04/05/2023 18:12
avevo deciso che doveva essere ieri sera, avevo deciso come, quando e dove. avevo pensato a chi mi avrebbe trovata dopo, a cosa scrivere prima ma nessuna parola sarebbe stata abbastanza completa per spiegare come mi sento. Il pensiero della morte è qualcosa di così doloroso e affascinante al tempo stesso. Era quasi una consolazione, un “dai resisti per un altro po’” e anche un incentivo a godersi quel momento per lasciare un bel ricordo. Questo pensiero è stato nella mia testa per tanto tempo così da diventare un sogno lucido dove potevo immaginare ogni dettaglio, ogni odore, quasi come un film.
È terribilmente pauroso avere un pensiero del genere nella tua testa e non penso che le persone che mi sono affianco abbiamo mai avuto un idea talmente forte e oscura nella propria mente. La paura mi ha portato ad andare alla mia prima seduta da uno psicologo, il coraggio a fare anche la seconda e la terza.
e ora eccomi qua, fino a qualche giorno fa non prendevo impegni che superassero la sera del 3, non pensavo neanche alle vacanze estive o agli esami da dare. sono ancora a pezzi, il mio stomaco è pieno solo di bibite energetiche ormai da due giorni, il mio braccio ha cicatrici vecchi e graffi nuovi, la mia gamba non smette di tremare, il mio cervello non riesce a concentrarsi, i miei occhi iniziano a piangere se incrocio il mio sguardo allo specchio, le mie orecchie sono sempre attaccate alle cuffiette quando sono da sola. Sono tutti meccanismi che uso per proteggermi da quello che sento, per anestetizzarmi, perché ho paura che un’altra ferita non la reggerei.










