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@heislikethesun
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Charlie&Felicienne.
'You lost her. And now she lights up the night-time sky for her new lover cause he recognized her as the moon. And you envy him. She cound've been your moon, but you were too busy chasing the dimly lit stars--'
Bryan&Katherine.
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
heislikethesun
'Questo non è assolutamente vero!' Scoppia a ridere, lanciando un’occhiata al proprio orologio da polso. 'Ho due ore prima che Lys riporti Ana a casa, e dovrei fare la spesa, andare a ritirare un vestito di seta di Ana… Ti sembra normale che una bambina voglia mettere vestiti di seta / in casa /?! '
Hunter si lascia scappare un sorriso mentre si sporge verso l’orologio di Charlie e nota che nel giro di cinque minuti i loro turni saranno finiti. < Hai mai pensato che per Ana sei tu quello strano che indossa semplici t-shirt in cotone e vestaglie? Comunque posso darti una mano per la spesa, sai… Devo riempirmi il frigo ed ultimamente è pieno di schifezze che piacciono a mio fratello, a Maddie, Faith, Mikayla ed impasti per biscotti che scadranno nel tremila e passa. >
'Io giro per casa in camicia bianca, da quando c'è mia figlia… E credo di amare follemente Joseph. Insomma, si presenta fuori casa mia con la spesa già fatta, anche se compra porzioni da single… Allora, spesa? Poi dovresti aiutarmi con /quella cosa/.'
< Ci credo, non vuoi traumatizzarla. Ripetimi da quando sei gay, comunque. Cos’é questo tuo attaccamento a Joseph da qualche giorno a questa parte? E- d’accordo, ti darò una mano anche con /quella cosa/. >
'Charlie Fawley e gay sono due parole che non possono essere contenute nella stessa frase. Lo sai che Jos è la mia anima gemella, /platonicamente/ parlando... E voleva darmi una mano con /quella cosa/, ma ho intuito che sarebbe stato meglio di no.'
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
heislikethesun
'Questo non è assolutamente vero!' Scoppia a ridere, lanciando un’occhiata al proprio orologio da polso. 'Ho due ore prima che Lys riporti Ana a casa, e dovrei fare la spesa, andare a ritirare un vestito di seta di Ana… Ti sembra normale che una bambina voglia mettere vestiti di seta / in casa /?! '
Hunter si lascia scappare un sorriso mentre si sporge verso l’orologio di Charlie e nota che nel giro di cinque minuti i loro turni saranno finiti. < Hai mai pensato che per Ana sei tu quello strano che indossa semplici t-shirt in cotone e vestaglie? Comunque posso darti una mano per la spesa, sai… Devo riempirmi il frigo ed ultimamente è pieno di schifezze che piacciono a mio fratello, a Maddie, Faith, Mikayla ed impasti per biscotti che scadranno nel tremila e passa. >
'Io giro per casa in camicia bianca, da quando c'è mia figlia... E credo di amare follemente Joseph. Insomma, si presenta fuori casa mia con la spesa già fatta, anche se compra porzioni da single... Allora, spesa? Poi dovresti aiutarmi con /quella cosa/.'
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
'Non è a casa mia ventiquattro ore al— ' Si interrompe, interdetto, per poi aggrottare la fronte. 'Te l'ha detto Ana, scommetto. Godric, vuole che sua madre resti a cena con noi ogni sera e- non fraintendermi, a me fa piacere, ed in fondo è sua madre… Ma vorrei poter camminare per casa mia in accappatoio senza sentirmi un maniaco sessuale.'
Hunter alza le mani al cielo quando Charlie fa il nome di sua figlia, ma un sorrisino divertito gli si dipinge sulle labbra. < Non ho mai detto che Ana ha mai fatto un alcunché. E sai che ti ci vedo a camminare per casa in accappatoio senza niente sotto, con delle pantofole da duemila galeoni e un bicchiere di vino rosso in mano, del sessantasei. Fa molto pervertito e molto sexy, mhm? >
'Pantofole da duemila galeoni?' Ripete divertito, per poi scuotere il capo. 'Credo di non aver comprato un paio di pantofole da quando, nel Natale settantasei, una ragazza me le tirò dietro mentre era sul pianerottolo. Come si chiamava?… Oh, /Chanel/!'
