Vero.
Il Raccontastorie.
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Vero.
Il Raccontastorie.
Meraviglioso...
Ricordo l'anno della pandemia, quando per fare la spesa si entrava in pochi nei supermercati. Atmosfera cupa, le persone avevano paura, a me faceva paura come ci privavano della libertà in un attimo. Nell'aria la musica che accompagna gli acquisti. Parte Meraviglioso dei Negramaro. Inizio a canticchiarla piano e in un attimo, prima uno, poi l'altro... la cantiamo tutti, quei pochi che eravamo. Mi ha riportato agli anni dell'infanzia quando sentivi cantare la gente per strada, nelle case. La musica per un attimo ha fatto dimenticare la paura. E ogni volta che la sento mi commuovo, ma lo nascondo dietro un sorriso.
cywo
"Meraviglioso"
Il Raccontastorie.
Sulla filovia che mi sta riportando a casa dopo l'incontro con D. osservo incuriosita e divertita le moine di una coppia: lui sicuramente ultra sessantenne, lei poco più che ventenne. La fanciulla arrossisce mentre lui, con fare borioso, le ricorda la celebre scopata della notte appena trascorsa. Arrossisce ancora di più lei quando lui le ricorda che l'ha perfino inculata. Cazzo mi viene da ridere e cerco di trattenermi pensando a quanto appena fatto con D. Ci siamo visti in studio per mia espressa volontà: desideravo infatti riprendere possesso della poltrona dove quasi due anni fa mi ero seduta tronfia dopo il nostro vero e proprio primo incontro. Ci penso adesso, a distanza di tempo: allora mi ero incoronata come sua Troia esclusiva per poi mettermi in ginocchio su quella moquette assassina. Oggi, come allora, sono stata devastata anche in quella stanza che, non so perché, non avevamo più usato. Devo confessare, vergognandomene molto, che l' incontro è stato "breve" per miei impegni ma molto proficuo. La sua eleganza mi spiazza, il suo cazzo mi fa subito inginocchiare mentre lui spinge e inizia a spogliarsi. Sono piccoli gesti, ormai abituali, che mi fanno impazzire e mi fanno scatenare: affonda il suo cazzo nella mia bocca e si sfila la camicia . Quando è durissimo, e non ci mette molto mentre mi scopa la gola, toglie pantaloni e boxer e si avventa su di me. Colpi decisi, a ritmo crescente, iniziano a dilatare i miei buchi...Toys e dildo si associano a lui in durissime e devastanti doppie in culo e in fica. Mi martella incessantemente fino a quando gli dico che devo pisciare: una ciotola sulla sua scrivania riceve il mio piscio mentre lui, divertito, scatta fotografie come le facesse alla fontana di Trevi e si gusta il riempimento dell' inusuale contenitore. Solitamente, quando finisco di urinare, aspetto che lui mi docci ma stavolta il mio amato Porco è molto preso dalla mia fica e io, provocatrice come sempre, mentre godo per i suoi colpi decisi, infilo la mano nel piscio, la inzuppo e poi me la porto alla bocca in una sorta di godi e bevi. Sfila il cazzo all' improvviso eccitato dalla mia auto degradazione e mi riempie culo e fica con dildo e plug per occuparsi personalmente della mia bocca "pisciata". Sono colpi di cazzo fortissimi che provocano altrettanto forti conati e godiamo così: io soffocata e lui col cazzo ricoperto di saliva. Tutto è bene quel che finisce col suo pene: il culo viene occupato prima dal gancio e dal suo cazzo e poi dal dildo in vetro e dal suo cazzo. Mugolo di piacere e al tempo stesso di dolore: è dura in tutti i sensi ma non intendo cedere prima del nostra totale piacere, piacere che arriva come un uragano. Mi invita a sedermi accanto a lui quando capiamo che è giunta l'ora dei saluti, mi accarezza, mi bacia: i suoi baci mi invitano a nozze e mi impalo per un' ultima profonda inculata. In strada mi arriva il suo messaggio: un suo primo piano. È sorridente mentre mangia le brioches che stamattina ho portato per lui. Sono fiera di me: il mio D. svuotato e coccolato. Sono giunta a destinazione, lancio un ultimo sguardo all'inculatore, gli sorrido con tenerezza, come si fa con un bambino che ha imparato ad andare in bicicletta e con un po' di ironia pensando al mio "Pantani". Sorrido e penso già al nostro prossimo incontro.
