Sono uno che osserva più di quanto parla.
Il silenzio mi somiglia, la solitudine mi capisce.
Ci resto dentro, anche quando fa male.
A volte mi convinco di meritarmela,
mi accuso, mi piego, mi punisco con i pensieri
come se fossi io l’errore da correggere.
E me ne pento. Sempre.
La verità è che non amo davvero stare solo.
Amo l’idea che qualcuno possa sedersi accanto a me
senza portarmi via il silenzio.
Condividerlo.
Restare.
Se mi vedi distante non è freddezza.
È il modo che ho trovato per non crollare.















