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@ideacommerce
Google bought one. So did Lockheed Martin, one of the world’s largest defense contractors. But we still can’t agree on what it is they bought.
D-Wave, the company that built the thing, calls it the world’s first quantum computer, a seminal creation that foretells the future of mathematical calculation. But many of the world’s experts see it quite differently, arguing the D-Wave machine is something other than the computing holy grail the scientific community has sought since the mid-1980s.
No doubt, the argument will continue. But today, researchers at the University of Southern California published a paper that comes that much closer to showing the D-Wave is indeed a quantum computer. USC houses and operates the D-Wave system owned by Lockheed, and the researchers — led by Daniel Lidar, a professor of electrical engineering, chemistry, and physics — say they have at least shown the machine is not using a computing model known as “simulated annealing,” which obeys the laws of classical physics (the physics of everyday life) rather than the more elusive properties of quantum physics.
“[Our research] rules out one type of classical model that has been argued as a proper description of the D-Wave machine,” Lidar says. “A lot of people thought that when D-Wave came on the market their machine was just doing that, [but] we ruled that out.”
[MORE: Google’s Quantum Computer Proven To Be Real Thing (Almost)]
#supercomputer
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Grande esempio di pubblicità ben fatta #advertising
Tra i dati più interessanti emersi dall'indagine, quello relativo alle occasione di uso di Internet: l'attività più diffusa, da qualsiasi luogo e dispositivo, è controllare la propria casella di posta (lo fa il 99% degli italiani), subito seguita dalla ricerca di informazioni online. A fronte di quasi nove utenti su dieci (89%) che si informano online su prodotti e brand solo tre su dieci (34%) utenti Internet Italiani acquistano online. In Europa al contrario l'info-commerce più frequentemente si tramuta in occasione di acquisto: in Inghilterra nove utenti inglesi su dieci acquistano online, in Spagna lo fa un utente su due. È qui dunque che emergono le prime differenze tra le varie nazioni europee sulle occasioni di utilizzo di internet che poi ritroveremo lungo tutto il corso dell'indagine. La ricerca di informazioni online: passaggio quasi obbligato sia per l'acquisto online che offline La quasi totalità degli online shopper (94%) italiani si informa prima di acquistare dal web, partendo innanzitutto dal sito del produttore o dal sito ufficiale del brand (67%), per poi cercare conferma nelle recensioni degli esperti (57%) e nei commenti degli altri utenti (47%). Il passaparola mantiene quindi intatto tutto il suo valore, sia per chi si affida ai pareri lasciati in rete da chi ha già provato il prodotto, sia per chi si rivolge direttamente ai propri amici (26%) per chiedere consigli. Anche quando l'utente Internet sceglie di acquistare un prodotto nei canali fisici lancia quasi sempre uno 'screening' online prima di recarsi in negozio: sono davvero pochi (meno di uno su dieci) gli utenti Internet che non si informano online prima di acquistare offline.
E-Commerce Forum 2013: European Digital Behaviour Study 2013 dati - IAB
#7 La SEO tradizionale è importante anche per la SEO per e-commerce Ciò che funziona per la SEO su tutti i siti, non deve essere tralasciato per l’e-commerce, anzi deve essere la base di tutta la strategia. Spesso il maggior problema si riscontra proprio sulle pagine foglia, quelle con le schede del prodotto, e il motivo molto spesso può essere ricondotto alla non applicazione di quelle che sono le basi della SEO. #7 tip - I testi servono, i contenuti devono essere originali e devono essere orientati alle conversioni. Le immagini, per vendere online, sono fondamentali, i video non dovrebbero mancare. Tutto questo deve essere ottimizzato per keyword selezionate, specialmente per i mercati più competitivi.
SEO per e-commerce: 8 consigli di base per non sbagliare | News PMI Servizi
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Quando la creatività, la semplicità e la fantasia incontrano la pubblicità il successo è assicurato ;)
Dopo anni nelle ultime posizioni in Europa per quanto riguarda gli acquisti via web, in Italia sembra esserci un deciso cambio di rotta.
Secondo i dati pubblicati da Icecat, nel primo trimestre 2013 l’Italia è al secondo posto nel mondo per la crescita di acquisti di prodotti tecnologici tramite ecommerce.
Il dato mostra un + 74%; meglio di noi ha fatto solo la Finlandia con un + 88%
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