Il 20 settembre il nostro meet-up ha preso parte alla riunione regionale organizzata dallo staff su esplicita richiesta degli attivisti. Così, a distanza di un anno dall’ultima riunione semestrale, gli iscritti ai meet-up siciliani hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio giudizio sull’operato dei portavoce e quindi rinnovare la fiducia o promuovere un voto di sfiducia.
Questo appuntamento semestrale, anche se è avvenuto solo 2 volte in due anni, è uno dei pilastri portanti del Movimento. Per chi non ha potuto prendere parte a questo avvenimento abbiamo pensato di fare un resoconto di quanto accaduto, aggiungendo anche il nostro personale punto di vista critico.
La riunione è stata suddivisa in 4 momenti che hanno formato l’ordine del giorno:
- la prima parte, durata circa un’ora, è stata dedicata ad un dettagliato resoconto dei 3 portavoce, Cancelleri, Cappello e Zafarana, in merito all’operato dell’ultimo anno. Essendo tutto consultabile sul web, per gli attivisti più informati è stata sicuramente una lunga ripetizione.
- la seconda parte, durata circa un’ora e mezza, è stata impiegata per dare spazio agli interventi dei cittadini. L’odg prevedeva che fossero discussi i punti trattati dai portavoce nella prima parte, ma in realtà si è sconfinato spesso su questioni personali locali e di poca attinenza agli argomenti trattati (probabilmente questa esigenza, da parte degli attivisti, sarà nata per una mancanza di dialogo diretto con i portavoce visto e considerato che queste richieste dovrebbero essere, nella logica della democrazia partecipata, indirizzate direttamente ai referenti all’Ars e non discusse durante una riunione semestrale dedicata principalmente alla remissione del mandato).
- la terza parte, che sarà durata circa un’ora, è stata dedicata alle proposte per i prossimi sei mesi all’Ars, interventi che nell’odg erano enunciati con conseguente votazione, poi non avvenuta. Questa fase è stata sicuramente più interessante, finalmente si è avuto modo di ascoltare alcuni interventi propositivi anche se, a parer nostro, poco critici sugli errori commessi. In questa fase abbiamo effettuato il nostro intervento con la lettura di un documento, discusso e redatto nelle precedenti riunioni del meet-up, che potrete visionare in allegato. Lasciamo a voi la libera lettura per valutarlo ed eventualmente condividerlo. Riteniamo che alla base di un rapporto di crescita collettivo occorra cercare sempre, all’interno di un gruppo, un confronto critico, così da poter mantenere inalterata quella coerenza che ci contraddistingue, di “rivoluzionari culturali”, così come amiamo definirci. Essere autoreferenziali, non analizzare gli eventuali errori commessi e quindi non riconoscerli, non aiuta a costruire ma conduce verso la direzione opposta, dell’isolamento dal resto del gruppo.
- la quarta fase, circa 20 minuti, è stata dedicata alla lettura e alla consegna della sfiducia alla portavoce Palmeri. A questa ne è seguita anche una seconda alla portavoce Foti, che in realtà non è stata presentata ma inviata direttamente allo staff dell’Ars. A questo punto si è in attesa che gli attivisti possano verificare sul web, per 3 giorni, le motivazioni di queste due sfiducie, poi a seguito di questa verifica verrà eseguita una votazione on-line che, in caso di approvazione, la/le farà passare eventualmente sul blog nazionale come previsto dalle nuove regole per la sfiducia.
Noi riteniamo di aver fatto ciò che il cuore e la mente ci hanno suggerito di fare nelle fasi di elaborazione di questo documento che abbiamo messo agli atti della riunione.
Sicuramente siamo intervenuti in maniera dura e decisa, ma gli obiettivi erano quelli di esprimere il nostro pensiero e di cercare un relativo confronto. Tutto questo, nostro malgrado, è mancato, ma siamo sicuri che ci sarà modo di arrivare ad un confronto. Era per noi doveroso, per poter andare tranquillamente avanti tenendo alti i veri ideali di MoVimento, chiarire i fatti e chiedere attenzione per le gravose difficoltà che in questi mesi abbiamo vissuto sulla nostra pelle.
