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@giu-ebasta
Ci sono giorni in cui scompaio dentro di me, eppure nessuno se ne accorge.
Questa notte è un po' più dura delle altre, non per un motivo reale, forse per il semplice fatto di aver avuto il tempo di fermarmi un po'.
Sono stata investita da ogni ricordo, ogni risata, ogni momento.
Questa notte è un po' più dura delle altre, da quando tu non ci sei.
È questa una delle verità più amare riguardo alle relazioni umane: se le persone le lasci andare, loro se ne vanno.
— Antonio Scurati, Il padre infedele
il disinteresse, prima o poi, diventa reciproco
ho un peso sul cuore stasera che...non te lo dico nemmeno, quindi...
niente monologhi, solo sospiri stavolta.
*pf*
"Come si fa? Come si sopravvive a un mondo che continua a portarti via cose?"
La legge dei lupi — Leigh Bardugo
Lascia ch’io pianga. Non è un romanzo d’amore. È la sua autopsia.
- Gian Marco Verucchi
….🖤🥹 (fa male tanto male…)
Quando mi chiedono "Come stai?" è sempre come ricevere un pugno in faccia.
Ormai la risposta è automatica: "Tutto bene, grazie." Non che a qualcuno interessi realmente, è solo la tipica domanda di circostanza che siamo abituati a porre, ma della quale non ascoltiamo nemmeno la risposta.
Ma se dovessi rispondere realmente, come la spiegherei questa sensazione orribile che mi attanaglia lo stomaco? Come la descriverei?
Fatico a trovare le parole, spesso. Mi sento sopraffatta da quello che mi circonda, come se fossi totalmente immersa nelle sabbie mobili, e dimenarmi e agitarmi non facesse altro che accelerare l'inevitabile, l'essere totalmente inghiottita da tutto.
Vorrei urlare, forte, in maniera straziante, ma quando ci provo le labbra iniziano a tremare e gli occhi si riempiono di lacrime, lasciandomi inerme, scossa unicamente dai singhiozzi e con un gran vuoto nello stomaco, così aggressivo da piegarmi in due.
Vorrei reagire, scacciare tutto, combattere e avere la meglio, ma mi sento così stanca che i miei pensieri prendono il sopravvento e mi atterranno, mi lasciano in un angolo della mia mente sola, al buio e tutto intorno solo un gran frastuono e baccano, da volermi coprire le orecchie e attendere che finisca.
Vorrei spiegare che sento dolore, come se mi avessero staccato un arto e stessi sanguinando, ma in quel caso sarebbe evidente, sarebbe grave e tutti se ne accorgerebbero, probabilmente qualcuno mi darebbe anche una mano o chiamerebbe i soccorsi. Quello che provo invece è invisibile agli occhi altrui, silenzioso per orecchie che non siano le mie, incomprensibile per chi non l'abbia giá provato. Qualcosa che mi logora man mano ma non mi sento in diritto di esternare.
È molto più semplice rispondere: "Tutto bene, grazie."
Lui è capace di risanare la mia anima, un pezzetto alla volta, una carezza dopo l'altra. È in grado di aggiustare i cocci di me che credevo persi, alcuni totalmente in frantumi e altri persino dimenticati. Il tutto con una naturalezza disarmante, come se sapesse esattamente ció che deve fare, come se fosse qui unicamente per questo e nient'altro.
La verità è che credo non sappia nemmeno quanto un suo singolo tocco sia terapeutico per me, quanto un suo solo sguardo mi faccia tremare il cuore e un suo sorriso mancare il respiro.
È luce, in un mondo in penombra, nel quale vado avanti un po' a tastoni, un po' d'istinto, tra un salto nel buio e l'altro.
È aria, in un mondo dove tutto mi soffoca, nel quale boccheggio e riprendo fiato solo per poi tornare in apnea.
È vita, in un mondo troppo pesante, nel quale mi sento spezzare in due e a volte credo di non farcela.
È un piccolo universo, nel quale mi immergo ogni giorno di più, senza far nulla per evitarlo.