2003 Where is our place / Ilya & Emilia Kabakov DISTORTED COLUMNS

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2003 Where is our place / Ilya & Emilia Kabakov DISTORTED COLUMNS
being 13 was crazy cuz it's like no one is coming to save you. there's only one option and it's to read about band guys having gay sex
turning 22 tomorrow. i heard they kill you when you turn 22
acting as if nothing happened and nothing matters to me until my next breakdown
The Beach Boys's Brian Wilson sits alone in a church. (c. 70s/80s, photographer unknown)
Volcanic crater in Ethiopia, photographed by Chris Johns
source / Haverst
I’m trying to be less volatile
Like a louboutin
Greek marble shell, used as grave offerings for the dead
400 BCE
Metropolitan Museum of Art 1995.19
Ed Ruscha (American, b. 1937), Etc., 1990. Acrylic on museum board, 20 x 30 in.
Il termine neurodivergente viene coniato nei primi anni 2000 dall'attivista autistica ed epilettica Kassiane Asasumasu. La ragione è esplicita: il termine neurodiversità veniva già allora usato in modo riduttivo, come sinonimo di autismo e di poche altre condizioni, tradendo gli obiettivi del Movimento e riproducendo la logica escludente che si voleva superare. In un post del 2015 rimasto fondamentale, Asasumasu chiarisce:
«Ho coniato il termine neurodivergente [...] tipo una decina di anni fa o più, perché la gente usava "neurodiverso" e "neurodiversità" per indicare solo le persone autistiche e probabilmente quelle DSA. Ma ci sono molti più modi in cui una persona può avere un cervello diverso ma dannatamente perfetto.
Neurodivergente si riferisce a una persona neurologicamente diversa da quella tipica. Questo è tutto. Io sono neurodivergente in modo multiplo: Sono autistica, epilettica, ho un PTSD, ho la cefalea a grappolo, ho la malformazione di Chiari. Neurodivergente significa semplicemente un cervello che diverge.
Persone autistiche. Persone ADHD. Persone con difficoltà di apprendimento. Persone epilettiche. Persone con condizioni psichiatriche. Persone con sclerosi multipla o Parkinson o aprassia o paralisi cerebrale o disprassia o senza una diagnosi specifica ma con una lateralizzazione strana o altro.
Questo è tutto ciò che significa. Non è un altro dannato strumento di esclusione. È specificamente uno strumento di inclusione. Se non volete essere associatǝ a queste persone, allora siete VOI ad aver bisogno di un'altra parola. Neurodivergente è per tuttǝ noi.» [15]
Neurodivergenza è una categoria sociale, non medica. Indica quella categoria di persone che vengono marginalizzate, discriminate ed escluse in relazione alle proprie caratteristiche neurologiche — indipendentemente dal fatto che tali caratteristiche siano costituzionali, acquisite, patologiche o non patologiche, diagnosticate o non diagnosticate. Non è una lista chiusa di etichette diagnostiche: è una categoria aperta, deliberatamente ampia, concepita come strumento di inclusione e di analisi politica.
Ne consegue che la domanda «quali condizioni diagnostiche rientrano nella neurodivergenza?» è mal posta. Non è la diagnosi a determinare l'appartenenza alla categoria: è il rapporto tra una persona e le strutture normative che la marginalizzano in relazione al suo funzionamento neurologico. Una persona autistica in un contesto che non problematizza il suo modo di essere — dove il contatto visivo non è richiesto, dove il modo autistico di comunicare non è considerato deviante, dove le differenze sensoriali sono accolte — non è neurodivergente in quel contesto: non diverge da nessuna norma. La neurodivergenza non abita nel suo cervello: abita nel rapporto tra quella persona e un contesto sociale costruito su norme che la escludono. (...) Questo punto è fondamentale e spesso frainteso. Affermare che la neurodivergenza è relazionale non significa negare che esistano differenze di funzionamento reali, significa spostare il piano dell'analisi: non cosa c'è di sbagliato in questa persona, ma quale struttura normativa produce questa persona come sbagliata.
Weather camera self portraits (2012— )
Tatu Gustafsson
I have GOT to stop spending $30