- Ti voglio bene. - Mi ami? - No, però ti voglio bene. - Dunque mi ami? - No, quasi. - Quindi mi vuoi benissimo, secondo me. - Si, benissimo. - Quali sono i livelli? - Ti ho voluto abbastanza bene, poi bene, ora benissimo. - Potresti dunque passare dal benissimo ad amarmi? - È plausibile. - Che differenza c'è tra benissimo e amare? - La morte. - La morte? - La morte. - Mi spieghi? - Se ti amo voglio morire per te, tipo che ti salvo dall’incendio e muoio, se ti voglio benissimo dipende. - Vuoi dire che se mi trovo nell’incendio, tu oggi come oggi non saresti sicuro di sfidare le fiamme per salvarmi ed eventualmente morire arso vivo nel fuoco? - Temo di starlo dicendo, ma dovrei trovarmi nella situazione. - Stasera io farò l’amore con un giovane uomo biondo. - Perché me lo dici? - Sono sincera. - Vuoi ingelosirmi? - No. - Secondo me vuoi. - Sì, un po’ voglio. - Ci sei riuscita. - Grazie. - Prego. - Puoi evitare di fare l’amore con questo giovane questa sera e venire a mangiare la pizza con me? - Non ne ho voglia. - Lui non si lancerebbe nel fuoco per te. - Non lo so. - Non sto domandando, sto affermando, lui non lo farebbe. - Come fai a saperlo? - Lo deduco dal fatto di non aver mai conosciuto un uomo morire per amore. - È una deduzione debole. - Però ho conosciuto uomini che più lacrime non hanno. - Se vengo a fare la pizza con te poi faremo l’amore? - Non “a fare”, a mangiare la pizza. - Si, mi sono sbagliata - È un lapsus. - Dici? - Dico. - Non hai risposto alla mia domanda. - Quale? - Dopo la pizza, l’amore. - No. - Perché? - Perché se facciamo l’amore e mi piace tantissimo potrei passare dal volerti benissimo ad amarti, il che sarebbe pericoloso per la mia vita. - È vero, soprattutto in caso d’incendio. - Esatto. - Allora vado, devo farmi bella per il mio amico biondo. - Ti amo. - Non è vero. - Hai ragione. - Lo so. - A dopo? - A spero il più presto dei dopo.
Guido Catalano


