Alcuni amici ( Fenomeni ) accade che mi dicano :
Io ce l'ho più lungo del tuo.
Io ce l'ho duro come il cemento.
Io ce l'ho grosso e da quanto grosso è, a volte mi dicono, aspetta, aspetta, mi fai male ma mi piace.
.......................
Beh, io rispondo semplicemente : Io ho una buona Lingua, mai stanca di assaporare quello che può donarmi una Donna.
Il Raccontastorie.
La combinazione delle dita e della lingua della segretaria aveva fatto godere molto la personal trainer. I gemiti si erano fatti forti e intensi. Qualche piccolo urlo, quando la fica e l'ano cominciarono a palpitare per l'intensità dell'orgasmo.
Il tappetino da esercizi era bagnato, una piccola pozzanghera di piacere. L'insegnante di ginnastica si fece, d'un tratto, autoritaria come lo era durante le lezioni: "Adesso pulisci!", ordinò alla segretaria."La tua Direttrice si è raccomandata molto in questo senso."
"Mettiti in quadrupedia, poi piega i gomiti tenendoli stretti al corpo e abbassati. E lecca, come la cagnetta che sei", ordinò. Prese il telefono e iniziò a filmarla. "Lecca!"
Non si conoscevano,
nessuno sapeva l'uno dell'altro,
ma ogni volta che i loro sguardi
si incrociavano,
facevano l'amore con gli occhi.
alexandrapensa
Lei, guardava il cielo, io vedevo solo i pori delle sua pelle, guardavo il suo pube mentre la mia lingua si insinuava tra le sue grandi labbra. Le sue gambe tremavano mentre le mie labbra avvolgevano completamente le sue grandi labbra completamente bagnate dalla mia saliva e dai suoi umori vaginali.
La baciavo lì, mentre le mie mani stringevano forte i suoi glutei quasi a fargli male. Un male che la faceva inarcare, così permettendomi di spingere il più possibile dentro di Lei la lingua. I suoi sapori erano ormai completamente miei e solo miei. I suoi sospiri, erano un racconto erotico che ascoltavo e il suo corpo lo ammiravo mentre si contorceva dalle sensazioni che Lei stava provando. Ero al settimo cielo ma ancora volevo gustarla e ritraendomi su di Lei, mi spostai ad ammirare i suoi piedi, per poi prenderli tra le mani accarezzandoli ed iniziando a baciare singolarmente dito dopo dito. Le piaceva, allargava fin dove riusciva, quelle delicate dita tra loro e ne approffittavo per insinuare la mia lingua nel mezzo, pollice, indice, medio, anulare, mignolo, anche se so bene che non proprio è la esatta definizione per il piede, ma, è quello che facevo e la mia lingua ne assaporava il suo sapore, il mio olfatto, li annusava, la pianta dei suoi piedi erano completamente bagnati dalla mia saliva ed erano così lubrificati che mi fece sdraiare a pancia in sù, per poter così impadronirsi del mio membro stringendolo con la pianta dei suoi piedi, iniziando un delicato accarezzamento da sù a giù. A volte staccava un piede dal mio membro e lo spostava sul mio scroto, schiacciandolo ma senza provocarmi dolore, anzi.
Ci fermammo un attimo, guardandoci e...... spostandomi mi misi sopra di Lei, allargò le gambe e prendendomi i fianchi mi portò a congiungere i nostri corpi, inevitabilmente iniziai a penetrarla, scivolai talmente dentro di Lei che quasi mi schiacciavo i testicoli, iniziai a spingere sù e giù sempre più velocemente, le sue gambe iniziarono di nuovo a tremare, il suo corpo a sussultare, eravamo caldi, caldissimi, esclamai : Vengo, vengo. E Lei : Sì, donati a me, espelli tutte le tue voglie.
