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@hernestine
L'ODISSEA, L'ARMONIA CON L'ORDINE COSMICO.
L'armonia dei mortali con l'ordine cosmico è al centro dei poemi omerici. Ma il Cielo di Omero si pone al di là delle epoche primitive della fondazione del cosmo evocate dai miti e leggende più antichi. Qui, la parte ctonia è dimenticata. Il poeta conserva solo la luce olimpica, quella dei conquistatori iperborei dell'Ellade. Con un ardire inconcepibile per le religioni dell'Oriente, eleva l'uomo greco a immagine degli dèi e si fa l'interprete a volte irriverente o ironico di questi ultimi. Secondo quanto afferma Goethe, "la religione greca non ha reso umana la divinità: ha visto l'essenza dell'uomo come divina". Permettere agli uomini di ricongiungersi con la loro parte divina e le forze cosmiche sarà lo scopo della saggezza greca. [...]
Ulisse insegna che una via conforme all'ordine della natura, benchè a volte sia molto crudele, è superiore a tutti i miraggi d'immortalità. "Oh anima mia", dirà Pindaro, "non aspirare alla vita eterna, ma sfrutta a fondo il campo del possibile".
[Dominique Venner]
Ulisse e le sirene
(Odysseus and the Sirens)
Non mi interessa quante commemorazioni organizziate.
Non mi interessa quante bandiere sventoliate.
Non mi interessa quante volte proverete a riscrivere quella giornata.
Io continuerò a ricordare la stessa immagine.
E continuerò a pensare che un eroe sia tutta un'altra cosa.
Questo è il bravo ragazzo Carlo Giuliani? Ma cosa ha in mano un mazzo di fiori bianchi?
“Osservando questo fotogramma tratto da un film su Cleopatra, che pare tirato fuori dalla bodycam di un poliziotto che fa irruzione nell’abitazione di una spacciatrice di metanfetamine, mi sono chiesto: “PERCHÉ?”
Omero descriveva le regine e le dee del mito con grazia e nobiltà incomparabili. Eppure, parliamo di una sovrana d'Egitto che all'epoca dei Tolomei — dinastia di origine macedone — avrebbe preteso ben altro lignaggio e rappresentazione; questa, invece, tutto mi sembra tranne che somigliante a una regina dell'antichità...
Alla fine l’unica risposta possibile è che sia stata una scelta coraggiosa e geniale che attualizza la storia, trasformandola in un reality show che potrebbe essere ambientato in qualche sobborgo malfamato di Los Angeles, oppure strizzare l’occhio alle riprese delle Karen che sbroccano che tanto vanno di moda oggi.
D'altronde, dopo che l'Odissea di Nolan ci ha regalato l'intuizione di piazzare Lupita Nyong’o in un ruolo in cui c'entrava letteralmente come i cavoli a merenda, ormai gli sceneggiatori e i registi sembrano convinti che la coerenza storica e iconografica sia solo un fastidioso optional.”
𝗟’𝗔𝗿𝗺𝗮 𝗽𝗶𝗮𝗻𝗴𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗔𝗹𝗳𝗮: 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀
Oggi, 19 luglio, giornata in cui il Paese si ferma per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta nella strage di via D’Amelio, piangiamo la scomparsa di un altro grande servitore dello Stato: il Comandante Alfa.
Fondatore del GIS e simbolo dell’eccellenza dell’Arma dei Carabinieri, ha dedicato l’intera vita alla tutela della legalità, operando nell’ombra con coraggio, disciplina e un altissimo senso del dovere. La sua scomparsa, avvenuta alle ore 22:52 di ieri, proprio nell’anniversario di una delle pagine più drammatiche della nostra storia, ci ricorda il valore inestimabile di chi, come lui e come i caduti di via D’Amelio, ha scelto di servire l’Italia con integrità assoluta.
Il suo esempio rimarrà un punto di riferimento per le generazioni future. Ai suoi cari e a tutta l’Arma dei Carabinieri giungano le più sentite condoglianze.
