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@hermioneblk
Uno, nessuno e centomila 🎧 per me ancora no 
Scrittore: Luigi Pirandello
Narratore: Luca Ghignone
Ho ascoltato di nuovo il libro e continuo a pensarla nello stesso modo, buona la filosofia ma troppo pesante tanto da annientare la trama. Condivido al 100% la filosofia che è stata esposta dall’autore, ammetto però che non mi giunge neanche nuova, anche se non avrei mai saputo elaborarla in questi termini. Non è certo un argomento che mi è nuovo, mi spiego. Da sempre mi sono chiesta che cosa vedono gli altri in me. Ero sicura e lo sono tuttora di avere una sorta di recettore che stimola l’antipatia degli altri, e dunque avevo sviluppato da anni la teoria che gli altri mi vedono in un modo che io non posso capire. Detta così, ovviamente, è una banalità, ma mi sono ritrovata negli argomenti esposti. Non siamo tutti uguali perché dipende anche da chi osserva, ma alla fine non possiamo fare altro che concentrarci sull’ambiente esterno e vivere per quello che siamo. Ho apprezzato ogni parte del libro, soprattutto perché ancora una volta ho ritrovato una considerazione che avevo già fatto in precedenza per conto mio.
Cito:
"Ecco intanto qua un vero uccellino come vola. L'avete visto? La facilità più schietta e lieve, che s'accompagna spontanea a un trillo di gioia. Pensare adesso al goffo apparecchio rombante e allo sgomento, all'ansia, all'angoscia mortale dell'uomo che vuol fare l'uccellino! Qua un frullo e un trillo; là un motore strepitoso e puzzolente, e la morte davanti. Il motore si guasta; il motore s'arresta; addio uccellino!"
Che spettacolo! Quante volte ho pensato che l’uomo debba stare nel suo habitat naturale e smetterla di imporsi in aria, in mare, nello spazio dove non c’è niente per lui. Quando ho sentito questa parte sono andata in visibilio. Quando un autore dà voce ai tuoi pensieri è sempre una grande soddisfazione.
Allora, che cosa è successo? Perché continuo a non apprezzare questo libro come avrei creduto? Esattamente per lo stesso motivo che ho sentito dopo il primo ascolto: troppa filosofia. Per quanto sia d’accordo su tutto quello che dice, non riesco ad apprezzare un libro così vago e poco concreto, un libro scritto per presentarci il personaggio che diventa portavoce di tutto quello che lo scrittore ha da dirci. È vero, non è una novità che i personaggi servono a chi scrive per raccontarci quello che pensa, ma ho trovato questo filosofeggiare troppo pesante, la trama è scarsa e deludente. Solo questo il problema. Ovviamente la teoria è impeccabile, ma non sono mai stata un’amante della filosofia, anche se questa è sicuramente più interessante di quello che ti propinano a scuola. Se non altro ha un senso e lo si può riscontrare nella vita di tutti i giorni, tuttora.
Però c’è da dire che sono riuscita a leggerlo due volte. Di solito i libri che non mi piacciono e che detesto riesco a malapena a finirli (ma li finisco sempre). Invece questo sono pronta ad ascoltarlo anche un’altra volta, anche se non cambierò il mio giudizio. Sicuramente da leggere.
Voglio riproporre la citazione che avevo condiviso con la precedente recensione:
"Volete essere? C’è questo, in astratto non si è. Bisogna che si intrappoli l’essere in una forma e per un certo tempo si finisca in essa, qua o là, così o così. E ogni cosa, finché dura, porta con sé la pena della sua forma, la pena di essere così e di non poter più essere altrimenti."
Che cosa c’è di più attuale di questa frase? Basta guardarsi intorno e sorprendersi di quanto l’autore sia stato un veggente. Lontano negli anni aveva già notato la predisposizione degli uomini che vogliono essere chi non sono. E senza entrare nello specifico, mi riferisco anche a tutta quella farsa dell’inclusione, tutte quelle false ideologie che il mercato ci propina fingendo di accettare tutto quello che ognuno vuole essere. Insomma, voglio solo dire che mi sono stupita soprattutto di questa parte. Che parole! Così vere e potenti che ormai nessuno te lo direbbe mai. Ora fanno tutti finta che puoi essere qualsiasi cosa tu voglia, ma nessuno si accorge che è tutto un inganno.
Dunque, un libro di grande filosofia. Un libro che mi ha stupito perché apprezzo sempre lo scrittore che si espone e mette tutto se stesso nel libro. Ma la mancanza di trama lo penalizza, anche se ascoltarlo è stato un piacere.
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