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Valore economico sul riciclo delle mascherine monouso
Tutti i calcoli presenti in questo documento, non tengono in considerazione il risparmio derivante dal mancato costo di smaltimento delle mascherine come rifiuto. Schema del valore economico del materiale recuperato dal riciclo delle mascherine, i dati utilizzati per il calcolo sono stati ricavati da fonti informative pubbliche, gli Studenti, dalla presidenza del consiglio dei ministri sul monitoraggio della distribuzione (1), il costo a tonnellata del materiale, dal borsino dei rifiuti con ultima valutazione del polipropilene a €355 a tonnellata riferito alla materia prima seconda (2), è stato utilizzato il peso di ogni mascherina a 2,5g cad. Fonte dati: 1) https://app.powerbi.com/ 2) https://www.borsinorifiuti.com Schema del valore per il materiale (polipropilene) riciclato, calcolato sul numero degli studenti considerando la distribuzione di una mascherina al giorno:
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I dati sono aggioranti al 25/09/2020
La tabella seguente è il rilevamento della effettiva distribuzione, anche in questo caso di dati provengono dalla presidenza del consiglio dei ministri sul monitoraggio della distribuzione (1), il costo a tonnellata del materiale, dal borsino dei rifiuti con ultima valutazione del polipropilene a €355 a tonnellata riferito alla materia prima seconda (2), è stato utilizzato il peso di ogni mascherina a 2,5g cad. Distribuzione effettiva per regione dati aggiornati al 07/10/2020
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(ER) SASSI, EX M5S: MINORI, AFFIDI ILLECITI, REGIONE INTERVENGA CON MONITORAGGIO
“Chiedo che la Giunta acquisisca tutti gli elementi utili per capire come sia stato possibile quanto svelato dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, in particolare nei confronti del sistema sanitario e sociale regionale: provvedimenti tempestivi devono essere presi nel caso risultassero coinvolti anche dipendenti o collaboratori dell’Azienda Usl di Reggio Emilia. La Regione sospenda immediatamente ogni rapporto fiduciario con le persone coinvolte ad oggi identificate” sottolinea l’ex consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi. “Credo sia necessario apportare modifiche sostanziali alle attività di monitoraggio e controllo proprie della Regione affinché si eviti il ripetersi di simili episodi. Facciamo partire un’analisi sullo stato di attuazione della legislazione in materia e un monitoraggio su tutto il territorio regionale delle eventuali criticità e delle prassi virtuose. Forse per il futuro sarà il caso di verificare ogni singola pratica trattata in questa materia, un gesto che permetterebbe di recuperare la fiducia dei cittadini negli organi e negli uffici coinvolti, oltre che garantire la massima tutela dei minori e di tutte le persone coinvolte. Ieri le violenze agli anziani, oggi quelle sui minori: non è ammissibile in una Regione che si è sempre distinta per l’attenzione verso le politiche sociali e per l’aiuto agli ultimi, ai più bisognosi. Bisogna rifondare i principi che sottendono la spesa pubblica nel sociale, mirandola alla soddisfazione del bisogno e non alla realizzazione economica di chi gestisce. Troppo spesso questi soggetti si dimenticano della mission rincorrendo solo il lucro e i fondi milionari che l’Emilia-Romagna ogni anno stanzia” dichiara il consigliere Sassi.
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(ER) SASSI, EX M5S: MINORI, AFFIDI ILLECITI, REGIONE INTERVENGA CON MONITORAGGIO
“Chiedo che la Giunta acquisisca tutti gli elementi utili per capire come sia stato possibile quanto svelato dall’inchiesta ‘Angeli e Demoni’, in particolare nei confronti del sistema sanitario e sociale regionale: provvedimenti tempestivi devono essere presi nel caso risultassero coinvolti anche dipendenti o collaboratori dell’Azienda Usl di Reggio Emilia. La Regione sospenda immediatamente ogni rapporto fiduciario con le persone coinvolte ad oggi identificate” sottolinea l’ex consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi. “Credo sia necessario apportare modifiche sostanziali alle attività di monitoraggio e controllo proprie della Regione affinché si eviti il ripetersi di simili episodi. Facciamo partire un’analisi sullo stato di attuazione della legislazione in materia e un monitoraggio su tutto il territorio regionale delle eventuali criticità e delle prassi virtuose. Forse per il futuro sarà il caso di verificare ogni singola pratica trattata in questa materia, un gesto che permetterebbe di recuperare la fiducia dei cittadini negli organi e negli uffici coinvolti, oltre che garantire la massima tutela dei minori e di tutte le persone coinvolte. Ieri le violenze agli anziani, oggi quelle sui minori: non è ammissibile in una Regione che si è sempre distinta per l’attenzione verso le politiche sociali e per l’aiuto agli ultimi, ai più bisognosi. Bisogna rifondare i principi che sottendono la spesa pubblica nel sociale, mirandola alla soddisfazione del bisogno e non alla realizzazione economica di chi gestisce. Troppo spesso questi soggetti si dimenticano della mission rincorrendo solo il lucro e i fondi milionari che l’Emilia-Romagna ogni anno stanzia” dichiara il consigliere Sassi.
