Per fortuna.
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Per fortuna.
“Vorrei che tu fossi qui a stingermi fino a farmi perdere il respiro, oppure a guardarmi. Basterebbe quello. In realtà basterebbe che tu fossi qui.”
— Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Ma a te hanno mai detto
-ne è valsa la pena- ?
Che ne è valsa la pena significa un sacco di cose:
significa che sarebbe stato più facile arrendersi, il più delle volte,
chiudere tutte le porte,
gridare ‘vaffanculo’ a tutti,
scappare lontano dove nessuno ti può trovare.
Significa che, anche se è stato difficile,
a tratti inverosimile,
certe volte impossibile,
tu rifaresti da capo tutto,
senza se e senza ma,
proprio dall'inizio.
Significa che tu hai fatto tutto il possibile, che ce l'hai messa tutta
che hai lottato fino a che hai potuto perché non potevi fare altrimenti,
perché tremavi all'idea che finisse,
perché non sapevi dire 'basta’ nemmeno per un momento
e non ti ha mai sfiorato l'idea di arrenderti
perché -ne è valsa la pena-.
Significa che non è stata fatica sprecata,
significa che si, ce l'hai messa tutta
e forse hai lasciato qualche lacrima sul cuscino prima di dormire,
forse hai urlato contro al cielo per farti ascoltare,
intanto, però, hai imparato ad amare,
ma amare forte,
amare di quell'amore
che inizia e non smette
quando decidi tu.
Significa che hai avuto paura tante volte, che sei stata fragile,
che non avresti voluto certo tutto quel dolore da portare sulle spalle,
che certe canzoni ti facevano vibrare le palpebre,
che per un po’ hai avuto gli occhi vuoti,
e l'anima persa.
Ma tutto, tutto questo, anche il dolore,
anche la malinconia, l'insicurezza
e il non sapere cosa fare
è stato proprio tutto,
di sicuro,
dannatamente bellissimo.
Te l'hanno mai detto -ne è valsa pena?-
Significa che, anche se hai sofferto da cani,
anche se la maggior parte delle volte avresti voluto mandare tutto a puttane,
anche se ancora adesso non riesci a dimenticare
e pure se fa male,
un cazzo di male, davvero,
ti prenderesti di nuovo tutta la sofferenza,
tutto il panico totale,
perché in cambio hai avuto qualche cosa di davvero incredibile,
al contempo terribile,
ma speciale,
insomma, qualcosa da rifare.
Sai una cosa?
Ne è valsa la pena.
“Due etti e venti,
che faccio, lascio?”
Lei si chiama Rosaria ha 81 anni e da poco ha imparato a fare la spesa.
Perché prima, la spesa, la faceva suo marito Carmine. Rosaria gli dettava cosa comprare e Carmine, con la sua calligrafia, provava a stargli dietro.
Ed ogni qualvolta ritornava a casa, Carmine e Rosaria litigavano.
Quelle litigate che viste dagli occhi di un nipote fanno tenerezza, fanno quasi bene al cuore.
Quelle litigate in cui pensi “Ma questi davvero hanno fatto 4 figli e 11 nipoti?”.
Litigavano per il resto sbagliato, ma soprattutto per i due etti e venti invece che due. Litigavano, ma poi si amavano come ora non siamo più abituati a fare.
Si amavano forte senza whatsapp, chiamate, tag sulle foto.
Ora Carmine soffre di alzheimer e a volte Rosaria non se la ricorda più. Anzi più passa il tempo e più dimentica le cose.
Allora, da un po’ di tempo a questa parte, Rosaria va a fare la spesa, torna a casa e lascia la spesa vicino la porta della stanza da letto.
“Ti sei di nuovo fatto fare 2 etti e venti?” lo ammonisce Rosaria, speranzosa.
Carmine si alza, raccoglie le buste e per pochi istanti anche la memoria: crede di aver fatto la spesa, come sempre.
“Perché ti lamenti sempre?”.
