭𝘰𝘰𝘬 𝘢𝘵 𝘶𝘴.
𝐖𝐞 𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐭 𝐡𝐞𝐫𝐨𝐞𝐬. ❜
eppure, quelle parole di conforto, suonavano come un triste e silenzioso addio.
forse è per questo che ti sei fermato a guardare Steve un secondo di più, con il cuore in gola ed il petto dolente; incredibile come sia riuscito a farlo battere di nuovo in soli sette giorni, tra fughe e passaggi tra portali verso un'altra dimensione.
è stato istintivo chiamare il suo nome, fare un passo avanti per fermarlo, hai dimenticato anche come si respira. hai già commesso l'errore di stare nel tuo religioso silenzio, di non esprimere a voce al diretto interessato i sentimenti che consumavano il tuo cuore.
hai già commesso l'errore di tenere tutto dentro di te, convinto che guardarlo da lontano, e baciarlo nel buio della notte in segreto potesse dimostrargli quanto tenessi a lui. ma quel quattro luglio è arrivato, e tu ti sei pentito di non avergli detto quanto importante fosse per te, quanto indispensabile fosse nella tua vita.
e parlare davanti ad una lapide riscaldata dal cocente sole estivo non era la stessa cosa di leggere una qualsiasi emozione in quelle iridi limpide come un cielo estivo.
no, stavolta non avresti commesso quell'errore, questa volta ti saresti fatto avanti, stavolta lo avresti guardato negli occhi, gli avresti fatto quella confessione.
gli avresti confessato che in una sola settimana, è riuscito in un'impresa in cui altri in quei mesi hanno miseramente fallito, che in una sola settimana è riuscito a farti sentire di nuovo vivo, con la testa un po' tra le nuvole, e il desiderio di un contatto diverso da quello di una notte e via.
ma mentre lo guardi negli occhi, mentre attende che parli, ti rendi conto che anche gli altri ti guardano, che anche Nancy Wheeler / la sua ex, la ragazza che si è buttata in un portale per salvarlo, la stessa che lui guarda ancora con gli occhi dolci / ti sta guardando, e tu ti senti immensamente stupido, come se avessi una minima chance. a che pro esprimere qualcosa che esiste solo nella tua testa?
❛ 𝑴𝒂𝒌𝒆 𝒉𝒊𝒎 𝒑𝒂𝒚. ❜
sono le uniche parole che escono dalle tue labbra, lui ti guarda, e tu ti senti sconfitto ancora una volta mentre forzi un sorriso d'incoraggiamento.
sei un codardo, Edward Munson. un codardo ed un illuso.
non sarai mai un eroe, non riesci neanche a confessare quel che provi.
senti lo sguardo addosso di Dustin mentre osservi Steve rivolgerti un cenno ed andare via insieme alle due ragazze.
ti senti impotente, rimani ad osservarlo per qualche attimo.
hai la brutta sensazione che quella sarebbe stata l'ultima volta, e l'unica cosa che puoi fare è ingoiare quel rospo.
ma quello non è il momento per le romanticherie, o per i sentimenti, o per certe cose.
tutto dipende dalla concentrazione che ognuno mette sul piano, e tu farai di tutto per far sì che vada a buon fine, che tutti ne escano vivi, sani e salvi, farai di tutto per proteggere Dustin, e correre in soccorso dei ragazzi nel caso ce ne fosse bisogno.
𝐖𝐡𝐚𝐭 𝐝𝐨 𝐲𝐨𝐮 𝐬𝐚𝐲, 𝐇𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧?
𝐀𝐫𝐞 𝐲𝐨𝐮 𝐫𝐞𝐚𝐝𝐲 𝐟𝐨𝐫 𝐭𝐡𝐞 𝐦𝐨𝐬𝐭 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐫𝐭 𝐢𝐧 𝐭𝐡𝐞
𝐡𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐲 𝐨𝐟 𝐭𝐡𝐞 𝐰𝐨𝐫𝐥𝐝?
( ... ) le dita scivolano sulla tastiera, il plettro scorre tra una corda e l'altra, la tua mente si concentra su quella serie di note che hai studiato fino allo sfinimento in quanto, venti giorni?
venti giorni ad ascoltare e riascoltare quel brano, a percepire con il tuo orecchio musicale e trascrivere ogni singola nota, accordo, scala, a suonarlo sopra la registrazione della cassetta ed aggiustare eventuali errori.
venti giorni per imparare quel brano come fosse una preghiera, un brano che adesso suoni davanti al cospetto di un Dio che pare avervi abbandonato.
ti concentri per ricordare la sequenza delle note, scuoti la testa a tempo, scuoti i capelli, come fosse il concerto della tua vita e - in un certo senso puoi dire che lo è !
𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐫𝐚 𝟑𝟎 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢 !
guardi Dustin, annuisci, continui a suonare.
𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 !
annuisci ancora, le dita cominciano a consumarsi, senti i calli riaprirsi, fare male mentre scivolano sulle corde.
𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐞𝐜𝐢 !
sono selvagge le dita che suonano quella scala musicale, veloce, senza sosta, un assolo che rende quello il tuo momento di gloria, l'apice della tua vita, ed una volta uscito da lì avresti conquistato chiunque con la tua musica, con il tuo talento.
dimostrerai che tutte quelle ore, quegli anni passati a suonare, ad esercitarti, ad inseguire insistentemente il tuo sogno, ne sono valse la pena.
perché sarà proprio questo a salvare Hawkins, il mondo, e tutte quelle persone che ti credono un mostro, che ti odiano, che ti hanno condannato senza sentire la tua versione dei fatti.
𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 .... 𝐮𝐧𝐨 !
per l'ultima volta il plettro accarezza tutte e sei le corde in un solo gesto teatrale, quello di chiusura, che interrompe la melodia, che vi mette fine, l'ultimo suono che vibra e si disperde in quell'aria satura, pesante, greve.
poi la fuga. il fiato corto per raggiungere l'interno del camper, inseguiti dai pipistrelli, il terrore e l'adrenalina che pompa ancora nel sangue, ed una volta al sicuro ... Dustin pronuncia quelle parole che ti fanno sentire orgoglioso di te stesso, orgoglioso e fiero di lui, del tuo compagno d'avventura. e ad un tratto nulla vale più di questi momenti con lui.
❛ 𝐦𝐨𝐬𝐭 ... 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐥 ... 𝐞𝐯𝐞𝐫 ! ❜
e come due bambini avete iniziato a saltare in preda all'emozione, alla felicità, senza rendervi conto che non siete ancora fuori pericolo. non siete ancora in salvo, e questo lo avresti scoperto a tue spese, a breve.
il tempo di finire di esultare, e capire che quel camper diroccato non è altro che una trappola: quella che avrebbe posto fine alla tua vita.