E così, la inondai del mio seme e sentii sul mio membro la sua straordinaria liberazione del suo orgasmo.
Uscii dal suo Universo e chinandomi su di Lei, iniziai a leccarla, la guardai e gli dissi : Sai di buono.
Il Raccontastorie.
Oltre 10 anni che ci conosciamo su Facebook, 6 su Tumblr, e l'altra sera, ecco il nostro reale incontro. Il nostro reale abbraccio accompagnato da un paio di innocenti ma reali baci su entrambe le guance.
Lei è venuta a visitare una delle più belle città del mondo, Venezia, ed io l'ho raggiunta lì vicino a dove alloggiava, verso le 8 di sera, come c'eravamo messi d'accordo.
Arrivato in piazza, gli ho telefonato e nell'arco di 5 minuti, mi ha raggiunto.
Il nostro incontro, descritto prima, è proseguito invitandola a cena presso una pizzeria presente nella stessa piazza.
Quella pizzeria mi ispirava e assolutamente è stata una ottima scelta, visto I complimenti che abbiamo fatto al gestore a fine pasto. Ma quella semplice "cena" è stata contornata da infinite storie che già virtualmente ci eravamo raccontati in questi anni tramite il web e accompagnate da storie nuove capitateci negli ultimi tempi e in tempi oramai passati da molti anni e che non avevamo mai affrontato. Io parlavo, Lei parlava, la ascoltavo ma la mia mente, non solo immagazzinava i suoi racconti ma si estendeva anche ad altro. Guardavo quelle sue braccia semiscoperte, avvolte leggermente da un golfetto leggero, ci eravamo accomodati nel giardinetto della pizzeria e qualche lieve soffio d'aria, ogni tanto si faceva sentire. Serata con una ottima temperatura, sia atmosferica che corporea, almeno per me, per il mio corpo, Lei purtroppo, del suo corpo, non ho potuto o non ho voluto osare misurargliela. Ma va bene così, c'è sempre stato un rispetto reciproco nei nostri confronti e Lei sa bene di che pasta son fatto. Gliel'ho anche esplicitamente detto che l'avrei accarezzata, baciata, leccata e Lei per tutta risposta, con il sorriso sulle labbra e in dialetto veneto mi dice :Te si sempre el soito porseo.
Ci mettiamo a ridere entrambi e questa è una risata di vera amicizia e di un certo modo di volersi Bene.
Una bella serata, accompagnata a fine cena da una passeggiata nei dintorni di quella piazza. Lei in questi anni mi ha sempre seguito, sempre consigliato e aiutato, quando si accorgeva su FB o su Tumblr, che qualche commento di altre persone gli potevano sembrare, diciamo, un po strane e devo ammettere che molto, molto raramente si sbagliasse su quello che per Lei erano commenti un po strani, è sempre stata capace di indirizzarmi per positive decisioni evitando eventuali conflitti con persone che mai avevo visto e che mai vedrò nella mia vita. Ma oltre alla sua saggezza, quello che mi ha sempre attratto di Lei, è stata la sua sincerità nei miei confronti, sincerità contraccambiata da parte mia. E poi ? E poi come Donna, devo essere sincero, mi ha sempre attratto sessualmente, non so spiegare il perché, ma forse appunto la sua intelligenza, la sua sensuale espressione, conosciuta prima da foto scambiateci nel web ed ora realmente avendola di fronte a me, tutto questo mi ha dato modo di crearmi una figura di Lei che mi attrae in maniera ....... oserei definire : intima.
Già, la immagino nuda, tra le mie braccia, mentre mi lascia assaporare tutto ciò che il suo corpo potrebbe donarmi, accarezzare ogni sua curva, ogni suo più nascosto punto della sua pelle, dove mi dedicherei anima e corpo per poter donargli piaceri che credo e sottolineo, credo, non abbia mai provato fin'ora. Amerei il suo corpo, farei l'amore con Lei, no, no, una scopata, assolutamente no ! Ma solo un profondo connubio cercato da entrambi, almeno lo spererei. Certo, queste sono le mie fantasie nei suoi confronti e Lei le conosce bene, ma più in là, l'altra sera non ho osato, sebbene avendola accompagnata nei pressi del suo alloggio, speravo che gli scappasse: Vieni in camera per un ultimo saluto ?