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(ER) SASSI, EX M5S: EMILIA-ROMAGNA DIVENTI PRIMA REGIONE A ZERO IMBALLAGGI MONOUSO
“In Emilia Romagna nel 2017 la produzione totale dei rifiuti urbani è arrivata a 2 milioni 895 mila 720 tonnellate. Il 64,3% è raccolta differenziata: di questa 132.773 tonnellate di plastica. Ogni emiliano-romagnolo, in media, ha prodotto 30 chili di plastica (fonti Report Rifiuti Regione Emilia-Romagna 2018). In Europa, ogni anno vengono prodotti 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, di cui il 60% proviene da imballaggi: un dato che sicuramente incide anche sulla produzione nostrana” introduce l’ex consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi. “Un’alternativa per ridurre gli imballaggi monouso di tipo alimentare è la vendita dei prodotti sfusi, che consente a tutti di fare la spesa con i propri contenitori riutilizzabili. Anche, e sopratutto, al banco alimentare. Una soluzione adottata con successo già in Francia e in Belgio. Anche nel nostro paese è possibile, grazie ad una catena di supermercati presenti in Italia, che consente anzi invita i clienti a servirsi al banco macelleria, gastronomia e pescheria portandosi da casa i propri contenitori riutilizzabili: quelli per riporre gli alimenti in frigo, per intenderci i tupperware. Il progetto prevede che il contenitore sarà calcolato come tara. Una volta pesato il prodotto l’etichetta con il prezzo sarà attaccata al tupperware del cliente” dichiara il consigliere Gian Luca Sassi. “Chiedo alla Giunta se ritenga praticabile la sperimentazione di un progetto pilota sul territorio regionale, tramite apposito accordo con le aziende della distribuzione alimentare. L’Emilia-Romagna potrebbe essere la prima regione senza imballaggi monouso alimentare, un progetto ambizioso capace di fare davvero la differenza sul territorio e per l’ambiente” conclude Sassi..
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Gianluca Sassi (Ex M5S): Risposte fumose sul futuro dell'impianto a biogas di Gavassa
Gian Luca Sassi, consigliere regionale, ha depositato un’interpellanza urgente sul futuro impianto a biogas di Gavassa: fumose le risposte dell’assessora Gazzolo.
Nell’impianto Iren di Gavassa, previsto in un’area confinante con Correggio e San Martino in Rio, confluiranno da Reggio Emilia, Parma e Piacenza 100mila tonnellate annue di rifiuti umidi e 67mila di sfalci verdi, che verranno trasformati in 2.100 tonnellate di biogas e 53.000 di compost ad uso agricolo. In aggiunta al materiale in ingresso all’impianto, e al traffico stradale che verrà generato, verranno prodotti anche circa 30.000 tonnellate (annue) di scarti: tutti materiali che vanno gestiti separatamente e che produrranno ulteriore traffico stradale con relativo inquinamento atmosferico, da rumore e un notevole impatto sulla mobilità locale. Ma quanti saranno i camion in entrata e in uscita? L’ha chiesto, con un’interpellanza a risposta urgente, l’ex consigliere del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi.
“In merito alle valutazioni sul ‘traffico indotto’ all’impianto, sia in entrata che in uscita, nello Studio di impatto ambientale è compreso un elaborato specifico relativo. Arpae richiederà integrazioni al fine di chiarire se nell’analisi dei transiti attesi sono stati considerati anche i mezzi in uscita dall’impianto per il trasporto dell’ammendante e degli scarti di lavorazione”. La risposta dell’assessora Paola Gazzolo purtroppo non entra nel merito. Così come non risponde alle tantissime osservazioni delle associazioni ambientaliste e di semplici cittadini. E’ notizia di poche settimane che fa anche la Confcommercio di Reggio Emilia si è schierata contro l’impianto di biogas, preoccupata dall’impatto sul sistema viabilistico. Anche Arpae un mese fa è stata costretta a chiedere circa duecento integrazioni al progetto che, evidentemente fa acqua da tutte le parti e altre sono in fase di preparazione-sottolinea il consigliere Sassi.
