Nel Deuteronomio Rabbah 11 si cita testualmente:
"Dio ordinĂČ a Michele e a Gabriele di prendere l'anima di MosĂš e portarla in cielo, ma entrambi si rifiutarono. Dopo ciĂČ, Dio ordinĂČ a Samael il maledetto: "Va' e prendi l'anima di MosĂ©."
Quando vide l'anima di MosĂ© seduta a trascrivere l'Ineffabile Nome, che lo splendore del suo aspetto era pari a quello del Sole e che somigliava ad uno degli angeli del Signore degli eserciti, Samael ebbe paura di MosĂ©, e pensĂČ: sicuramente nessun angelo riuscirĂ mai a cogliere l'anima di MosĂ©.
Immediatamente Samael tornĂČ da Dio, e riportĂČ quello che era successo innanzi a Lui.
Dio rispose a Samael: "Va' di nuovo e riporta l'anima di MosĂš".
Subito (Samael) estrasse la spada dal fodero e si innalzĂČ innanzi a MosĂš.
MosĂš divenne immediatamente furioso con lui, prese gli oggetti che erano a portata di mano e su cui il Nome Ineffabile era stato inciso, e cominciĂČ ad usarli per percuotere Samael con tutte le sue forze.
Quando Samael fuggĂŹ, lo perseguitĂČ grazie al Nome Ineffabile.
(MosĂš) gli tolse il raggio della Gloria dalla fronte ed accecĂČ i suoi occhi, che fino ad allora lo fissavano."
- Dalla pagina Wikipedia italiana su Samael, spirito.
Nell'ebraico biblico, "ishim" Ăš una forma plurale insolita di "uomo" ("ish"), mentre "ish" normalmente assume la forma plurale "anashim". Questo termine Ăš usato per riferirsi ad alcuni uomini "speciali" nelle Scritture, come i Tre che visitarono Abramo alla quercia di Mamre, ovvero il Verbo, in seguito interpretati come angeli.
In alcuni casi, questi testi si riferiscono agli stessi episodi, sviluppandoli con la tecnica del midrash. Ad esempio, il Testamento di Abramo, un libro apocrifo dell'Antico Testamento, interpreta la scena di Mamre identificando San Michele Arcangelo come uno dei tre uomini accolti da Abramo, e in seguito sarĂ proprio lui ad accompagnare l'anziano Patriarca nel suo viaggio prima attraverso i cieli del mondo e poi fino alle porte del Paradiso. Un altro personaggio di questo tipo Ăš "uno simile a un figlio d'uomo" del libro di Daniele, che nella tradizione apocalittica viene reinterpretato in vari modi. "Ish" Ăš anche usato per riferirsi a quel misterioso personaggio che lottĂČ con Giacobbe mentre quest'ultimo cercava di attraversare il fiume Jabbok. Secondo la tecnica della Gematria, Ish corrisponde al numero 311. Questo numero Ăš lo stesso dell'Arcangelo San Raffaele. Dato ciĂČ, Ăš ragionevole supporre che si tratti della stessa entitĂ , considerando che, essendo un angelo di alto rango e santitĂ , all'alba avrebbe dovuto necessariamente tornare in Paradiso per cantare le lodi mattutine a YHWH. In piĂč, il fatto che sia il guaritore celeste per eccellenza giustificherebbe, a mio avviso, l'esitazione di questo Spirito Celeste a liberarsi di Giacobbe con la forza. Tornando alle Lodi, un episodio simile con protagonista l'Arcangelo Michele, compare anche nel giĂ citato libro apocrifo, il Testamento di Abramo. Le lodi mattutine devono essere estremamente importanti per i Santi Angeli. Inoltre, un trattato cabalistico del 1340 di Bahya ben Asher afferma che Naamah Ăš una delle compagne dell'arcangelo caduto Samael, insieme a Lilith, Agrat bat Mahlat ed Eisheth. Si afferma anche che EsaĂč prese quattro mogli per imitarlo. Ed ecco perchĂ© si crede che Samael, prima di essere assimilato da alcuni alla figura di Satana stesso, fosse la versione caduta di Samajaza, il Guardiano caduto a causa della sua passione lussuriosa per le donne umane. "Sama-el", sebbene sempre tradotto come "veleno di Dio", con una grafia leggermente diversa puĂČ anche significare "colui che Ăš stato accecato da Dio", il che si potrebbe riferire anche a quell'episodio, riportato sempre da fonti ebraiche, con MosĂš. Tuttavia, giĂ soltanto con quanto approfondito poc'anzi, qui tornerebbe tutto, visto che San Raffaele Ăš stato spesso raffigurato come un angelo "punitore" per Samajaza, Azazel e Asmodeo (tutti spiriti ribelli guidati da una lussuria sfrenata).