Non importa anche se questo non è accaduto, però la sua promessa di ritornare sarà sicuramente mantenuta e chissà mai che questo "porseo", non trovi il coraggio di dirle : Andiamo a far l'Amore ?
Mah, chissà.
Continueremo a tenerci in contatto nel frattempo e chissà, il mondo è bello perché è vario. Però l'amicizia è ancor più bella.
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Vero
Il Raccontastorie
Il nostro connubio in quella stanza, stava arrivando al culmine, Lei a 4 zampe sopra il letto, io inginocchiato dietro di Lei, le stringevo i seni mentre i suoi eretti capezzoli fuoriuscivano dalle mie dita. Ero dentro di Lei, spingevo, contraevo, la sua pelle si dilatava, la sua carne si adattava ad ogni posizione che assumevo. Il mio organo stava componendo dentro di Lei una melodia teatrale. Ma c'era una spia in quella stanza, un qualcosa che stava osservando la nostra unione..... lo specchio.
Sì lo specchio dell'armadio di fianco al letto, stava lì a fissarci, ogni nostra espressione, ogni nostro movimento, lui lo stava riprendendo ed io non potevo far a meno ogni tanto di girare il capo verso di lui. Notavo il mio esile corpo appoggiato al suo, il mio ventre che combaciava con i suoi glutei, glutei che vibravano leggermente ogni qualvolta la mia spinta si faceva più decisa. Vedevo però che i miei muscoli che si stiravano, da quanto forte era l'eccitazione che ci aveva preso e notavo che a volte la mia espressione era animalesca. Assumevo sembianze irreali, fuori quella sera c'era la luna piena, dentro quella stanza c'era un licantropo (io).
Una figura che cominciava a grugnire, a rantolare, a sbavare, la mia saliva le cadeva sulla schiena mentre Lei quasi mi urlava "continua" ed io ormai stavo raggiungendo l'orgasmo totale accompagnato dal suo. Due amanti, due corpi, due animali senza remore e............. uno specchio
Il Raccontastorie.
Esistono forme che creano emozioni, gli occhi vedono, la mente fantastica, grazie a quegli occhi che ricevono quelle immagini. I suoi occhi guardavano quella "forma" non perfetta, venosa, palpitante, rossa all'estremità, curva verso l'alto, gonfia di desiderio e umida, da quanto umida era, rifletteva una lucentezza grazie alla luce artificiale che illuminava quella stanza e rimbalzava su quella stessa eretta "forma".
La visione di quella "forma", eretta ma non perfetta, creava nella sua mente, profonde e peccaminose fantasie. Quella "forma", ondeggiava, sussultava, quasi...... rimbalzava e scattava, mentre Lei la guardava. Quella visione le fece accompagnare le mani nelle sue più nascoste intimità, le sue dita, accarezzavano ciò che Lei avrebbe voluto fosse accarezzato da quella "forma" che tanto la faceva fantasticare.
Continuava a fissare quell'immagine praticamente in diretta, a volte, voleva aumentare la visione di quella "forma" e così le sue dita si appoggiavano sul display del suo telefono e allargandole, piano piano, aumentavano la visione di quella "forma", così da poter notare meglio il gonfiore e la pulsazione che il sangue creava all'interno di quella "forma".
Ormai, grazie alla visione e all'immaginazione, Lei aveva raggiunto una eccitazione quasi incontrollabile. Le sue gambe spalancate, le sue mani accarezzavano e le sue dita, penetravano e i suoi occhi ? Continuavano a guardare quella "forma".
Dentro di Lei, teneva una speranza, ma la "forma" non volle esaudire quella speranza e così, si oscurò il display.
Non finì tutto in quel momento, nonostante tutto, finì, quando Lei raggiunse l'apoteosi grazie alle sue mani e alla sua mente.
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Storia di fantasia.