🦇 𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con ⚡ e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Eddie . . . . ♏︎ per quanto Eddie si sia sempre mostrato indifferente sulla cosa, gli manca chiamare qualcuno papà, o mamma, termini che gli sono strappati via dalla bocca alla sola età di cinque anni. troppo piccolo per non aver nessuno da chiamare così, ma troppo grande per rimuovere completamente il padre dalla sua testa e sostituirlo con la figura dello zio. inizialmente avevano un rapporto stano, bizzarro. Wayne Munson, che non ha mai avuto figli da crescere e accudire fino a quel momento, si è trovato con un nipote che non ha mai conosciuto prima tra capo e collo, di cui si sarebbe dovuto prender cura. non è stato facile né per lui, né per il piccolo Eddie. uno si è trovato ad imparare a fare il genitore giorno dopo giorno, e l'altro a crescere un po' più in fretta, ad accettare e fare conti con l'assenza di un padre, di una madre, della sorella, e con il fatto che alla fine l'uomo non ha mai davvero libera scelta, o il libero arbitrio. e dopo un po' che i due viaggiavano su due binari differenti, alla fine hanno trovato un punto di incontro, Eddie ha imparato ad accettare che la sua nuova famiglia sarebbe stato quell'uomo che seppur parente, ai suoi occhi fu comunque uno sconosciuto con cui vivere. e dopo ancora un po' di tempo, 𝘞𝘢𝘺𝘯𝘦 cambiò in 𝘻𝘪𝘰, e la sera non era più l'ora del bicchiere di whisky, bensì quello della favola della buonanotte per molto, molto tempo. non era mai stato padre, eppure sembrava saperne più dell'uomo che lo ha messo al mondo. la parola 𝐩𝐚𝐩𝐚̀ è uscita naturale, spontanea dalle labbra di Eddie durante un momento in cui annegava in un dolore più grande di lui, e raggiunse le orecchie dell'uomo con una dolcezza ed un bisogno disperato, che lo hanno portato a piangere a sua volta. È stato un momento intenso, caldo, che li ha portati ad avere un legame più solido, forte, stretto. è uno dei ricordi più belli e tristi che il metallaro conserva. vi è anche stata una seconda occasione in cui Eddie lo ha chiamato così, sempre d'istinto: la prima volta che incontra Wayne dopo esser tornato dal sottosopra, sopraffatto dalle emozioni, durante un abbraccio, tra le lacrime e la felicità di essersi ricongiunti.
𝐁𝐀𝐁𝐄 𝐖𝐄 𝐁𝐎𝐓𝐇 𝐊𝐍𝐎𝐖
𝐓𝐇𝐀𝐓 𝐓𝐇𝐄 𝐍𝐈𝐆𝐇𝐓𝐒 𝐖𝐄𝐑𝐄 𝐌𝐀𝐈𝐍𝐋𝐘 𝐌𝐀𝐃𝐄 𝐅𝐎𝐑 𝐒𝐀𝐘𝐈𝐍𝐆
𝐓𝐇𝐈𝐍𝐆𝐒 𝐓𝐇𝐀𝐓 𝐘𝐎𝐔 𝐂𝐀𝐍'𝐓 𝐒𝐀𝐘 𝐓𝐎𝐌𝐎𝐑𝐑𝐎𝐖 𝐃𝐀𝐘
𓆩*𓆪
❛ 𝖨'𝗆 𝗄𝗂𝗇𝖽𝖺 𝗀𝗈𝗈𝖽, 𝗐𝗂𝗍𝗁 𝗍𝗁𝖾 𝗄𝗇ı𝖿𝖾. ❜
❛ 𝖨’𝖽 𝖺𝗌𝗄 𝗒𝗈𝗎 𝗍𝗈 𝖺𝗂𝗆 𝗂𝗍 𝖺𝗍 𝗆𝗒 𝖼𝗁𝖾𝗌𝗍. ❜
❛ 𝖶𝗁𝗈 𝗌𝖺𝗒𝗌 𝖨 𝗐𝗈𝗎𝗅𝖽𝗇’𝗍? ❜
❛ 𝖨’𝖽 𝗈𝗇𝗅𝗒 𝗅𝖾𝗍 𝗒𝗈𝗎, 𝖤𝖽𝗐𝖺𝗋𝖽.
𝖨’𝖽 𝖿𝗈𝗋𝗀𝗂𝗏𝖾 𝗒𝗈𝗎 𝖺𝗇𝗒𝗐𝖺𝗒. ❜
❛ 𝖨 𝖽𝗈𝗇'𝗍 𝗄𝗇𝗈𝗐 𝗂𝖿 𝖨 𝖼𝗈𝗎𝗅𝖽.
𝖡𝗒 𝗍𝗁𝖾 𝗐𝖺𝗒 ... 𝖨 𝗐𝗈𝗎𝗅𝖽 𝗈𝗇𝗅𝗒 𝗅𝖾𝗍 𝗒𝗈𝗎 𝗉𝗈𝗂𝗇𝗍 𝖺 𝖻ɭ𝖺𝖽𝖾
𝖺𝗍 𝗆𝗒 𝗁𝖾𝖺𝗋𝗍,𝖶𝗂𝗅𝗅𝗂𝖺𝗆. ❜
❛ 𝖨’𝗅𝗅 𝗈𝗇𝗅𝗒 𝖽𝗈 𝗍𝗁𝖺𝗍 𝗐𝗁𝖾𝗇 𝗒𝗈𝗎’𝗋𝖾 𝖺𝖻𝗈𝗎𝗍 𝗍𝗈 𝗉ɑ𝗌𝗌 𝖺𝗐𝖺𝗒
𝗂𝗇 𝖺𝗇 ɑ𝗍𝗋𝗈𝖼ı𝗈𝗎𝗌 𝗐𝖺𝗒, 𝖨 𝗐𝗈𝗎𝗅𝖽 𝖾𝗇𝖽 𝗂𝗍 𝖺𝗅𝗅 𝗃𝗎𝗌𝗍 𝗍𝗈 𝗍𝖺𝗄𝖾
𝗒𝗈𝗎 𝖺𝗐𝖺𝗒 𝗐𝗂𝗍𝗁 𝗆𝖾 𝗂𝗇 𝖺 𝗌𝗐𝖾𝖾𝗍𝖾𝗋 𝗐𝖺𝗒. 𝖨’𝗅𝗅 𝖻𝖾 𝗍𝗁𝖾 𝗅𝖺𝗌𝗍
𝗍𝗁𝗂𝗇𝗀 𝗒𝗈𝗎 𝗌𝖾𝖾, 𝖺𝗇𝖽 𝖨’𝗅𝗅 𝗌𝖾𝖾 𝗒𝗈𝗎. ❜
❛ 𝖳𝗁𝖺𝗍’𝗌 𝖺𝗅𝗅 𝖨 𝖼𝗈𝗎𝗅𝖽 𝖺𝗌𝗄 𝖿𝗈𝗋.
