vi lascio questa perla mentre osservo con desiderio la rinuncia agli studi: un esame è una cosa buona solo se siete stitici

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@esacerbare
vi lascio questa perla mentre osservo con desiderio la rinuncia agli studi: un esame è una cosa buona solo se siete stitici
di certo non è facile starmi accanto, soprattutto se vivo ogni discussione come se fosse una guerra, che alzo la voce pure per le cazzate e scappo via tremando e qualche volta anche bestemmiando. è giovedì e si ripete sempre la stessa dinamica, un meccanismo che si attiva ogni volta che assumo un po' d'alcol e mi vesto figa - a questo punto penso siano i requisiti fondamentali, togline uno e forse andrà tutto bene. vabbè, resta il fatto che poi qualcuno deve corrermi dietro e recuperarmi nel punto che di volta in volta scelgo per piangere e fumarmi una sigaretta. e così penso che probabilmente non so come si fa a stare con un'altra persona, perché se nella mia testa ogni pretesto è buono per mettere in scena una tragedia greca e mollare chi mi sta accanto è evidente che il problema sono io, su questo non ci piove. che poi questa persona alla fine non la mollo mai eh, però non per merito mio, ci mancherebbe. è chi penso di mollare che poi viene sempre a recuperarmi, ovunque io sia. quanta pazienza.
ah sì, avevo proprio bisogno di vedere le storie dei miei compagni di corso che si stanno già laureando :))
questo è il terzo trasloco in tre anni. traslocare è una cosa che odio, soprattutto se è per partire da un posto che mi è caro e andare in uno che mi sta meno a cuore. le braccia doloranti, i mille scatoloni, i cassetti che sembrano non svuotarsi mai, il sudore perché ovviamente me ne vado sempre durante l'estate. è il terzo trasloco in tre anni e me ne sono andata da tre posti diversi. forse ne dovrò fare un altro tra un paio di mesi, non lo so; è una vita senza piani ormai. e torna pure l'ansia di dover scrivere un curriculum, di consegnarlo, di sperare di ottenere un colloquio che mi toglierà fame e sonno. gioire un attimo per l'assunzione e poi iniziare a odiare ogni cosa di quel lavoro, dagli orari improponibili alla paga vergognosa, però mandi giù perché sai che non sarà per sempre, che è solo un compromesso, una cosa temporanea. la vita da adulti non mi piace affatto.
Piccolina resta forte... arriveranno giorni migliori 💕
eh si spera (piccolina??)
ricorderò anche questo come uno dei periodi più bui della mia vita. ho perso il conto delle preoccupazioni che ho in questo momento e che mi rendono più adulta che mai, quando in realtà non mi sento per niente pronta ad essere adulta, anche se le responsabilità me le sento addosso già da parecchi anni. in questa sessione che sta finendo non ho dato neanche un esame, e penso che finirà davvero così. sarebbe la prima sessione che passa senza che io abbia dato esami, mi fa strano: molto probabilmente finirò fuori corso. il fatto è che ora sono impegnata a sistemare una casa disabitata da anni, forse decenni, perché dopo una litigata con mia madre (via chat naturalmente, sia mai che mi parli di persona) le ho detto che non mi avrebbe più rivista a casa. ma è una cosa più grande di me, ho ventuno anni e mi sento tremendamente persa. quando dico che vivo alla giornata è perché ormai è davvero così, non so bene cosa farò domani, fino a ieri non sapevo neanche se avrei avuto un posto in cui dormire. la mia vita è diventata piena di cose che non so. cerco di pensare alle cose positive di questo periodo, perché sarei falsa se dicessi che non ce ne sono, solo che le vedo in negativo, come se fossero finte o destinate a morire ora. che poi il problema non è neanche la mia vita, ma il modo in cui la vedo. è quello che mi butta giù.
prima era quasi divertente vedere quanto il mondo fosse piccolo, quanto tutte le persone con cui avevo a che fare fossero collegate tra di loro o con altre persone di mia conoscenza. ma ora che ho trovato qualcosa di bello che probabilmente non avrà mai modo di nascere proprio perché delle terze parti potrebbero rimanerci ferite, ecco, questo mi fa arrabbiare.
torno su questi schermi per lamentarmi di nuovo dei miei genitori. mi sono storta una caviglia e si sono preoccupati per me i miei amici, i miei zii, persino i genitori dei miei amici. mia sorella ha raccontato a casa che ho una distorsione e che non riesco a camminare: mio padre non ha neanche risposto, mi ha madre ha reagito con un "e quindi?"
poi però mio padre mi fa i discorsi sul fatto che sono troppo distante e che dovrei riavvicinarmi, ma questi non sono i presupposti giusti, per niente.
sto svuotando la dispensa e non riesco a smettere di mangiare anche se sto scoppiando, così mi ricordo degli episodi di binge eating di due anni fa (quando sto male me ne rendo conto solo dopo) mentre penso che io e mia madre abbiamo in comune il fatto che entrambi i nostri capi si chiamano luigi
potrebbero esserci anche cinquanta ragazzi che ci tengono a me e mi trattano con rispetto, ma penso che puntualmente andrò dietro al solito cesso che mi cerca solo quando gli fa comodo
questo tirocinio mi è servito per avere la conferma di due cose di cui sospettavo fortemente, e cioè che non avrò mai dei figli e che non sono del tutto etero
il tipo mi ha detto che non possiamo vederci stasera e anche se non è stato un rifiuto diretto a me ma dettato dal fatto che ha altri impegni (credo) mi sono comunque sentita ferita nell'orgoglio come se mi avesse detto che faccio schifo; poi però sono riuscita a rimorchiare in autobus anche se avevo la frangetta brutta arricciata per l'umidità e queste sono soddisfazioni. l'equilibrio è stato ripristinato, la mia autostima è tornata a livelli normali
certe volte puoi uscire da determinate situazioni solo nel momento in cui ti rendi conto che ciò che ti teneva ancorato lì era solo un'illusione, una bugia. essere presi in giro non piace a nessuno, a volte solo l'orgoglio ferito riesce a smuoverti.
No non ne parliamo i veri maschi non parlano di nulla
sensato
una cosa che non capisco sul funzionamento dei gruppi di amici maschi: non parlate tra di voi delle tipe con cui ci volete provare oppure non vi frega di provarci contemporaneamente con la stessa ragazza?
passo così tanto tempo sugli autobus che ormai gli autisti mi salutano con: ué
LA PILLOLA
(continua così)
APPENA PRESA
dai finché dura ne approfitto, poi sai che sono un po' altalenante quindi chissà (però magari continuo a migliorare, sarebbe la svolta)