Io tuo amico, Tu mia amica, amica virtuale ma reale. Sei presente in me ogni giorno. Tu sei lì e io ti penso durante il giorno, spesso, spessimo, poi, poi arriva la notte e...... facciamo l'amore. Già, facciamo l'amore lì nel tuo letto, uno di fianco all'altra. Ci guardiamo, avviciniamo i nostri visi e le nostre labbra si congiungono. Le nostre lingue, si intrecciano, i nostri sospiri, riempiono la stanza. Ti sento calda, sei bollente, ti bacio sulla fronte e...... confermo, sei un Fuoco vivo. Le mie mani osano sotto le lenzuola. Prendo il bordo alto dei pantaloncini del pigiama e li sfilo, ti levo le mutandine e una mano con delicatezza la appoggio sulla tua vulva. È umida, è bagnata. Ti dico di sederti sul letto per poter spogliarti completamente. Eccoti, nuda, senza nulla che possa coprire il tuo corpo. Mi ecciti, mi ecciti e mi chiedi di spogliarmi. Ok, mi tolgo quei pochi indumenti che ho addosso e vedi che il mio pene ha preso una forma strana, diciamo. Non completamente diritto ma un po curvo verso l'alto. È duro mi dici. Sì, lo vedi mi ecciti amica. Lo voglio toccare, mi chiedi ma ti fermo e lascia spazio alle mie voglie. Ti faccio coricare di schiena, ti allargo delicatamente le gambe ed inizio a baciarti i piedi. Ti succhio un dito alla volta. Ti lecco il palmo dei piedi. Sento che sospiri, ti piace e comincio a salire leccandoti e baciandoti i polpacci, le ginocchia, le cosce. Inizio a sentire l'odore che emana la tua vagina bagnata. Mi piace, mi porto con il viso tra le tue cosce per annusarla completamente, il mio naso, quasi diventa uno strumento di piacere, si insinua tra le tue grandi labbra e annuso, annuso, poi mi sposto di poco ed inizio a leccarti la vagina, il clitoride lo premo con la lingua, ti dimeni piano dal piacere che ti sto provocando, mentre con le mani raggiungo i tuoi seni, i tuoi capezzoli, li sento duri, turgidi, li stringo e continuo a leccarti la vagina, scendo un po e ti lecco la zona perineica, quasi ti lecco l'ano ma non so se potrebbe piacerti. Mi riporto sulla vagina e continuo a leccarti, sempre solleticandoti con le dita i capezzoli. Continuo e continuo finché mi dici, basta. Voglio leccarti anch'io e mi fai sdraiare, il mio fallo è eretto verso il soffitto di quella stanza. Cominci a leccarmi I testicoli, mi piace, li lecchi e li stringi con una mano, ho il cazzo rosso da quanto stringi, il sangue pompa dentro, il pene pulsa, il glande pure lui è rossastro. Lentamente sento che me lo prendi in bocca, la lingua ci gira intorno, mi fai impazzire, lecchi, succhi e nel frattempo ti giri a 69 per offrirmi la visione della tua vagina depilata. Bagnata. Meravigliosa. Abbassi un po il bacino per permettermi di ricominciare un nuovo cunnilingus sulla tua figa mentre tu continui a leccare e succhiare il mio cazzo. Siamo in estasi, ci dimeniamo, inarchiamo le schiene, spingiamo le lingue fin dove possiamo farlo. Sei bagnata, mi dici sto venendo, mentre anch'io sento che non riesco più a trattenermi. Eiaculo, vengooooooo, ti dico e ti riempio la bocca del mio sperma mentre sento che pure tu nello stesso tempo stai godendo, noto il tuo ventre che si ritira e si riporta alla posizione normale. Sì, vieni, vieni insieme a me in un unico orgasmo. Ci vogliamo, ci desideriamo e le nostre bocche hanno il sapore delle nostre intimità.
Sei meravigliosa la prossima volta voglio esser dentro di te, tesoro.
Il Raccontastorie.