La taglia dell’impianto è chiaramente sovradimensionata e dettata dalla volontà del proponente di realizzare l’impianto più grande possibile massimizzando i profitti ma ciò impone ai rifiuti in ingresso una maggiore percorrenza e conseguentemente un maggior inquinamento prodotto dagli automezzi dedicati al loro trasporto. Come consigliere continuerò a monitorare l’operato dell’assessorato alle Politiche Ambientali. Non è soddisfacente, quando c’è in gioco la salute dei cittadini, rispondere che “tra i ricavi principali previsti sono annoverati anche quelli da incentivo previsto dalla normativa sul biometano”. Gazzolo si riferisce alla frazione umida solo in funzione della produzione di biometano dimenticando che il vero compost di qualità è realizzato solo in modo aerobico e non produce alcun biogas o biometano -chiosa Sassi.
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Gianluca Sassi (Ex M5S): Risposte fumose sul futuro dell'impianto a biogas di Gavassa
Gian Luca Sassi, consigliere regionale, ha depositato un’interpellanza urgente sul futuro impianto a biogas di Gavassa: fumose le risposte dell’assessora Gazzolo.
Nell’impianto Iren di Gavassa, previsto in un’area confinante con Correggio e San Martino in Rio, confluiranno da Reggio Emilia, Parma e Piacenza 100mila tonnellate annue di rifiuti umidi e 67mila di sfalci verdi, che verranno trasformati in 2.100 tonnellate di biogas e 53.000 di compost ad uso agricolo. In aggiunta al materiale in ingresso all’impianto, e al traffico stradale che verrà generato, verranno prodotti anche circa 30.000 tonnellate (annue) di scarti: tutti materiali che vanno gestiti separatamente e che produrranno ulteriore traffico stradale con relativo inquinamento atmosferico, da rumore e un notevole impatto sulla mobilità locale. Ma quanti saranno i camion in entrata e in uscita? L’ha chiesto, con un’interpellanza a risposta urgente, l’ex consigliere del Movimento Cinque Stelle Gian Luca Sassi.
“In merito alle valutazioni sul ‘traffico indotto’ all’impianto, sia in entrata che in uscita, nello Studio di impatto ambientale è compreso un elaborato specifico relativo. Arpae richiederà integrazioni al fine di chiarire se nell’analisi dei transiti attesi sono stati considerati anche i mezzi in uscita dall’impianto per il trasporto dell’ammendante e degli scarti di lavorazione”. La risposta dell’assessora Paola Gazzolo purtroppo non entra nel merito. Così come non risponde alle tantissime osservazioni delle associazioni ambientaliste e di semplici cittadini. E’ notizia di poche settimane che fa anche la Confcommercio di Reggio Emilia si è schierata contro l’impianto di biogas, preoccupata dall’impatto sul sistema viabilistico. Anche Arpae un mese fa è stata costretta a chiedere circa duecento integrazioni al progetto che, evidentemente fa acqua da tutte le parti e altre sono in fase di preparazione-sottolinea il consigliere Sassi.
La taglia dell’impianto è chiaramente sovradimensionata e dettata dalla volontà del proponente di realizzare l’impianto più grande possibile massimizzando i profitti ma ciò impone ai rifiuti in ingresso una maggiore percorrenza e conseguentemente un maggior inquinamento prodotto dagli automezzi dedicati al loro trasporto. Come consigliere continuerò a monitorare l’operato dell’assessorato alle Politiche Ambientali. Non è soddisfacente, quando c’è in gioco la salute dei cittadini, rispondere che “tra i ricavi principali previsti sono annoverati anche quelli da incentivo previsto dalla normativa sul biometano”. Gazzolo si riferisce alla frazione umida solo in funzione della produzione di biometano dimenticando che il vero compost di qualità è realizzato solo in modo aerobico e non produce alcun biogas o biometano -chiosa Sassi.