Di seguito la nostra relazione con le relative proposte:Â
Siamo felici di poterci incontrare a distanza di un anno dall’ultima riunione semestrale. Rinnovare la fiducia ai nostri portavoce a cadenza semestrale è uno dei pilastri portanti del Mov. di cui tanto ci fregiamo dinanzi agli altri partiti.
Prima di fare le nostre 3 proposte, vorremmo fare una breve riflessione su quale direzione sta percorrendo il Mov in questi ultimi tempi:
Parliamo di dare Fiducia con la F maiuscola, la Fides latina, che implica un controllo da parte dei MU ai nostri portavoce nelle istituzioni. Ma cosa intendiamo oggi nel Mov con la parola Fiducia? Quali azioni giustifichiamo con tale termine?
-Con la Fiducia abbiamo giustificato l’assunzione di fedelissimi come collaboratori dei nostri portavoce. E poi ci siamo rimangiati UNA NOSTRA PROMESSA ELETTORALE assumendone altri. Ma la meritocrazia di cui tanto si fregiava il movimento?
-Con la Fiducia abbiamo candidato una parte di questi collaboratori alle recenti elezioni europee, sponsorizzati piĂą o meno apertamente da parte di alcuni portavoce eletti.
-Con la mancanza di fiducia si è impedito o non è stata incoraggiata la nascita di nuovi meetup, guardando il prossimo come un nemico o un infiltrato da cui prendere le distanze.
-Con la mancanza di fiducia abbiamo visto portavoce latitanti mancare al dovere di ascoltare, proporre ed esporsi a tutti i MU del territorio. Il lavoro di un portavoce non è quello di chiudersi nel palazzo.
-Con la Fiducia giustifichiamo l’assenza di regole basilari che consentirebbero una migliore organizzazione, favorendo invece il proliferare di gruppi di potere occulti o meno.
Il sistema fondante del Movimento, che rappresenta la vera novità nel sistema politico, è questo meccanismo di fiducia, che oggi onoreremo, con cui i MU sono in grado di rinnovare o meno il mandato ai portavoce, praticamente un meccanismo di garanzia unico.
Se da un lato abusiamo della Fiducia per calpestare alcuni dei valori fondanti del mov come la meritocrazia, le pari opportunità , la lealtà , ecc. dall’altro questo sistema di controllo degli eletti e del loro operato sembra non essere tra le priorità del Mov.
Quindi dove stiamo andando? Cosa potrebbe diventare a breve questo movimento se non ci rendiamo conto degli errori commessi e non poniamo subito rimedio? Diciamo che non vogliamo regole e regolamenti per non diventare un partito ma le situazioni sopra descritte ci sembrano andare proprio in questa direzione.
Fatte queste doverose premesse passiamo alle nostre proposte che nascono appunto dalle riflessioni che oggi abbiamo con voi condiviso:
1. Riteniamo che i collaboratori non debbano candidarsi avendo già sottoscritto un impegno nei confronti del Mov e quindi dei cittadini a 5 stelle, sfruttando così una situazione di privilegio per i propri interessi. Nel rispetto della libertà individuale, si propone che in tal caso, vengano attuate delle volontarie dimissioni preventive. Volendo si potrebbe proporre di inserire questo limite su scala regionale o su scala nazionale oppure, può semplicemente, mettere agli atti di questa riunione che questo è il pensiero del M5S in Sicilia.