𝖶𝖾'𝗅𝗅 𝖿𝗂𝗇𝖺𝗅𝗅𝗒 𝗁𝖺𝗏𝖾 𝗈𝗎𝗋 𝗀𝖾𝗍𝖺𝗐𝖺𝗒. ❜
𝐈𝐓 𝐖𝐀𝐒 𝐋𝐈𝐊𝐄 𝐑𝐎𝐌𝐄𝐎 𝐀𝐍𝐃 𝐉𝐔𝐋𝐈𝐄𝐓
𝐑𝐎𝐋𝐄 𝐄𝐗𝐓𝐑𝐀𝐂𝐓 ╱ Billy + 𝖤𝖽𝖽𝗂𝖾 𝐏𝐀𝐑𝐓 𝟏 𝖢𝖺𝗋, 𝖱𝗈𝖻𝗂𝗇'𝗌 𝖧𝗈𝗎𝗌𝖾, 𝙃𝙖𝙬𝙠𝙞𝙣𝙨 ・・・ « 𝘋𝘰𝘷𝘳𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘢𝘯𝘥𝘢𝘳𝘤𝘦𝘯𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪, 𝘦 𝘴𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘭𝘢 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘦𝘨𝘢𝘵𝘪 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘦 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢. » « 𝖤𝖽𝖽𝗂𝖾, 𝗂𝗈 𝗇𝗈𝗇 𝗉𝗈𝗌𝗌𝗈 𝗅𝖺𝗌𝖼𝗂𝖺𝗋𝖾 𝖧𝖺𝗐𝗄𝗂𝗇𝗌. 𝖲𝗈𝗇𝗈 𝗅𝖾𝗀𝖺𝗍𝗈 𝖺 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍𝗈 𝗉𝗈𝗌𝗍𝗈. » « 𝖲𝗈𝗇𝗈 𝖼𝖺𝗓𝗓𝖺𝗍𝖾, 𝗉𝗎𝗈𝗂 𝖿𝖺𝗋𝗅𝗈 𝗂𝗇𝗏𝖾𝖼𝖾. » « 𝗔𝗹𝗹𝗼𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗺𝗶 𝗮𝗱𝗱𝗶𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮. » « 𝖭𝗈. 𝖢𝗂 𝗌𝖺𝗋𝖺̀ 𝗎𝗇 𝗆𝗈𝖽𝗈. 𝖶𝗂𝗅𝗅 𝗅𝗈 𝗁𝖺 𝖿𝖺𝗍𝗍𝗈, 𝖾̀ 𝖺𝗇𝖽𝖺𝗍𝗈 𝗂𝗇 𝖢𝖺𝗅𝗂𝖿𝗈𝗋𝗇𝗂𝖺. 𝖬𝖺𝗑 𝖾𝗋𝖺 𝗆o𝗋𝗍𝖺 𝖾 𝖴𝗇𝖽𝗂𝖼𝗂 𝗅'𝗁𝖺 𝗋𝗂𝗉𝗈𝗋𝗍𝖺𝗍𝖺 𝗂𝗇 𝗏𝗂𝗍𝖺, 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝗌𝖾 𝖾̀ 𝗂𝗇 𝖼𝗈𝗆𝖺. 𝖫𝖾𝗂 𝗉𝗈𝗍𝗋𝖺̀ 𝖺𝗂𝗎𝗍𝖺𝗋𝖼𝗂 𝗂𝗇 𝗊𝗎𝖺𝗅𝖼𝗁𝖾 𝗆𝗈𝖽𝗈. 𝘛𝘶 𝘯𝘰𝘯 𝘮𝘪 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢, 𝘦𝘮𝘦𝘳𝘪𝘵𝘰 𝘱𝘦𝘻𝘻0 𝘥𝘪 𝘮𝘦𝘳𝘥4. » « 𝖤𝖽𝖽𝗂𝖾 ... 𝖽𝖾𝗏𝗂 𝖼𝖺𝗉𝗂𝗋𝖾 𝖼𝗁𝖾 𝖼𝗈𝗇 𝗆𝖾 𝖾̀ 𝖽𝗂𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈. 𝖶𝗂𝗅𝗅 𝗇𝗈𝗇 𝖾̀ 𝗆𝗈𝗋𝗍𝗈. » « 𝖭𝗈, 𝗈𝗄𝖺𝗒? 𝖲𝗆𝖾𝗍𝗍𝗂𝗅𝖺, 𝗈 𝗍𝗂 𝖽𝗈 𝗎𝗇 𝖿𝗈𝗍𝗍𝗎𝗍o 𝗉𝗎𝗀𝗇o 𝗂𝗇 𝖿a𝖼𝖼𝗂𝖺. 𝙏𝙪 𝙣𝙤𝙣 𝙡𝙤 𝙨𝙖𝙞, 𝙩𝙪 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙖𝙞 𝙣𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚. 𝖭𝗈𝗇 𝗉𝖾𝗋𝗆𝖾𝗍𝗍𝖾𝗋𝗍𝗂 𝖽𝗂 𝗆o𝗋𝗂𝗋𝖾, 𝗈 𝗏𝖾𝗇𝗀𝗈 𝖺 𝗋𝗂𝗉𝗋𝖾𝗇𝖽𝖾𝗋𝗍𝗂 𝗎𝗇'𝖺𝗅𝗍𝗋𝖺 𝗏𝗈𝗅𝗍𝖺, 𝖾 𝗍𝗂 𝗋𝗂𝗉𝗈𝗋𝗍𝖾𝗋𝗈̀ 𝗂𝗇𝖽𝗂𝖾𝗍𝗋𝗈 𝖺𝗅𝗍𝗋𝖾 𝖽𝗂𝖾𝖼𝗂, 𝖼𝖾𝗇𝗍𝗈, 𝗆𝗂𝗅𝗅𝖾 𝗏𝗈𝗅𝗍𝖾 𝗌𝖾 𝗌𝖾𝗋𝗏𝗂𝗋𝖺̀. ( ... ) cerca di essere meno sexy, o non ti resisto. » « Lo dici a me che se ti sfioro quello stronzo di Steve mi sbrana con gli occhi. » « Non dire stronzate, perché dovrebbe? Non c'è niente tra me e lui, e a lui piacciono le ragazze. » « Ma a te piace. » « È più complicato di un "a te piace", Billy. Ha cominciato a piacermi, quando è successo tutto il casino con vecna, ma poi tu sei tornato ed è stato indescrivibile. È indescrivibile come mi sono sentito nel vederti lì, ancora vivo, con la consapevolezza di poterti stringere di nuovo. » « Io sono tornato ed è stato indescrivibile. Intanto non fai altro che parlare di lui dalla mattina alla sera. » « Davvero, Billy? Vuoi che si sappia che tra noi c'era qualcosa? » « Non ho detto questo. » 𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄: lo guardi, le mani nelle tasche del gilet in jeans, hai optato per lo chignon alla fine, e due ciocche a fare da cornice al volto. « parlerei di te, per la cronaca, se non risultasse strano agli altri. non voglio metterti in situazioni strane. » mormori, prima di prendere il portasigarette e aprirlo in sua direzione. 𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘: Munson era più attraente di quanto immaginava quella sera, ma preferì non dire una parola e quando Eddie camminò in sua direzione gli sembrava di vivere un sogno. « Non voglio si sappia, a volte ci scherzo su ma se dovessero chiedere qualcosa 𝗻𝗲𝗴𝗵𝗲𝗿𝗲𝗶 𝗳𝗶𝗻𝗼 ... 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲. » Sfilò una delle sue sigarette e lo ringraziò con un mezzo sorriso seguito da un occhiolino, prendendo poi il proprio accendino per accendere la propria sigaretta fra le labbra, poi attese l'altro per accendere anche la sua. 𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄: « già, tuo tipico, ah? » sorridi un po' amareggiato, abbassando lo sguardo e con un nodo in gola, prima di prendere a tua volta la sigaretta e metterla tra le labbra; solo che non aspetti che te l'accenda, poggi la punta su quella già accesa di lui facendo subito un tiro. si può dire ci siano pochi centimetri di distanza tra voi due. « dici che possono vederci? » 𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘: Fece un piccolo sussulto quando vide il moro accendersi la sigaretta dalla propria, e dopo quelle sue parole lo guardò negli occhi scuri prima di soffiare un po' di fumo sulle sue labbra. « potrebbero affacciarsi. » Si scostò per aprire lo sportello dei sedili posteriori, invitandolo ad entrare – dopodiché sarebbe entrato anch'egli. La Camaro del californiano si trovava parcheggiata sul lato opposto del viale, quindi non si sarebbe visto granché.. soprattutto al buio. « come mai mi hai chiesto di vederci da soli? » 𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄: inspiri un po' di quel fumo che l'altro ti soffia, lo sguardo fisso sul suo, e le mani smaniano per aggrapparti ai suoi fianchi, o alla macchina dietro di lui e poggiarti sul suo corpo. ma rimani fermo, e quando apre la portiera dell'auto vi entri dentro, attendendo che anche lui salga. non rispondi a quella domanda, semplicemente ti tuffi sulle sue labbra per baciarle, per sentirle calde contro le tue, per sentirlo vicino, e provare a scacciare via il pensiero che una volta finito tutto, tu lo avresti perso ancora una volta. « perché voglio un momento lontano da loro, solo tu ed io, e che mi abbracci. e che rimangi ogni cosa che hai detto. »
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
Quel contatto tra le labbra fece scoppiare il cuore nel petto del biondo, il quale con la mano libera gli strinse i capelli dalla nuca per sentirlo vicino a sé quanto più possibile durante quel bacio, dopodiché si staccò e poggiò la fronte alla sua, l'altra mano che teneva la sigaretta tra l'indice ed il medio andò ad adagiarsi cauta sulla guancia altrui per carezzargliela col pollice.
