Concept Art from Kickstarter campaign for a new videogame Zuzzur 2049 from Zentam IGS.
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@iltiponoioso-blog
Concept Art from Kickstarter campaign for a new videogame Zuzzur 2049 from Zentam IGS.
Here is a precious document stolen from the personal archives of Lord Zentam. The technical #drawings of the first #Ciapillis as imagined by the great artist Leodavin Cinardo. Zuzzur 2049, you write...
A videogame with strong lore and engaging soundtrack , a hardgamer challenge , a big adventure in a terrible world.
ZUZZUR 2049 Gameplay Zone 01
Esplora la galassia, ritrova te stesso, salva il pianeta Enoch, mangia un panino...
Scarica la versione Demo di Enoch Saga Volume II e prova di persona se vuoi supportare il progetto!
Esplora la galassia, ritrova te stesso, salva il pianeta Enoch, mangia un panino...
è NATO!! E’ nato!! Kickstarter ha detto sì ed ora dobbiamo solo riuscire a farlo realizzare! Tutti insieme possiamo farcela!
ENOCH SAGA VOLUME II è arrivato!
Anche se mancano ancora 4 Giorni al lancio ufficiale di Enoch Saga Volume II, le indagini sono già iniziate! Che cosa è avvenuto al pianeta Enoch? Come si è arrivati alla Guerra? Perché? Per scoprilo torniamo alla rassegna stampa dei 180 anni che hanno preceduto il conflitto…. Chi di voi scioglierà il mistero della Grande Guerra di Enoch?
MINInchiesta #1 The Sun VS Napoli
In questi giorni, un coro di disappunto si è levato dalla città Partenopea, dal momento in cui hanno scoperto che la testata The Sun ha paragonato, in un suo articolo, Napoli a Raqqa, Caracas e Kiev, inserendo la città italiana fra le più pericolose del mondo. Assodato che si tratta di una mera farneticazione che pone una città italiana al confronto con luoghi afflitti dalla guerra o dal conflitto con il narco traffico, la domanda lecita è in che modo un articolo degno del peggior pattume di Libero sia arrivato ad essere pubblicato da un giornale prestigioso come il Sun. In primo luogo va detto che l’articolo è stato pubblicato da il Sun online, ovvero sia dalla sua controparte sul web, ed anche in Italia siamo abituati ad una notevole disparità fra la versione cartacea e quella informatica di un giornale (si pensi ad esempio alle ben note castronerie pubblicate via web dal Corriere della Sera o da Repubblica). Tale notevole differenza è dovuta per lo più al sistema di selezione dei giornalisti. Nel primo caso si tratta di individui inseriti in una redazione, che prima di poter procedere alla pubblicazione devono confrontarsi con il direttore, la linea editoriale, lo sponsor, e tanti altri passaggi intermedi. Se simili complessità possono sembrare un freno alla libertà sono anche un’importante verifica di quanto verrà pubblicato, garantendo maggiore professionalità da chi scrive. Naturalmente, anche con tutti questi sistemi di prevenzione, ciò non ha impedito all’Espresso di pubblicare un articolo nel quale definiva l’acqua di Napoli velenosa solo perché aveva mal interpretato un dossier del consolato americano in riferimento ad una zona specifica della città. Ma se sorvoliamo sulla sempre crescente incapacità editoriale di alcune testate, il sistema funziona. Nel caso invece della pubblicazione via web, basta che una persona abbia la password da Admin, da amministratore, e può dire quel che vuole. Del resto, le politiche che muovono il circuito web da quello editoriale classico, sono molto diverse. Se nel secondo caso ciò che si ricerca è la verità, l’inchiesta, o per lo meno del consenso, nel caso di Internet quel che si vuole è solo un click, con il quale alzare il numero di visite della pagina, e quindi il valore della stessa nel momento in cui vengono venduti gli spazi pubblicitari. Con questa premessa, i titoli scandalistici, le opinioni eccessive, il razzismo grossolano non sono semplicemente ben visti, ma addirittura incentivati. Sapendo ciò, possiamo allora concentrarci sulla persona, sull’autore di questo piccolo capolavoro del pressapochismo: Guy Birchall. Se indaghiamo un pochino su di lui, scopriamo che deposita immondizia nella pagina del Sun oramai da 3 anni, e se l’obiettivo è quello di creare cattiva informazione in caccia di facili click, possiamo dire che il nostro amico ci è riuscito benissimo. Il 7 giurno del 2015 esordisce con un articolo dal titolo “Trasportare Birra è sessista? Dameti da bere…”, il 16 luglio 2015 invece ci propone un pezzo a favore del freaking come risorsa eccezionale e pulita (che Dio lo perdoni), ma il nostro eroe dimostra di poter fare di peggio, e nell’ottobre del 2015 scrive un articolo che di fatto giustifica l’omofobia, mentre un anno dopo, il 13 ottobre 2016, vomita un rigurgito anti-islam per il quale probabilmente Feltri potrebbe dargli la tessera onoraria di scribacchino di Libero. Del resto, Guy ci aveva già deliziati nel maggio del 2016 con un articolo in favore della Brexit e degli “eccezionali” benefici che questa avrebbe avuto sull’Inghilterra, soprattutto nell’espellere tutti quegli immigrati fastidiosi dal paese (in primo luogo gli Italiani). Non vado oltre per conservare un minimo stima nei confronti del genere umano, ma quel che è chiaro è che si è delineato il profilo del classico esaltato “webbete”. Un ignorante fiero di ignorare che svolge perfettamente il suo ruolo: esprimere idiozie per scatenare reazioni forti che moltiplichino i click sul suo articolo. In conclusione, miei cari Napoletani, sorridete e dimenticate, che questa tigre da tastiera non merita il vostro disappunto. Come disse il grande Eduardo “Mio caro Maurizio, ricorda sempre che alle offese, le ingiurie, le calunnie, il Napoletano deve rispondere con il suo Orgoglio”.