AMORE, istruzioni per l’uso: non filtrare.
Ed eccoti lì. Di fronte a me. Stessi amici, stessa scuola, stesso posto. Come sempre. Eppure qualcosa è cambiato. Ci guardiamo ma non parliamo, ci salutiamo appena.
Passano i mesi e io continuo a non capire. Più passano i mesi più sei il mio tormento. Più penso e più complico le cose. Più penso e meno capisco. Penso e dovrei smetterla.
Dovrei smetterla di pensare. Si, dovrei smetterla di ricordare ogni minimo particolare. Dovrei smetterla di cercare di sciogliere nodi immaginari troppo complicati perché a volte, tagliare i fili, è quello che fa sistemare la matassa.
Il tempo dovrebbe spazzare via tutto, ma com’è che per me il tempo non funziona? È come una marea che riporta i rifiuti a riva. Come a volermi far notare “Beh... hai visto che schifo che hai combinato anche sta volta?”
Eh già... con te ho combinato un altro casino dei miei. Un po’ più grosso del solito ecco perché questa volta il cuore me lo sono giocato per davvero. E quando si gioca qualcosa bisogna mettere da conto che non sempre si vince.
Quando ci si innamora bisogna sempre tenere conto che il tuo cuore, le tue emozioni, alcune scelte sono in mano ad un estraneo. La tua vita è in mano a un perfetto sconosciuto per il quale il nostro stomaco va in subbuglio, uno sconosciuto che è in grado di farci sentire come nessun altro. Il problema? Rimane sempre uno sconosciuto.
Voi, siete sempre sicuri al 100% della trasparenza, dell’autenticità di una persona? Avete mai il dubbio che questa possa prendervi per il culo? La risposta è “Quando si è innamorati no”
Quando si è innamorati si vede tutto attraverso lenti che filtrano i difetti, le imperfezioni, comportamenti ambigui e strani. In più abbiamo una specie di filtro anche per quel che sentiamo... sentiamo tutto ma ascoltiamo e ricordiamo solo quello che ci fa comodo sul momento ovvero ciò che vogliamo sentirci dire.
Cosa succede quando questi filtri cadono? Ve lo spiego.
Quando si viene lasciati per motivi ambigui, non si saprà mai al 100% cosa è successo realmente. Quella parte di percentuale a noi oscura mette a disagio, ci lascia in uno stato d’ansia. Abbiamo bisogno di risposte che non sappiamo come trovare. Allora la mostra mente vola, vaga alla ricerca della minima informazione possibile, anche quella che sembrava la più inutile delle frasi, il più inutile degli episodi, diventa un punto d’inizio per un viaggio mentale. Si riscava nei ricordi per collegare il tutto e fare anche speculazioni su quello che è potuto accadere o che potrebbe accadere. Ma questi episodi sono imprecisi, non sempre combaciano alla realtà perché quando ci è successo non eravamo attente e quindi una parte è rimasta incastrata nel filtro o peggio ancora fuori da filtro. Più si cerca per tentativi di ritrovare la verità assoluta più i fili si intrecciano, le cose si miscuglio fino a comporre una bomba pronta ad esplodere. Una bomba fatta di dubbi, incertezze, malinconia, rabbia, mancanza e tristezza che una volta esplosa ci sconvolge in peggio di nuovo l’esistenza.