Comandante, grazie per aver difeso la nostra libertà. Riposi in pace.
#ComandanteAlfa #GIS #Carabinieri #19Luglio #Memoria ViaDAmelio ServitoriDelloStato
Rachele Mussolini
Al momento di salire sul palco per la premiazione, quando si è trovato davanti a Trump, Lamine Yamal istintivamente ha ritratto la mano, l’ha proprio levata per un attimo mentre il Presidente degli Stati Uniti gliela porgeva.
Poi gliel’ha data, freddamente, per puro dovere, per rito, perché la cerimonia imponeva di ricevere da Trump la medaglia d’oro dei vincitori.
Ma con quel gesto, con quel piccolo gesto, di puro istinto, Lamine ha mostrato in mondovisione cosa pensa (davvero) di Trump. Ed è impagabile.
Lui che, appena due mesi fa, aveva sventolato orgogliosamente la bandiera della Palestina sul pullman della vittoria della Liga del suo Barcellona.
Lui che, ancora pochi giorni fa, quando l’ex premier di destra Rajoy aveva criticato il multiculturalismo della Nazionale francese, gli ha dato questa risposta esemplare:
“Se il calcio serve a qualcosa, serve per integrare, per la società. E non ci sono esempi migliori della Francia e di noi”.
Lui che aveva dato apertamente degli “ignoranti e dei razzisti” agli pseudotifosi che avevano fatto cori anti-Islam durante un recente Spagna-Egitto.
Lui che non si è mai tirato indietro quando c’è stato da prendere una posizione pubblica contro il razzismo e l’omofobia, e non è affatto scontato per una superstar internazionale come lui.
Lo ha fatto anche ieri sera, su quel palco, davanti all’uomo più potente e irricevibile del mondo.
Un altro buon motivo, tra i tantissimi, per gioire della vittoria della Spagna di Lamine Yamal (e di Pedro Sánchez) di fronte al bullo americano.
Molti si scandalizzano per la brutalità del gioielliere nei confronti dei malviventi. Vero, è stato brutale, indubbiamente. A me ha fatto ricordare uno dei più bei film di Ingmar Bergman, "La fontana della vergine". In soldoni, siamo nel Medioevo, è la storia di un uomo che ospita dei viandanti con generosità. Costoro ne approfittano nottetempo per violentare sua figlia e ammazzarla. A quel punto l'uomo generoso diventa una belva e fa fuori senza troppi riguardi i ladroni (tra cui un ragazzino, che aveva tentato di unirsi allo stupro perpetrato dai parenti criminali).
Il finale è carico di grazia e di redenzione. Il padre della ragazza non va in galera (nessuno si sogna neanche lontanamente di puntare il dito contro di lui, tantomeno Bergman), ma nel punto in cui viene collocato a giacere il corpo della ragazza sgorga una sorgente d'acqua, ossia di vita.
Il significato è chiaro. La civiltà rischia sempre di essere soffocata dalla barbarie. Ma l'ordine deve essere ripristinato.
Massimiliano Griner
l'Italia è diventato un paese invivibile. Possibile che un uomo che va in giro per le città ad accoltellare la gente, possa rischiare di stare due o tre ore in carcere? È mai possibile che un violentatore rischi di essere arrestato e passare una nottata in cella? E poi fatemelo dire: ma è possibile che un rapinatore non possa lavorare in pace e rischi che qualcuno gli spari alle spalle? Questo è davvero inaccettabile. Serve più sicurezza per gli accoltellatori e soprattutto i poveri rapinatori. Spesso sono costretti a lavorare in nero, con armi illegali, o con dei giocattoli, a restare nell'anonimato, a portare un passamontagna, anche con questo caldo, senza una vera copertura assicurativa, senza contributi versati, senza diritti. Ma è mai possibile vivere in un Paese come questo, dove sembra ci sia solo la giustizia e una parte della sinistra che cerca di tutelare queste categorie? Ecchecazzo!!! Quando è troppo è troppo!!! Tutto questo deve assolutamente finire. E noi cosa facciamo per aiutarli? Nulla.