« 𝗗𝗲𝘃𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗘𝗱𝗱𝗶𝗲 ... 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗼̀ 𝗾𝘂𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼. »
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
non riesci ad arrenderti al pensiero che dovrà morire ancora, che dovrai perderlo ancora, stavolta per sempre.
premi la fronte contro la sua e fatichi per non piangere, motivo per cui fai dei respiri più profondi e frequenti. Con la mano libera ti aggrappi alla canottiera bianca, mentre l'altra va a poggiarsi sulla sua guancia, la parte opposta di quella che ti accarezza.
« no, okay? no.
sono stato — giorni a piangerti, settimane, stringendo la maglietta che hai dimenticato da me, frustrato perché il tuo odore se ne andava via ogni giorno di più.
ho fumato da solo nel van e a volte mi sembrava di sentirti, e io non — non voglio che succeda di nuovo. farò di tutto stavolta per tenerti vivo. »
ma non ce la fai, ed oltre al respiro pesante, le guance si bagnano di lacrime nel rivivere quel periodo solo con il pensiero.
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
Quelle parole gli distrussero l'animo perché sapeva che sarebbe successo ancora una volta, ma sarebbe stata la volta definitiva e lui sarebbe scomparso per sempre da Hawkins, dalla vita di chiunque.. e avrebbe dovuto salutare Eddie ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Così asciugò le sue lacrime con le labbra, a piccoli baci, prima di ritornare sulle sue labbra dolcemente.
« Non ho mai smesso di volerti, Munson... e penso che mai smetterò. Ti vorrei sempre con me, al mio fianco, ma sii razionale... tutto questo finirà, quindi viviamoci il presente e godiamoci ogni momento come se fosse l'ultimo. Fa male, lo so. Quando finalmente metterete fine a questo disastro... automaticamente andrò via anch'io.. perché lui mi ha trovato. »
Gli baciò la fronte prima di fare un tiro dalla propria sigaretta e sbuffare nella direzione opposta di Eddie, trattenendo però le lacrime.
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
senti bruciare le guance ad ogni tocco delle sue labbra, ad ogni bacio che sembra fuoco sulla tua pelle, uno stampo che imprime quel tocco, e che resterà impresso per sempre, come un marchio.
stringi la sua maglietta, chiudi gli occhi a quelle parole e ti senti sprofondare in un baratro, senza alcuna via d'uscita.
non lo fai apposta, è stato un gesto istintivo quello di stringere, distruggere la sigaretta nella mano, e bruciandoti quindi un po' la pelle; un dolore che serve ad esorcizzare quel che provi dentro, perché le lacrime non riescono a farlo, piangi e non serve a nulla, tremi, singhiozzi, nascondi il volto contro al suo collo, e ti senti sviscerare l'anima.
« troverò un modo, io te lo prometto, te lo giuro, non mi darò pace fin quando non troverò un modo per farti stare qui con noi, con me. per favore, non arrenderti, fallo per te, fallo per me. troviamo un modo. non posso perderti, Billy. non ci riesco una seconda volta. »
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
Pareva che Billy fosse già andato all'altro mondo e vedere il maggiore in quello stato non fece altro che provocargli una valle di lacrime, entrambi aggrappati ad una lunga ed agonizzante tristezza di un domani totalmente incerto e nero.
Notò però che si bruciò la mano nel torturare quella sigaretta e in men che non si dica posò la sua nel posacenere dell'auto prima di afferrare immediatamente la mano altrui e baciarla ininterrottamente, portandola al proprio petto e piangendoci sopra.
Le sue parole risuonavano come bombe da guerra nelle orecchie del californiano.
« Eddie ... »
Quel sentimento gli bruc!ava il petto, lasciando scappar il suo cuore stretto alla gola. Quelle parole volevano tanto uscire.
Gli afferrò il viso con entrambe le mani e posò ancora una volta le labbra sulle sue, baciandolo con più dolcezza e muovendosi lentamente.
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
hai rovinato la serata ad entrambi, il tuo trucco è andato, la tua mano è andata, e Billy sta piangendo per colpa tua, perché tu non sai tenere per te, reprimere quelle dannate lacrime.
ma il pensiero di perderlo, è come una coltellata dopo l'altra nel petto, ai polmoni, che ti lasciano sofferente e senza fiato, come una bestia in fin di vita sul ciglio di una strada.
la mano trema per il trauma, e si schiude per lasciare che le sue labbra ne allevino il dolore.
gli occhi finalmente si aprono per guardare i suoi e la mano non ferita va a carezzare la sua guancia ed asciugare le sue di lacrime mentre le labbra ricambiano quel bacio dolce, assaporano quelle labbra che sanno di fumo, si muovono lente contro le sue, il cuore ti esplode nel petto.
« dimmi che ci proverai con me. promettimi che non ti arrenderai.
𝑻𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒈𝒐, 𝑩𝒊𝒍𝒍𝒚 ... »
il tono è supplichevole, e riprendi a baciarlo, un bacio, un altro, e un altro ancora.
𝐛𝐚𝐜𝐢𝐚𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐨', 𝐟𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞, 𝐞 𝐛𝐚𝐜𝐢𝐚𝐦𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐩𝐨.
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
La serata era ancora lunga e quello era soltanto l'inizio, ma a momenti sarebbero dovuti rientrare.. anche se Billy si sarebbe messo subito al volante, messo in moto l'auto e guidato fino al trailer del moro per passare l'intera notte in sua compagnia.
