le sigarette si consumano
il bicchiere di birra si svuota
il 2019 sta finendo
la storia con lui è chiusa
e insieme a tutto questo, mi sto disintegrando.
-me

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le sigarette si consumano
il bicchiere di birra si svuota
il 2019 sta finendo
la storia con lui è chiusa
e insieme a tutto questo, mi sto disintegrando.
-me
Oggi pomeriggio non ho voglia di uscire in paese. Non ho nemmeno voglia di andare con le amiche al centro commerciale per vedere le vetrine e le nuove collezioni per la stagione primaverile che si sta aprendo. Oggi uscita alternativa: voglio andare a vedere la collezione primavera-estate che la Natura ha preparato per quest’anno.
Calzo le mie scarpette comode da ginnastica e mi incammino verso quel sentiero sterrato che corre in mezzo alla montagna.
Cinque minuti di strada, poi ecco la svolta a sinistra che mi porta in mezzo alla natura. Il sentiero è costeggiato da due file di alberi. Alzo lo sguardo e noto i rami che che si stagliano verso il cielo azzurro come braccia pronte a succhiare la vita dal sole e ad esternarla nelle loro gemme. Rami di alberi diversi che si intrecciano gli uni agli altri, si abbracciano senza discriminazioni di specie, formando reticoli che creano una sorta di arco continuo che copre il sentiero.
Terminata la fila di alberi ecco che si apre un’enorme distesa, piena di erbetta verde talmente fresca e invogliante che mi verrebbe voglia di togliermi le scarpe e camminarci in mezzo. Il cammino prosegue tra alberi e cespugli ognuno dei quali presenta i propri tesori colorati: fiorellini bianchi, gemme verdine, gemme più scure... I profumi si mescolano dando luogo ad un profumo delicato che supera di gran lunga quello delle migliori case cosmetiche.
Ecco a destra una macchia gialla: ma quanti sono quei fiori? Non posso resistere e salto il fosserello per entrare nel mezzo di quella chiazza colorata. Intanto sento il ronzio di tante api che si stanno dando da fare, volando di fiore in fiore per impollinarli tutti.
Sin dai tempi più immemori la natura ispirò l’uomo; in molte culture è una divinità , una bellissima Musa generosa ma al contempo letale e crudele. Madre di tutti e di nessuno, a volte matrigna benevola, oltre che vendicativa. Nulla, neanche un sasso è messo a caso; ogni cosa, anche la più piccola ed apparentemente insignificante, esiste perché è un elemento fondamentale di un ingranaggio infinito, ma calibrato al millesimo.
Torno sul sentiero e chiudo gli occhi. Mi sento in mezzo alla natura anch’io. Con i miei sensi riesco a percepire il calore del sole che mi scalda la schiena, sento la brezza del vento che soffia dolcemente, odo gli uccellini cantare, odoro il profumo dei fiori. E soprattutto percepisco tanta, tantissima calma… La natura si esprime con un’infinità di manifestazioni, che esalta le sue capacità al meglio; nessun uomo è in grado di ricreare la sua assoluta perfezione. Ecosistemi, così variegati, sono la cosa più bella che il nostro mondo ha da offrire ai suoi milioni di creature incantevoli, ognuno di questi è una pietanza al buffet che viene chiamato Terra. Biomi di vario genere come le savane africane, le foreste pluviali, gli immensi deserti, le praterie sconfinate fanno del nostro pianeta un ambiente meraviglioso. Creature viventi dalle caratteristiche più incredibili; esseri capaci di vivere sia a temperature siderali che in condizioni proibitive per quanto estreme, danno vita ad un immenso caleidoscopio di colori e straordinarie forme, di varietà impressionante.
Apro gli occhi e proseguo il mio cammino raggiungendo un mini boschetto. Non posso fare a meno di fermarmi di nuovo per osservare cosa succede in quel micro-cosmo, rumori tra le foglie evidenziano animaletti in movimento: ecco un uccellino che si è posizionato a terra tra l’edera e che guarda in su, si sentono cinguettii diversi. Un altro uccellino, invece, ha deciso di camminare sul sentiero e saltella tranquillamente poco più avanti di me, finché uno scoiattolo nero (tipico della Basilicata) lo spaventa facendo cadere un ramoscello, e il passerotto spicca il volo.
Se osservo bene posso vedere tanti piccoli insetti intorno a me che volano, camminano o strisciano.
