Voi credete che essere autolesionisti sia prendere una lametta e tagliarsi i polsi, ma non è così. Non lo è, per nulla.
Un autolesionista sceglie di danneggiare la propria persona in ogni modo possibile, purché senta l'odio saltar fuori, lo stesso odio che cresce dentro di sé pian piano sino a divorare il suo stomaco.
Un autolesionista può benissimo scegliere di rosicchiarsi le unghie, rendendole così corte da non avvertire più nemmeno il male.
Un autolesionista può scegliere di farsi del male a livello psicologico. Avete idea del male che provochi guardarsi allo specchio e sputar sopra lo schifo che provi semplicemente nel guardare il tuo riflesso consumato dalla tua stessa furia rabbiosa?
Autolesionismo è un dolore mentale più forte, profondo, doloroso, un dolore interno che possa auto-punirti.
Ti senti diversa, strana, sbagliata perché gli altri piangono e tu sanguini, sanguini interiormente, e non appena accade qualcosa in grado di ferirti profondamente ti fai del male, ti vengono i capogiri e vorresti esser invisibile.
L’autolesionismo è volersi chiudere in camera, al buio. Lontano da una società che sputa fango sugli altri, ma soprattutto su di te.
Scarichi la tua rabbia su te stessa, quasi fosse una sorta di sfogo, ti sfoghi, ma mai sugli altri. Ti dai la colpa per essere semplicemente te stessa, ti dai la colpa per ogni persona che non ha più voluto far parte della tua vita, ti dai la colpa per non aver saputo vivere, o perlomeno, ottenuto un po' di amore, quell'amore di cui necessiti. Perché si, l'autolesionista va coccolato... va protetto finché non imparerà ad amarsi da solo. Eppure ti dai sempre la responsabilità per tutto, pensi che non meriti quel tipo di amore e allora....
Inizi a farti del male. Tanto male. Tanto di quel male da non poterlo neppure lontanamente immaginare.
L'autolesionismo non è solo fisico.
Pensa a tutte le volte che ti chiudi in camera a piangerti addosso. Pensando a quanto sia difficile la tua vita, chiedendoti il motivo per cui tu non sia mai abbastanza, pensando a tutte le volte che hai sbagliato, a dove hai sbagliato, rendendoti conto di non essere mai andata bene. Questo non è autolesionismo?
Chi è stato autolesionista in passato non smetterà mai di esserlo. Potranno non esserci dei tagli sul corpo, ma comunque vada, continuerai a distruggerti mentalmente.
Autolesionismo non è solo “Mi taglio”. Autolesionismo è essere così tanto forti da arrivare ad essere deboli. Autolesionismo è quando gli altri ti fanno male, e perché non anche tu? Autolesionismo è la speranza che se ne va via lenta. Autolesionismo è sentirsi un fallimento ogni volta. Autolesionismo è la conseguenza di tutti i commenti degli altri sugli sbagli che fai, dell'indifferenza di chi ti sta accanto, del sentirsi inferiore, del non stare mai a posto con sé stessi, del guardarsi allo specchio e cercare di cambiarsi per essere più belli, e eliminare ogni errore. E poi: “Aspetta… ‘eliminare ogni errore’..? E se l'errore fossi io?””
E sai qual’è la cosa peggiore? Non possiamo scappare da quella che è, la nostra mente.
La forma di autolesionismo più dolorosa non sono le cicatrici che rimangono sul braccio e che prima o poi passano, ma le cicatrici ti che rimangono sul cuore e che non si rimarginano più.
I tagli non sono nulla in confronto al distruggersi l'anima. Esistono tante forme di autolesionismo. Ricordatevelo.
Autolesionismo....
Sono... io che mi distruggo ogni minuto.
Uno-sbaglio-da-cancellare.





