Gli occhi cristallini e pregni di lacrime cercavano i suoi, le sue labbra continuavano a carezzare le altrui tra una parola e l'altra, la lingua che senza malizia provò ad addolcire il tutto, ma il cuore del californiano non riuscì a trattenersi; decise di espl0dere come fuochi d'artificio dai mille colori contrastanti alle stelle in cielo nel cuore della notte.
« 𝙏𝙞 𝙝𝙤 𝙖𝙢𝙖𝙩𝙤, 𝙈𝙪𝙣𝙨𝙤𝙣.. »
La voce si strozzò a causa delle lacrime e le sue braccia cinsero forte il corpo dell'altro per stringerlo al proprio.
Sentiva come se da un momento all'altro la sua vita si stesse sgretolando. Ancora.
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
e come fai a lasciarlo una seconda volta? e ad andare avanti, dopo averlo visto già visto morire.
tremi ancora di più a quel pensiero, tremi come un cane, tremi perché l'ennesimo abbandono non riusciresti a sopportarlo, ti dilan!erebbe le carni.
il suo abbandono lo farebbe.
quelle semplici parole ti fanno mancare il fiato, la terra sotto ai piedi, è come essere sotto effetto di erba, e per un solo istante tutto si ferma, persino i pensieri, e adesso lo guardi con gli occhi rossi, bagnati quanto le guance, e non puoi che ricambiare quell'abbraccio e stringerlo più forte che puoi, come se così potessi tenerlo legato a te per sempre, come se potesse salvarsi così.
𝘆𝗼𝘂 𝗱𝗼𝗻'𝘁 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗺𝗲 𝗮𝗻𝘆𝗺𝗼𝗿𝗲?
« 𝑻𝒊 𝒉𝒐 𝒂𝒎𝒂𝒕𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒐, 𝑯𝒂𝒓𝒈𝒓𝒐𝒗𝒆. neanche immagini quanto. »
𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐭𝐢 𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚.
ma dirlo ti è così difficile, come se farlo fosse la tua sentenza definitiva di morte.
come se potesse spezzare ogni osso nel tuo corpo.
« dormi da me stasera. »
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
Quelle parole colpirono l'organo pulsante di Billy come un proiettile forte quanto il dolore di una perdita, che sia quella di Eddie o del californiano stesso – ma al contempo lo fecero sorridere come se avesse ricevuto per la prima volta il regalo più bello di tutti.
Ed era vero. Quella dannata dolcezza la riservava soltanto ad Eddie e non ci pensava – neanche si azzardava a doverla donare a
qualcun altro, ma subito dopo le sue parole sospirò dispiaciuto e col cuore in gola.
« Io ...
dormo
con Athena, stasera. »
Sussurrò Billy con lo sguardo distrutto poco prima di accarezzare i capelli del maggiore. Gli sarebbe piaciuto passare la notte in sua compagnia sotto alle stelle, tra una carezza e l'altra, gli infiniti abbracci e i continui baci inarrestabili.
Ma poi.. un mezzo sorriso si presentò sulle labbra.
« Scherzo. Stasera dormiremo insieme, solo tu e io, hm? »
Si avvicinò per baciargli con gentilezza la fronte.
« Ora però dobbiamo rientrare, sweetheart. »
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
puoi solo immaginare come sia crescere senza qualcuno che ti ami.
forse è per questo che non ti sei arreso a quella continua facciata da str0nz0, scavando, scavando, fino a trovare rifugio l'uno sulle labbra, sul corpo dell'altro.
ma tu lo hai amato e speri lo abbia sentito bruciare dentro quell'amore, proprio come lo senti tu adesso, in questo esatto istante, mentre le labbra danzano insieme, ed i corpi si cercano.
Di amori ne hai avuto solo uno prima di lui, ma Laurence è un amore platonico, un amico, un fratello, un compagno di vita.
Billy è diverso, Billy è stato il tuo primo amore. Reale, fisico, che ti ha marchiato, ti ha ridotto in cenere, e da cui ne sei risorto con il suo ritorno.
e da qualche parte dentro di sé sai che per lui è la stessa cosa.
qualcosa si spezza nel sentire quelle parole, e d'un tratto ti senti sbagliato. fuori luogo. dovevi capire ci fosse qualcosa tra loro, e probabilmente tu ti stai solo mettendo in mezzo, e lui ha bisogno di una ragazza, non di te, non di qualcuno del suo stesso sesso. Non direbbe mai di te a nessuno, negherebbe fino alla morte.
senti le ossa un po' deboli, non sai cosa rispondere, il tuo sguardo è ferito, e la gelosia comincia a divorarti da dentro ma non dici nulla, che diritto hai?
socchiudi gli occhi, poi li chiudi, lasciandoti a quelle carezze, poi — li riapri a quelle parole e vorresti dannatamente dargl! un pugno! eppure riesci solo a sorridere mentre ti bacia la fronte.
« solo tu e io. »
baci la sua mandibola, prima di annuire e cercare di ignorare il bruciore che ora comincia a farsi sentire più forte ed insistente.
« Dillo ancora. »
𝐁𝐈𝐋𝐋𝐘:
Alla sua espressione si sentì terribilmente in colpa per avergli fatto quello scherzo, tuttavia il suo fu solo un piccolo modo per alleggerire la situazione che s'era venuta a creare tra le pareti di quell'auto.
Si sentì sollevato quando vide il suo sorriso e non poté far altro che baciarglielo ripetutamente con piccoli schiocchi di labbra, accarezzandogli i capelli per quanto lo trovasse tenero.
Il cuore del californiano sprizzava gioia da ogni poro ogni qualvolta che il moro mostrava il suo sorriso – mezzo o intero non aveva importanza poiché per Billy significava il mondo.
Piccoli brividi di piacere pervasero la sua spina dorsale nel momento in cui la mandibola venne baciata da lui, difatti rilasciò un piccolo sospiro, magari avesse continuato così tutta la sera – ma gli altri li aspettavano e avrebbero destati sospetti, non che a Billy potesse impostare qualcosa d'altronde.
« 𝙎𝙬𝙚𝙚𝙩𝙝𝙚𝙖𝙧𝙩. »
Sussurrò dolcemente con un pizzico di sensualità, la mano che andò ad insinuarsi sul suo collo come una pianta rampicante, stringendolo a malapena.
« voglio amarti tutta la notte. »
𝐄𝐃𝐃𝐈𝐄:
ti perderesti in quell'istante per l'eternità, se potessi fermare il tempo da un momento all'altro lo fermeresti adesso, chiusi nella vostra bolla, lontani da tutto, in una realtà tutta vostra, che nient'altro può spezzare o interrompere; con i corpi uniti, i cuori che finalmente si toccano e si stringono l'un l'altro congelati e pulsanti in questo frangente, davanti a te qualcuno che nessuno ha sicuramente mai visto perché mai si sono fermati abbastanza a lungo da lasciare il segno, mai hanno cercato di andare oltre quelle barriere e vederne il centro.
ed egoisticamente ne sei contento, perché Billy non è per tutti, Billy è per chi vive senza pregiudizi, controcorrente a chiunque in quella città, Billy è per chi sa amare nonostante tutto e con tutto se stesso, fino a consumarsi per lui.
tu lo hai fatto, e anche se non sei pronto, lo farai ancora. lui ne vale la pena.
anche mentre ti bacia le labbra e ti ricostruisce un pezzo alla volta.
quella parola ti toglie il respiro, dalle labbra gonfie e rosse esce un sospiro tremolante, la sua mano sul tuo collo ti fa venire i brividi e ti fa un po' annaspare; le tue dita tracciano il contorno del suo volto, scendono sulla mandibola, sul mento, e salgono a carezzare le sue labbra.
