Quasi un annetto fa ho avuto una discussione con la “mia certa persona”, l’argomento era la mia ipotetica domanda erasmus e la mia ancor più ipotetica partenza. Ovviamente sono andata a parare sulla domanda più stupidina che potessi fare, cioè la classica “Se stessi via tutti quei mesi, mi aspetteresti?”. La cosa che mi ha lasciato un attimo sotto shock è stato il sentirmi arrivare un secco “No”. Ok, stavamo già insieme da un pezzo, quindi conoscevo il suo modo di rispondere, sia che si tratti di discorsi seri sia di banalità tipo “Vuoi l’insalata per cena?” “No”. Ecco, buttato giù il boccone amaro ho chiesto una spiegazione ed abbiamo parlato più a fondo.
Sapevo da sempre che aveva già avuto una relazione a distanza -seppur breve- finita malissimo, ma proprio perché eravamo già fidanzati da anni e non da pochi mesi, pensavo che si fosse fatto un’idea diversa su di me e soprattutto su di noi e su ciò che la nostra relazione può o non può sopportare, evitando paragoni con una relazioncina qualsiasi: in realtà mi ha spiegato di avere semplicemente paura, ma che in ogni caso avrei dovuto prendere al volo un’occasione simile; per noi ci sarebbe stato ancora tempo.
Mesi dopo, na lunga serie di sfortunati eventi mi ha impedito di anche solo provare a fare richiesta, perciò argomento archiviato.
Ironia della sorte, ad un anno di distanza le parti si sono invertite: con molta probabilità in autunno sarà lui a dover partire -anche se per un periodo molto più breve e in una città decisamente più vicina- e mi è venuto spontaneo rispolverare la nostra vecchia discussione. La sua risposta è stata completamente diversa.
“Sono molto più innamorato adesso, sono cambiate tante cose” mi ha detto. Ancora sto rimuginando su queste parole, ma mi ha fatto piacere constatare che abbia cambiato opinione, e non penso sia solo colpa del fatto che stavolta potrebbe essere lui quello che sarà lontano -anche se un “paraculo” scherzoso mi è scappato. E’ vero, nell’ultimo anno ha passato dei momentacci sotto diversi punti di vista e credo che tutte queste diverse situazioni messe insieme gli abbiano fatto aprire gli occhi. Non che prima non fosse preso dalla nostra relazione, anzi, tutt’altro, ma penso si sia reso conto che, ormai da quasi 3 anni, sono io la sua roccia, l’unica persona a cui rivolgersi nei momenti no, nei momenti di sconforto e persino in quelli di seria difficoltà. L’ho visto crollare e lasciarsi andare ripetute volte, ma la mia mano ed il mio amore non si sono mai mossi da lì.
Mi lusinga sapere di essere la colonna portante, il suo punto di riferimento nella vita, ed anche i suoi amici me lo hanno ripetuto spesso nel corso di questi anni, ma allo stesso tempo mi spaventa da morire, perché ho visto i suoi mostri -ci ho sguazzato dentro ben bene, soprattutto perché era l’unico modo per capirlo, visto che dei suoi problemi parla poco, come autodifesa- e sono arrivata alla conclusione che sono tutti molto più grandi di me. Da quando sono riuscita a strappargli un “vorrei provare ad andare da uno psicologo” ha preso più consapevolezza di sé stesso e di ciò che prova, ma ancora non siamo riusciti a trovare qualcuno che vada bene per le sue finanze ristrette.
Per lui vorrei una marea di cose. Vorrei che avesse una vita più semplice, che non dovesse contare persino gli spicci per capire se riuscirà ad arrivare a fine mese, vorrei che si potesse concedere qualche sfizio, e vorrei che non si sentisse in colpa le volte in cui pago io qualcosa per lui; ancora gli riesce difficile capire che io sono felice se lui è felice accanto a me. Vorrei che non vivesse così male l’università e gli esami, vorrei che non si sentisse a disagio nelle situazioni più disparate, spesso addirittura in mezzo ai propri amici, vorrei che avesse il giusto supporto dalla sua famiglia, soprattutto dai suoi genitori. Vorrei che non gli avessero creato così tanti problemi a livello relazionale: dopo 3 anni ci sto ancora lavorando, è cresciuto e migliorato tanto, ma all’inizio -Dio!- quanto è stato difficile accettarlo per come era, quante lacrime ho versato all’inizio della nostra relazione perché pensavo fosse semplicemente una testa di cazzo.
Incasinati come eravamo, ho dovuto trovare un equilibrio per entrambi, ma ne è valsa la pena, perché a quanto pare la mia educazione sentimentale ha dato i suoi frutti.
Amore mio, arriveranno tempi migliori, io lo so. E ti prometto che quando arriveranno, ci fermeremo un attimo a brindare, alla tua ed alla nostra, per poi non fermarci più nemmeno per un secondo.
- B. (Insonnia, vinili e polaroid)