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Legalità. Inchiesta Octopus, Sassi (Ex M5S)
Legalità. Inchiesta Octopus, Sassi (ex M5S): verificare se ci siano rapporti tra Regione e indagati
Il consigliere invita anche la Giunta a munirsi di una piattaforma online che permetta di effettuare procedure comparative, semplici, veloci e accurate, delle offerte di consulenza
“Fare accurate verifiche interne per appurare se i soggetti coinvolti nella maxi inchiesta Octopus abbiano avuto rapporti di tipo professionale o di fornitura di servizi con l’Amministrazione regionale o con gli enti da essa controllati o partecipati, in particolare le Aziende sanitarie. Questo per verificare la legittimità dei rapporti intrattenuti”. A chiederlo all’esecutivo regionale è Gianluca Sassi, consigliere Ex M5S ora del Gruppo Misto.
Sassi ricorda che la chiusura della maxi inchiesta ha portato a 72 il numero di indagati e che fra loro “non sono pochi i nomi dell’imprenditoria emiliana, di giornalisti e dirigenti sportivi”. Fra le accuse, ricorda il consigliere, ci sono “l’associazione a delinquere, le frodi fiscali, il ‘carosello’ sull’lva attraverso società denominate ‘cartiere’, le fatture per operazioni inesistenti, il riciclaggio e la truffa ai danni dello Stato”.
Non solo: nelle premesse il consigliere sottolinea che “l’indagine ha rilevato una vera e propria ‘strategia di gruppo’ con il concorso coordinato di tante società, ditte individuali e professionisti. Fra i soggetti coinvolti sembrano esserci anche professionisti e società che hanno fornito, su richiesta, consulenze e incarichi esterni a enti pubblici locali e fra questi anche ad enti che sembra già avessero, in realtà, le professionalità necessarie al loro interno. Tutto ciò- continua Sassi- fa presagire che le società e i professionisti indagati potrebbero essere coinvolti anche in altre consulenze pilotate e nel rilascio di documentazioni false da cui sarebbero derivate forme illecite di guadagno e vantaggi, a vario titolo, per tutti i soggetti coinvolti”.
Per questo il consigliere regionale domanda alla Giunta “se non ritenga opportuno, per il futuro, munirsi di una piattaforma online che permetta di effettuare procedure comparative, semplici, veloci e accurate, delle offerte di consulenza, sia per i casi di acquisizione non regolati da gara sia per le proprie acquisizioni nonché per quelle degli enti controllati e partecipati, in modo che si possa, di volta in volta, perseguire al meglio l’interesse dell’ente, raccogliendo le offerte e le richieste in un solo luogo, virtuale ma non dispersivo, rendendo così disponibile tale servizio anche agli enti locali del territorio regionale”.
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Reddito di Cittadinanza RES e REI - intervista a AriaPulita
Puntata di Aria Pulita, andato in onda il 4 Ottobre 2018,
Ho parlato di Reddito di cittadinanza in riferimento allo scenario anche regionale, abbiamo toccato anche temi legati al movimento 5 stelle e alle prossime regionali
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SERVE ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO
ER, SASSI, (EX M5S): “ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO IN VIALE ALDO MORO”
Presentato il progetto di legge “Istituzione dell’organismo regionale di composizione delle crisi da sovraindebitamento e relative azioni volte alla prevenzione e tutela dal fenomeno”.
“Negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale il numero dei soggetti sovraindebitati La crisi economica ha contribuito ad aumentare il ricorso a forme di finanziamento esterno per garantire un livello di consumo altrimenti non sostenibile, determinando l’attuale tendenza al sovraindebitamento. Il nostro territorio regionale, seppure in misura minore rispetto ad altri, non è esente da questo fenomeno” dichiara il consigliere regionale Gian Luca Sassi, ex Movimento Cinque Stelle. “Con la presente proposta di legge regionale si attivano azioni a supporto di chi è oggetto del fenomeno di sovraindebitamento e si istituisce, presso la Regione Emilia-Romagna, l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Questa norma, si inserisce nell’ambito della legge comunemente denominata “legge salva suicidi”, che ha cercato di porre rimedio, a livello nazionale, ai casi di sovraindebitamento permettendo ai debitori incolpevoli di poter risolvere la propria situazione debitoria tramite un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi ponendo anche una maggiore tutela per l’abitazione principale. Per le piccole imprese o società artigiane, per esempio, c’è la possibilità della cancellazione della posizione debitoria che consente la possibilità di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e allo stesso tempo di non restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente” prosegue Sassi. “Secondo le ultime inchieste pubblicate sono ancora poche le richieste da parte degli italiani in difficoltà. L’ultimo rapporto della Banca d’Italia stimava che i debiti delle famiglie italiane verso le banche ammontavano, nel 2015, a quasi 1 miliardo di euro (saldo tra i debiti e le posizioni attive) e nel 2014 erano circa 1 milione e mezzo i nuclei in difficoltà da sovra-indebitamento. Tra i debiti pesano non solo i mutui ma anche le rate per l’acquisto