Rosaria e Carmine così iniziano a litigare e ad amarsi un pò.
Ancora un pò.
- Nicola Conversa
C’è poco da fare…
“Con l’attrazione si fa sesso, con la complicità si fa l’amore.”
—
Ti amo da sempre. Fonte mia - @ucanbemydestiny - Francesca Sinatra ; FS.
Probabilmente non saprai mai
tutte quelle cose che avrei voluto dirti
e che invece dentro di me resteranno per sempre.
@isognimaivissuti
Ero quel tipo di bambina che diceva “da grande non fumerò mai.”
-TheGirlOfMilkshake
Raggiungimi su Idle Miner Tycoon, è fantastico! https://imt.gsc.im/hzkQmGcwNk
“L’ho visto come la guardi, Susanna, ho visto quanto non riuscivi a sopportare la sua lontananza, le sue vaghe fughe clandestine, come ti sentivi morire senza il rumore della sua risata. Ti ha insegnato tutto quello che sai. Ti ha insegnato a vivere lì dove ogni giorno era una conquista, dove si ha voglia di bruciarsi la pelle pur di avere come compagno un gatto, tra i portantini innamorati e le camere di isolamento. Ti ha insegnato a nascondere le pillole che lentamente ti avrebbero cancellato la memoria, rendendoti sempre più simile ad un soprammobile, ti ha tirato fuori segreti che lei non aveva, segreti che ti avrebbero portato via da lì, segreti senza i quali, a detta sua, è l’ergastolo. Ti ha sputato in faccia più volte l’amaro delle cose, delle parole, ti ha insegnato che nulla ti è dovuto come nel tuo mondo di porcellana, che lei non è una puttana. Ti ha fatto credere che è possibile sopravvivere anche ai dolori più grandi guardando D. con i polsi distrutti e la testa appesa ad un laccio, ti ha tirato fuori quelle verità che avevi il coraggio di appuntare solo sopra ad un quaderno. Personalità borderline tu, tu e la tua incapacità di relazionarti con il mondo, tu e i tuoi appunti clandestini, tu e i tuoi occhi spenti, la tua voglia di capire, di dare una ragione a quella follia, tu che le hai baciato le labbra come buongiorno. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Lisa fosse stata capace di amare, di amarti, se il suo sguardo si fosse posato più sulle tue mani che sui tuoi occhi, se avesse avuto mai il coraggio di sfidare qualsiasi cosa, o persona, come era stata abituata a fare sin da piccola. Scrivevi ‘So cosa significa voler morire e che sorridere fa male. E che ci provi ad inserirti ma non ci riesci. Che fai del male al tuo corpo per cercare di distruggere la cosa che hai dentro.’ ma tu non avevi più voglia di morire, soltanto di vivere un’altra vita, con lei che ti faceva sentire un mondo al di fuori di quelle quattro mura, che ti rapiva e su un forgoncino voleva portarti in Florida a fare la principessa dei cartoni animati. Non ci sono solo streghe, Susanna. L’ho visto come la guardavi, Susanna, ho visto nei tuoi occhi e nella tua disperazioni le stesse identiche sensazioni, è che noi siamo affette dalla sindrome borderline che non andrà via con delle dimissioni da un ospedale, che noi non siamo principesse, non ci sarà alcuna Lisa per noi, alcuna persona capace di amare qualcuno fatto di mancanze. Mi chiedo cosa sarebbe successo se Lisa fosse stata capace di amare, amare qualcuno come noi, qualcuno con la nostra stessa maledettissima sindrome, qualcuno fatto poco di rapporti umani, probabilmente sarebbe stato più semplice e non avremmo avuto il tempo di scrivere, solo quello di sorridere.”
— Ragazze interrotte
Non dirmi di calmarmi,
smettila di criticarmi,
vai via, non guardarmi,
non provare a toccarmi,
anche tu vuoi lasciarmi
come tutti,
inizierai ad odiarmi,
non riesco più a fidarmi
di nessuno.
