Quando ero alle elementari una volta le maestre ci consegnarono una scheda con due immagini, in entrambe era presente un bambino che viaggiava a bordo di un treno. Il bambino della prima immagine appariva annoiato e irritato, forse aveva un computer con sé, o forse semplicemente se ne stava seduto senza fare niente. Per lui il tempo non passava mai; al bambino della seconda immagine bastava guardare fuori dal finestrino e per lui le lancette dell’orologio viaggiavano più veloce della luce. Credo che quello sia stato il giorno in cui ho capito veramente cosa significasse non perdersi un attimo di quello che si vive, cercare di trasformare anche un breve viaggio in treno in un’esperienza sempre nuova e ogni giorno da scoprire più del giorno prima. O forse semplicemente ho imparato che il tempo passa in modo feroce per tutti, ma che c’è un modo per imparare a goderselo e un altro che invece lo dà per scontato e conta i minuti che separano una banale e ripetitiva azione quotidiana da un’altra. Io quel giorno davanti a quella scheda ho deciso di vivere per sempre come il bambino che guarda fuori dal finestrino e non è sempre facile, a volte guardo fuori e immagino cose non possibili, desidero il mare ed è troppo lontano oppure mi piacerebbe una giornata di sole quando spesso fuori piove. A volte salgo sul treno ed è persino difficile trovare un posto vicino al finestrino, allora me ne sto seduta un po’ annoiata ma non per questo ho smesso di sognare. Non smetto di osservare le persone attorno a me, di chiedermi “chissà che giornata avrà avuto” quando incrocio uno sguardo stanco od occhi sconosciuti in lacrime. Non smetto di emozionarmi immaginandomi qualcosa di più per me, per il mio futuro, anche se non è facile, anche se chiunque vorrebbe fare la differenza in questo mondo. Io però voglio crederci davvero che con le mie passioni e la mia voglia di cantare, di scrivere e portare avanti le mie idee e tutto quello che ho letto e studiato in questi anni possa cambiare la vita di qualcun altro. Che posso comunicare qualcosa. Magari non ci riuscirò ma se riesco ancora a crederci magari è proprio perché mi piace ancora guardare fuori dal finestrino.

