Torno sui miei passi perché voglio andare verso il ruscello qui sotto, nel frattempo continuo la mia osservazione del cielo limpidissimo che sembra ancora più azzurro nel contrasto con i rami degli alberi. Sento il suono dell’acqua che scorre e capisco di essere arrivata. Mi sdraio per terra e inizio a guardare le nuvole, dando a ognuna di loro una forma. Vorrei tanto saper volare solo per nuotare dentro questi ammassi di “panna montata” sofficissima!
La camminata sta giungendo al termine, mi soffermo su alcuni cespugli di rovi che nella stagione estiva offrono golosissime more da gustare.
Il tutto finisce quando torno a mettere i piedi sulla strada asfaltata. I suoni della natura vengono sostituiti dai rumori della civiltà : l’automobile che passa sulla strada, il vociare delle persone che chiacchierano all’aperto, l’abbaiare di un cane alle prese con un gatto.
Mi sveglio dal mio sonno e continuo a sognare ad occhi aperti, affacciandomi alla finestra.
abbastanza - Sofia Viscardi
nella società di oggi tutti puntiamo immediatamente il dito e mettiamo da parte i pregi di una persona facendo risaltare i difetti, per questo è impossibile non sentirsi giudicati o fuori posto. Siamo costretti dentro una gabbia che non ci dà la possibilità di farci conoscere ed esternarci fino in fondo. siamo tutti un’etichetta: noi insicuri, alla ricerca del nostro posto sicuro, distinguiamo chi potrebbe essere in grado di capire il disordine che abbiamo nel cuore, dandogli un ordine, da chi non potrebbe esserci di aiuto.
odiamo essere etichettati ma siamo i primi a farlo per paura di rivelare i nostri segreti alla persona sbagliata e sentirci giudicati ancora una volta. cerchiamo qualcuno che stabilizzi la nostra anima, che ci completi, ma ci sentiamo violati quando cercano di comprendere il disordine che siamo.
viviamo con la speranza di trovare chi capisca il guazzabuglio che abbiamo nel cuore ma, quando si avvicina a noi la persona giusta, cerchiamo di allontanarla dai nostri difetti per paura che, conoscendoli, questa possa scappare spaventata.
siamo disordinati, nel nostro “disastro” interiore non riusciamo a raccapezzarci nemmeno noi, anzi, dovrei dire: “non vogliamo raccapezzarci nemmeno noi” , perché tutti sappiamo di avere uno scheletro nell’armadio che però non vogliamo affrontare, per il timore di trovarci faccia a faccia con le nostre paure e insicurezze che da sempre nascondiamo. siamo incollati alle nostre debolezze che ormai sono diventate l’unico appiglio in un mondo interiore titubante.
noi ragazzi siamo sgridati quando non “facciamo il nostro dovere”, ma quando raggiungiamo un traguardo e diamo il massimo, a volte passa inosservato e non siamo nemmeno elogiati. questo ci porta a fare il minimo indispensabile e a non aver voglia di superare noi stessi, per diventare persone migliori.
ci farebbe bene sentirci qualcosa di speciale ogni tanto, dando un po’ di spazio al nostro ego. bisognerebbe trovare una persona che faccia risaltare i nostri pregi amando anche i nostri difetti. abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia sentire speciali e che sappia calmare le nostre tempeste. abbiamo bisogno di star bene e di volerci bene, qualche volta.
-me
Mi sorrise fra le labbra, ed è stata una cosa stupenda. Così bella che mi venne da sorridere, venne da sorridere perfino a me.
Solo l’amore puó.
Non permettete mai a nessuno di tenervi sotto la loro ala e non permettervi di volare.
Me
Ti amo, Gabby. E non solo per quello che sei, ma anche per quello che noi possiamo essere insieme.
-Nicholas Sparks, la scelta.
Mi manchi.