< Ti ricordi cosa disse? “Sei proprio una bestia!” >, ripeté, imitando malamente la voce stridula della ragazzina che era stata, la stessa Chanel, un tempo. < Spiegami perché per un periodo della tua vita hai frequentato solo ragazze dai nomi, umh… Da facilotte. Sono curioso. >
'Ma Chanel non era il suo vero nome!' Esclama arricciando le labbra, mettendo su una smorfia pensierosa mentre vaga con la mente indietro di qualche anno. 'Si chiamava Marie, credo. Non ne sono sicuro, anche perché tutto quello che mi raccontava su di lei sembravano /cazzate/. Palesemente non era francese, anche se sosteneva di esserlo. Erano loro attirate da me, Hunter..'
< Resta il fatto che avevano soprannomi alquanto particolari e vestivano con gonne piuttosto poco vistose e lasciavano vedere altro, mio caro. E spiegami /perché/ erano attirate da te solo ragazze pacchiane, bugiarde e- hai capito. >
'Questo non è assolutamente vero!' Scoppia a ridere, lanciando un'occhiata al proprio orologio da polso. 'Ho due ore prima che Lys riporti Ana a casa, e dovrei fare la spesa, andare a ritirare un vestito di seta di Ana... Ti sembra normale che una bambina voglia mettere vestiti di seta / in casa /?! '
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
'Non è a casa mia ventiquattro ore al— ' Si interrompe, interdetto, per poi aggrottare la fronte. 'Te l'ha detto Ana, scommetto. Godric, vuole che sua madre resti a cena con noi ogni sera e- non fraintendermi, a me fa piacere, ed in fondo è sua madre… Ma vorrei poter camminare per casa mia in accappatoio senza sentirmi un maniaco sessuale.'
Hunter alza le mani al cielo quando Charlie fa il nome di sua figlia, ma un sorrisino divertito gli si dipinge sulle labbra. < Non ho mai detto che Ana ha mai fatto un alcunché. E sai che ti ci vedo a camminare per casa in accappatoio senza niente sotto, con delle pantofole da duemila galeoni e un bicchiere di vino rosso in mano, del sessantasei. Fa molto pervertito e molto sexy, mhm? >
'Pantofole da duemila galeoni?' Ripete divertito, per poi scuotere il capo. 'Credo di non aver comprato un paio di pantofole da quando, nel Natale settantasei, una ragazza me le tirò dietro mentre era sul pianerottolo. Come si chiamava?… Oh, /Chanel/!'
< Ti ricordi cosa disse? “Sei proprio una bestia!” >, ripeté, imitando malamente la voce stridula della ragazzina che era stata, la stessa Chanel, un tempo. < Spiegami perché per un periodo della tua vita hai frequentato solo ragazze dai nomi, umh… Da facilotte. Sono curioso. >
'Ma Chanel non era il suo vero nome!' Esclama arricciando le labbra, mettendo su una smorfia pensierosa mentre vaga con la mente indietro di qualche anno. 'Si chiamava Marie, credo. Non ne sono sicuro, anche perché tutto quello che mi raccontava su di lei sembravano /cazzate/. Palesemente non era francese, anche se sosteneva di esserlo. Erano loro attirate da me, Hunter..'
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
'Non è a casa mia ventiquattro ore al— ' Si interrompe, interdetto, per poi aggrottare la fronte. 'Te l'ha detto Ana, scommetto. Godric, vuole che sua madre resti a cena con noi ogni sera e- non fraintendermi, a me fa piacere, ed in fondo è sua madre… Ma vorrei poter camminare per casa mia in accappatoio senza sentirmi un maniaco sessuale.'
Hunter alza le mani al cielo quando Charlie fa il nome di sua figlia, ma un sorrisino divertito gli si dipinge sulle labbra. < Non ho mai detto che Ana ha mai fatto un alcunché. E sai che ti ci vedo a camminare per casa in accappatoio senza niente sotto, con delle pantofole da duemila galeoni e un bicchiere di vino rosso in mano, del sessantasei. Fa molto pervertito e molto sexy, mhm? >
'Pantofole da duemila galeoni?' Ripete divertito, per poi scuotere il capo. 'Credo di non aver comprato un paio di pantofole da quando, nel Natale settantasei, una ragazza me le tirò dietro mentre era sul pianerottolo. Come si chiamava?... Oh, /Chanel/!'
