Cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia.
Heinz Beck
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@giulia-loves-food
Cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia.
Heinz Beck
Se domenica mattina siete morti di stanchezza…ve lo consiglio…l’acquolina è assicurata e la fatica pari a zero. Avete bisogno di un coniglio in parti, burro per rosolare e poi le erbe: rosmarino, timo e due foglie d’alloro. Aggiungete pinoli pomodorini secchi, innaffiate con vino rosso e cuocete per bene, usando un buon brodo di carne. Bene adesso manca solo il mare e la macchia mediterranea:) Buon appetito e buona domenica:)
Coniglio veloce alla mediterranea
Riso freddo
Riso freddo
Facilissimo: riso bollito e pomodorini secchi sott'olio e olive nere e capperi e rucola e ricotta di pecora indurita...profumato e delizioso
Riso freddo profumato
Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina anche per la vita, con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto!... Lo so, adesso lei mi dirà:- Si impara sbagliando!-… " No, quello che stavo per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, è che sono le ricette che uno si inventa quelle che funzionano meglio di tutte!" (dal film "Sapori e dissapori")
da: Ricetteecooking
Cinnamon Rolls
Ok, take it easy, it's not that difficult! and you can do it by yourself...they will be ready for your evening:)
you need:
flour, water, salt sugar oil and brewer's yeast. you make pasta for pizza all the same... but you add sugar and oil.
Your mixture need to rest for four hours...
Then... make little rolls and put on the bottom of the greaseproof paper a little sugar and cinnamon. All this staff goes in a backing pan, remember:) !
180° for 15 minutes
P.S. HOPE YOU ENJOY WITH THE ONE/ONES YOU LOVE:)
BIG HUG:)
Giulia
cinnamon rolls ricettario
da flickr di Daniele Muscetta girelle alla cannella
Quanti significati sono celati dietro un abbraccio? Che cos'è un abbraccio se non comunicare, condividere e infondere qualcosa di sé ad un'altra persona? Un abbraccio è esprimere la propria esistenza a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada, nella gioia che nel dolore. Esistono molti tipi di abbracci, ma i più veri ed i più profondi sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti. A volte un abbraccio, quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt'uno, fissa quell'istante magico nell'eterno. Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso, fa vibrare l'anima e rivela ciò che ancora non si sa o si ha paura di sapere. Ma il più delle volte un abbraccio è staccare un pezzettino di sé per donarlo all'altro affinché possa continuare il proprio cammino meno solo.
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/comportamento/frase-172912?f=a:698>
Laurino's mountains: the red garden
Once upon a time there was a king. He was famous, and his soldiers too. His name was Laurino, he lived in the Dolomiti mountains. Nobody could reach his kingdom, because of this mountains, huge, high and venerable.
They were small persons, but everybody in the valleys respect them, they were incredible soldiers.
One night the king couldn't sleep and while he was walking and looking the moon, he saw a beautiful and charming lady playing with moonbeams...she was happy but she looked so sad looking for the moon.
Laurino was surprised and suddenly fall in love with the melancholy girl.
They started talking... and night by night, they were caught by each other.
Laurino asked her to get married, and she, the melancholy lady, was happy and saied yes.
The day passed and the queen got sick, pale and pale and nobody could help her...only, in the middle of the nights, she went out seeking for the moon...in those moment she felt better.
"Where do you came from, my queen? How can I help you?" asked Laurino.
"I miss home, do you understand me?It's not your fault"she saied.
But Laurino really loved her, so he asked to his soldier to go up there and to ask her father filaments of the moon.
When they came back, they filled the mountains with it, and they became pale, as like as the moon in the morning.
People got envying about their love and they hated the beauty of the mountains.
So, as the pale color was so evident, they could find the way to Laurino's Kingdom...and early in the morning they killed them all.
Only Laurino survived. But he was a great king. To remember the story he gave a beautiful gift to the people of the valleys...
Just before come the night, the pale Dolomiti get red...they look like a red garden and not made by rocks. This is what I call the way to red rocks.
Love from tragedy.
And if you want to remember this story, I've got a recepit from Alaska: "cinnamon rolls"...they are good and they look like roses:)
"She loved him but she missed home"
Italian legend
Dolomiti-Italy
LE VERDURE A MILANO
Lei: “ In Valtellina, il pomeriggio ha avviluppato il bosco, la nebbia sta bassa e le punte degli alberi non si scorgono neppure. Le montagne sono più su, ma non si riesce a vederle; non se ne sospetterebbe l’imponenza.
Proprio quello che gli accade ora. Oggi non ha tempo per il panorama. Guida la macchina, deciso, che il cielo è sceso a terra e inizia dove termina il cappello, mentre la strada sale, sale, sale senza sosta. Fortunatamente vede quel tanto che basta.
Eh, finalmente per lui! Ti dici tu. In seguito le nubi si concentrano più in alto e una pioggerellina fitta, insistente gli impedisce ulteriormente la visuale. “Che palle, questa non ci voleva!”.
La strada lunga ora attraversa la valle, dopo essere scesa dal passo , lungo i tornanti, più dolce al fianco del fiume.Ha acceso la radio, per far passare il tempo più velocemente di quel che sente.
