30 days writing challenge
Eccomi, non so se riuscirò a farlo per un'ora oggi, non ho il tempo materiale. Poi magari mi ci perdo.
Ero sempre la prima a consegnare le verifiche, mi dava una certa sicurezza, inesistente, però mi sembrava di sfidare il destino, di vincerla questa ipotetica sfida e riuscire anche a prendere un voto più alto di sette. Che poi a me il sette andava benissimo, ma i miei avevano aspettative più alte su di me (storia di ogni bambino mai esistito sulla faccia della terra). Ma io ero contenta, perché mi sono sempre accontentata. Non penso che ad oggi mi accontenti più però, sono diventata abbastanza scrupolosa, pignola e direi anche perfida nei miei confronti.. Non esiste un progresso lento e di piena dedizione in tutto quello che faccio. Esiste ansia e necessità di fare tutto perfettamente bene, vedendo immediati risultati nel minor tempo possibile. Anche nelle cose che, non dipendendo da me, richiedono sempre settimane, mesi anni magari per mostrare risultati.
Forse questa è la principale ragione per cui non sono capace di risparmiare: richiede dedizione e tempo per vedere sempre più zeri sul salvadanaio dei risparmi.
Il tema che volevo affrontare oggi è la disponibilità delle persone nei confronti degli altri.
Darsi quando ci viene chiesto, al nostro 100%.
Ora dubito fortemente che sia una cosa che faccio solo io. Ora racconterò di un aneddoto: quando ci stavamo conoscendo con il mio ragazzo, la cosa che ci accomunava era la nostra impressionante necessità di piacere agli altri. Ma non il suo proprio fine, per quell'ego personale dell'essere civettoni. Ma perché è sempre bello sentirsi apprezzati per aver detto o fatto qualcosa per altri. Ad esempio, quando qualcuno ti chiede un consiglio su una cosa su cui tu sei specializzato, ti senti onnipotente, necessario e sai che quel fare del bene e dare una mano ti tornerà in gratitudine proprio da parte sua. Poteva chiamare qualsiasi altra persona, magari ha tanti conoscenti e non sei l'unico ad avere quella specializzazione. Sappiamo tutti montare un mobile, dare il bianco o altre cose del genere. Ma chiama e chiede proprio a te perché sa che ci sei e che li daresti la tua totale disponibilità.
Quando la tua amica viene lasciata o discute con il fidanzato, o con il genitore x. E ti scrive, a te, perché magari ci sei già passato, o se non ci sei già passato sai ascoltarla e dirle le cose giuste, le parole che ha bisogno di sentirsi dire in quel momento. E quanto fa stare bene vedere che continua a risponderti, continua a sfogarsi perché stai azzeccando ogni singolo punto con la parola giusta. Ci si sente benissimo.
Ci siamo quasi accorti che era necessario per entrambi nella nostra esistenza della società di cui ci siamo circondati, amici conoscenti. Ma ripeto, non in modo superficiale, forzato. Deve essere per via di una situazione creatasi naturalmente.
Ma poi il rischio è quello del non saper più dire di no. Un cambio turno, un favore, un compito condiviso, la soluzione alla domanda di un esame all'uni, un prestito, un pomeriggio rubato a qualcosa che ti eri deciso di fare per te stesso.
L'esempio più fresco è quello di sta sera. Sono riuscita a trovare un'attività che mi piace, che faccio volentieri, una cosa per la quale non vedo l'ora che arrivi quel momento: aspetto l'ora di yoga alla settimana con un'euforia che non provavo da anni, probabilmente dall'ultima gita in terza superiore. Domani sarebbe stata quella volta della settimana. Ora, quello che è successo è un caso particolare a cui non potevo negare la mia disponibilità (seriamente?). Sono entrati i ladri in casa del mio responsabile, facendo anche parecchi danni tra cui la porta forzata e rotta. Ovviamente lui ha subito chiamato me, che sarei dovuta essere di riposo domani, per coprirlo. Io alle 11 avrei avuto la lezione, ma essendo che la collega va via a mezzogiorno e mezza, non riuscirei mai nel tempo ad attraversare la città in meno di mezz'ora. E ho subito detto di si, senza indulgenza, perché la mia coscienza ha un tasto automatico per queste occasioni: "se fosse successo a te avresti voluto una persona a cui affidarti". Si ma io ci volevo andare a yoga. La collega poteva rimanere di più, e l'altro collega sarebbe potuto entrare prima, invece ci devo andare io.
Non rimpiango di aver detto di si, era messo in una situazione delicata. Però niente yoga..
Succede sempre, sono quella disponibile. No so se il mio responsabile alla mia prima necessità, urgenza farebbe lo stesso. Magari si, è una brava persona, però non sarà sempre così, non è sempre così. Non è il cambio turno il dramma, nel mondo del lavoro succede.
Cosa comporta darsi sempre al 100%? Quanto ci costa? Non all'anima. Sono sempre stata sicura che ad ogni bel gesto, bel pensiero nella vita corrisponda una tacca nella barra di riempimento della purezza della propria anima. Credo in un qualcosa che possiamo chiamare karma o come vogliamo.
All'anima può fare bene. Però alla mente un po' meno a mio parere.
Rimane uno sforzo. E se lo fai per le persone giuste potrebbe anche essere un piacere, o un dovere se si tratta della famiglia. Ma per gli esterni, i terzi, cosa ti torna indietro. Anche perché parliamoci chiaro, nessuna persona fa nulla per nulla: che sia lucro o che sia semplice soddisfazione personale, lo si fa sempre per un qualcosa in cambio.
A primo impatto ti senti soddisfatto del bel gesto della giornata, ti senti bene per aver aiutato o fatto stare bene un'altra persona. Ma poi ci pensi un attimo di più e ti ritrovi lì a fare una cosa che forse hai fatto contro tua effettiva volontà, e hai anche tolto tempo a te stesso, alla tua unica giornata di riposo, alla tua ora che potevi dedicare a finire il capitolo di quel libro che avevi iniziato e stavi leggendo con tanto entusiasmo.
Forse quando rileggerò prima di pubblicare mi sembrerà di aver scritto una lunga lamentela, inutile e senza scopo alla fine. Perché continuerò a farlo. E non dirò "perché sono fatta così". Perché non sono seguace della teoria del sono fatta così. Non serve a nulla, uccide una discussione, uccide il proprio carattere anche. Non ci si dimostra superiori con ciò.
Continuerò a farlo perché sarò per sempre convinta che un giorno, dopo che il mio tempo in questa vita sarà finito, ci sarà redenzione per me e per tutte quelle piccole e grandi volte in cui mi sono ciecamente offerta ad altri, al 100% della mia disponibilità.