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
< Non ci trovo niente di strano, hai ventisei anni, sei giovane, straripante di ormoni più di quanto non lo fossi a sedici anni, quindi… Non so, sinceramente, se come persona sia una /bella/ persona. Ma se a te piace, perché non buttarsi? Insomma, cosa potresti perdere? Ana? E’ tua figlia. >
'Una cosa era quando ero a Lione, e c'eravamo solo io e lei… Insomma, lei ha sofferto /davvero/ per me, e so cosa significa, so quanto sia difficile rialzarsi.' Afferra una carta stropicciata e la lancia verso il cestino, centrandolo quasi fosse un canestro babbano. Dire che in quell’ultimo periodo sia incredibilmente confuso è un eufemismo bello e buono. 'Scherzi? Metti che finisse male, potrebbe anche portarla di nuovo in Francia. Non lo farebbe mai, okay, ma…'
Hunter a quelle parole sposta lo sguardo su una pergamena lì vicino e dopo aver studiato quel foglio come se fosse qualcosa di /estremamente/ interessante, tentando di evitare a tutti i costi lo sguardo di Charlie, inizia a scarabocchiare distrattamente delle figure, mentre con la coda dell’occhio osserva il ragazzo fare canestro nel cestino della carta. Un sospiro fuoriesce dalle sue labbra socchiuse prima di voltarsi nuovamente verso l’amico. < Non la porterebbe in Francia solo perché tra voi due si è spenta la fiamma o- che so io. Charlie, è una madre e ti assicuro che nessuna madre che si rispetti allontanerebbe suo figlio dal padre solo perché le cose non vanno bene. Questo lo fanno le stronze, okay? E lei non mi sembra una stronza, una stronza non avrebbe mai fatto conoscere a sua figlia il papà, le avrebbe sempre nascosto la verità, no? >
A quelle parole, Charlie annuisce con un cenno del capo, per poi corrugare il viso in un’espressione confusa. 'Credo di essermi ubriacato mentre ero con lei da qualche parte… Al maniero dei Blanchard. Quindi era— Halloween? Be', mi ha detto che doveva /sposarsi/ con un tale con il quale si è lasciata prima di trasferirsi qui. O forse l'ho solo immaginato.'
< Ed ora lei frequenta ancora questo tale? Non credo, insomma… E’ venuta a vivere qui senza di lui ed è a casa tua ventiquattro ore al giorno. Non che ti venga a trovare così spesso, ma sai, ho i miei informatori. >
'Non è a casa mia ventiquattro ore al-- ' Si interrompe, interdetto, per poi aggrottare la fronte. 'Te l'ha detto Ana, scommetto. Godric, vuole che sua madre resti a cena con noi ogni sera e- non fraintendermi, a me fa piacere, ed in fondo è sua madre... Ma vorrei poter camminare per casa mia in accappatoio senza sentirmi un maniaco sessuale.'
{ Charlie & Hunter ;; Dicembre 1978 ;; Ministero della Magia }
< Non ci trovo niente di strano, hai ventisei anni, sei giovane, straripante di ormoni più di quanto non lo fossi a sedici anni, quindi… Non so, sinceramente, se come persona sia una /bella/ persona. Ma se a te piace, perché non buttarsi? Insomma, cosa potresti perdere? Ana? E’ tua figlia. >
'Una cosa era quando ero a Lione, e c'eravamo solo io e lei… Insomma, lei ha sofferto /davvero/ per me, e so cosa significa, so quanto sia difficile rialzarsi.' Afferra una carta stropicciata e la lancia verso il cestino, centrandolo quasi fosse un canestro babbano. Dire che in quell’ultimo periodo sia incredibilmente confuso è un eufemismo bello e buono. 'Scherzi? Metti che finisse male, potrebbe anche portarla di nuovo in Francia. Non lo farebbe mai, okay, ma…'
Hunter a quelle parole sposta lo sguardo su una pergamena lì vicino e dopo aver studiato quel foglio come se fosse qualcosa di /estremamente/ interessante, tentando di evitare a tutti i costi lo sguardo di Charlie, inizia a scarabocchiare distrattamente delle figure, mentre con la coda dell’occhio osserva il ragazzo fare canestro nel cestino della carta. Un sospiro fuoriesce dalle sue labbra socchiuse prima di voltarsi nuovamente verso l’amico. < Non la porterebbe in Francia solo perché tra voi due si è spenta la fiamma o- che so io. Charlie, è una madre e ti assicuro che nessuna madre che si rispetti allontanerebbe suo figlio dal padre solo perché le cose non vanno bene. Questo lo fanno le stronze, okay? E lei non mi sembra una stronza, una stronza non avrebbe mai fatto conoscere a sua figlia il papà, le avrebbe sempre nascosto la verità, no? >
A quelle parole, Charlie annuisce con un cenno del capo, per poi corrugare il viso in un'espressione confusa. 'Credo di essermi ubriacato mentre ero con lei da qualche parte... Al maniero dei Blanchard. Quindi era-- Halloween? Be', mi ha detto che doveva /sposarsi/ con un tale con il quale si è lasciata prima di trasferirsi qui. O forse l'ho solo immaginato.'