Paolo Lunghi
Un arresto non è un invito al ballo delle debuttanti. Tantomeno se l'arrestando è fuori di testa, violento, riottoso, aggressivo. In questo caso è morto. Amen. Era stato bloccato a terra addirittura con il necessario aiuto di un passante che gli doveva tenere ferme le gambe. Tutto secondo protocollo operativo. Gli e' scoppiata la pompa. Ri-amen. Naturalmente sono partite le geremiadi della polizia violentah. È tornato fuori George Floyd (patatern, aiutaci). Adesso ci manca solo che ricominciano a mettere il ginocchietto santo a terra. Perfino qualche sedicente di destra borbotta qualche perplessità. E allora, una volta per tutte decidetevi. La Polizia la volete che vi protegga... ma con garbo. La volete decisa e dura...ma dialogante. La volete inesorabile...ma dolce. La volete costrittiva...ma demmocratica. La volete tempestiva...ma con calma. Insomma, la volete...ma anche no. Però se è il culetto vostro o di un familiare ad essere in ballo, beh allora la volete peggio delle SS. Fate pace con il cervello. La Polizia blocca chi deve essere arrestato e lo deve fare nella maniera più risoluta possibile, soprattutto con il minimo rischio per gli operanti. Chi si mette in condizione di essere arrestato se ne assume in via esclusiva i rischi, soprattutto se oppone resistenza e se è talmente bacato da lasciarci le penne per due minuti ammanettato e a faccia a terra. E' morto? Pazienza, può succedere. Comunque lasciamo che adesso partano, nell'ordine, avviso di garanzia ai poliziotti, probabile sospensione, soldi per gli avvocati . E confidiamo nella Procura...Come? Ah, si, fa già ridere così.
E nel mondo c’è tanto buio
ed ognuno ha una candela
ed è per questo che ci troviamo meglio
al calare della sera.
Massimo
Le cose alle quali tenevi di più, ti decidi un bel giorno a parlarne sempre meno, devi fare uno sforzo quando ti ci metti. Ne hai le scatole piene di ascoltarti sempre cianciare... Tagli via... Rinunci... È da trent’anni che stai a cianciare... Non ci tieni più ad avere ragione. Ti molla la voglia di tenerti anche il posticino che t’eri riservato tra i piaceri... Ti viene lo schifo... Basta ormai mangiare un po’, scaldarsi un po’ e dormire più che si può sulla via del nulla assoluto. Bisognerebbe per ritrovare degli interessi inventarsi delle nuove smorfie da eseguire davanti agli altri... Ma non si ha più la forza di cambiare il repertorio. Farfugli. Cerchi ancora dei trucchi e delle scuse per restare là con loro, gli amici, ma la morte è lì anche lei, fetente, al tuo fianco, tutto il tempo adesso e meno misteriosa d’un mazzo di carte.
Louis-Ferdinand Céline
RICAPITOLANDO
Uriel Crua
Allora, ricapitolando: vorrebbero un mondo in cui se ti entrano in casa e ti picchiano, devi stare zitto in un angolo a consultare e interpretare ermeneuticamente il Codice Penale; se il fidanzato di tua figlia la prende a ceffoni di notte in mezzo alla strada, devi tacere e mettere su una tisana al finocchio; se decidi di muoverti nel mondo, devi farlo con un bidoncino rigorosamente elettrico; a tavola, possibilmente germogli di soia che non proiettino ombra, e qualche sano grillo; niente confezioni d'acqua, raccolta differenziata fatta da te e poi essere grato che aumenti a dismisura la TARI; dare sempre ragione ai TG, ai professionisti dell'informazione, agli "esperti", a chi "ne sa"; se ti accoltellano per strada e sei un maschio bianco, devi perdonare perché l'integrazione; se non perdoni sei un wasp tossico e sicuramente fascista; se hai una relazione di coppia, tendenzialmente devi indossare pattine, imbracciare il mocio e contribuire sorridendo; devi educare al rispetto i tuoi figli portandoli a qualsiasi "pride", possibilmente vestito con colori arcobaleno e inclusivi; ogni volta, ai piedi del letto, devi inginocchiarti sotto l'effigie di Mattarella e - giurando sulla costituzione più bella del mondo - devi ringraziare la nostra Democrazia e l'Europa dei diritti di tutti.
