― Virginia Woolf, A Writer's Diary
[ text ID: Yes, I deserve a spring–I owe nobody nothing. ]

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― Virginia Woolf, A Writer's Diary
[ text ID: Yes, I deserve a spring–I owe nobody nothing. ]
pensavo che quel lieve dolorino che sentivo alla pancia fosse dovuto alla fame e invece mi sa che è il tossico che oggi ho letto in alcuni post e considerazioni varie ed eventuali. vorrei creare un nuovo blog perché questo è agli sgoccioli, anche se non lo elimino perché c'è il side e una parte bellissima di ricordi scritti che non voglio perdere. domanda: c'è un modo per seguire tutti i blog che mi piacciono e adoro senza dovervi cercare uno ad uno perché la ricerca è una chiavica su questo sito?
sono uscita, ho fatto una bella camminata non per la mia salute mentale, ma per non pagare 2,50 di parcheggio perché a quanto pare abito a milano e non ne sono a conoscenza. le costanti:
le canzoni di Pino che si sentono a tutto volume da una macchina che passava
le bestemmie sempre più frequenti
la tipa dell'assicurazione che mi riconosce e io che rimango stupidamente contenta di ciò
la benzina a più di due euro ma voi siete pazzi, ho tirato dritto ma so di doverla fare prima o poi
prima o poi mi faccio la frangia riccia perché l'ho rivista di nuovo e mi perseguita come i riferimenti alla francia
diciamo che quando volevo che qualcuno mi stesse addosso non intendevo proprio questo ma ok
ho bisogno di un Maurizio Carucci che mi prenda e porti con lui in mezzo alle vigne e tra la val Borbera che raccontata da lui e con le sue foto mi piace sempre. ieri il cameriere ha portato un fiasco di vino paesano al capo, mentre ne parlava, diceva che lui lo faceva anche un tempo, ma poi ci vuole troppa fatica e da allora lo compra da un contadino. io ho pochissimi ricordi di quando lo faceva nonno, quello che ne rimane ora sono fiaschi di aceto, ottimo per l'insalata e per aprire i polmoni direi. ma vuoi mettere la soddisfazione di un qualcosa fatto interamente da te? tutt'altra cosa. ho anche bisogno di una pasquetta fatta di fiaschi e risate brille, ma non per forza a pasquetta eh.
Jenny Slate, Little Weirds
a lavoro oggi è venuta una ragazza di soli sedici anni ed era tutta carina, tenera, timidona. mi ha ricordato me i primi tempi, in fondo ho iniziato a diciassette anni e per puro caso tra l'altro. improvvisamente non ero io la più piccola del gruppo e la cosa mi ha un attimo destabilizzato perché io davvero ci sto crescendo là dentro. oggi ci è venuto a trovare cugino, ormai milanese d'adozione, si è venuto a complimentare con amica della sua futura esperienza e parlavano del treno che collega milano-parigi e di vedersi. mi stava venendo un magone dentro perché sono contentissima per loro, ma allo stesso tempo penso a me e al futuro che è la cosa che mi sta terrorizzando di più ultimamente. non so come fare per farmela passare.
quindi ricapitolando: la gente non sa campare e a me questo fa male perché indirettamente intacca me e io avrò vinto quando me ne strafotterò di tutto praticamente. mi hanno secciato talmente tante volte con il "beata te, campi cent'anni" che mo davvero me ne importa troppo e mi faccio il sangue amaro inutilmente
"tu afferri e soffochi i miei pensieri"
è venuto un nuovo cameriere ad aiutarci, ma non è definitivo quindi chissà quanti altri ne vedremo. un bell'uomo che assomiglia al mio prof di geografia delle superiori e ad un attore di the fall. mentre eravamo ancora in fase di preparazione, le ragazze che guardavano lui e amica che fa "questa è l'età che piace a te eh?" sono morta dal ridere. in serata invece altra amica viene da me per dire "secondo te tavolo due?" perché c'erano due ragazzi e lui che si sposta per farmi vedere ma ehi, tu davvero sei il mio tipo, a quanto pare. vedere quella fede al dito però mi fa venire i brividi. il sabato è bello perché lo staff si riempie di donzelle e i maschietti calano. ad ogni doppio senso io piango dalle risate, si parla tranquillamente di tutto.