di beni. Sempre secondo il rapporto della Banca d’Italia fino a febbraio 2016 sono stati 7mila i contratti di credito al consumo sospesi da chi aveva fatto acquisti a rate. Nel 2017 solo pochissimi hanno attivato una delle procedure previste per uscire fuori dal tunnel dei debiti. A Bologna lo scorso anno sono stati appena 50 i casi assegnati e seguiti dall’Ordine degli avvocati” spiega il consigliere regionale. “La norma nazionale prevede la costituzione degli Organismi di Composizione della Crisi (O.C.C.), promossi da Enti pubblici, per accompagnare il soggetto, in difficoltà, nella predisposizione della proposta di composizione della propria situazione debitoria. Istituire l’O.C.C. presso la Regione Emilia-Romagna appare necessario, non soltanto in un’ottica di intervento attivo ma anche indirettamente, come misura di ascolto e supporto del debitore, azione necessaria soprattutto nell’attuale contesto di profonda crisi economica, che ha provocato, negli ultimi anni, un incremento nella casistica dei suicidi delle persone che si sono sentite senza una via d’uscita dai debiti contratti”. Conclude il consigliere dichiarando che “bisogna agire per non lasciare nessuno dietro, ma anche per dare speranza a chi è indietro, questa iniziativa va in tal senso, presto presenterò ulteriori proposte, che spero trovino il consenso di tutti i Consiglieri regionali, naturalmente apportando i loro contributi su un tema così delicato e che richiede risposte improrogabili e non sterili divisioni”.
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SERVE ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO
ER, SASSI, (EX M5S): “ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO IN VIALE ALDO MORO”
Presentato il progetto di legge “Istituzione dell’organismo regionale di composizione delle crisi da sovraindebitamento e relative azioni volte alla prevenzione e tutela dal fenomeno”.
“Negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale il numero dei soggetti sovraindebitati La crisi economica ha contribuito ad aumentare il ricorso a forme di finanziamento esterno per garantire un livello di consumo altrimenti non sostenibile, determinando l’attuale tendenza al sovraindebitamento. Il nostro territorio regionale, seppure in misura minore rispetto ad altri, non è esente da questo fenomeno” dichiara il consigliere regionale Gian Luca Sassi, ex Movimento Cinque Stelle. “Con la presente proposta di legge regionale si attivano azioni a supporto di chi è oggetto del fenomeno di sovraindebitamento e si istituisce, presso la Regione Emilia-Romagna, l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Questa norma, si inserisce nell’ambito della legge comunemente denominata “legge salva suicidi”, che ha cercato di porre rimedio, a livello nazionale, ai casi di sovraindebitamento permettendo ai debitori incolpevoli di poter risolvere la propria situazione debitoria tramite un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi ponendo anche una maggiore tutela per l’abitazione principale. Per le piccole imprese o società artigiane, per esempio, c’è la possibilità della cancellazione della posizione debitoria che consente la possibilità di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e allo stesso tempo di non restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente” prosegue Sassi. “Secondo le ultime inchieste pubblicate sono ancora poche le richieste da parte degli italiani in difficoltà. L’ultimo rapporto della Banca d’Italia stimava che i debiti delle famiglie italiane verso le banche ammontavano, nel 2015, a quasi 1 miliardo di euro (saldo tra i debiti e le posizioni attive) e nel 2014 erano circa 1 milione e mezzo i nuclei in difficoltà da sovra-indebitamento. Tra i debiti pesano non solo i mutui ma anche le rate per l’acquisto di beni. Sempre secondo il rapporto della Banca d’Italia fino a febbraio 2016 sono stati 7mila i contratti di credito al consumo sospesi da chi aveva fatto acquisti a rate. Nel 2017 solo pochissimi hanno attivato una delle procedure previste per uscire fuori dal tunnel dei debiti. A Bologna lo scorso anno sono stati appena 50 i casi assegnati e seguiti dall’Ordine degli avvocati” spiega il consigliere regionale. “La norma nazionale prevede la costituzione degli Organismi di Composizione della Crisi (O.C.C.), promossi da Enti pubblici, per accompagnare il soggetto, in difficoltà, nella predisposizione della proposta di composizione della propria situazione debitoria. Istituire l’O.C.C. presso la Regione Emilia-Romagna appare necessario, non soltanto in un’ottica di intervento attivo ma anche indirettamente, come misura di ascolto e supporto del debitore, azione necessaria soprattutto nell’attuale contesto di profonda crisi economica, che ha provocato, negli ultimi anni, un incremento nella casistica dei suicidi delle persone che si sono sentite senza una via d’uscita dai debiti contratti”. Conclude il consigliere dichiarando che “bisogna agire per non lasciare nessuno dietro, ma anche per dare speranza a chi è indietro, questa iniziativa va in tal senso, presto presenterò ulteriori proposte, che spero trovino il consenso di tutti i Consiglieri regionali, naturalmente apportando i loro contributi su un tema così delicato e che richiede risposte improrogabili e non sterili divisioni”.