Oramai credo di aver girato l'Italia del nord per lungo e per largo, da est a ovest, da Jesolo, Montebelluna, Treviso, Mestre, Bolzano, Genova e per ultima, Chioggia, fin'ora e chissà se in futuro, toccherò qualche altra provincia, mah..... vedremo. Comunque, l'ultimo nostro incontro, appunto a Chioggia è stato assolutamente speciale, senza nulla denigrare di tutti gli infiniti nostri incontri precedenti. L'ultimo logicamente è quello più presente nella mia mente, un incontro studiato e organizzato, Lei mi aspettava in un appartamento molto carino, al terzo piano di un palazzo moderno, come ogni volta che ci si incontra, anche sebbene dalla volta precedente era ormai passato più di un anno abbondante, quando mi aprì la porta, il nostro saluto è stato un bacio assai sensuale, bocca su bocca, lingua con lingua, intrecci di saliva . Che dire, è un'amicizia quarantennale, un feeling e un rispetto reciproco che non ha termine. Una fiducia totale accompagnata da una complicità che ogni volta mi aiuta nelle mie, oramai rare trasgressioni sessuali. Ma, Lei è una Donna che mi ha sempre compreso e Lei stessa con me ........ "Gode" è questo mi eccita mentalmente e sessualmente. Certo oramai, se capita, cerco di avere una eccitazione più durevole, diciamo, aiutandomi con qualche farmaco che non mi vergogno a dire che assumo in alcuni casi. E questo, vi assicuro, è piacevole, sia per me che per la mia complice. Complice che dopo il saluto del mio arrivo, essendo trascorso molto tempo dall'ultima volta, ci siamo seduti per raccontarci le novità degli ultimi tempi. Parlando dei nostri acciacchi, dovuti alla nostra età anagrafica e di un po tutto quello che ci circonda nella vita quotidiana. Ad un certo punto, come già da tempo mi scriveva, mi dice : Dai adesso mi fai un po di foto.
Si spoglia e indossa della biancheria intima, color rosso, io, mi metto a mio agio, non nudo, rimango in slip e prendendo il suo telefono, inizio a fotografarla in varie posizioni. In piedi, seduta, distesa nel letto con un seno che esce dal vestitino. Poi si mette a pancia in sù e allargando, con signorilità, le gambe, mi fa intravedere il suo monte di venere, seminascosto ma guardandola, la mia mente lavorava senza limiti. Terminato il ..... servizio fotografico, anche Lei, si toglie il vestitino e rimane in slip come me a seno nudo. Ci spostiamo nel tavolo in cucina e Lei, appoggiata con le braccia sul tavolo, scorre le foto da poco fatte sul suo telefono, mentre io pure in piedi da dietro e appoggiandomi a Lei da dietro, guardo le foto ed inizio a massaggiarle la schiena. Lei mi dice : Questa sì, questa pure, questa no. E così via decide quali foto tenere e quali eliminare, mentre il mio massaggio, si fà più deciso e sensuale. La tocco sopra gli slip davanti, premo leggermente le dita e sento gli slip umidi. Si volta e mi bacia. Dai andiamo di là. A quel punto i nostri slip erano rimasti per terra in cucina, e i nostri corpi erano un'unica cosa su quel letto. Baci, carezze, leccate, succhiotti delicati finché le sue mani mi prendono la testa e la dirigono verso il suo intimo più delicato. La mia lingua, che Lei conosce perfettamente, inizia a giocare sul suo clitoride, sulle sue grandi labbra, la sento sussurrare, Continua, continua. E a me non sembra vero poter continuare quel contatto che mi fa andare in orbita. Lei mi cerca, cerca la mia erezione ed io posizionandomi in maniera a Lei più facile per poter toccarmi, inizia ad accarezzare il mio membro duro e palpitante. Lei me lo fa presente ed elogia la mia erezione. Io continuo a leccarla, a succhiarla e Lei ricambia, avendo trovato la giusta posizione, lo prende in bocca. Sento che sono dentro la sua bocca, la lingua gioca intorno al mio glande, lo succhia pure Lei. Io non mi fermo, la lecco, la succhio, la