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Outono na Serra da Estrela by Paulo Rebelo
Vintage travels to Paris in the 1950s
(Top left to bottom right) Eiffel Tower, Arc de Triomphe, Notredam and the Moulin Rouge, filmed in the 1950s.
Sì, okay, tutti sappiamo che Claudio Moneta ( questa la devo a tutti quelli che chiamano Francis Bacon “Francesco Bacone” ) aveva un bel giardinetto a casa sua - a Giverny, con taaaanti fiori - fiori ovunque e ninfee e ponticelli. Era un vero maniaco ossessivo compulsivo, e lavorò anni per avere il giardino esattamente come lo voleva lui ( e neanche ve lo dico, pure gli interni erano studiati per avere camere di colori diversi: il salone giallo, la cucina blu - così poteva studiare i cambi di luce sugli oggetti e sulle persone che vi entravano. Immaginate che ansia andare a trovare Claude per bersi una tisana insieme e vederlo attento a studiare i giochi di luce sul naso mentre passiamo dal salone alla cucina. Brr )
Ma dato che era DAVVERO matto esportò la sua follia anche fuori dalle mura di casa, ossessionato com'era da quella sua idea di voler dipingere l'aria, non gli oggetti: l’impressione. Moneta ci insegna a vedere cose che non ci soffermiamo a guardare, ci rende sensibili al cambio della luce, al fumo, all'atmosfera di un attimo, che riesce a cogliere e immortalare. Lui non rappresenta, rappresente ( vi giuro che non è una battuta triste, ce l'ha detto la prof a lezione eh ). Nega la forma, il confine delle cose - guardate ad esempio i treni qui: hanno la stessa consistenza delle nuvole di fumo che creano.
Ecco, appunto: i treni. Non si era appassionato solo a fiorellini di campo e stagni pittoreschi, il buon Claude adorava anche il soggetto città. E poi che città, mica Ostia: Parigi, la capitale. Studiarne le sfumature, il caos, la folla, intrufolarsi nei luoghi pubblici cogliendo istantanee di diverse esperienze.
Questa esperienza qui, alla stazione Saint Lazare, può fornirci un indizio sulla personalità di Monet che era, a mio giudizio, proprio una faccia di cul..bronzo come pochi.
Nel 1877 decise di dipingere la stazione ferroviaria, e a suo giudizio la luce sarebbe stata migliore se il treno per Rouen avesse ritardato di mezz'ora. Ma certo le ferrovie francesi non erano tanto bendisposte ad adattare i propri orari di viaggio alle esigenze di un artista che in quel periodo non godeva manco di tanta fama. Ah, Claudio Claudio - saresti dovuto nascere in Italia. Sai quanti bei quadretti avresti prodotto in ritardo di mezz'ora ( ma pure quarantacinque minuti, un'ora, .. ).
Tant'è, si vestì di tutto punto - con tanto di bastone con testa d'oro - andò all'ufficio della Western Railway con una sviolinata sulla bellezza della Stazione di Saint Lazare, che aveva preferito a qualsiasi altra perché “possedeva più carattere”. Inutile a dirsi, gli venne accordato tutto ciò che chiedeva: i treni vennero fermati, la banchina venne sgombrata, le locomotive furono appositamente riempite di carbone per emettere tutto il fumo che quel pazzo ( ho già detto che era totalmente svitato, sì? ) di Monet voleva. Dopo aver lavorato come solo lui sa fare, producendo tele su tele, se ne andò mentre tutto il personale si inchinava devoto, neanche immaginando di aver prestato aiuto e servizio ad un poveraccio cui opere erano perennemente respinte al Salon perché non conformi a quegli ideali canoni estetici dell'epoca. Quante risate si sarà fatto nel suo salone giallo, ripensando a quanto son stati fessi.
( avete ragione, mi sono dilungata, ma .. è Monet - c'è un reblog compulsivo su Tumbrl, di Monet: dovevo rendere giustizia al sua sfacciataggine! )
The main theme is just so haunting…
Swan Lake Act II Introduction.
雨の日
I wouldn’t trust George to cut my hair. omg.
But I think I’d trust John, however.
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Leakey’s Bookshop, Inverness, Scotland
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Monet’s house&garden, Giverny, France by Rick Ligthelm
Whimsy + Row