« allora amami tutta la notte.
𝒂𝒎𝒊𝒂𝒎𝒐𝒄𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒕𝒕𝒆. »
𝐅𝐋𝐀𝐒𝐇𝐁𝐀𝐂𝐊 ╱ 𝘵𝘩𝘦 𝘯𝘪𝘨𝘩𝘵 𝘺𝘰𝘶 𝘭𝘦𝘧𝘵 𝘮𝘦
https://youtu.be/wBuif8IAOKo somewhere in 𝙃𝙖𝙬𝙠𝙞𝙣𝙨
・・・
era la sera del 4 Luglio del 1985, era già buio, si udivano le cicale, e faceva caldo, il cielo era limpido e potevi vedere persino le stelle dall'uscio della tua roulotte. si respirava la classica brezza estiva, chi cucinava al barbecue, e chi come te fumava un po' d'erba.
ti è sempre piaciuta quell'atmosfera.
è la sera in cui l'onda d'urto di un'esplosione, avrebbe frantumato il tuo cuore in mille, minuscoli pezzi, e avrebbe fatto perdere alle tue ossa la capacità di sorreggere te e il peso del tuo dolore, ma tu questo non lo sapevi ancora.
non sapevi che quella sera era la fine tragica di un capitolo importante per te, forse l'ultimo di quel libro, di cui stavate riempendo le pagine vuote.
era la notte tra il 4 e il 5 luglio che hai appreso la devastante notizia, che Billy Hargrove era morto in un'esplosione, che del suo corpo non ne era rimasta traccia, e che avresti solo avuto una tomba vuota a cui fare visita, su cui piangere.
silenzio da parte sua per oltre più di un mese, ricordi i pugni, i calci del vostro ultimo incontro, poi è scomparso, ed ora neanche la possibilità di dirgli addio.
era quella la notte in cui gli attacchi di panico sono diventati più frequenti, più forti, più distruttivi, lasciandoti inerme a tremare senza fiato, ed i polmoni a bruciare senza ossigeno, rannicchiato su quel letto vuoto che di tanto in tanto hai diviso con lui.
lo ricordi, è impresso a ferro e fuoco nella tua mente, sulla tua pelle, ricordi quella notte come se non fosse già passato un anno da allora. ricordi le voci ovattate, ricordi la vista offuscata dalle lacrime, le viscere dilaniarsi, i conati di vomito, ricordi le braccia di Laurence avvolgerti, stringerti, non ricordi le sue parole ma sai per certo che stessero cercando di donarti conforto, di alleggerire quel macigno, ma come poteva? quello non era un macigno, era l'intero mondo che ti stava crollando sulle spalle, e tu lo potevi sentire schiacciarti come fossi un piccolo, insignificante insetto.
una cellula di quel vasto e complesso universo.
ricordi la lotta per allontanare Laurence e correre a perdifiato su per quella collina, il desiderio di consumare ogni energia per arrivare lì e non aver neanche la forza di piangere, solo chiederti: perché?
una lotta che ha vinto, e ad oggi ti consideri fortunato che l'abbia fatto; ricordi il buio nel retro del van, il freddo che hai provato nonostante ci fosse caldo, il gelo nelle vene, il tremore alle ossa, la sensazione di un terreno instabile sotto ai piedi, pronto a crollare in qualsiasi momento.
potevi ancora inspirare l'odore del vostro ultimo spinello, sentire l'eco della sua voce, della sua risata, mentre gli occhi erano chiusi, le gambe strette al petto, e il volto nascosto nelle braccia.
𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐦𝐢 𝐪𝐮𝐢, 𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐨.
le uniche parole che hai rivolto al tuo migliore amico, a tuo fratello, che è costretto ad assistere da lontano alla tua distruzione, al tuo decadimento, a vederti cadere, strisciare, e accasciarti al suolo.
osservi dall'alto quel centro commerciale le cui fiamme non si sono ancora placate, respiri l'odore di bruciato nell'aria, ne riempi i polmoni come se in qualche modo potessi riprenderti, respirare Billy ancora una volta, e conservarlo lì per sempre dentro di te.
ed il tuo corpo comincia ad essere scosso sempre di più dai singhiozzi di un pianto silenzioso, l'espressione contratta in una smorfia di puro dolore, il petto colpito, trafitto infinite volte, una più dolorosa dell'altra, da un coltello, e la schiena che accoglie frecce dalla punta affilata, ferite dolorose che ti portano a chinarti in avanti con il busto.
smetti di respirare per pochi, ma infiniti istanti, le dita che cercano di affondare nel petto come se potessero prendere il cuore e stringerlo per alleviarle il dolore, mentre le lacrime calde scendono lungo le tue guance, la bocca spalancata in un urlo che non osa uscire, gli occhi che adesso non vedono più nulla, né l'edificio divorato dal fuoco, né le stelle sopra di te.
𝑪𝒐𝒍𝒅 𝒔𝒉𝒆𝒆𝒕𝒔, 𝒃𝒖𝒕 𝒘𝒉𝒆𝒓𝒆'𝒔 𝒎𝒚 𝒍𝒐𝒗𝒆?
𝑰 𝒂𝒎 𝒔𝒆𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒏𝒈 𝒉𝒊𝒈𝒉
𝑰'𝒎 𝒔𝒆𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊𝒏𝒈 𝒍𝒐𝒘 𝒊𝒏 𝒕𝒉𝒆 𝒏𝒊𝒈𝒉𝒕
dov'è il tuo amore? lo cerchi in alto, lo cerchi tra quei puntini bianchi, lo cerchi nell'aria, nel manto blu della notte, anche solo per vederne il fantasma, solo per qualche istante, ma non lo trovi.
lo cerchi, lo chiami, ma lui non ti risponde.