“Sei stata la mia prima amica sei stata quella che non mi ha mai tradita. Sei stata la mia prima nemica e poi di colpo sei diventata la mia migliore amica. Non ricordo neppure quando abbiamo smesso di tirarci i capelli e di farci dispetti e abbiamo iniziato a volerci bene nonostante tutto e tutti senza tregua senza sosta. Non ricordò neppure la prima volta che quando mi hanno fatto male volevo solo te quando avevo paura di piangere davanti a tutti ma con te non temevo mai che uscisse fuori da me una sola lacrima. Sei stata la mia prima amica la mia unica ancora la mia vittoria in anni di guerre perse la mia salvezza quando era tutto spento - anche io stessa. Sei stata la mia prima amica il mio punto di riferimento il mio modello da seguire il meglio a cui puntare. Sei stata la mia prima amica sei stata quella che non mi ha mai tradita perché un giorno mi ha detto ‘Se cadi, cadiamo in due’ 'Se stai male, mi prendo il tuo dolore’. Ho capito che tra noi non ci saranno mai fare perché le tue vittorie sono le mie e le mie sconfitte, sono le tue perché se piango stiamo male in due e se sto bene, siamo bene in due. Sei stata la mia prima nemica quando volavi la stessa bambola che volevo io e sei stata la mia prima amica quando mi hai detto 'ci giochiamo insieme, ok?’ quando la maestra volevi sempre farla tu ma un giorno hai detto 'oggi tocca a te’ ed io non sapevo neppure tanto parlare e ti ho detto solo, un po’ a gesti, di colorare la faccia di una bambina di giallo e tu mi hai guardata un po’ stranita ma poi hai detto 'sei proprio brava a fare la maestrina’. Sei stata la mia prima amica mi hai insegnato a camminare e poi a parlare e ti ho vista sempre felice nel potermi aiutare. Ti ho vista sempre come il punto di riferimento quella a cui raccontare tutto senza fretta - con i miei tempi e con i miei modi - sei sempre stata quella che non ha mai avuto necessità che io raccontassi tutto per capire quello che mi stava succedendo. Ti ho vista dividere tutto con me pure quando qualcosa ti piaceva da morire e ti ho vista regalarmi la mia bambola preferita perché dicevi che ormai ero grande e a te non serviva più ma avevi solo sei anni e tanto grande non lo eri. Ti ho vista darmi tutto e non volere niente in cambio ascoltarmi sempre e lottare per me ogni istante ti ho vista preoccuparti per me rimproverarmi dal niente mettermi sulla dritta via e dirmi 'se sgarri, siamo finite’. Ti ho vista essere un po’ tutto dalla mia seconda mamma alla mia migliore amica dalla mia nemica alla mia sorella per la vita. Ti ho vista essere la migliore compagna per la vita che io potessi desiderare. Ti ho vista essere tutto quello che sarei voluta essere io ma che non potrò mai per colpa del mio carattere. Ti ho vista essere il meglio che c'è. A te che sei mia sorella auguro il meglio per tutta la vita.”
—
“Se tu troverai un motivo per tornare da me io troverò una scusa per farti rimanere.”
— Lucrezia Beha
“So cosa vuol dire guardare le altre e crollare. So cosa vuol dire guardarsi allo specchio e piangere. So cosa vuol dire rifiutare ogni invito delle “amiche” perché ti senti a disagio. So cosa vuol dire mettersi le cuffie per evitare di parlare con gli altri. So cosa vuol dire leggere per scappare dalla realtà. So cosa vuol dire girarsi e rigirarsi nel letto senza sonno perché i pensieri non ti lasciano in pace. So cosa vuol dire comprare felpe tre taglie più grandi per nascondersi dagli occhi della gente. So cosa vuol dire camminare a testa bassa per paura che qualcuno veda il tuo dolore. So cosa vuol dire perché lo vivo tutti i giorni.”
— Minutidisilenzio