🔵 Cos'è l'ADHD e come scoprire se ne soffri
👉 Leggi l’articolo: https://medicinaonline.co/2026/04/23/scoprire-se-hai-adhd/
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E’ una domanda che mi sono sentito più volte fare dai pazienti. Cerchiamo oggi di rispondere. Partiamo da un dato oggettivo: la fisiologia d
🔵 Perché a volte sentiamo dolore lontano dalla sede reale della malattia?
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Cos’è una “Stroke Unit”? La Stroke Unit è un’unità ospedaliera altamente specializzata nel trattamento dell’ictus ischemico e delle altre em
Emma Bonino è stata trasferita oggi dalla terapia intensiva del Santo Spirito alla Stroke Unit dell’ospedale San Filippo Neri di Roma. Che differenza c’è tra una Stroke Unit e la terapia intensiva?
#medicinaonline #EmilioAlessioLoiacono #ospedale
Paura per Emma Bonino. L’ex ministro e vice presidente del senato è arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma in codic
Paura per Emma Bonino. L'ex ministro e vice presidente del Senato è arrivata al Pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito di Roma in codice rosso.
Da quanto si apprende è stato deciso di trasferirla nel reparto di terapia intensiva. La donna già a ottobre 2024 era stata ricoverata per problemi respiratori e dimessa dopo una settimana.
#emmabonino #medicinaonline #emilioalessioloiacono
Nicola Pietrangeli è morto a 92 anni. Il tennis italiano perde oggi primo dicembre uno dei suoi simboli più profondi. La notizia ha scosso l
Nicola Pietrangeli è morto a 92 anni. Il tennis italiano perde oggi primo dicembre uno dei suoi simboli più profondi. La notizia ha scosso l’ambiente sportivo perché Pietrangeli rappresentava un’epoca intera, quella in cui il tennis italiano si faceva spazio nel mondo grazie al suo talento elegante e ai risultati concreti. Era considerato il miglior giocatore nazionale del Novecento e, per molti decenni, il volto internazionale del nostro tennis.
Avere tre reni nella pancia...
Forse non tutti sanno che, durante il trapianto di rene, i reni nativi del paziente non vengono rimossi. A meno che non ci siano motivi particolari (infezioni ricorrenti, tumori, rischio emorragico, ipertensione grave secondaria), i reni che non funzionano restano infatti al loro posto.
Il nuovo rene viene invece posizionato in fossa iliaca, collegato a vasi iliaci (arteria e vena) e vescica. Questo permette un intervento più rapido, più sicuro e con meno rischi emodinamici, rispetto alla rimozione di entrambi i reni che non funzionano più. Il risultato è sorprendente per chi non è del settore: nella maggior parte dei trapiantati, i reni in addome diventano tre.
Molti si chiedono: ma come si fa a vivere con un solo rene funzionante? In realtà un solo rene è più che sufficiente per vivere bene. La funzione renale si adatta: il rene residuo va incontro a ipertrofia compensatoria e garantisce filtrazione, equilibrio idro-elettrolitico e clearance delle scorie senza problemi nella maggior parte delle persone.
Le persone che vivono con un solo rene funzionante, che sia dalla nascita, dopo una nefrectomia, come donatori viventi o dopo un trapianto di rene, possono fare una vita assolutamente normale. L’unico rene residuo, infatti, si adatta rapidamente aumentando di volume e capacità filtrante, così da coprire da solo quasi tutto il fabbisogno dell’organismo. Vivere con un solo rene funzionante si può, a patto di evitare traumi significativi alla zona lombare, idratarsi a dovere, mantenere una pressione arteriosa entro i limiti, non fumare, non bere, tenersi in forma ed evitare alcune tipologie di farmaci.
#EmilioAlessioLoiacono #medicinaonline #trapianto #trapiantorene
Una bambina di due anni è deceduta nel weekend successivo alla dimissione dall’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre (Belluno), dove era
Portano la figlia di 2 anni all'ospedale perché respira male ma il pediatra la dimette: la piccola Ludovica muore qualche ora dopo.
Suicidio tra gemelli: un fenomeno frequente?
Negli studi di psichiatria il suicidio simultaneo tra gemelli è un fenomeno raro, ma quando si verifica segue un filo logico preciso. I gemelli monozigoti, soprattutto se hanno trascorso tutta la vita insieme e condiviso lavoro, relazioni sociali e identità pubblica, sviluppano spesso un legame quasi simbiotico.
