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Mi ascolti?
Non voglio cancellare niente.
Mi è costato caro il mio dolore e tu mi chiedi se cancellerei qualcosa?
Sai quanto mi ci è voluto per arrivare a comprenderlo, accettarlo, trasformarlo, farlo mio e basta?
Io non solo non voglio cancellare niente, ma anzi, io spero di ricordare ogni giorno di più ciò che è stato e ciò che mi ha reso chi sono.
Quando mi guardo allo specchio, io penso "questa ragazza io la conosco", tu credi sia scontato?
Niente ti segna, ti comprende e ti spezza come l'esperienza di far esperienza.
Unknown, Photograph, LIFE Magazine, for article Vision by Touch. July, 1964.
Ho bisogno che tu mi dica che sono brava
A volte crollo,non so perché succeda, è sbagliato crollare?Dico che va bene e invece no, non va bene per niente.
Niente di ciò che mi circonda dentro e fuori è a posto, è in ordine.
E allora mi rifugio nel mio contacolarie, andrà bene finché è così.
Finché avrò qualcosa su cui concentrare le mie ossessioni, andrà bene.
Finché il cibo nel mio piatto sarà ordinato, andrà bene.
Finché riuscirò ad avere il controllo di ciò che mangio, va tutto bene.
Ma non va bene.
Non va bene da troppo tempo.
Prenditi cura del silenzio
A volte ho paura che la tipa che vedo allo specchio salti fuori e mi prenda a calci
"Faceva freddo, era un lontano Mercoledì di Novembre di molti anni fa.
Andavo a scuola, era la terza ora: educazione fisica.
Io quel giorno a scuola nemmeno volevo andarci, pregai mia mamma di non farmi andare solo per quel giorno, la pregai di lasciarmi stare a casa, al caldo, il che è buffo, la Sicilia è nota per essere la terra del sole e del calore, eppure quel giorno faceva particolarmente freddo, mi sembró un presagio, eppure andai a scuola, e quell'ora trascorse lenta e inesorabile, come sempre.
Poi mi venne di far pipì.
E fu una pessima idea.
La persona che entrò, quel giorno, in quel bagno, non uscì mai più.
Ne uscì un'altra al suo posto.
In quel bagno avrei perso me stessa, i miei sogni, le mie speranze, le mie illusioni, avrei perso la mia innocenza.
Ma nessuno mi avvisó e quindi entrai.
Al suo interno trovai tre ragazze, forse quattro.
Mi accerchiarono.
Conoscevo i loro volti e le loro fame ma non conoscevo la loro crudeltà.
Cominciarono a leggere delle parole che mi sembravano famigliari, mi suonavano vicine, erano le mie.
Erano le parole che avevo scritto per Fabrizio.
-"Se non potrò amarti in questa vita, allora ti amerò in quelle successive." - lo avevo scritto nel mio piccolo diario, che a quanto pare, da quel giorno non fu più mio.
Le loro risate sembravano degli starnazzi.
I loro volti mi ricordavano quelli del libro delle streghe di Salem.
La finestra, che dava sul cortile, era chiusa, nessuno sarebbe passato da lì, nessuno mi avrebbe difeso.
Ero sola.
Io le pregai di cancellare il mio segreto, le supplicai, ma loro continuavano a ridere, continuavano a leggere:"sei così bello fuori, solo perché gli altri non sanno quanto tu lo sia dentro"
"Tu sei la cosa che più mi ricorda me."
Mi sentivo stupida.
Volevo andar via.
Piangevo tanto.
Aprii la porta, ma fu inutile.
La piccola capobanda rossa tinta con gli occhi della strega afferró la mia lunga treccia:"vieni qua".
Piangevo, perché pensavo all'amore e alla cura con cui la mia mamma mi aveva intrecciato i capelli ogni giorno per tutti quegli anni: -"così non ti prendi i pidocchi!"- quel gesto così intimo e romantico tra me e lei fu violentato da un gruppo di oche malsane che volevano solo giocare a far le potenti.
Cadde il mio elastico.
Si sciolse la mia treccia.
Lei mi spinse al muro:
-"Io non ci posso credere che tu pensi veramente di avere una speranza con Fabrizio. Tu sei l'amica cessa. Tu sei quella a cui racconta le scopate, tu sei quella che gli serve. Rassegnati."
-"Forse se perdessi un paio di tonnellate avresti qualche speranza."
-"Se vuoi diglielo pure, ma tu non vuoi che lui sappia di queste dediche, e non vuoi fare la figura della sfigata in cerca di attenzioni, giusto?"
-"Ma tu, allo specchio, ti guardi mai?"
Io non ho fatto niente.Non ho parlato.Io ho solo pianto.Poi l'ho guardata.
L'ho guardata bene:
-"Ti prometto che sarò migliore, ti prometto che ti ricrederai e che tutti vi ricrederete. Ti prometto che Fabrizio sarà pazzo di me."-
Poi le chiesi di ridarmi il mio elastico.
Prima di andarsene mi guardó, sorrise :
-"continua a sognare, principessa."-
Tu per me sei come lo zucchero nel caffè
Dio, non vorrei altro, giuro.
perché non ci vediamo per guardarci tutta la sera e scopare tutta la notte?