Arriva per salutarla. Arriva per arrivare. Arriva per conoscerla. Arriva. E l’attesa di un incontro e di un distacco vi accomuna ancora. La strada continua a srotolarsi nella valle sinuosa, lenta con quella striscia bianca nel mezzo.
Lui sta al centro, va veloce. Osserva le macchine che supera, una panda verde acqua, una opel grigia, un bmw nero. Le luci dei fari inquadrano il lunotto posteriore per poi strisciare rapidamente lungo le fiancate, una dopo l’altra. Finalmente la Valassina e poi Milano.
Milano. Milano è una città strana. Un caos furioso e le vie dei tuoi negozi, eh. Il bar sottocasa, gli amici di Corso Dante. Un centro e gli anelli concentrici che lo circondano, uno dopo l’altro, comodi se ti ci abitui”.
Bea: “Mamma mi racconti la storia del Duomo?”
Lei: “Quella che vediamo laggiù è la guglia più alta, l’ha pagata un signore ricchissimo, che faceva un lavoro molto brutto: vendeva schiavi. Ma in vecchiaia diventò triste, per tutto il male che aveva fatto e allora donò alla fabbrica del Duomo tanto denaro, per scusarsi.”
Bea: “E quello chi è?”
Lei: “E’ un profeta dell’antico testamento, loro sono tutti da questa parte…”
Bea: “Andiamo a vedere il maialino? E poi mi racconti la storia dei tagliatori di pietra?”
Lei: “I tagliatori, spesso, erano i milanesi del popolo che donavano il loro tempo per la costruzione della chiesa…”
Bea: “E chi le pagava le pietre?”
Lei: “La gente tesoro! Ecco, la vedi la Madonnina in cima?E’ Milano che l’ha voluta lì, al posto di Sant’Ambrogio.”
Bea: “E lui non si è arrabbiato, che non l’hanno scelto?”
Lei: “Non credo che se la sia presa Bea, non credo.”
La piazza, i piccioni. Sara che si siede sul gradino. La gente di nuovo. Le chiacchere, le grida, i giapponesi. L’edicola, un giornale. Milano. La mano paffuta, piccola, aggrappata a quella più grande. Trotterella strattonata un pò di fretta, saltellando due volte ad ogni passo. Un fagottino blu col fiato corto. Si è seduta per bene in metropolitana, obbediente, con il faccino rivolto all’insù per guardare tutte le facce nuove.
Estraneo: “Ma che bella bambina, come si chiama?”
Lei: “Bea.”
Estraneo: “Ciao Bea, vai a passeggio con la tua mamma?”
Bea: “Sì.”, risponde educatamente. Ma l’attenzione è già catturata dal signore con i baffi neri, enormi sotto il piccolo naso e dal ragazzo con il cappuccio della felpa in testa. Entrano due zingari, attaccano una musica zigana, diversa da quella che solitamente propongono e la bambina si gira, nuovamente rapita dall’evento improvviso. Sorridi prendendola in braccio. Esci. Ti fai spazio tra la gente salendo i gradini che sbucano nella via trafficata. Le due teste vicine, le parli piano, nominando ogni cosa che vedi. La cioccolata calda e pastosa al bar dell’angolo, sotto casa.
Bea: “Hai due baffi marroni come quelli del signore in metropolitana!”
Tua figlia sorride gorgogliando e immerge nuovamente la faccia nella tazza.
Bea:“Ora hai il naso dell’orsetto Tobia!”, la bimba ride di nuovo, felice e batte le mani.
“Andiamo Bea, adesso torniamo a casa.”
La strada, le persone di fretta e le vetrine accese. Il fruttivendolo che espone ciliegie rosso amaranto, limoni gialli, pompelmi, zucchette verdi. Le zucchine, i carciofi. Ecco quelli vanno bene. Mangiarli cotti a vapore con olio e prezzemolo, staccando le foglie una per una. Assaporarne la polpa. Ricordarsi, solo, di togliere le spine sulla punta. Possono andare bene con la formaggella fresca del supermercato. E la pasta con i broccoli verdi e le acciughe.
Tagliare la verdura insieme alle domande continue di tua figlia “Arriva papà?” sorridere. Mangiare. Dormirai. Azioni, una dopo l’altra. Assaporare il gusto, come la cioccolata del bar. Aspettarlo, ancora.Il distacco da lei , nell’ora che viene è già dolore. Sarà il suo primo finesettimana. Marco però oggi torna.
foto di: Franco Folini, Flickr
Il fruttivendolo che espone ciliegie rosso amaranto, limoni gialli, pompelmi, zucchette verdi. Le zucchine, i carciofi. Ecco quelli vanno bene. Mangiarli cotti a vapore con olio e prezzemolo, staccando le foglie una per una. Assaporarne la polpa. Ricordarsi, solo, di togliere le spine sulla punta. Possono andare bene con la formaggella fresca del supermercato. E la pasta con i broccoli verdi e le acciughe.
Giulia Valsecchi
verdure: Isabel Frabisa Flickr