Even when you can't open your curtains to welcome the sunlight. Even when your heart feels twice as small as it usually is. Even in the deepest dark you know. Especially then.
Inspired by @wetheurban
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❣ Chile in a Photography ❣
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PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

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@idoloridellagiovanewerther
Even when you can't open your curtains to welcome the sunlight. Even when your heart feels twice as small as it usually is. Even in the deepest dark you know. Especially then.
Inspired by @wetheurban
Domani inizio la radioiodioterapia. Spero il cerchio si chiudi, così.
Send good vibes con un cuoricino, mando un bacino a tuttx. 🫶🏼
“One day the sadness will end.
But I don’t think today’s the day.”
David Lynch
non scrivo qua da tanto. Ebbene, gli ultimi mesi si sono svolti così: sono andata a Roma con amici per la prima volta. Al ritorno, mi hanno tolto un tumore, e non è ancora finita, dovrò fare una piccola chemio.
Tutto sta sfumando in nero, ed è così difficile mantenere vivida la mia vita e le mie prospettive sul futuro, è difficile rimanere così positiva e scherzosa come mi mostro, che ho il terrore che da un momento all'altro io ceda del tutto, lasciando andare ogni cosa, tutto quello che ho costruito e sto costruendo.
Ora capisco che diceva Ungaretti con "Non sono mai stato/ tanto/ attaccato alla vita".
One Day (2024)
Antonio Catania e Diego Abatantuono, “Mediterraneo” (Gabriele Salvatores, 1991).
Mediterraneo - Gabriele Salvatores
Mediterraneo - Gabriele Salvatores (1991)
i am not my mother and i am not my father but a third worse thing
Officially in my quiet era i don't have much to say about anything anymore it is what it is and life goes on
you are loved, even when you feel alone
23 dicembre 2023
anche stasera ho salito le scale come ogni giorno, ma con un paio d'occhi diversi. stasera mi sono soffermata sulla porta di casa tua, tutta addobbata, con un fiocco rosso natalizio e pacchiano, per nulla en pendant con le decorazioni che mettevate voi.
stasera non appena ho alzato gli occhi verso la tua porta, mi si è stretto il petto, proprio lì, in mezzo; è stata una fitta che mi ha tenuta compagnia per tutta la notte.
stasera sono stata l'ultima a salire a casa, proprio perché sono rimasta imbambolata ad osservare la tua porta. e improvvisamente mi sono balenati davanti agli occhi gli anni precedenti, di quando quella porta l'aprivi tu, soprattutto durante questo periodo, di quando la domenica mattina salivi a casa mia per il caffè. mi sono balenati davanti, nella mente, quei fotogrammi che custodisco gelosamente come se fossero una delle cose più belle che mi siano rimaste. e allora perché quella fitta, ti chiederai.
stasera quella fitta non è voluta andare via, e quando sono salita e ho chiuso la porta di casa mia, ha preso il sopravvento nel petto, diramando un dolore, caldo e pungente, che non si faceva sentire da un po'. sembrava quasi mi avessero conficcato un tizzone ardente dentro.
stasera ho passato buona parte della notte fuori in terrazza, al gelo, a singhiozzare contro il cielo, che ogni coccio di lacrima era grande quanto il dolore che mi stava bruciando dentro.
stasera ho pianto disperatamente, come non facevo da tempo.
stasera si sono succeduti nella mente dei ricordi agrodolci. come So this is Christmas di John Lennon che papà sparava a palla col Canta tu la mattina di natale, svegliando tutto il palazzo per farci gli auguri.
sono dieci anni, quest'anno, che il tuo posto a tavola rimane ancora una volta vuoto. manchi sempre.
Quello che mi hai tornato...
'La terra trema, Luchino Visconti, 1948