L'indefinito fa paura, ci riesce perché alla fine dei conti agiamo comunque per istinto. Per quanto possiamo provare a controllare e analizzare tutto ció che accade purtroppo, o per fortuna, non avremo mai tutto sotto controllo.
L'indefinito ci avvolge. Tutto é osservabile, nulla é definibile.. Questo mi piace spesso dire. Alla fin fine ci si abitua, il buio smette di far paura e ció che continua a farlo lo si evita o magari si controlla, si gestisce.
Poi ci si rende contro di averla dentro l'indefinizione. Gli esseri umani sono nati con qualche pezzo mancante e non si intende l'anima gemella; qualcosa nel cervello manca all'uomo, piú si cerca una risposta, piú il punto di domanda diventa grande, tanto che puoi vederne il colore.
Grigio, un grigio di quelli brutti, sta proprio nel mezzo, ci si potrebbe chiedere se si avvicina piú al nero o al bianco per il resto della vita. Perché alla fine questo é il colore della condizione umana. Piú ci si guarda dentro, piú si guarda fuori, piú si guarda fuori meglio si capisce che siamo tutti piccole tonalitá di grigio, una totalmente differente dall'altra.
Perché si. Siamo tutti nel mezzo, il piú estremo degli esseri umani ha anche pensieri moderati e piú argomenti si toccano piú si denota che nessuno é a destro o a sinistra, niente é bianco, niente é nero.
Se si smette di guardare la vita al microscopio, si notano piccoli punti grigi, dannatamente singolari, che si potrebbe dare un nome e un cognome ad ognuno di loro e ricordarli per la loro unicitá, senza bisogno di buttarli in una categoria riconoscibile.
La condizione umana é miserabile, eterna ricerca di nomi da dare a cose che di un nome non hanno bisogno.