lingua mi scivola tra la vagina e l'ano e così inizio un gioco di strusciamento tra i suoi due turgidi e intimi orifizi. Continuiamo così reciprocamente per un buon tempo, credo 10 o 15 minuti e poi mi fa distaccare dalla sua vagina e aprendo il cassetto di un comodino, estrae un preservativo, me lo fa scivolare sul membro e mi sussurra di possederla. Inizio a penetrarla piano, mentre chinandomi sui suoi seni, inizio a succhiarne uno, i miei movimenti sono lenti, vado su e giù dentro di Lei, sento che il membro si dilata, mentre la sua vulva è sempre più bagnata e calda e quel capezzolo che stavo succhiando, era diventato duro. Ma anche Lei ha voluto fare lo stesso e facendomi un po inarcare, inizia Lei a succhiarmi un capezzolo, cosa che mi fa impazzire e Lei lo sa. Io sempre dentro di Lei, i nostri sospiri, i nostri mugolii, diventano sempre più intensi. Sento, sentiamo, che stiamo raggiungendo l'apice, di lì a poco il mio orgasmo, riempe il piccolo serbatoio di quel preservativo mentre sento che la sua vulva è diventata un Lago, oso dire. Un piacere intenso per entrambi, il mio membro duro, la sua vagina morbidissima e colante di umori che poi ho raccolto tra le labbra dopo esser uscito dalla sua intimità e nonostante il mio orgasmo, il mio pene era ancora eretto. Lei mi toglie il preservativo ed inizia a pulire i miei intimi residui rimasti. Mi fa impazzire questo ma pure a Lei, piace infinitamente che la lecchi dopo aver raggiunto l'orgasmo che desiderava raggiungere con me da tempo. Sì, altre volte ho scritto di Lei, delle nostre storie, dei nostri furtivi e non furtivi incontri, ma cosa volete, la vita è così, godiamocela, anche perché oramai, son più gli anni che ho vissuto che quelli che mi restano da vivere. E cerco, anzi mi permetto di scrivere, cerchiamo, cercate di viverli al meglio, perchè ogni nuovo giorno, non possiamo mai sapere cosa può presentarci.
Il Raccontastorie.
Ciao e chi potresti essere?
Beh sono il Raccontastorie, come vedi.
Inducimi in tentazione ma non liberarmi dai peccati …
C. Baudelaire
Peccare non è Peccato.
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Una mente Porca
Porta sempre
Inesorabilmente...
Al Piacere
(Zen)
Mely🩷
Serve giocare fuori degli schemi per essere dei veri porci.
Il Raccontastorie.
Porn Story
Stasera dovevo uscire con un ragazzo conosciuto su instagram, dalle foto sembrava molto bello e avevamo parlato per circa due settimane.
Mi ero messa un vestito a pantaloncino, piuttosto corto, nero con la una scollatura molto profonda sul davanti che lasciava non poco all'immaginazione; il trucco piú pesante del solito e i capelli ricci che scendevano morbidamente sulle spalle.
Stavo bene, ero sexy e mi piacevo un sacco.
Verso le 21:00 mi bussó e mi venne a prendere con la macchina. Appena salí, lui mi rivolse un sorriso amichevole, ricambiai, ci demmo un bacio sulla guancia per salutarci e subito dopo partimmo.
Iniziammo a parlare del piú e del meno, già mi piaceva la sua voce: dolce e gentile. Guardava sia la sdrada che me, a volte buttava l'occhio sulla mia scollatura, e anche se io lo notavo non mi imbarazzavo per nulla, anzi la misi appositamente.
Mi portó in un bar, uno dei piú conosciuti del paese. Quando, peró, entrammo nella sala diedi uno sguardo generale, ma poi mi concentrai quasi subito su un'unico punto: un tavolo vicino alla finestra dove c'era proprio Lui, l'ultima persona che volevo incontrare.
Non ci parlavamo ormai da piú di una settimana, avevamo litigato e chiuso definitivamente i rapporti, ma una persona non la si puó dimenticare in una settimana e quando vidi la sua pelle scura, il suo sorriso e i suoi capelli neri non potevo negare a me stessa che mi faceva ancora effetto, troppo pure, nonostante dall'ultima litigata che fu anche troppo pesante e dolorosa.