Non si tratta di patologia, bensì di una modalità esistenziale: due persone che crescono come un’unica unità e che, in età avanzata, faticano a concepirsi come individui separati. Questo spiega perché, nella letteratura scientifica, si osservi che il rischio suicidario di un gemello aumenta nettamente se l’altro si suicida, quindi in alcuni casi si potrebbe verificare la situazione in cui uno dei dui gemelli si suicida e l’altro, scoprendolo, pone fine alla propria vita a sua volta.
Nei casi eccezionali in cui il gesto avviene insieme, emerge una dinamica particolare: la decisione non nasce da un conflitto, ma da un’identità profondamente intrecciata, unita alla paura della solitudine, del declino fisico e della perdita dell’altro.
È una forma di “suicidio altruistico”, dove l’angoscia dominante non è la morte in sé, ma l’idea di restare soli. Le coppie più anziane, come nel caso delle gemelle Kessler se fosse confermato il doppio suicidio, risultano particolarmente vulnerabili.
Quando la progettualità si esaurisce e la vita quotidiana è costruita interamente sulla presenza reciproca, l’ipotesi di un epilogo comune può diventare, nella loro percezione, una continuità della storia condivisa.
Nella giornata di oggi 17 novembre 2025, è giunta la notizia che ha scosso il mondo dello spettacolo: Alice ed Ellen Kessler, le legendarie
🔵 Le gemelle Kessler sono morte: l'ipotesi è che si siano suicidate insieme
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✅ #EmilioAlessioLoiacono #MedicinaOnLine #cronaca
Donna uccide il figlio di 9 anni tagliandogli la gola
A Muggia, in provincia di Trieste, si è consumata una tragedia che ha sconvolto l’Italia intera. Una donna di 55 anni, di origine ucraina, ha ucciso il figlio di appena nove anni, tagliandogli la gola con un coltello da cucina.
A Muggia, in provincia di Trieste, si è consumata una tragedia che ha sconvolto l’Italia intera. Una donna di 55 anni, di origine ucraina, h
Papà 28enne muore di leucemia a un anno dalla diagnosi. Si era sposato in ospedale poco prima di morire.
Trento piange Denis Pintarelli, un ragazzo di ventotto anni morto dopo una durissima battaglia contro una forma aggressiva di leucemia acuta. La notizia ha scosso l’intera comunità, dove Denis era conosciuto per il suo carattere solare, la passione per la montagna e l’amore profondo per la sua famiglia.
E' passato poco più di un anno dalla diagnosi. Pochi giorni prima del ricovero lamentava stanchezza, febbre e dolori diffusi: sintomi comuni che però nascondevano una malattia rapida e spietata. Poi gli esami e la triste verità. In poche settimane la leucemia linfoblastica acuta ha distrutto la normale produzione di cellule sane del sangue, portando ad anemia ed infezioni ricorrenti.
In un gesto di straordinaria forza e dolcezza, il 31 ottobre scorso si era sposato con Alice all’Hospice Cima Verde, davanti ai familiari e al personale sanitario che lo aveva in cura. Una cerimonia semplice ma carica di significato, che ha commosso tutti.
La diagnosi sarebbe arrivata solo dopo una serie di esami del sangue, che avevano confermato la presenza di blasti in percentuale elevata, segno inequivocabile della trasformazione neoplastica. Il protocollo terapeutico standard in questi casi prevede una chemioterapia intensiva seguita dal trapianto di midollo osseo nei pazienti giovani e idonei, trapianto che il giovane aveva effettivamente ricevuto presentando tuttavia una recidiva circa tre mesi dopo.
Ci lamentiamo tanto ogni giorno per tante stupidaggini, dimenticando che la vita è preziosa, unica, mai scontata. Riposa in pace, caro ragazzo e che la tua famiglia trovi la forza per andare avanti.
Cos'è la leucemia linfoblastica acuta? https://lnkd.in/ejJUh6kj
Il sonno rappresenta un momento cruciale per la rigenerazione fisica e mentale oltre che per il benessere del nostro apparato muscoloschelet
🔵 Come scegliere materasso, cuscino e rete per dormire bene
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✅ #ortopedia #dormire #sonno #letto #materassp #cuscino #EmilioAlessioLoiacono #MedicinaOnLine
Nel 1783, a Mundul Gait, un piccolo villaggio del Bengala, nacque un bambino affetto da una condizione rarissima: il craniopagus parasiticus, una forma di gemellaggio parassitario in cui la testa di un gemello non vitale rimane attaccata a quella del gemello vitale. Si stima che questa anomalia si verifichi in circa un caso ogni 2,5 miliardi di nascite, rendendola una delle malformazioni più eccezionali mai descritte.