2. Occorre dare molta più importanza ai meet-up, sia nelle decisioni locali che regionali, con un maggiore coinvolgimento da parte dei 14 eletti all’Ars. I cittadini, per potersi attivare, hanno bisogno di riconoscere gli ideali del M5S in un meet-up di zona a cui poter far parte per rendersi attivi. I portavoce invece di promuovere la nascita di nuovi meet-up, spesso tendono ad essere sfuggenti se non addirittura latitanti. Si propone maggior presenza sul territorio anche con l’ausilio di riunioni provinciali mensili atte a fare collaborare i meet-up esistenti e a farne nascere di nuovi. E non come è avvenuto durante una nostra riunione meet-up in data 13 Giugno 2014 dove i portavoce hanno proposto una nuova formula di Gruppi di lavoro che porterebbe ad una struttura simile ad una segreteria di partito allontanando i cittadini dai MU. Vogliamo che si dia importanza ai meet-up e che non si abusi del potere conferito da Grillo agli eletti con l’autorizzazione a parlare a nome del Mov. (chi fosse interessato, può leggere la nuova proposta di GDL)
3. Affinché i Portavoce rimangano sempre strumento dei cittadini e non assumano posizioni dominanti, diventando depositari del Verbo, occorre rinnovare con maggiore puntualità questi incontri semestrali, affrontandoli come un dovere e con spirito critico. Ci vediamo a Marzo.
Allegato tratto dal verbale del meet-up: LA NUOVA FORMULA DI GRUPPI DI LAVORO PROPOSTA DAI PORTAVOCE E DA NOI RIFIUTATA:
D'Uva fa visita al meet up a distanza di 8 mesi per proporre una nuova formula di collaborazione tra i cittadini e i portavoce.
Il 13 giugno 2014 Francesco D'Uva, a nome anche di Valentina Zafarana che non era presente per impegni all’Ars, (ricordiamo che in 14 mesi, nonostante ripetuti inviti, la portavoce Zafarana non è mai stata presente alle riunioni) viene alla nostra riunione meet-up e ci illustra il loro comune proposito di creare dei nuovi gruppi di lavoro con i cittadini, basandosi non piu' sull’attuale struttura creata all’interno dei meet up ma bensì partendo da zero formando appunto dei nuovi gruppi, esterni a quelli già esistenti, con la partecipazione di cittadini iscritti e non iscritti ai meet-up. Francesco, nel dettaglio, spiega che l'idea sarebbe quella di andare a raccogliere sia adesioni tra i cittadini senza vincolo di appartenenza ai meetup, come anche tra gli attivisti di entrambi i meet up della città ; a questo punto alcuni dei presenti sostengono che questo porterebbe, com’è di facile interpretazione, a far scomparire il punto di riferimento cardine dei meet-up utilizzato per confrontarsi sulle tematiche trattate nei gruppi, metodo per cui ci siamo contraddistinti: la piattaforma meetup.com. Questa nuova gestione territoriale di gruppi di lavoro dovrebbe prevedere, a detta dei portavoce, la creazione di alcuni organi di riferimento così identificati in questo schema (illustrato anche più avanti in uno schema):
i cittadini volenterosi a partecipare anche se non iscritti ai meet-up; i referenti per ogni singolo gruppo che possano riferire sia l’operato del gruppo e sia ciò che viene richiesto dai portavoce; un referente unico per coordinare le informazioni di tutti i singoli referenti; il portavoce che a monte manda le richieste ai gruppi TRAMITE il coordinatore dei referenti. In poche parole la squadra lavora per il portavoce su sua richiesta e il medesimo non entra in contatto con nessuno se non altro che con il referente diretto che coordina tutto. Poi da quanto emerge dalle domande da noi fatte a D'Uva, durante alcuni passaggi della riunione, i nominativi di questi referenti sarebbero già stati tutti individuati all'interno del meet up "I GRILLI DELLO STRETTO" durante una delle loro precedenti riunioni e come viene fatto notare da qualche attivista, attualmente vengono anche pubblicizzati apertamente questi gruppi nei post delle loro pagine facebook. Questo dimostra che la proposta che ci viene avanzata in realtà non e' in embrione ma è già divenuta operativa, senza che si sia considerata la possibilità di inserire uno dei nostri attivisti e senza alcun rispetto nei confronti del nostro meet-up. Alla richiesta da parte nostra per avere maggiori delucidazioni in riguardo a questa scelta già effettuata da parte dei portavoce, queste sono le testuali parole di Francesco D'Uva: "occorre individuare le persone che possano ricoprire questi ruoli di referenti, basandosi su di un rapporto di fiducia diretta e personale che deve intercorre tra i portavoce e quest'ultimi, considerata anche l'esigenza di rapportarsi giornalmente per telefono". Poi alla seconda nostra domanda posta sempre a D’Uva “quindi non vi è riposta alcuna fiducia negli elementi di questo meet-up da parte dei Portavoce?”, la risposta di D’Uva è stata: “No, al momento no, nessuna fiducia nei confronti vostri”.
