"lei è come tutti… pensa troppo e si confonde!"
Questo film è la mia catarsi.
Immedesimandomi nel protagonista, che mi ha regalato non pochi déjà vu, ho provato la soddisfazione che non riesco a provare quando ho a che fare con persone refrattarie a pensare e confontarsi.
In simili circostanze, infatti, non sempre posso condizionare come vorrei il corso degli eventi, e mi ritrovo a masticare sconcerto, fastidio, perfino rabbia.
Nel film, invece, <spoiler>il protagonista, solo contro tutti, mantiene la sua implacabile flemma (quasi) dall'inizio alla fine (mio eroe!) e riesce a insinuare pian piano il fantomatico "ragionevole dubbio" in tutti i presenti. Non li vuole convincere di qualcosa, giacché lui stesso non ne è convinto, ma vuole "regalarsi del tempo" per pensare e confrontarsi, per arrivare tutti assieme ad una soluzione.</spoiler>
Sulla carta sembra una cosa tanto scontata, giacché siamo tutti esseri pensanti, ma nella mia esperienza, così come nel film, non lo è affatto.
Conosco persone che, nell'istante stesso in cui emerge l'ombra di un problema, anche complesso o articolato, anche non urgente, partoriscono istantaneamente la soluzione e ci si attaccano con le unghie e con i denti. Non si regalano un piccolo dubbio, non un minuto di riflessione, non un confronto... come se in azione ci fosse sempre e solo il loro cervello rettile e mai la neocorteccia.
Ma perché ci si comporta così?
Me lo chiedo spesso, e le risposte cambiano a seconda delle persone e dei contesti: ignavia, disinteresse, incapacità , pigrizia, superficialità , fretta, pregiudizio, presunzione, frustrazione... tutti aspetti magistralmente rappresentati in questo film.