Decisi peró di evitarlo, ma neanche il tempo di fare un passo avanti che anche lui alzó lo sguardo e mi vide, incrociammo i nostri occhi per qualche secondo, ma poi io decisi di distogliere lo sguardo e guardai il ragazzo accanto a me che mi chiese dove ci volevamo sedere. Io indicai il tavolo dall'altra parte della sala. Volevo stare il piú lontano da Lui, ma allo stesso tempo volevo che vedesse tutta la scena.
Dopo qualche minuto che ci sedemmo, la cameriera si avvicinó per prendere le nostre ordinazioni ed entrambi ordinammo un caffè. Nell'attesa continuammo a parlare animamente di tutto e di più, ridemmo tantissimo, era davvero simpatico. Allo stesso tempo, peró, sentivo uno sguardo addosso che sapevo benissimo di chi era, ma non ci fecevo tanto caso, anzi mi avvicinai in modo sensuale al ragazzo che avevo accanto e iniziai a guardarlo in modo molto provocante, lo squadravo e a volte mi mordevo pure il labbro. Sapevo che non smetteva di guardarmi, nonostante stesse con i suoi amici, e non mene importava se c'erano tante altre persone: avevo bisogno di vendircarmi e farlo ingelosire era l'unico modo.
Anche il ragazzo accanto a me non smetteva di guardarmi in modo provocante, infatti restammo massimo mezz'ora in quel bar, ce ne andammo quasi subito, perchè a quanto pare solo con gli sguardi glielo stavo facendo venire duro.
Appena entrammo in macchina mi portó in un vicolo sperduto, spense il motore e subito mi bació. Andammo dietro ai sedili posteriori e in 5 minuti ero già in intimo e anche lui. Inutile dire i particolari, facemmo peró solo i preliminari, io non volevo andare oltre. Mi disse che era stato bello e che avevo un corpo fantastico.
Mi accompagnó a casa verso l'1 di notte, prima che entrassi dal portone, qualcuno mi prese per il braccio e mi fece voltare bruscamente: era Lui. Mi guardó furiosamente, sapevo benissimo il perchè, mentre io facevo la parte dell'innocente. Inizió a dirmene di cotte e di crude, ed io ad urlare, mi disse che non potevo dopo una settimana uscire già con un altro, ma io gli rinfacciai che anche lui era uscito con un'altra. Dopo 10 minuti di litigata iniziammo a calmarci, bastó solo uno sguardo e le nostre labbra erano già unite. Il bacio fu violento, come noi d'altronde, le nostre lingue facevano una lotta per la dominanza e allo stesso tempo mi dava i morsi sulle labbra fino a farle sanguinare. Ci staccammo solo per riprendere fiato.
Andammo di corsa a casa mia e appena entrati dentro continuammo a baciarci, lui mi attacco al muro e allo stesso tempo mi tolse i vestiti, io feci la stessa cosa. Inizió a darmi i baci sul collo e con la lingua scese fino ai capezzoli che mi leccó e tiró forte tanto da farmi urlare, intanto le mie mani erano dentro i suoi capelli, Lui dopo aver torturato il mio seno, mi continuó a dare i baci lungo l'addome fino ad arrivare alla mia intimità; inizió a leccare e succhiare, aggiunse anche le dita ed io ero già bagnatissima.
Prima di farmi venire, lo portai nella camera da letto, lo buttai sul letto e feci anche io la stessa cosa con lui: presi il suo membro e iniziai a succhiare e leccare, la lingua scorreva soprattutta sulla sua cappella e faceva dei movimenti circolari, allo stesso tempo le mie mani si muovevano sú e giú. Con la bocca mi spostai ai testicoli e lí lui non resistette piú: venne e inizió a cacciare tutto il suo liquido che io ovviamente ingoiai.
Mi poggió sul letto, lui sopra ed io sotto, inizió a dirmi che non gliene fregava un bel niente se avevamo litigato e che io uscivo con altri, ero sua e basta. Io gli dissi la stessa cosa, non sopportavo vederlo con un'altra, era mio.
Dopo ció continuó a masturbarmi, fino a farmi venire, si stese accanto e continuammo a baciarci fino a che non ci staccammo, sorridemmo.
Quel sorriso indicava che avevamo fatto pace.
Bel racconto.
Il Raccontastorie.