Il neonato presentava una seconda testa capovolta sopra la propria, dotata di occhi, bocca e capelli. Secondo le cronache, quella testa mostrava movimenti oculari, talvolta sorrideva o piangeva indipendentemente, fenomeni che oggi sappiamo riconducibili a riflessi neurologici parziali. In realtà, studi anatomici successivi hanno dimostrato che il cervello della testa parassita era incompleto e incapace di sviluppare coscienza autonoma, pur rimanendo irrorato dal sistema vascolare comune.
La comunità locale inizialmente reagì con paura: la levatrice tentò persino di sopprimerlo, interpretandolo come manifestazione demoniaca. I genitori, superato lo shock, iniziarono invece a esibirlo pubblicamente nei "freak show" per motivi economici, attirando la più becera morbosità e curiosità popolare. Per la medicina occidentale del tempo divenne un caso di grande rilevanza: i resoconti furono inviati fino a Londra e discussi dalla Royal Society.
Il bambino sopravvisse fino a quattro anni, morendo in modo tragico a causa del morso di un cobra. Il suo cranio venne recuperato da un funzionario della Compagnia delle Indie Orientali e studiato dal chirurgo Everard Home, che documentò con precisione la doppia architettura cranica e le connessioni vascolari. Oggi il reperto è conservato al Hunterian Museum del Royal College of Surgeons di Londra, dove rappresenta una delle testimonianze più straordinarie e studiate della teratologia storica.
Una ragazza di 14 anni, Paloma Nicole Arellano Escobedo, è morta sabato scorso in un ospedale di Durango, in Messico, dopo essere stata sottoposta, senza il consenso del padre, ad un intervento di mastoplastica additiva e lifting dei glutei. Attualmente la madre e il suo fidanzato, che è anche il chirurgo plastico che ha eseguito l'intervento, sono sotto indagine per possibile omicidio colposo.
La tragedia mette in luce una realtà sempre più diffusa: anche tra gli adolescenti (non solo le femmine, ma anche i maschi) cresce il ricorso alla chirurgia estetica. Non sono più solo i millennials a rivolgersi a cliniche di medicina estetica e centri di chirurgia plastica; anche i giovanissimi iniziano a farlo con crescente frequenza.
Alla base di questo fenomeno ci sono fattori culturali e sociali: la pressione esercitata da una società ossessionata dall’aspetto fisico, la diffusione di modelli di bellezza standardizzati ed estremizzati, il ruolo costante dei social network e dei media che amplificano il confronto tra pari, l'essere circondati da foto sempre più modificate e filtrate, che fanno apparire tutti troppo belli in modo irrealistico e frustrante per gli occhi di chi guarda, che si vede sempre meno attraente di quanto in realtà sia.
Sedmbra banale ricordarlo, ma un intervento chirurgico, anche quello più banale e di routine del mondo, nasconde rischi che in alcuni casi possono essere mortali e ciò diventa ancora più importante quando l'intervento può essere evitato, anche perché a 14 anni, si ha tutto il tempo per vedere le proprie forme del corpo modificarsi, grazie a genetica, allenamento e dieta.
In questo contesto, il ruolo del medico diventa fondamentale: è sua responsabilità distinguere tra interventi necessari e superflui, spiegando chiaramente che un’operazione chirurgica non è paragonabile a una semplice taglio di capelli o a un trattamento cosmetico, ma comporta rischi concreti e complicanze potenzialmente mortali. Purtroppo tanti colleghi spesso se ne dimenticano in nome del vile denaro...
Il trapianto di faccia (in inglese “face transplant”) è una procedura di chirurgia ricostruttiva avanzata appartenente alla categoria dei tr
🔵Trapianto di faccia: quando serve, come si fa, quali sono i rischi e le conseguenze psicologiche?
👉 Leggi l’articolo: https://medicinaonline.co/2025/09/27/trapianto-di-faccia/
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La mattina il mio addome sembra più "magro" Perché succede?
Vi siete mai chiesti perché la pancia sembra più piatta al mattino e più “gonfia” la sera? Non è solo una questione estetica: quello che osserviamo riflette una complessa interazione tra digestione, equilibrio dei liquidi, metabolismo e microbiota intestinale.
