Non capisco niente di calcio, non so cosa sia un fuori gioco, a mala pena so che ruoli ci sono in una squadra e solo perché, complice un nonno entusiasto della sua squadra preferita che tornava in serie A quando ero alle elementari, mi sono appassionata per un paio di mesi molti anni fa.
Non capisco niente di calcio, ma quel nove luglio duemilasei la partita l'ho seguita con la stessa attenzione con cui seguo solo le cose che mi appassionano e, vent'anni dopo, io quella giornata me la ricordo bene. Era quell'anno di merda in cui i miei si separarono ufficialmente, mia madre si era operata alla gamba, a casa non andava la TV, mio padre aveva una sistemazione temporanea, le cose erano così fragili eppure quella sera mio padre mi passò a prendere, andammo a mangiare la pizza e poi in un parcheggio che vent'anni dopo è una piazza, il comune aveva adibito un monitor commerciale a vedere la TV. Era così strano e magico allo stesso tempo, c'eravamo io e mio babbo che da qualche mese non viveva più sotto il mio stesso tetto, c'era un gruppo di tedeschi con la pizza nel cartone davanti a noi che tifavano l'Italia e persone di ogni età - famiglie, gruppi di amici, persone da sole - e ogni cosa era vissuta insieme.
E poi abbiamo vinto e c'erano i cori per le strade, c'era la mia cotta delle medie in bicicletta che si fermò a dirmi che avevamo vinto e io, con l'innocenza dei dodici anni, pensavo di aver vinto anche su un altro livello perché B. si era fermato a salutarmi per esultare con me.
Avevamo vinto il mondiale ed eravamo, per un momento, tutti felici, anche mio papà con la sua camicia blu per una volta, dopo mesi, mi sembrava più leggero.
Anni dopo mi dirà che la vittoria al mondiale era stata un punto di svolta, perché se l'Italia era riuscita a portarsi a casa il mondiale allora lui poteva riprendere in mano la sua vita per me, rimettere insieme i cocci per costruire qualcosa di nuovo.
Io di calcio non ne capisco un cazzo, mi annoia pure vedere ventidue persone correre dietro una palla, ma il cielo è azzurro sopra a Berlino mi farà sempre pizzicare un po' gli occhi.