Conjoined - 230306
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Conjoined - 230306
Going Nowhere - 230307
Da sempre siamo abituati a collegare questa immagine con le proteste in piazza Tienanmen, terminate il 4 giugno 1989.
Un uomo, camicia bianca, pantaloni neri e due borse per la spesa tra le mani, è fermo davanti ad una lunga fila di carri armati type 59. La sua presenza impedisce alla colonna di avanzare. L’uomo fa dei gesti plateali alzando una borsa verso il primo tank che ha di fronte. Dal mezzo corazzato iniziano delle manovre di accerchiamento, ma l’uomo si muove ed impedisce che queste abbiano successo. Poi improvvisamente quello che passerà alla storia come “Unknown Rebel" o "Tank man”, sale sul carro armato, e attraverso le feritoie cerca di parlare con l’equipaggio. Un soldato esce dalla torretta e dialoga con il rivoltoso sconosciuto. Dopo un breve scambio di battute l’uomo scende dal veicolo, che però si rimette in movimento. E allora lui lo rincorre e gli si piazza di ancora davanti, ridando inizio alla situazione di empasse che dura fino all’intervento di due individui che portano via “Tank man”, lasciando che il blindato prosegua il suo percorso.
Cosa sia accaduto in seguito al “rivoltoso sconosciuto” è impossibile da stabilire con certezza.
Ma questa scena avvenuta alla fine della repressione delle proteste di piazza Tienanmen non basta per raccontare la complessità del movimento che occupò la celeberrima piazza.
Qualcuno giustamente l’ha chiamata la Comune di Tienanmen, perché studenti e lavoratori che l’animavano chiedevano un socialismo sburocratizzato, autorganizzato, che fosse capace di liberare tutte le energie della società. Nella piazza campeggiavano le frasi di Marx, nelle assemblee si discuteva del rapporto tra libertà e potere, ovunque c’era voglia di costruire una società più egualitaria e giusta.
Non volevano la Coca-Cola e nemmeno il capitalismo: una versione della protesta che era comoda da diffondere tanto per il Partito comunista cinese che per le potenze occidentali.
A Tienanmen operai, studenti e intellettuali volevano quello che prima di loro avevano chiesto tanti altri: un comunismo libertario.
E finirono come chi li aveva preceduti, repressi a Oriente e strumentalizzati a Occidente.
Chaves
La Germania perde per la prima volta il seggio al Consiglio di Sicurezza dell'Onu: paga il sostegno a Israele. L'Italia è messa pure peggio
di Giulio Cavalli
La Germania perde per la prima volta il seggio al Consiglio di Sicurezza dell'Onu: paga il sostegno a Israele. L'Italia è messa pure peggio
"Desidero che la Papamobile venga trasformata in una clinica mobile e donata ai bambini di Gaza" Questa è una delle ultime volontà di Papa Francesco prima di morire. Ad eseguire la disposizione di Papa Francesco, il Vaticano incarica il cardinale svedese Anders Arborelius che a sua volta incarica la Caritas svedese per la trasformazione del veicolo. Quando la stampa dà la notizia dell'incarico alla Caritas svedese di trasformare la Papamobile in clinica mobile per i bambini di Gaza, scatta la solidarietà dei cittadini svedesi che in pochi giorni inviano alla Caritas cospicue donazioni. Grazie alle somme raccolte, la Caritas, non solo riesce a trasformare la Papamobile in una clinica mobile fornita di attrezzature mediche di ultima generazione, ma acquista altre 12 ambulanze da inviare a Gaza. A novembre dello scorso anno, quando i lavori sulla Papamobile sono ultimati, per celebrare l'evento e assolvere all'ultima volontà di Papa Francesco, il Vaticano sceglie Betlemme, la città simbolo per eccellenza della cristianità, la città dove nacque Cristo. In Piazza della Mangiatoia, il cardinale Anders Arborelius benedice la Papamobile e le ambulanze in partenza verso Gaza. La Papamobile viene rinominata "Veicolo della Speranza". Passano giorni, settimane e poi mesi ma gli occupanti israeliani non consentono alla Caritas di fare entrare il Veicolo della Speranza a Gaza. I rappresentanti del Vaticano e della Caritas chiedono più volte spiegazioni ma Israele si prende gioco di loro inventando storie assurde. "Non è pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione" E poi ancora: "I materiali sanitari all'interno della Papamobile potrebbero finire nelle mani di Hamas ed essere usati come armi". E intanto la Papamobile, trasformata in un gioiello della tecnologia medica, in grado di curare 200 bambini al giorno, è ancora lì, dopo sette mesi, sotto una teca in un parcheggio a pochi metri da Piazza della Mangiatoia in attesa di raggiungere i bambini di Gaza. In uno stupendo articolo scritto dal cardinale Arborelius su ICN, Independent Catholic News (*link nel primo commento) il cardinale si rivolge alle autorità israeliane, chiede, quasi supplica, di lasciare entrare il Veicolo della Speranza ma non rinuncia a scrivere: "Negare le cure mediche ai bambini significa oltrepassare un limite morale che dovrebbe turbare tutti". Limite morale che non turba i leader politici occidentali che ostentano senza ritegno la loro fede cristiana ma restano in un vile silenzio mentre la colonia di plastica denominata Israele umilia il Vaticano prendendosi gioco delle ultime volontà di un Papa. Che schifo! https://www.indcatholicnews.com/news/54882