considerazioni non richieste post sanremo (atto unico)
okay, premetto che ci sta la gente rosichi per i propri favoriti, sanremo è sempre una pasta impazzita e non ci sono bookmakers, indovini e esorcisti che tengano MA:
la stampa ha rotto il cazzo con questa storia appartenente all’era mesozoica di dover mettere gli artisti l’uno contro l’altro, che hunger games scansate
se vado a sanremo in linea di massima punto a vincere, o per lo meno a lasciare un segno che mi permetta di essere ricordat* nel panorama musicale italiano, mi pare sacrosanto
(postilla 2a) questo spalare mmmm a priori sulle aspirazioni altrui stravolgendo umani sentimenti di lutto personale, anche meno (PLUS! le interviste subito dopo la fatica mortale di cinque giornate di tensione e marea emotiva sarebbero da abolire, davvero)
possiamo farcela a evitare la solita cantilena del “sanremo è una farsa!!! festival truccato e solita cagata che vince!!!1!!!!”? Sapete che potreste andare incontro a delusione (I’ve been there sooo many times, feel you), quindi partite premuniti di giubbotti anti-pregiudizio, tanta camomilla e respirate
gente, il vero GOMBLOTTO è stato non far cantare il duo vincitore dell’edizione 2018 just saying !!! (metamoro where were thou?)
fra tre mesi c’è l’Eurovision, fAMOSE A CAPì
Mahmood: “Sono nato da madre sarda e padre egiziano e sono italiano al 100%” *MIC DROP* (((can you hear Salveneeeh cries??)))
menzione d’onore per “io mi so’ sempre grattato ma non è servito” di Nicolino aka i stan (1) sweet roman prince
tl;dr: piangete, strappatevi i capelli e urlate all’oltraggio spergiurando che questa è l’ultima volta che guardarete il festival se vi aiuta a esorcizzare l’amarezza e il dolore ma non lasciatevi strappare la leggerezza dai soliti cazzari guasta-anima, vi prego