𝑰 𝒈𝒐𝒕 𝒂 𝒇𝒆𝒂𝒓, 𝒐𝒉, 𝒊𝒏 𝒎𝒚 𝒃𝒍𝒐𝒐𝒅
𝑯𝒆 𝒘𝒂𝒔 𝒄𝒂𝒓𝒓𝒊𝒆𝒅 𝒖𝒑 𝒊𝒏𝒕𝒐 𝒕𝒉𝒆 𝒄𝒍𝒐𝒖𝒅𝒔, 𝒉𝒊𝒈𝒉 𝒂𝒃𝒐𝒗𝒆
e una delle paure più stupide, più inutili che ci siano, diviene bruscamente realtà, strappandoti via la speranza di un suo ritorno.
aver paura di perdere la persona che si ama è normale, ma quante volte quella persona si perde davvero, ed in simili circostanze?
chi immagina che un momento fumi erba, e poche ore dopo piangi distrutto la morte dell'amore che hai perso?
che è stato portato lì su, in alto, tra le nuvole nel manto notturno, lasciandoti un senso di solitudine che non può esser lavato via con qualsiasi presenza, con una voce qualsiasi, con degli occhi che non siano i suoi.
e più ci pensi, più fa male.
pensi che non potrai mai più specchiarti in quegli occhi azzurri, parlare con lui a tarda notte su quella collina, stesi sull'erba o nel tuo van, coperti da un lenzuolo, abbracciati.
non potrai mai più vederlo ridere, fumare e sbuffarti il fumo sul volto. non potrai mai più farlo sorridere, osservare quella curvatura dell'angolo delle labbra, di un sorriso che ha poi smesso di nasconderti. non potrai più litigarci, farci pace, sentire quella nota dolce nel suo tono, né bearti, gioire di attenzioni e piccoli gesti che riservava a te, solo a te.
non potrai più vederlo e basta. né ascoltare più la sua voce.
dovrai confrontarti con il peso della sua assenza ora.
i polmoni bruciano e ti ricordano di prendere fiato, e lo fai, ti carichi di ossigeno, solo per lasciarti andare in un urlo disumano che squarcia la notte, un ringhio che raschia prepotentemente la tua gola, la graffia come stessi vomitando piccole lame affilate che ti tagliano dall'interno, facendoti maledettamente male.
stringi i fili d'erba, li spezzi, li strappi, ti lasci andare in un pianto disperato, vorresti strapparti via quella pelle, che brucia, fa male, ci avresti provato se adesso Laurence non ti abbracciasse da dietro e ti fermasse.
ti dimeni, ti sporgi verso quell'edificio distrutto, come se potessi raggiungerlo con una folata di vento, come fossi una foglia e poter viaggiare cavalcando le correnti d'aria; cerchi di liberarti, cerchi di raggiungere con la sola mano la sua tomba, tra i singhiozzi, tra il pianto, i gemiti di disperazione, ed infine ti accasci al suolo chinando il busto in avanti, nascondendo il volto contro il terreno.
senti il petto di Laurence sulla schiena, lo senti abbracciarti, farti da scudo, cercare di proteggerti, e lo senti che ti porta su, a sé; ti alzi con il busto e ricadi indietro, sul suo corpo, accasciandoti per l'ultima volta, e finendo per nasconderti, abbandonarti a lui, alle sue carezze, alla sua voce che ti chiama, che ti parla, ma non riesci a sentirla. una mano che ti viene tesa, ma che tu adesso non riesci ad afferrare, ti è più facile smettere di lottare e lasciarti andare, affondare, lasciare che l'oceano ti sovrasti, mentre volgi lo sguardo al cielo e trovare un senso di pace, di vuoto, di silenzio.
lo hai pianto tutta la notte su quella collina, lo hai pianto le notti dopo, hai consumato ogni lacrima, ogni soffio di voce, spento ogni spiraglio di luce.
quel che non si è mai spento, quel che è rimasto sempre vivo, persino quando chiuso in uno scrigno per provare ad andare avanti, è l'amore che notte dopo notte, sguardo dopo sguardo, spinello dopo spinello, bacio dopo bacio, verità dopo verità, confessione dopo confessione, hai cominciato a provare per lui.
era una persona completamente diversa ai tuoi occhi, fatto di carne, ossa, ferite, cicatrici, sentimenti, emozioni.
e forse sei davvero riuscito a conoscerlo davvero, a conoscere il vero William Hargrove. Non Billy, non il nuovo Re della Hawkins, ma William.
è per lui che hai pianto.
è lui che vuoi salvare.
𝐞̀ 𝐥𝐮𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐦𝐢.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Astoria . . . . ♏︎ Eddie ha perso ogni cosa, quando si è aperto lo squarcio ad Hawkins dopo i quattro rintocchi di Vecna. Il suo caravan, che ospitava uno dei portali, si è come liquefatto per metà, distruggendo la sua camera e tutto ciò che gli apparteneva: poster, cassette, vestiti, ogni effetto personale è andato distrutto, ogni scritta sul muro, ogni incisione, ogni cosa, ogni dettaglio che la rendeva sua, e sua soltanto. Quella è stata la sua sola ed unica camera, racchiudeva i ricordi di un'infanzia, della sua vita fino a prima della sua morte, i regali e le lettere che crede siano da parte dei genitori, le loro foto, i regali da parte dello zio, ogni ricordo legato a lui, tutto è andato perduto.
A ferirlo ancora di più è il pensiero che se fosse morto davvero, per sempre, allo zio non sarebbe rimasto assolutamente nulla di lui, non avrebbe avuto né un corpo, né nient'altro su cui piangere, un odore da respirare a pieni polmoni per sentirne ancora la vicinanza, ad eccezione dei ricordi fissi nella sua memoria, sarebbe stato come se nessun altro oltre Wayne Munson fosse vissuto lì in quegli anni.
L'impresa in cui si è fiondato Eddie adesso, è di ritrovare e recuperare più cose possibili, dalle cassette ai poster, alle bandiere, ai vestiti abituali, agli accessori. Ogni cosa possa riavere indietro, seppur in condizioni nuove o di seconda mano, cercherà di ottenerla. Un'impresa dura, ardua, dolorosa, e costosa. Ci vorrà un bel po' per riadattare di nuovo quella camera nuova e renderla più simile possibile alla precedente, ma in fondo ... ha tutto il tempo del mondo.
Per fortuna, l'unica cosa che non è andata distrutta è la chitarra che aveva recuperato e nascosto a casa di Rick Reefer, ha pianto inizialmente dall'emozione di averla ancora - poiché regalo dello zio - ed infine lasciandosi andare allo sconforto, e a tutto ciò che fino a quel momento lo ha logorato.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Nancy . . . . ♏︎ Sappiamo tutti che Eddie ha per il rock e per il metal una vera ossessione, la sfilza di cassette delle varie band esposte in camera sua ne sono un'evidente prova, ma c'è qualcosa che nessuno sa oltre suo zio che ci convive: Eddie trova piacevoli le canzoni di Madonna. Non ne possiede delle cassette ma l'ascolta volentieri quando passa alla radio, e ovviamente quando nessuno può guardarlo mentre canticchia e balla o si muove a tempo! E seppur raramente, perché fa molta attenzione a questo, lo si può sentir canticchiare qualche motivetto quando è particolarmente di buon umore, o quando ha in testa qualcuno; gli piacciono i testi, e le canzoni le trova orecchiabili! Ma non lo ammetterà mai, seppur non ha mai detto che quella non è musica - ha solo specificato che anche quella che ascolta lui lo è !