Tranne che dei tuoi.
"Tutti coloro che sembrano stupidi, lo sono, e lo è anche la metà di coloro che non sembrano esserlo".
El mundo por de dentro
... buongiorno 🌞
Non starò adesso a ricordare la figura professionale di Paolo Borsellino
Lo faranno tutti oggi
Soprattutto lo Stato, che poi è quello che non ha saputo proteggerlo
Un magistrato vero, leale, integerrimo
E poi i cinque poliziotti della scorta, persone morte senza nemmeno aver compreso perché
Solo silenzio e rispetto
Per quanto io non ami particolarmente le Forze dell'Ordine, le stesse che dai tempi di Ettore Muti si sono prestate ai lavori sporchi dello Stato e che ci fanno le foto quando portiamo un fiore per ricordare Sergio Ramelli o per ricordare Claretta
Alle nostre commemorazioni ci sono ogni volta più poliziotti che militanti, cercano avidamente il nostro "presente" ma se siamo noi i pericoli per questa così traballante democrazia...
Se ci fosse stata la stessa maniacale attenzione anche per proteggere i magistrati, oggi Borsellino sarebbe ancora vivo
La mafia non la sconfigeranno mai, perché la mafia è dentro questo nostro stato
Anzi, la mafia è proprio esattamente un pezzo di questo nostro stato:
«Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l'aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d'india, ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero.»
Citava il prefetto Mori
E non è cambiato nulla
La mafia è il solito contorcimento complottistico tipico del bassifondo politico italiano
Cosa è la mafia?
È sterco, semplicemente
Ma la politica è anche peggio
In un perverso gioco in cui una usa l'altra
E muoiono le persone
Non ne usciremo mai
Dario Simonetti
... ciao
Tra le accuse più odiose che vengono rivolte a chi osa schierarsi con il gioielliere Roggero vi è quella delle "chiacchiere da bar".
Cari miei benpensanti, cari miei fenomeni del giorno dopo, cari miei esperti del senno di poi, forse in un bar dovresti entrare davvero una volta tanto.
Vi accorgereste che il cittadino comune, che in fondo voi avete sempre disprezzato, ha oggi molta più consapevolezza della realtà di voi.
Perché davanti a una tazza di caffè si siede il lavoratore con uno stipendio da fame, l'imprenditore massacrato di tasse e burocrazia, il cittadino che abita nelle periferie "globalizzate", il padre che ha perso casa e figli, il disoccupato tagliato fuori dalla ZTL e infine il commerciante che si è visto scassinare il negozio ancora una volta.
Tutti costoro devono sopravvivere nel mondo reale, dove lo Stato si fa vivo solo per rompere le scatole, battere cassa e fare la morale. E sono incazzati neri.
I vostri accorati e indignatissimi discorsi sulla Costituzione, lo stato di diritto e il "signoramiacheviolenza" suonano nel bar come una grossa presa per il culo. Come un'inutile quanto fastidiosa ramanzina impartita a persone adulte che hanno già le loro preoccupazioni quotidiane.
Davanti a quella rabbia, esternata ogni giorno con semplicità tra un espresso e un cornetto, potete scegliere lo snobismo o l'ascolto. Il benaltrismo o l'attenzione. Che non significa, cari miei, cavalcare il senso d'abbandono ma riconoscerlo, rispettarlo, comprenderlo.
Sta lì la chiave per capire il vuoto di un'epoca. Tanto grande che solo gli occhi chiusi non riescono a vedere. O non vogliono vedere.
Matteo Brandi