Mi mancano i nostri momenti;
i nostri “ti amo”;
le nostre facce buffe;
i nostri litigi;
le nostre foto;
le uscite serali;
i nostri baci;
le nostre lacrime;
le nostre cazzate;
le tue mani;
le tue labbra;
le tue braccia;
i nostri abbracci intensi;
i nostri sospiri e le parole sussurrate nell’orecchio;
i tuoi “ti amo piccolina”;
il tuo modo di accarezzarmi i capelli;
il tuo modo di chiamarmi la mattina e svegliarmi con una vocina dolce;
le tue premure;
mi manchi tu. Mi manca tutto. Sei stato sempre speciale per me. Ti ho amato tanto. Ti amo ancora adesso tanto. Sto facendo di tutto per far credere il contrario, ma io ti amo ancora tanto. Dal giorno in cui ci siamo lasciati non riesco a smettere di pensarti. Eppure ho provato a voltare pagina... ma nessuno ha i tuoi occhi, il tuo sorriso timido, nessuno è te. Tu sei unico. Sì, mi facevi arrabbiare... mi fai arrabbiare tutt’ora, quando mi scrivi. Il tuo orgoglio mi ha sempre dato fastidio, ma dopotutto io sono come te: sempre arrabbiata ma a volte tanto, tanto, dolce. Cerco di essere strafottente ma poi piango, piango per le parole che mi dicono ma a volte anche per quelle che dico. Mi piace far pensare agli altri di essere una persona forte, ma non lo sono. Aspetto con costanza un tuo messaggio e quando arriva ti insulto in tutte le lingue del mondo perché non riesco a dimenticare quello che mi hai fatto. Io ti amo e tu mi ami, vorrei solo che tu riuscissi a farmi dimenticare tutto. Vorrei che tu riuscissi a farti perdonare, non so come. Vorrei che tu cancellassi dalla mia mente i tuoi tradimenti, i tuoi comportamenti assurdi nell’ultimo mese di relazione. Vorrei non aver mai scoperto gli altarini che mi avevi nascosto, avevi promesso di non farmi mai male, di non essere come gli altri... mi sentivo bene con te, al sicuro... sapevi di avere il coltello dalla parte del manico mi hai pugnalato alle spalle. Nonostante tutto ti prego di non lasciare che io me ne vada definitivamente, perché forse è stato solo un periodo no quello, forse potremo riprovarci. Sono passati due mesi e mezzo e io non smetto di pensarti. Ti prego fammi riprovare le cose che provo e amami, amami come non mi hai mai amato in un anno e mezzo che siamo stati insieme.
Fammi dimenticare come si sta senza di te.
Mi basterebbe anche solo un ultimo abbraccio, un ultimo bacio. Li ricorderei per sempre. Sei stato il mio primo grande amore, il mio primo migliore amico. Ti confidavo tutto, per me eri prima di tutto un amico e poi un fidanzato. Sei stato la mia prima storia seria.
Ho bisogno di te, del tuo supporto. Solo tu sai come aiutarmi, con le tue parole magiche.
Fammi capire che sei cambiato davvero, a me non bastano i messaggini che mi mandi. Voglio che tu mi dimostri davvero che non mi tradirai mai piĂą, che mi ami davvero.
Mi manchi, ti amo.
Ps. Vi prego di capirmi se questo messaggio è un po’ confusionario. Sembrerò una stupida a voler tornare con una persona che mi ha tradito e fatto male più di tutti, ma io con lui stavo bene fin quando non ho scoperto tutto. Io so che lui mi ama, ma non ha saputo tenermi. Vorrei provare a dargli una seconda possibilità ... se solo lui riuscisse a darmi delle dimostrazioni, forse riuscirei a guardarlo negli occhi senza provare un senso di disprezzo nei suoi confronti.
Non capisco perché provo disdegno però poi vorrei che tornasse. La mia mente è in confusione e il mio cuore di più.
Non merito tutto questo: tutto questo dolore e tutto questo disordine.
-me
Perdonatele, le persone. Perdonatele fino a che non potete piĂą guardarne il faccia. Quando arriverete a quel momento potete metterci un punto, ma non abbiate mai rimorsi. I rimpianti rimangono per sempre.
-me
Non è rimasto nessuno.
Me
Ti ho donato anima e cuore, ti ho svelato i miei segreti più grandi e ti sono stata sempre vicina. Perché hai voluto farmi questo? Perché hai voluto farmi male? Perché?
-me
Hanno sempre preferito altri a me, io sono sempre stata zero confronto a un’altra persona. L’ultima scelta: è questo quello che sono.
-me
Cos’hanno loro in più di me?
Me
Aspetto un suo messaggio ogni giorno e poi maledico quando finalmente arriva perché mi impedisce di dimenticarlo.
-me
Non so nemmeno io quello che provo.
Me.
Confusione totale.
-me.