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ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO
ER, SASSI, (EX M5S): “ENTE SALVA-SUICIDI PER SOVRAINDEBITAMENTO IN VIALE ALDO MORO”
Presentato il progetto di legge “Istituzione dell’organismo regionale di composizione delle crisi da sovraindebitamento e relative azioni volte alla prevenzione e tutela dal fenomeno”.
“Negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale il numero dei soggetti sovraindebitati La crisi economica ha contribuito ad aumentare il ricorso a forme di finanziamento esterno per garantire un livello di consumo altrimenti non sostenibile, determinando l’attuale tendenza al sovraindebitamento. Il nostro territorio regionale, seppure in misura minore rispetto ad altri, non è esente da questo fenomeno” dichiara il consigliere regionale Gian Luca Sassi, ex Movimento Cinque Stelle. “Con la presente proposta di legge regionale si attivano azioni a supporto di chi è oggetto del fenomeno di sovraindebitamento e si istituisce, presso la Regione Emilia-Romagna, l’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento. Questa norma, si inserisce nell’ambito della legge comunemente denominata “legge salva suicidi”, che ha cercato di porre rimedio, a livello nazionale, ai casi di sovraindebitamento permettendo ai debitori incolpevoli di poter risolvere la propria situazione debitoria tramite un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi ponendo anche una maggiore tutela per l’abitazione principale. Per le piccole imprese o società artigiane, per esempio, c’è la possibilità della cancellazione della posizione debitoria che consente la possibilità di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e allo stesso tempo di non restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente” prosegue Sassi. “Secondo le ultime inchieste pubblicate sono ancora poche le richieste da parte degli italiani in difficoltà. L’ultimo rapporto della Banca d’Italia stimava che i debiti delle famiglie italiane verso le banche ammontavano, nel 2015, a quasi 1 miliardo di euro (saldo tra i debiti e le posizioni attive) e nel 2014 erano circa 1 milione e mezzo i nuclei in difficoltà da sovra-indebitamento. Tra i debiti pesano non solo i mutui ma anche le rate per l’acquisto di beni. Sempre secondo il rapporto della Banca d’Italia fino a febbraio 2016 sono stati 7mila i contratti di credito al consumo sospesi da chi aveva fatto acquisti a rate. Nel 2017 solo pochissimi hanno attivato una delle procedure previste per uscire fuori dal tunnel dei debiti. A Bologna lo scorso anno sono stati appena 50 i casi assegnati e seguiti dall’Ordine degli avvocati” spiega il consigliere regionale. “La norma nazionale prevede la costituzione degli Organismi di Composizione della Crisi (O.C.C.), promossi da Enti pubblici, per accompagnare il soggetto, in difficoltà, nella predisposizione della proposta di composizione della propria situazione debitoria. Istituire l’O.C.C. presso la Regione Emilia-Romagna appare necessario, non soltanto in un’ottica di intervento attivo ma anche indirettamente, come misura di ascolto e supporto del debitore, azione necessaria soprattutto nell’attuale contesto di profonda crisi economica, che ha provocato, negli ultimi anni, un incremento nella casistica dei suicidi delle persone che si sono sentite senza una via d’uscita dai debiti contratti”. Conclude il consigliere dichiarando che “bisogna agire per non lasciare nessuno dietro, ma anche per dare speranza a chi è indietro, questa iniziativa va in tal senso, presto presenterò ulteriori proposte, che spero trovino il consenso di tutti i Consiglieri regionali, naturalmente apportando i loro contributi su un tema così delicato e che richiede risposte improrogabili e non sterili divisioni”.