Durante la notte, mentre dormiamo, lo stomaco e l’intestino sono in relativa quiescenza: lo svuotamento gastrico procede lentamente e la produzione di gas è minima, perché non introduciamo cibo fermentabile. Questo significa che al risveglio il tratto gastrointestinale è meno disteso e più leggero. Con il passare delle ore e l’assunzione di cibo e bevande, invece, la digestione stimola i movimenti intestinali e la fermentazione batterica, soprattutto nel colon, producendo gas e contribuendo alla sensazione di gonfiore serale.
Anche l’equilibrio dei liquidi gioca un ruolo importante. Durante la notte perdiamo acqua con respiro, sudore e minzione, mentre la posizione supina favorisce una distribuzione più uniforme dei fluidi. Questo porta a un addome più piatto al mattino. Durante il giorno, con la posizione eretta e l’assunzione di liquidi, i fluidi si accumulano leggermente e contribuiscono al volume addominale percepito.
Oltre ai meccanismi strettamente fisiologici, va sottolineata la componente psicologica legata all’evacuazione. La defecazione mattutina, favorita dalla stimolazione del riflesso gastro-colico dopo la colazione, produce non solo un beneficio fisico ma anche una percezione soggettiva di leggerezza e benessere. L’eliminazione delle feci riduce la distensione addominale e attenua la sensazione di pressione interna, contribuendo a far percepire la pancia più piatta. Questo effetto non è esclusivamente meccanico ma coinvolge la sfera emotiva: la regolarità intestinale è associata a un maggiore senso di controllo sul proprio corpo e a una riduzione della percezione di addome "piatto".
Queste fluttuazioni hanno implicazioni reali per la salute. Nei pazienti con disturbi funzionali intestinali o intolleranze alimentari, il gonfiore serale può essere fastidioso e influire sulla qualità della vita. Capire questi meccanismi permette di distinguere tra variazioni fisiologiche e problemi clinici, guidando strategie nutrizionali e comportamentali come frazionare i pasti o ottimizzare l’assunzione di acqua.
#EmilioAlessioLoiacono #medicinaonline #grasso #addome #addomepiatto
Il mistero del Dyatlov Pass non è solo una leggenda di montagna, ma anche un caso medico-forense che continua a stimolare discussioni. Nove escursionisti sovietici, giovani e in salute, morirono negli Urali nel 1959 in circostanze mai del tutto chiarite. Le autopsie mostrarono due quadri diversi: sei corpi con segni tipici dell’ipotermia, come edema polmonare e rigidità muscolare, e tre con traumi gravissimi. Alcuni presentavano fratture multiple alle coste con schiacciamento polmonare e lesioni toraciche tali da ricordare quelle osservate in incidenti automobilistici, ma senza corrispondenti lesioni cutanee esterne, fatto che suggerisce un trauma da compressione interna. Un’altra vittima mostrava un ampio trauma cranico con frammentazione ossea. Il caso più discusso rimane quello di Lyudmila Dubinina, trovata priva di lingua, occhi, parte delle labbra e tessuto facciale: un quadro che ha alimentato ipotesi di tortura, ma che molti medici legali ritengono più probabilmente conseguenza di processi post-mortali dovuti ad animali e decomposizione in ambiente acquatico.
Dal punto di vista patofisiologico, l’ipotermia ha avuto un ruolo determinante: riduce la resistenza tissutale, altera la coagulazione e può facilitare danni secondari postumi. Le lesioni toraciche e craniche, secondo studi più recenti, potrebbero essere compatibili con il crollo di una lastra di neve o con un cedimento improvviso di massa ghiacciata sopra la tenda. Nonostante ciò, la chiusura rapida delle indagini sovietiche e la vaghezza del referto ufficiale, che parlava genericamente di “forza naturale irresistibile”, hanno spinto l’immaginario collettivo verso spiegazioni alternative: esperimenti militari, luci misteriose, persino interventi paranormali.
Oggi la spiegazione scientifica più accreditata resta quella della valanga o della lastra di neve, che unita al freddo estremo avrebbe causato traumi e panico, spingendo il gruppo a fuggire seminudo nella notte glaciale, tuttavia l’eterogeneità delle lesioni e la scarsità di documentazione dettagliata hanno lasciato aperti molti interrogativi alimentando leggende e complottismi. È proprio questa combinazione di dati medici incompleti, dinamiche ambientali complesse e leggende popolari a rendere l’incidente del Dyatlov Pass uno dei misteri più discussi del Novecento, un caso in cui la medicina legale incontra la storia e il mito.
I fatti legati all'incidente del Dyatlov Pass hanno ispirato il film "Devil’s Pass" (in italiano "Il passo del diavolo") del 2013, diretto da Renny Harlin.