Quanto riferito fin qui in sede di riunione, fa nascere tutti i dubbi del caso che nascono inevitabilmente d’innanzi ad una collaborazione cosi' verticistica, si evidenziano persone che vanno a creare tra loro un sistema di collaborazione esclusiva, una collaborazione che tra l’altro nasce basata sulla fiducia dei singoli eletti senza passare da una decisione dentro i meet up locali, meet-up che vengono a nostro avviso delegittimati totalmente. I presenti cercano di evidenziare, in sede di discussione, tutte queste perplessità , in particolare la mancanza di rispetto nel non aver tenuto conto di nessuno dei membri del meet-up Messina in Movimento come eventuale referente di uno di questi gruppi nascenti e in secondo luogo, cosa ancora più grave, che in questo modo si andrebbe creando un rapporto diretto tra un vertice, un referente di tutti i referenti, dei referenti dei vari gruppi e poi in fine la base. In conclusione, come ultimo dettaglio, emerge la principale esigenza che ha spinto i portavoce a studiare questa proposta, viene affermato da parte di D’Uva, che il lavoro prioritario che andrebbero a svolgere questi gruppi servirebbe per andare ad assolvere tutta la mole di materiale che i portavoce hanno accantonato perchè impossibilitati a far fronte. Ma a queste affermazioni diventa a noi d’obbligo rispondere all’unanimità domandando come mai questo materiale non è mai stato reso disponibile al nostro meet-up o alle commissioni parallele (misteriosamente mai partite) e diventa solo oggi esigenza prioritaria? Basterebbe contattare i meet-up e renderli partecipi del lavoro da svolgere…. sarebbero poi loro ad organizzare il lavoro all’interno dei gdl.
La formula di quanto illustrato risulta abbastanza chiara a tutti i presenti ed è sicuramente per questo che il nostro meet up mostra ad un certo punto segni di forte disagio, vengono trattenuti a stento dal moderatore gli interventi dei singoli che vorrebbero poter puntualizzare alcuni punti fondamentali della nascita dei meet-up, molti affermano che così facendo non avrebbero più motivo di esistere se non per l’organizzazione dei singoli eventi e banchetti informativi, situazioni sempre marginali visto le ultime affermazioni su alcune pagine ufficiali che affermano di prestare attenzione a quanto eventualmente espresso pubblicamente visto il divieto da parte dei meet-up e dei singoli attivisti di parlare a nome del movimento. UNICI TITOLATI A PARLARE SONO GLI ELETTI… e i meet-up? Cosa diventeranno allora? Agenzie di volantinaggio? Quindi quale sarebbe l’attività oggi di un’attivista eliminando i meet-up?
Schema dei nuovi gruppi di lavoro proposti:
Noi ci siamo rifiutati di accettare un sistema simile, questo progetto comunque è andato avanti e il nostro meet-up è stato emarginato più di prima. In base ad alcune decisioni prese all’interno di questi gruppi di lavoro pubblici a gestione verticistica, sono state prese delle decisioni che hanno prodotto dei CS contro il nostro meet-up.