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : John . . . . ♏︎ Soffre di ansia e attacchi di panico, che sono aumentati da quando hanno affrontato Vecna, da quando è morto e tornato in vita. La sua infanzia in fondo è stata ben diversa da quella dei coetanei, loro infatti avevano dei genitori, una casa accogliente e confortevole, spaziosa, giocattoli, vestiti nuovi, e per quanto Eddie non si lamentasse della sua condizione, ha cominciato a sentir l'ansia di non essere abbastanza, di non valere abbastanza come loro, di essere lasciato indietro. D'altronde la separazione dai suoi genitori, avvenuta ai suoi occhi senza alcun motivo specifico, ha scaturito in lui non poche insicurezze, problemi che si è portato fino a quando non gli è stata data una motivazione valida e anche dopo; perché per quanto apprezzasse i doni e le cartoline, ne leggesse e rileggesse il contenuto, non capiva, non riusciva ad elaborare la loro assenza, non comprendeva il perché di quell'abbandono, e continuare comunque a scrivergli. È stato un argomento che lo zio ha preferito sempre evitare, rimandando solo la chiacchierata per il momento giusto, e lasciando nella mente del ragazzo un enorme punto interrogativo e una domanda: non superavo le loro aspettative?
il bullismo che ha ricevuto negli anni, quando era ancora debole, non ha di certo aiutato a sentirsi accettato, parte del 'gregge', e ad aggravare la situazione è stata la consapevolezza di esser attratto dai ragazzi in un'era in cui una cosa del genere è considerato un crimine quasi. ha sviluppato l'ansia di esser scoperto, preso di mira, ed infine ucciso, perché quelli come lui non vengono aiutati mai.
lo si può riconoscere quando ha un attacco perché il respiro comincia a mancargli, le dita rigirano gli anelli, e le mani iniziano successivamente a tremare, e lo si può vedere entrare in uno stato di derealizzazione, come se chiuso dentro una bolla, ripercorresse pensieri negativi, ed esperienze traumatiche.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Billy . . . . ♏︎ Ha vaghi ricordi dei suoi genitori, se non fosse per delle foto non ricorderebbe neanche i loro volti. L'ultimo incontro risale a quando aveva cinque anni, prima che gli assistenti sociali lo prelevassero per affidarlo a Wayne Munson, il fratello del padre. Non ha mai saputo il motivo, fin quando un giorno — all'età di sedici anni — lo zio non gli beccò dell'erba in camera e decise di rivelargli il perché fu separato dai genitori, nella speranza di salvarlo dal loro stesso destino. Quel giorno Eddie venne a conoscenza del fatto che i genitori facevano uso, spesso abusandone, di droghe e sostanze stupefacenti, diventandone dipendenti al punto da smettere di lavorare. E per quanto volessero bene al figlio, non riuscivano a prendersi cura mentre sotto effetto di qualche sostanza. Nonostante la droga, però, o nonostante in un ambiente un po' squallido, sporco, confusionario, poco tranquillo, ed assolutamente pericoloso, ricorda quanto il padre tenesse a lui. Conserva sprazzi di ricordi in cui ascoltavano musica, lui che lo teneva in braccio e ballavano a ritmo, andando persino di Headbanging ogni tanto! Sì, è infatti da lui che ha ereditato il gusto per la buona musica, per il rock, per il metal, per le band e lo stile poco consono, insolito, tutto suo, passioni che lo zio ha lasciato fiorire, sviluppare, cercando comunque di proteggerlo da quel mondo, da quella città che non sono ancora pronti per un animo vivace, creativo, e ribelle come quello del nipote. Ad ogni modo, Eddie si tiene lontano dalle droghe pesanti, preferisce di gran lunga un po' d'erba che di certo male non fa! E non vuole cadere nel circolo vizioso dei genitori
Ad oggi non sa se volerli incontrare o meno, dato che vorrebbe mantenere il bel ricordo che ha di loro. Conserva le lettere, le cartoline, i piccoli regali che gli sono stati inviati durante gli anni, senza però sapere che sono tutte opera da parte dello zio, per non farlo sentire dimenticato da loro, per non farlo sentire triste.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Chrissy . . . . ♏︎
Se prima era assolutamente convinto di lasciare Hawkins una volta finito il liceo, da quando hanno affrontato Vecna non è più così sicuro di volerlo fare, per quanto continui a ripetere il contrario. Vorrebbe, eccome se vorrebbe lasciare Hawkins, lasciarsi alle spalle una città che lo ha ripudiato, detestato, che gli ha dato la caccia credendolo un assassino, rendendolo il caprio espiatorio perfetto per quella maledizione che grava sulla comunità; ma la realtà è che tra di loro ci sono quelle persone che hanno creduto in lui, che lo hanno aiutato, che non hanno lasciato il suo fianco e che hanno combattuto con lui e per lui, ci sono persone a cui si è legato, a cui vuole bene, e che non può lasciare lì con il rischio di farli tornare a combattere da soli, senza di lui, e di morirci. Non può, non riesce ad abbandonarli dopo quel che hanno vissuto insieme, non vuole rischiare di perdere i suoi amici, le sue pecorelle smarrite, suo zio, o quel ragazzo che per quante possibilità abbia nel mondo, rimane a fare il commesso in un'anonima città, che lenta corrode come fosse veleno, una piccola dose alla volta, giorno dopo giorno.
Eddie Munson vanta di andare via, diventare qualcuno, la verità è che non accadrà fin quando non li saprà tutti al sicuro, lontani da lì.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con saetta e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Chrissy . . . . ♏︎ da un po' di mesi ha familiarizzato con un gatto nero che si aggira per il campo caravan. lo lascia libero perché casa sua è piccola, e perché non vuole togliere la libertà a quel gatto di girovagare, andare e venire, come non vorrebbe che la togliessero a lui. gli da comunque riparo e lo lascia quindi entrare in casa ogni qualvolta cominci a piovere, durante il brutto tempo, o durante le giornate più calde. dà lui da mangiare, se ne prende cura per come può e gli ha anche messo una cuccia sotto il suo caravan, a cui metterà una coperta durante l'inverno e che verrà anche spostata all'interno durante le giornate e le nottate nevose. Ha chiamato quel gatto 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐦, un nome un po' prevedibile, ma che lo trova decisamente adatto a lui. 𝐁𝐞𝐞𝐥𝐳𝐞𝐛𝐮𝐛 era la prima opzione, ma considerando che viene già considerato un satanista, dare ad un gatto nero il nome di un demone non avrebbe migliorato la sua situazione.
𝐑𝐀𝐍𝐃𝐎𝐌 𝐌𝐄𝐌𝐄𝐒: 𝙁𝙍𝙄𝘿𝘼𝙔𝙎 𝙀𝘿𝙄𝙏𝙄𝙊𝙉 ↬ Commenta con * saetta *e ti rivelerò una curiosità sul mio pg! 𝑹𝑰𝑪𝑯𝑰𝑬𝑺𝑻𝑶 𝑫𝑨 : Laurence . . . . ♏︎ Nonostante Eddie prediliga i ragazzi, e sia attratto da loro più che dalle ragazze, non si astiene dal fare certe esperienze anche con le ultime, che siano di natura sentimentale o sessuale. È però una cosa rara, difficile, ma comunque possibile, ed un esempio lampante è Chrissy Cunningham. Se non fosse tornato Harrington a fargli perdere per la seconda volta la testa, Eddie avrebbe decisamente dato una chance alla ragazza, che pur non essendo il suo tipo aveva comunque attirato la sua attenzione. Difatti ha gusti un po' difficili in quanto a ragazze ( che poi vale lo stesso per i ragazzi ), preferisce abbiano un po' il suo stile, i suoi interessi, così che non possano annoiarsi insieme, che possano ascoltare un po' di buona musica stesi a letto, o nel suo van. Si può dire che Chrissy fosse un'eccezione alla regola, infatti.