stasera ho capito che vorrei avere il potere di far scemunire con uno sguardo i maschi.
comunque dopo tutte ste chiacchiere e varie opinioni che io guardavo e ascoltavo da fuori, perché stavo sul divano col cane (la mia vita a sessanta anni se ci arrivo?) mi domandano la mia opinione. non so che succede, ma se non parli, vogliono sapere la tua. vabbuo io l'ho detta la mia e cioè che possono parlare quanto cazzo vogliono loro, ma le scelte resteranno sempre degli altri e se uno vuole andar via, va bene, se vuole restare, va bene lo stesso. poi questa signora mi ha chiesto quali fossero i miei progetti, che carina, come se io non avessi già un arrevuoto mentale in corso al momento. fatto sta che me ne sono andata sul più bello: dolci e fragole e questo è sempre colpa del fatto che servano i soldi per campare, stranamente.
discorsi molto boh, genitori che vanno in depressione se i figli vanno a lavorare fuori, ma com'è possibile? credo sia per il fatto che in primis si son creati con l'intenzione sbagliata e poi si sono affidati troppo a loro forse? non lo so, ogni caso è diverso e generalizzare non va mai bene. so solo che mi sta salendo l'abiocco e fra poco dovrei lavarmi per andare a lavoro. il concetto di produttività continua, sempre e comunque l'ho preso da te e quindi credo sia per questo che in sti momenti mi sento tanto spaesata tipo. pure sto post non ha né capo, né coda.
Age is … - Stephen Dwoskin - 2012
mi fanno male entrambe le anche(?) perché mi sono rannicchiata troppo durante la notte. fa assai freddo perché sta nevicando sulle montagne e una parte di me spera che nevichi pure qua perché mi rompo il cazzo di andare a lavorare, vorrei fosse già fine serata con tutte e tre a tavolino a parlare. abbiamo ospiti a pranzo e non posso stare col mio pigiama stupendo con le scimmiette e niente, vado a lavarmi prima che mi rimetto sotto le coperte. mi autoconvinco che questa poca voglia di essere sociale/vivere sia colpa del preciclo, ma in realtà è tutto il periodo che è strano. non ha né capo né coda, a quanto pare.
ma io dopo aver letto i significati dei miei sogni ne esco ancora più perplessa. ho sognato un'amica incinta ma io in realtà lei non la sento da qualche annetto perché ci siamo allontanate. avevo già i lacrimoni a toccare la pancia. poi nonna che conosceva il nipotino e mi sorrideva, là proprio piangevo a dirotto però mi sono accorta che stavo sognando e come la stronza mi sono svegliata. non l'avevo mai sognata e l'ho sempre cercata. a nò che mi volevi dire?
la parte preferita del venerdì è pariare addosso a mio fratello. ammetto che mi riesce facile con lui, ma sono giustificata perché devo far ridere mammà. dopo cena fratello mi ha detto che beppe gli ha detto "ringrazia tua sorella" perché oggi ha finalmente rilasciato le impronte e io mi sono sciolta. sempre oggi è venuto ernesto a firmare le buste paga. mi spiace perché volevo vederlo meglio in faccia, ma non ho potuto per una serie di cose. l'ho solo salutato. le ragazze mi prendono in giro perché "chissà cosa fai là in mezzo ai neri". in realtà io vorrei solo scambiarci qualche chiacchiera e sapere curiosità in modo tale da fissare i loro volti perché è brutto leggere i loro nomi e non sapere che aspetto hanno. e poi regola n.1: non si fa nulla con le persone con cui lavori. credo di aver ripetuto questa regola all'infinito quando chef mi sfotteva con collega oppure lui "vabbe allora mi licenzio"
è cambiato tutto